Monfalcone

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Monfalcone
comune
Monfalcone – Stemma Monfalcone – Bandiera
Monfalcone – Veduta
La rocca di Monfalcone
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Gorizia-Stemma.png Gorizia
Amministrazione
Sindaco Anna Maria Cisint (Lega Nord) dal 7-11-2016
Territorio
Coordinate 45°48′N 13°32′E / 45.8°N 13.533333°E45.8; 13.533333 (Monfalcone)Coordinate: 45°48′N 13°32′E / 45.8°N 13.533333°E45.8; 13.533333 (Monfalcone)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 20,5[1] km²
Abitanti 28 006[2] (28-2-2017)
Densità 1 366,15 ab./km²
Frazioni Marina Julia. Ulteriori dettagli
Comuni confinanti Doberdò del Lago, Duino-Aurisina (TS), Ronchi dei Legionari, Staranzano
Altre informazioni
Lingue italiano, veneto, sloveno, friulano
Cod. postale 34074
Prefisso 0481
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 031012
Cod. catastale F356
Targa GO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 213 GG[3]
Nome abitanti monfalconesi
Patrono Madonna della Salute
Giorno festivo 21 novembre
Soprannome La città delle navi da crociera [2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monfalcone
Monfalcone
Monfalcone – Mappa
Posizione del comune di Monfalcone nella provincia di Gorizia
Sito istituzionale

Monfalcone (Mofalcon in dialetto bisiaco[4], Monfalcon in friulano[5][6], Tržič in sloveno[7], Falkenberg in tedesco, desueto) è un comune italiano di 28 006 abitanti della provincia di Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia. Conosciuta anche come "la città delle navi da crociera"[8] (spesso anche come "la città dei cantieri"), è un importante polo industriale sede del secondo scalo marittimo della regione e di uno dei principali cantieri navali del Mediterraneo.

È la quinta città regionale per numero di abitanti (dopo i quattro capoluoghi provinciali) e assieme ai comuni di Ronchi dei Legionari e Staranzano forma un conglomerato urbano di circa 50 000 abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città di Monfalcone si estende sulla fascia costiera settentrionale del Mar Adriatico per 24 km.[8]

Monfalcone è rappresentata nelle carte IGM al 25.000: 40AIIINE / 40AIIINO.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio monfalconese è pianeggiante. Le zone costiere sono ricche di aree paludose e canneti, tra cui il biotopo delle risorgive Schiavetti e del fiume Cavana, che si sviluppano nella fascia sud-ovest a ridosso del canale del Brancolo e sono entrambi tutelati per l'importanza avio-faunistica, data anche la vicinanza alla riserva naturale dell'Isola della Cona. Nella zona est, grazie anche alla vicinanza alle foci del Timavo ha sviluppo il canneto del Lisert, già zona paludosa che ha ottenuto importanti lavori di bonifica all'inizio del '900.[9]

Per quanto riguarda l'idrografia, il confine sud della città è determinato dal Mar Mediterraneo, del quale la città costituisce il punto più settentrionale. La città, sita nella Baia di Panzano a pochi chilometri dalla foce del fiume Isonzo, gode inoltre di diversi canali artificiali navigabili, tra cui il Canale "Eugenio Valentinis", il cosiddetto Canale "EstOvest" e il Canale del Brancolo.[9]

Orograficamente, Monfalcone è racchiusa a nordest dai rilievi dell'altopiano carsico, che comunque mantengono altitudini modeste (in media sugli 80 m s.l.m., con punte di 140 m s.l.m.). Il rilievo di maggiore importanza è sicuramente il Monte Falcone (la cui denominazione di "monte" è da ritenersi errata, date le minime altitudini che raggiunge), da cui prende il nome la città.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Trieste Ronchi dei Legionari.

