Polcenigo

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Polcenigo
comune
Polcenigo – Stemma
Polcenigo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
Sindaco Mario Della Toffola (Fratelli d'Italia) dal 23/4/2013
Territorio
Coordinate 46°02′N 12°30′E / 46.033333°N 12.5°E46.033333; 12.5 (Polcenigo)Coordinate: 46°02′N 12°30′E / 46.033333°N 12.5°E46.033333; 12.5 (Polcenigo)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 49,69 km²
Abitanti 3 237[1] (31-12-2010)
Densità 65,14 ab./km²
Frazioni Coltura, Gorgazzo, Mezzomonte, Range, San Giovanni
Comuni confinanti Budoia, Caneva, Fontanafredda, Tambre (BL)
Altre informazioni
Cod. postale 33070
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093031
Cod. catastale G780
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 461 GG[2]
Nome abitanti polcenighesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Polcenigo
Polcenigo
Posizione del comune di Polcenigo nella provincia di Pordenone
Posizione del comune di Polcenigo nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Polcenigo (Al Borc in parlata locale, Polcenic in friulano [3]) è un comune italiano[4] di 3.259 abitanti della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia e fa parte del Club Borghi più Belli d'Italia[5].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

“Polcenigo. Scrigno verde” è la frase di chiusura della comunicazione istituzionale del comune. “Scrigno” perché il territorio polcenighese contiene molte gemme naturalistiche, perle architettoniche e gioielli urbanistici e storici; “verde” perché questo colore pervade e tinteggia il paesaggio.

Tra le bellezze del territorio polcenighese vi sono:

  • Il Buco del Gorgazzo, il “Bus”, celebrato dalle parole di anonimi poeti e dai colori di pittori come Luigi Nono e dalle migliaia di foto che ogni giorno ne catturano le meraviglie.
  • Il Palù, ampia area paludosa di grande interesse archeologico e naturalistico. Il Palù è uno dei 111 siti palafitticoli alpini europei e sito UNESCO dal 2011.
  • Le sorgenti della Livenza e la “Santissima”, luoghi unici che ancora conservano il fascino di un territorio che nella cartografia dell'800 veniva definito “Lago della Livenza”.
  • Il parco di S. Floriano, di proprietà della Fondazione Ing. Luigi Bazzi e madre Ida e ufficialmente aperto nel 1980. Il parco ed è un eccezionale esempio ambientale e l'unico parco rurale in Italia.
  • La foresta del Cansiglio con doline e inghiottitoi disseminati in un territorio che ospita boschi lussureggianti.
  • I borghi e le località: Sottocolle, Range, San Giovanni, Coltura, Mezzomonte e Polcenigo, “Borc”, con i suoi antichi palazzi e il castello che domina la vallata sottostante dove scorre il Gorgazzo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La posizione strategica del territorio polcenighese e le sue risorse naturali hanno fatto di Polcenigo un luogo adatto agli insediamenti umani sin dai tempi preistorici. I ritrovamenti archeologici del Palù testimoniano la presenza di un villaggio di palafitte, risalente al neolitico, che poteva contare sull'abbondanza di acqua, piante e animali selvatici forniti in grande quantità dall'area umida del Palù e dalle vicine montagne. Reperti dell'età del ferro (I-II millennio a.C.) hanno inoltre rivelato l'esistenza di una necropoli ai piedi del Colle di San Floriano, a San Giovanni.

Dopo la fondazione di Aquileia (181a.C.), i Romani conquistarono i territori a est della Livenza: monete, fibule ed elementi in cotto sono stati ritrovati anche nei siti archeologici di Polcenigo. Tra il V e il VI secolo d.C., con la diffusione del Cristianesimo, Polcenigo divenne un rilevante centro religioso grazie alla presenza di importanti centri di culto, come la Chiesa di S. Floriano.

Nel Medioevo, quando i castelli costituivano un elemento essenziale per la difesa del territorio, Polcenigo poteva vantare un complesso di edifici fortificati, noti già alla fine del X secolo. Tra il 1000 e il 1100 tali edifici e il feudo passarono ai Signori di Polcenigo, poi divenuti conti. Nel 1420 i territori polcenighesi caddero sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia e nel 1499 furono invasi dai Turchi che ridussero Polcenigo a un cumulo di macerie.

