Barcis

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Barcis
comune
Barcis – Stemma
Barcis – Veduta
Scorcio di Barcis
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
EDRProvincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
SindacoClaudio Traina dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate46°11′N 12°34′E / 46.183333°N 12.566667°E46.183333; 12.566667 (Barcis)
Altitudine409 m s.l.m.
Superficie103,41 km²
Abitanti229[1] (30-9-2021)
Densità2,21 ab./km²
FrazioniArcola, Armasio, Cimacosta, Fontane, Guata, Losie, Mighet, Molassa, Pentina, Pezzeda, Ponte Antoi, Portuz, Predaia, Ribe, Roppe, Vallata
Comuni confinantiAndreis, Aviano, Chies d'Alpago (BL), Claut, Frisanco, Montereale Valcellina, Tambre (BL)
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano
Cod. postale33080
Prefisso0427
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT093006
Cod. catastaleA640
TargaPN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona F, 3 148 GG[3]
Nome abitantibarciani
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barcis
Barcis
Barcis – Mappa
Posizione del comune nell'UTI delle Valli e Dolomiti Friulane
Sito istituzionale

Barcis (Barcis in friulano, Barce nella variante locale[4]) è un comune italiano[5] di 229 abitanti del Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Barcis e il suo lago.

Barcis sorge a 409 m s.l.m. nel cuore della Valcellina, nelle Dolomiti friulane, sulle rive dell'omonimo lago artificiale. La conca dove si trovano il paese e le sue frazioni è chiusa a nord dal monte Resettùm (2067 m), a ovest dai monti Crep Nudo (2207 m) e Messer (2230 m), a sud dai monti Cavallo (2251 m) e Cjastelât (1641 m), a est dai monti Raut (2026 m) e Fara (1342 m).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Barcis è antico toponimo che risalirebbe al termine “barc” (dal femminile “barce”) nel senso di capanna, adoperato in particolare nella zona attigua dell’Alto Veneto; la forma Barcis sarebbe un plurale. Invece a detta del suo noto cantore Giuseppe Malattia della Vallata, deriva da “barcia”, barca, oppure da “bacis”, provenzale, traducibile con il nostro “bacino”, per la sua forma a conca che determina la sua vocazione lacustre.

Inizialmente era una località dell'antica Cellis, distrutta da una frana nel 1314 e poi ricostruita sulle sponde del fiume Cellina. Fu distrutta da un incendio nel 1606 una prima volta e una seconda durante la guerra nel 1944.[6]

Nel novembre del 1917 fu al centro di aspri combattimenti tra le truppe italiane e quelle tedesche, difesa specialmente dal battaglione alpini Val d'Arroscia.

Nel 1954 per scopi idroelettrici venne costruita la diga che determinò la formazione del lago che con il suo surreale color verde smeraldo caratterizza questa piccola località turistica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, risalente al XVI secolo e rimaneggiata nel XIX secolo.
  • Chiesetta di San Francesco, risalente al XVIII secolo, fu edificata in località Ribe dagli abitanti per difendersi dagli animali, in particolare dal lupo.
  • Chiesetta di San Giorgio, risalente all'VIII secolo, fu edificata in località Roppe e distrutta da una frana nel 1392. Quella attuale è una riedificazione settecentesca.
  • Cappella di San Daniele del Monte, edificata intorno al 1240, fu colpita da un fulmine nel 1806. Attualmente ne sono visibili i resti, testimonianza della sua antichità.
  • Chiesetta degli Alpini in località Cuol.[7]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Centi, risalente al XVII secolo. Sicuramente l'edificio di maggior pregio storico e architettonico del paese, unisce gli elementi propri dello stile rustico della Valcellina con quelli dell'architettura veneziana. Sulla facciata principale vi è un doppio loggiato, ad arco ribassato nel piano terra, ad arco a tutto sesto nel piano superiore. È costruito in pietra viva talvolta rusticamente disposta, e ha una struttura assai raffinata anche se priva di orpelli[8].
  • Diga, costruita tra il 1952 e il 1954, è tuttora percorribile[9].

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il lago

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Una interessante meridiana ad affresco sulla facciata dell'antica osteria "Aquila nera" al centro di Barcis, opera dell'artista pordenonese Pierino Sam (1921-2010), raffigura assieme ai numeri delle ore, ai segni dei solstizi ed equinozi anche l'aquila, la solenne abitatrice dei cieli friulani e delle cime spoglie erte e rocciose che corcondano il meraviglioso abitato lungo le sponde del lago che riceve le verdi e azzurre acque fresche ed impetuose dei dirupi.
  • Il ponte tibetano lunga 55 metri permette di attraversare la forra naturale del Cellina e godere di una vista unica dell'ambiente e del canyon.