Il clima della città di Monfalcone si può considerare come la cerniera tra il clima della pianura veneto-friulana e quello della costiera triestina. Rispetto al primo, infatti, le precipitazioni sono meno consistenti e la ventosità più accentuata (soprattutto nella parte costiera e carsica della città; di meno in quella pianeggiante). Anche le temperature sono leggermente più alte nei valori minimi. Rispetto al clima della costiera triestina, Monfalcone si presenta invece meno esposta ai venti dal primo quadrante ed è posizionata ad una distanza maggiore dalle masse d'acqua più profonde del Golfo di Trieste che hanno le più rilevanti capacità termiche; fattori, questi, che determinano temperature minime anche parecchio più basse rispetto al capoluogo giuliano.

Va segnalato comunque che nonostante la breve distanza da Ronchi dei Legionari, le statistiche meteorologiche di riferimento per questa città non possono appieno considerarsi adeguate alla città di Monfalcone, specialmente per quanto riguarda le parti costiere (Marina Julia e Lido di Panzano) e carsica (Rione Romana Solvay) della città. Questo è tanto più vero se si considera che anche nello stesso pur limitato territorio comunale di Monfalcone possono esservi differenze anche di 2/3 gradi di temperatura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'attuale comune di Monfalcone fu sede, in età preistorica, di insediamenti organizzati su diversi castellieri.[10]

Nel periodo della Roma repubblicana il territorio monfalconese, data la vicinanza ad Aquileia, fu soggetto ad un importante espansione. Qui vennero costruite numerose ville romane, come testimoniano anche le rovine pervenute, e soprattutto le terme.[11][12]

In età medievale, nonostante la povera documentazione pervenuta, siamo certi che vi fosse un insediamento nell'area dell'attuale rione di Panzano: la zona, infatti, era di strategica importanza per il controllo dell'est ed appartenne, infatti, agli Ostrogoti, ai Bizantini, al Ducato longobardo del Friuli, al Sacro Romano Impero. In questo periodo, nel 967, l'imperatore Ottone I donò la città al Patriarca di Aquileia affinché ne controllasse le invasioni da parte degli Ungari, con la costruzione di una fortificazione: la prima Rocca di Monfalcone. Nel 1260 Monfalcone fu citata per la prima volta in un atto con il quale il conte di Gorizia Mainardo II restituiva al Patriarca di Aquileia la località, ricevuta in pegno qualche anno prima. Ciò nonostante, le prime testimonianze di un nucleo abitato ai piedi della Rocca risalgono al 1289.[13]

La rocca

Nel 1420 la Repubblica di Venezia invase il Friuli e pose fine al potere temporale del Patriarcato di Aquileia. Monfalcone fu presa il 14 luglio di quell'anno, dopo 3 giorni di assedio. Rimase sotto la Serenissima dal 1420 al 1797, nonostante alcune parentesi durante le quali Monfalcone venne controllata da altri Stati. Nel 1472, 1477 e 1499 il territorio subì tre incursioni dei Turchi ma la rocca e la città murata non furono conquistate. Nel 1511 fu occupata per breve tempo dai francesi in funzione anti-veneziana. Ripresa dai veneziani, nel 1514 fu espugnata dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, che occupò la città murata e distrusse la rocca. Nel 1521, con la dieta di Worms, il territorio tornò a Venezia, che fece ricostruire la struttura difensiva sulla sommità del monte, portando la Rocca alle sue fattezze odierne. Con la costruzione della fortezza di Palmanova (1593), il territorio di Monfalcone perse parte della primitiva importanza e non fu più potenziato. Fra il 1615 e il 1617, durante la guerra di Gradisca fra Venezia e l'Austria (detta anche degli Uscocchi), il territorio fu saccheggiato e incendiato, ma la città murata fu salvata dalle artiglierie della rocca.[14]