Nel 1571 la Repubblica di Venezia riconquistò i suoi possedimenti e nei tre secoli successivi Polcenigo godette un periodo di pace e prosperità, in particolare durante il XVIII secolo che vide una grande rinascita economica, artistica e religiosa del paese. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797) il territorio fu dapprima invaso dalle truppe napoleoniche e poi da quelle austriache. Il passaggio all'Austria nel 1814 sembrò di buon auspicio ma la crisi derivata dalla scarsa produzione nei campi e l'aspra fiscalità asburgica misero nuovamente in ginocchio la popolazione. Seguirono anni di malcontento e molti si offrirono volontari nella lotta contro la casa d'Austria. Nel 1866 il territorio fu annesso al Regno d'Italia.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale molti emigranti dovettero rientrare dall'estero causando un improvviso aumento della popolazione e della povertà.

Il dopoguerra e il ventennio fascista alternarono periodi di forte disoccupazione ad altri di buone possibilità occupazionali. Furono realizzate le latterie di Polcenigo, Gorgazzo e Coltura, una nuova centrale idroelettrica, e l'illuminazione pubblica nel centro di Polcenigo, il trasporto pubblico e il servizio postale, due scuole professionali (di disegno e per muratori) e si sistemarono le principali strade comunali. Tutto si fermò nuovamente con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Il periodo postbellico fu difficile ma caratterizzato da una lenta ripresa e il patrimonio edilizio fu restaurato e rinnovato. Nel territorio sorsero fabbriche e insediamenti industriali che crearono nuovi posti di lavoro e cambiarono gradualmente il tessuto sociale del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Ognissanti o della Salute.
  • Chiesa di San Rocco.
  • Chiesa parrocchiale di San Giacomo (al suo interno custodisce un importante patrimonio artistico: una pala di E. Dall'Oglio, un coro ligneo ed un organo di Pescetti ed affreschi caratterizzati da influenze di Tommaso da Modena).
  • Chiesetta di San Floriano, sul colle omonimo.
  • Santuario della Santissima Trinità (frazione di Coltura).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Castello di Polcenigo, Mez, Chiaradia, Polcenigo Furlan, tutelato dall'Istituto Regionale per le Ville Venete, e costruito su progetto di Matteo Lucchesi e su committenza di Ottavio Polcenigo nella metà del XVIII secolo sui resti del precedente castello.
  • Il Palazzo Fullini-Zaia, settecentesca costruzione signorile con sale decorate a stucchi. Nel 1809 ospitò Eugenio di Beauharnais.
  • Il pittoresco centro storico di Polcenigo

Area archeologica[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Le sorgenti della Santissima e del Gorgazzo[6] e le acque della Livenza.
  • Il Parco di San Floriano[7].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo dell'Arte Cucinaria[8]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • la Sagra dei sést, la manifestazione settembrina volta a ricordare l'antico artigianato delle ceste in vimini, giunco e rafia.[10]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio polcenighese è cablato in fibra ottica (ultra banda larga) Le attività produttive e le case private possono collegarsi in fibra con architettura FTTH ( fibre to the home).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gorgazzo è conosciuta per la sorgente locale posta a circa 50 metri sul livello del mare. Bella quanto pericolosa, immergendosi nelle sue profondità 9 sommozzatori hanno perso la vita, ed ora è vietata la balneazione. Il torrente Gorgazzo, dopo aver percorso pochi chilometri, si riversa nel fiume Livenza.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  4. ^ http://www.comune.polcenigo.pn.it/hh/index.php, comune.polcenigo.pn.it.
  5. ^ Sito web http://www.borghitalia.it/, Ricerca Polcenigo, borghitalia.it.
  6. ^ Sito web http://www.altolivenza.eu. - luoghi-da-visitare - parchi-punti-naturalistici - sorgenti del Gorgazzo-Polcenigo., altolivenza.eu.
  7. ^ http://www.parcosanfloriano.it/, parcosanfloriano.it.
  8. ^ | Pordenone with love, su Pordenone with love. URL consultato il 02 ottobre 2015.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Sito web http://www.magicoveneto.it/Friuli/Livenza/Polcenigo-Sagra-dei-Sest.htm, magicoveneto.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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