Filippo Arcelli

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Filippo Arcelli
1375/1380 – luglio 1421
Morto aCapodistria
Cause della mortemorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoDucato di Milano, Repubblica di Venezia
Forza armataMercenari
GradoCondottiero
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Filippo Arcelli (Piacenza, tra il 1375 e il 1380Capodistria, luglio 1421[1]) è stato un condottiero italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arcelli fu, insieme al fratello Bartolomeo, mercenario al servizio dei Visconti nelle lotte contro le famiglie Dal Verme, alla quale sottrasse la Rocca d'Olgisio nell'agosto 1408[1], e Scotti. Manifestò la maggior ferocia contro quest'ultima famiglia, in particolare nei confronti del rappresentante di maggior rilievo, il conte Alberto[2], che catturò nel 1411 e rinchiuse nella Rocca d'Olgisio.

In seguito assediò, per ordine del duca di Milano, il Castello di Sarmato: non riuscendo ad ottenere la resa condusse il prigioniero Alberto Scotti sotto le mura della rocca, intimandogli di ordinare la resa per avere salva la vita[2]. La sorella dello Scotti, Caterina, contessa di Castelnuovo, fu così costretta alla resa, per la quale dovette anche pagare quattrocento ducati d'oro. Fu inoltre fatta firmare una dichiarazione nella quale Alberto Scotti si riteneva soddisfatto di consegnare Sarmato ai propri nemici.

Nel 1412 Filippo Arcelli fu, assieme al fratello, creato conte della Val Tidone da Filippo Maria Visconti, per il quale aveva parteggiato nella lotta contro Estorre Visconti, comandando le sue truppe insieme a Castellino Beccaria e Matteo Tedesco[1], e guadagnando ampio potere su terre e castelli nella zona di Sarmato, Castel San Giovanni e Borgonovo Val Tidone[2].

Il 20 settembre dello stesso anno Filippo Maria Visconti confiscò tutti i beni dei fratelli Scotti, accusati di ribellione, assegnandoli ai fratelli Arcelli in cambio della loro fedeltà[2]; tra questi beni figura anche il Castello di Agazzano[3]

Nel marzo 1414 Filippo ricevette dal Visconti l'incarico di prendere Piacenza: verso la fine del mese entrò in città di notte, occupando la cittadella e, successivamente, scacciando il presidio delle truppe dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo. Diventò così signore della città.

L'anno successivo, anche in seguito alle discordie alimentate da Alberto Scotti[2], l'alleanza con i Visconti si tramutò in aperta ostilità e Filippo Arcelli fu bandito dalla città di Piacenza.

Nel 1417 il duca di Milano dichiarò guerra ai fratelli Arcelli mandando contro di loro un esercito comandato dal condottiero Francesco Carmagnola, nemico della famiglia Arcelli che gli aveva impedito di sposarsi con Margherita Arcelli, sorella di Filippo. Appresa la notizia dell'imminente arrivo dell'esercito nemico, gli Arcelli abbandonarono Sarmato senza opporre resistenza. Filippo riuscì però a riconquistare il castello nel corso dello stesso anno, abbattendo le fortificazioni rinnovate dalla famiglia Scotti[2].

L'esercito guidato dal Carmagnola riuscì comunque a sconfiggere Filippo Arcelli e a riconquistare Piacenza, dopo un terribile assedio nel quale per farsi aprire le porte della città furono impiccati il figlio e il fratello di Filippo. Il quale riuscì comunque a fuggire dalle mani dei nemici per una via di fuga sotterranea[1].

Filippo ebbe come scudiero il 14/15enne Bartolomeo Colleoni, che iniziò con lui la carriera militare.

Nel giugno 1418 Filippo Arcelli venne assoldato dalla Repubblica di Venezia: quello stesso anno condusse operazioni militari in Friuli tra Cordignano, Brugnera e Polcenigo. L'anno successivo conquistò Udine, Pordenone e Sacile. Nel marzo 1420 occupò Feltre, seguita nei mesi successivi da Belluno, Portogruaro, Sesto al Reghena, Codroipo, San Vito al Tagliamento, Monfalcone, Valvasone e Spilimbergo[1].

Nel luglio 1421 morì in combattimento a Capodistria (altre versioni riportano di una sua morte avvenuta a Padova, Treviso o Venezia). La salma fu portata a Padova per essere sepolta nella Basilica di Sant'Antonio[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Scheda su Condottieri di ventura Archiviato il 12 settembre 2014 in Internet Archive.
  2. ^ a b c d e f C. P. Zanardi Landi, Sarmato, storia e leggenda, 2000, TEP edizioni d'arte, Piacenza, p.11-12
  3. ^ Comune di Agazzano turismoapiacenza.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Arcelli, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.