Nel 1751 fu soppresso il Patriarcato di Aquileia e furono create al suo posto le due arcidiocesi di Udine e Gorizia. Il territorio di Monfalcone fu aggregato ad Udine come tutta la parte veneta, mentre quella austriaca fu assegnata a Gorizia. Nel 1797, le truppe napoleoniche francesi occuparono il monfalconese. Col trattato di Campoformido gran parte della Repubblica di Venezia fu ceduta all'Austria, ma i francesi rimasero a Monfalcone fino al gennaio 1798, commettendo numerosi soprusi. Con la pace di Presburgo del 1805 la quasi totalità delle terre appartenute alla Serenissima, fra cui Monfalcone, l'Istria e la Dalmazia, furono cedute al Regno d'Italia. Con il trattato di Fontainebleau del 1807 fu deciso il nuovo confine fra Regno d'Italia e Impero austriaco sul fiume Isonzo. Monfalcone divenne così di nuovo austriaca anche se i francesi si riservarono il diritto di attraversarla per raggiungere l'Istria. Ma da questo momento, per la prima volta nella storia, Monfalcone fu staccata dall'area di Aquileia-Udine-Cividale ed entrò a far parte del Circolo di Gorizia.

Con il successivo trattato di Schönbrunn del 1809 Monfalcone fu unita, insieme ai territori a sinistra dell'Isonzo, alle appena costituite Province Illiriche poste sotto il diretto controllo francese. Nel 1813 l'Austria riconquistò le Province Illiriche e, con esse, Monfalcone. Successivamente (1825) il distretto di Monfalcone (comprendente i mandamenti di Monastero, Monfalcone, Duino e Sesana) fu incorporato definitivamente nella Contea Principesca di Gorizia e Gradisca e ne seguì le sorti (fra cui l'integrazione al Litorale austriaco, nel 1849) fino alla prima guerra mondiale.[15]

La notorietà della città è datata agli inizi del Novecento con la costruzione del massimo cantiere navale italiano (attualmente Fincantieri), fondato nel 1908 come Cantiere Navale Triestino dalla famiglia Cosulich (trasferitisi presso Monfalcone dopo la chiusura dei cantieri navali triestini), in cui ancor oggi vengono realizzate navi da crociera e di grosso tonnellaggio.

Il 9 giugno 1915 la città venne presa dall'esercito italiano, ma a seguito della battaglia di Caporetto (ottobre 1917) tornò in mano austro-ungarica per circa un anno. Al termine del conflitto Monfalcone fu riunita all'Italia il 24 ottobre 1918.[16]

Uscita dalla Grande Guerra molto provata, Monfalcone ebbe una ripresa grazie alla cantieristica, frenata solo nel periodo della crisi del '29.[17]

Durante la seconda guerra mondiale (dal 1º ottobre 1943) fu aggregata alla zona di operazione del Litorale austriaco. A partire dal 19 marzo 1944 fu più volte bombardata e gravemente danneggiata.

Nella zona di Monfalcone si organizzò la lotta di resistenza ai nazisti, concentrata in particolar modo sul Carso: venne costituita una locale brigata partigiana italiana dipendente dal CLNAI, e fu in particolare la numerosa classe operaia e la popolazione slovena del circondario ad intraprendere una determinata lotta agli occupatori. La città per 40 giorni fu occupata dalle truppe di Tito. Dal giugno 1945 al settembre 1947, trovandosi ad occidente della cosiddetta linea Morgan, fu sotto amministrazione militare alleata.

Con l'entrata in vigore del trattato di Parigi, il 15 settembre 1947 ritornò definitivamente all'Italia. Unita dal 1923 fino al 1947 alla provincia di Trieste, fu trasferita, in quello stesso anno, alla Provincia di Gorizia.[18]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Monfalcone dal 1937, gode del titolo di città.

Titolo di città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di città
«Dissertazione storico-geografica tendente a dimostrare che Monfalcone vanta il titolo di città»
— 1º aprile 1937[19]
I partigiani comunisti accolgono le truppe neozelandesi giunte a Monfalcone inneggiando all'annessione della città alla Jugoslavia

Monfalcone è tra le città decorate al valor militare in quanto insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione sia durante la prima guerra mondiale, quando fu quasi completamente rasa al suolo, sia durante la seconda guerra mondiale, quando subì l'occupazione ad opera delle truppe tedesche e, successivamente, quella ad opera dei soldati Jugoslavi di Tito.