Itinerari[modifica | modifica wikitesto]

Lago di Barcis (Barcis Lake) - Dint trail.jpg
33080 Barcis, Province of Pordenone, Italy - panoramio.jpg
Cervo con Barcìs sullo sfondo - panoramio.jpg
Sculture di un'artigiano locale - panoramio.jpg

Sentieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Sentiero degli Alpini
  • Sentiero del Dint
  • Sentiero di Armasio
  • Sentiero Grotte vecchia diga
  • Sentiero delle Carbonaie
  • Sentiero Barcis-Andreis
  • Sentiero Casera Molassa
  • Strada forestale Portuz-Casera Pala-Vallata
  • Strada forestale del Montelonga (Casera Montelonga) e collegamento con Piancavallo
  • Sentiero del monte Lupo

Percorsi[modifica | modifica wikitesto]

  • Giro del lago
  • San Daniele del Monte - San Giorgio - San Francesco
  • Foresta regionale del Prescudin
  • Barcis - Roppe - Molassa - Barcis

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Barcis, accanto all'italiano, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[12].

Quella che si parla a Barcis rientra fra le varianti appartenenti al friulano occidentale[13].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Giugno: Barcis motonautica.
  • Giugno: La notte di San Giovanni.
  • Giugno: Marcia panoramica.
  • Luglio: Premio letterario nazionale “Giuseppe Malattia della Vallata”[14].
  • Luglio: Campionato di sumo.
  • Luglio: Artisti in strada ed ex-tempore di pittura.
  • Novembre: Premio "Bruno Cavallini"[15].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Arcola
  • Armasio
  • Cimacosta
  • Fontane
  • Guata
  • Losie
  • Mighet
  • Molassa
  • Pentina
  • Pezzeda
  • Ponte Antoi
  • Portuz
  • Predaia
  • Ribe
  • Roppe
  • Vallata

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 giugno 1985 21 marzo 1990 Maurizio Salvador DC sindaco [16]
21 marzo 1990 24 aprile 1995 Maurizio Salvador DC sindaco [17]
24 aprile 1995 28 dicembre 1998 Maurizio Salvador PPI sindaco [18]
28 dicembre 1998 14 giugno 1999 Tommaso Olivieri PPI sindaco [19]
18 giugno 1999 17 aprile 2000 Gianfranco Spagnul - commissario prefettizio
17 aprile 2000 23 maggio 2005 Tommaso Olivieri Forza Italia sindaco [20]
23 maggio 2005 18 maggio 2010 Tommaso Olivieri Forza Italia sindaco [21]
18 maggio 2010 31 maggio 2015 Tommaso Olivieri lista civica sindaco [22]
31 maggio 2015 in carica Claudio Traina lista civica sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ https://arlef.it/it/risorse/toponomastica-ufficiale/
  5. ^ Sito web ufficiale http://www.comune.barcis.pn.it/, su comune.barcis.pn.it.
  6. ^ Sito web http://www.barcis.fvg.it/, Home page - La Storia - Dies Irae...l'incendio del 1944, su barcis.fvg.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  7. ^ Barcis: Chiese e devozione, su barcis.fvg.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  8. ^ Barcis: Palazzo Centi, su barcis.fvg.it. URL consultato il 4 aprile 2020 (archiviato il 9 maggio 2019).
  9. ^ Diga di Barcis, su progettodighe.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  10. ^ barcis.fvg.it, http://www.barcis.fvg.it/La-Meteorite-di-Barcis.129.0.html. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  12. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  13. ^ Lingua e cultura, su arlef.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  14. ^ Sito web ufficiale http://www.premiogiuseppemalattia.it/home/, su premiogiuseppemalattia.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  15. ^ Sito ufficiale, su premiobrunocavallini.it. URL consultato il 2 dicembre 2016.
  16. ^ Eletto il 12 maggio.
  17. ^ Eletto il 6 maggio.
  18. ^ Eletto il 23 aprile.
  19. ^ Eletto consigliere comunale il 24 aprile 1995 e nominato vicesindaco, ha guidato la giunta dopo l'elezione del sindaco Maurizio Salvador al Consiglio regionale.
  20. ^ Eletto il 16 aprile.
  21. ^ Eletto il 22 maggio.
  22. ^ Eletto il 16 maggio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Cardin, Tiziana Melloni, Maurizio Pertegato, L'Acqua e la memoria. Barcis, Pordenone, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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