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Sentinella avanzata di italianità, nelle epiche battaglie del 1915-1918, immolava interamente se stessa; rasa al suolo dagli obici nemici, durante più anni dispersa nei propri figli in lungo penoso esilio, divenne madre adottiva di puri eroi quali Toti e Randaccio e custode di epici ricordi: quota 87, quota 121, Hermada, Monte Sei Busi, che tutti si riassumono e si esaltano nel nome fatidico di Redipuglia. Non permise mai che infiltrazioni straniere potessero comunque alterare la purezza della sua stirpe italica. Durante la guerra 1940-45, diede il proprio contributo di sangue e di rovine subendo sette bombardamenti che la mutilarono gravemente e falcidiarono numerosi suoi figli. Dall'armistizio del 1943 in poi, attraverso duri anni di lotta cruenta, seppe reagire, indomita ai nemici d'Italia che, avvicendandosi nell'invasione e sopraffazione, tentarono, con ogni mezzo, di arretrare all'Isonzo il confine patrio per strappare questo lembo di terra al territorio nazionale. Conseguì la sua seconda redenzione il 18 settembre 1947»
— Monfalcone[20]

Monumenti, musei e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monfalcone vista dal satellite, a destra rispetto alla foce dell'Isonzo
  • Rocca di Monfalcone, di origine medievale, deve tuttavia il suo aspetto attuale alle profonde ristrutturazioni ed ampliamenti realizzati dai veneziani nella prima metà del XVI secolo. All'interno è sistemata l'esposizione speleologica permanente del Museo della Rocca di Monfalcone
  • Terme romane, costruite in età romana e oggi riaperte dopo anni di abbandono.
  • Parco tematico della Grande guerra con trincee, cavità visitabili e percorsi tematici, tra cui:
    • Monumento ERMA QUOTA 12, in ricordo dei caduti della III Armata (Prima Guerra Mondiale)
    • Monumento in ricordo dei martiri delle foibe e dell'esodo degli italiani dall'Istria, Fiume e Dalmazia
    • Zona carsica, con sentieri e castellieri
  • Museo della Cantieristica, progetto museale unico in Italia appositamente dedicato alla cantieristica navale
  • Chiese e santuari cittadini
  • Monumento a D'Annunzio (1958-1960), su progetto di Vincenzo Fasolo, direttore dei lavori Carlo Leopoldo Conighi; oggi situato al confine tra Monfalcone e Ronchi dei Legionari. L'opera fu installata a Monfalcone, perché l'amministrazione socialcomunista di Ronchi non la voleva. Fu un “dispetto”, secondo Claudio Magris.[22]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Sin dall'apertura del cantiere navale, la città ha ricevuto una forte immigrazione di lavoratori provenienti da altre zone del Friuli-Venezia Giulia e d'Italia, oltreché da alcuni paesi esteri, che hanno formato nel corso degli anni comunità relativamente numerose. Le principali zone d'origine sono cambiate nel tempo: inizialmente, oltre a giuliani e friulani, la Puglia (in particolare Gallipoli, con cui il comune è gemellato), successivamente la Campania. Negli ultimi anni si sono stanziati a Monfalcone immigrati di origini croate, romene e, soprattutto, bengalesi.

Gli stranieri residenti nel comune sono 5 817, ovvero circa 1/5 della popolazione (la percentuale più alta in regione). Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[24]:

  1. Bangladesh, 1959
  2. Romania, 1109
  3. Croazia, 462
  4. Bosnia ed Erzegovina, 383
  5. Macedonia, 280
  6. Albania, 175
  7. Cina, 164
  8. Serbia, 138
  9. Ucraina, 130
  10. Bulgaria, 88

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La parlata tipica di Monfalcone è il bisiacco, una particolare variante del veneto diffusa nella provincia di Gorizia meridionale (Bisiacaria). In tempi recenti questo dialetto ha subito la forte influenza del triestino che, di fatto, ha finito per soppiantarlo[25].

A Monfalcone sono inoltre riconosciute due minoranze linguistiche che godono di un certo grado di tutela a livello ufficiale: lo sloveno[7], e il friulano, entrambe di radicata e storica presenza ma accresciutesi con le recenti immigrazioni seguite all'apertura dei cantieri navali e lo sviluppo industriale[26]. Entrambe le comunità possono usufruire di appositi "sportelli della lingua" presso gli uffici comunali[27]. In città ha sede inoltre un fogolâr furlan, riferimento sociale e culturale per la minoranza friulanofona[26].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

In città vi sono 5 scuole primarie, 2 scuole secondarie di primo grado e 3 scuole secondarie di secondo grado, in grado di dare una buona offerta formativa agli studenti locali. È sicuramente oggetto peculiare il fatto che tutti gli istituti scolastici primari e secondari di primo grado siano intitolati a personalità locali di degna importanza, soprattutto per quanto concerne il ruolo nei cantieri navali o nella Prima Guerra Mondiale.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

A Monfalcone, città non dalla vocazione prettamente culturale, sono tuttavia presenti alcuni poli museali peculiari nel panorama locale e nazionale. Sono sicuramente da nominare il museo speleologico e paleontologico della Rocca di Monfalcone, il parco tematico della Grande Guerra e il polo museale della cantieristica navale, che costituisce progetto museale unico in Italia per il suo genere.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale monfalconese[28], manifestazione carnevalesca della quale si ricorda in principal modo la cerimonia de "La Cantada", discorso satirico in dialetto bisiaco che si svolge il martedì grasso presenziato dalle maschere tipiche della città, seguita da una grande sfilata di carri allegorici, tra le maggiori a livello regionale.
  • "Ridendo la Cantada", spettacolo teatrale comico dialettale connesso alle manifestazioni del Carnevale;
  • Festa dello sport, con 4 giorni nel mese di giugno dedicati alle società sportive cittadine
  • Festeggiamenti di S. Antonio: "Mostra del Vino e del Pesce e Terre di Magici sapori", nella settimana che comprende il 13 giugno (S. Antonio), mostra e degustazione di vini regionali, italiani ed esteri, chioschi gastronomici, spettacoli e concerti in piazza.
  • Monfalconestate, rassegna di eventi e concerti nel periodo estivo
  • CantaFestival de la Bisiacarìa, concorso canoro dialettale.
  • Festa del bosco in occasione della festa patronale della Madonna della salute il 21 novembre.
  • Fiera di San Nicolò il 5 dicembre.
  • Dicembre monfalconese, con eventi e intrattenimenti in piazza.

Persone legate a Monfalcone[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche e rioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Monfalcone è diviso in molteplici località, molte delle quali storicamente conosciute, quali: Aris, Borgo Rosta, Crociera (in dialetto Crosera), Lisert, Marina Julia, Marina Nova, Marina Vecchia, Panzano, San Michele, San Polo.

A livello macroscopico, tuttavia, vengono riconosciuti 5 rioni: Aris-San Polo-Anconetta, Largo Isonzo-Crociera, Centro, Panzano e Romana-Solvay.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Marina Julia è di fatto l'unica frazione di Monfalcone riconosciuta a livello amministrativo e come tale può essere indicata autonomamente sugli indirizzi.[29]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Data la massiccia presenza di imprese di piccole, medie e anche grandi dimensioni capaci di soddisfare bacini d'utenza locali, nazionali e anche mondiali, le aree industriali di Monfalcone sono 2, Schiavetti-Brancolo e Lisert, che occupano rispettivamente la parte sud e la parte est della città.[30]

L'economia di Monfalcone gravita quasi interamente sul mare, con la cantieristica navale e il porto: la città è infatti sede dei più grandi cantieri navali del gruppo Fincantieri, specializzati nella produzione di navi da crociera ad elevato tonnellaggio per i principali operatori crocieristici mondiali e del porto più settentrionale del Mediterraneo. Sono presenti anche numerose marine per imbarcazioni da diporto, che assieme ai cantieri navali e al settore delle vendite, ampliano lo sviluppo economico della città per le attività del mare e concorrono a formare l'offerta turistica della città, anche con l'area balneabile di Marina Julia.

Sono insediate inoltre sul territorio comunale numerose imprese, soprattutto metalmeccaniche, quali Nidec ASI, Mangiarotti (sul sito dell'ex Solvay Group), Cimolai, SBE.[30]

Sul territorio comunale, infine, ha sede una centrale termoelettrica del gruppo A2A, attualmente in fase di riconversione dal carbone a nuove fonti più sostenibili.[31]

Non è da dimenticare il settore manifatturiero e artigianale, che ha un considerevole sviluppo.[30]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città di Monfalcone è ben servita e facilmente raggiungibile sfruttando le numerose vie di comunicazione presenti. In città, riguardo alla mobilità sostenibile, è presente una fitta rete di piste ciclabili estesa per 21 km che collega facilmente i principali punti di interesse.[8]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Monfalcone è servita da assi viari di rilevanza regionale ed extraregionale. La città è attraversata, infatti, dalla SS14 della Venezia Giulia e dall'autostrada A4[32] (Serenissima), la quale permette di entrare in città dai caselli:

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari.

Per giungere a Monfalcone, ci si può servire del vicino Aeroporto del FVG, posto a circa 5 km dal centro della città e servito da diverse compagnie aeree, che collegano l'aeroporto a numerose città d'Italia e d'Europa.[33]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Monfalcone.

La Stazione di Monfalcone, posta immediatamente prima del bivio di San Polo, biforcazione tra le linee Venezia-Trieste e Udine-Trieste, serve l'intera città di Monfalcone e le zone limitrofe, essendo fermata di molti treni a percorrenza regionale e nazionale.[34]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Monfalcone.

Come già detto, Monfalcone è sede del porto più settentrionale dell'Adriatico, del Mediterraneo e d'Italia, rendendolo così secondo scalo a livello regionale e teatro di sbarco di merci destinate a tutta Europa. Il Porto di Monfalcone risulta così essere un porto molto vario, con una specializzazione di fatto per il mercato automobilistico, i cui traffici sono in forte ascesa.[35]

Trasporti Urbani ed Extraurbani[modifica | modifica wikitesto]

Monfalcone è servita da una fitta rete di autobus urbani e corriere extraurbane che collegano la città ai comuni limitrofi e alle principali località regionali. Tutti i trasporti sono gestiti dalla società APT Gorizia.[36]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Si riportano di seguito i sindaci della città dalla nascita della Repubblica Italiana ad oggi:[37]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1948 1952 Aristide Grassilli Sindaco
1952 1957 Antonio Pacor Sindaco
1957 1958 Antonio Rizzatti Sindaco
1958 1961 Amelio Cuzzi Sindaco
1961 1969 Nazario Romani Sindaco
1969 1975 Matteo Versace Sindaco
1975 1979 Giovanni Maiani Sindaco
1979 1984 Luigi Blasig Sindaco
1984 1986 Gino Saccavini Sindaco
1986 1988 Roberto Porciani Sindaco
1988 1991 Gianfranco Demarchi Sindaco
1991 1993 Cesare Calzolari Sindaco
1993 2001 Adriano Persi Partito Democratico Sindaco
2001 2011 Gianfranco Pizzolito Partito Democratico Sindaco
2011 2016 Silvia Altran Partito Democratico Sindaco
2016 in corso Anna Maria Cisint Lega Nord Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'offerta fornita dalle società sportive di Monfalcone è molto ampia e, di fatto, estesa a gran parte degli sport. Molte società sportive fanno capo all'Associazione Ricreativa Fincantieri. Di seguito si riportano alcuni degli sport praticati in città:

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Unione Fincantieri Monfalcone che milita nel campionato di Terza Categoria del Friuli Venezia Giulia.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La società A.s.d. FalconStar è la squadra di pallacanestro di Monfalcone, attualmente milita in Serie C Gold, girone Veneto.

Judo[modifica | modifica wikitesto]

La società Isao Okano è una società sportiva di Judo a Monfalcone. Ha suscitato un grande interesse sul territorio. Partecipa a numerose manifestazioni e gare, raggiungendo risultati brillanti.

Hockey su prato[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni l'hockey su prato ha suscitato discreto interesse nella città. La squadra presente a Monfalcone è la Fincantieri Hockey dell'AR Fincantieri.

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Anche l'atletica ha un notevole successo: l'A.S.D Atletica Fincantieri Monfalconeè la società cittadina.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Dal mese di agosto del 2016, ha cominciato ad operare presso il campo sportivo della "Marcelliana", il 'Rugby Club Monfalcone, specializzato nel minirugby (bambini e bambine dai 6 ai 12 anni) e in quello femminile juniores (ragazze dai 12 ai 16 anni). La squadra U16 femminile, di fatto "prima squadra" del club è iscritta al Campionato Interregionale Veneto di categoria.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

I principali impianti sportivi di Monfalcone sono: per quanto riguarda il Calcio, l'impianto sportivo comunale (che è anche fornito del campo da hockey su prato) e lo stadio "Cosulich", per l'atletica leggera il nuovo impianto intitolato al prof. Umberto Sanzin e presente allo stadio "Cosulich". Tutte le attività indoor si svolgono nelle principali palestre, cui il Palasport o la palestra polifunzionale sita nelle vicinanze dell'area verde, grande area attrezzata con campetti da gioco liberi ai cittadini.

Monfalcone è dotato anche di una piscina comunale per l'attività natatoria professionale e amatoriale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Tiziana Carpinelli, Gorisia e Mofalcon, in arrivo i cartelli in "lingua" bisiaca, in Il Piccolo, 4 maggio 2012. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  5. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  6. ^ Delibera del consiglio provinciale di Gorizia sull'inserimento di Monfalcone tra i comuni friulanofoni
  7. ^ a b DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
  8. ^ a b c Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  9. ^ a b Mappa delle zone umide costiere del monfalconese (PDF), in Lacus Timavii.
  10. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  11. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  12. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  13. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  14. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  15. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  16. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  17. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  18. ^ Comune di Monfalcone, su www.comune.monfalcone.go.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  19. ^ http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/
  20. ^ Monfalcone Origini e vicende, di Silvano Del Missier - Edito a cura dell'Amministrazione comunale di Monfalcone nell'anno 1960)
  21. ^ Sito ufficiale "Santuario B.V. della Marcelliana", santuariomarcelliana.it.
  22. ^ Monumento a D'Annunzio, in Corriere della Sera, 21 settembre 1997.
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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  25. ^ Vincenzo Orioles, Composizione plurilingue del territorio del Friuli Venezia Giulia (PDF), orioles.it. URL consultato il 29 gennaio 2013.
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  34. ^ Acquista il biglietto con le nostre offerte - Trenitalia, su www.trenitalia.com. URL consultato il 14 giugno 2017.
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  37. ^ Biblioteca Monfalcone (PDF), bibliotecamonfalcone.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbara Sturmar, GORIZIA NASCOSTA raccolta illustrata di curiosità di Gorizia e della sua provincia, Lint Editoriale Trieste, ISBN 978-88-8190-266-8
  • Marco Mantini, Silvo Stok: "I tracciati delle trincee sul fronte dell'Isonzo. III. Le alture di Monfalcone" parte 1a, Gaspari editore Udine, 2009; ISBN 88-7541-153-0; parte 2a, Gaspari editore Udine, 2010; ISBN 88-7541-182-4
  • Elio Varutti, Il monumento a D'Annunzio, in Ferruccio Tassin (cur), Monfalcon, LXXXIII congresso, Monfalcon 24 settembre 2006, Udine, Societât Filologjiche Furlane, pp. 231–237. ISBN 978-88-7636-071-8
  • Claudia Carraro d'Amore, Gli ospedali di Gorizia e Monfalcone, Storia per Immagini, Saonara (Pd), Tipografia Bertaggia, 2005, p. 70.

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