Prata di Pordenone

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Prata di Pordenone
comune
Prata di Pordenone – Stemma Prata di Pordenone – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
Sindaco Dorino Favot (Lega Nord-liste civiche) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 45°53′40″N 12°35′19″E / 45.894444°N 12.588611°E45.894444; 12.588611 (Prata di Pordenone)Coordinate: 45°53′40″N 12°35′19″E / 45.894444°N 12.588611°E45.894444; 12.588611 (Prata di Pordenone)
Altitudine 18 m s.l.m.
Superficie 22,96 km²
Abitanti 8 481[2] (31-12-2015)
Densità 369,38 ab./km²
Frazioni Ghirano, Prata di Sopra, Prata di Sotto (sede comunale), Puja, Villanova Località: le Monde, Borgo Passo, Peressine[1]
Comuni confinanti Brugnera, Mansuè (TV), Pasiano di Pordenone, Porcia, Portobuffolè (TV)
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 33080
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093034
Cod. catastale G994
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 449 GG[3]
Nome abitanti pratensi
Patrono santa Lucia
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Prata di Pordenone
Prata di Pordenone
Prata di Pordenone – Mappa
Posizione del comune di Prata di Pordenone nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Prata di Pordenone (Prata in veneto e friulano occidentale, Prate in friulano standard[4]) è un comune italiano di 8 480 abitanti[2] della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Prata di Pordenone si trova in Friuli-Venezia Giulia, al confine con il Veneto. È composto dal capoluogo, Prata e dalle frazioni di Villanova, Ghirano, Borgo Passo, Puja, Peressine, Prata di Sopra e le Monde. Fa parte dei 16 comuni del bacino idrografico del fiume Livenza.

I graffiti in località Tremeacque a Ghirano

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Prata di Pordenone deriva dal latino pratum (pl. prata) e indica la vastità del territorio probabilmente ricoperto in antichità da prati. La storia di Prata si identifica con la famiglia dei conti omonimi che l’ebbero in feudo.

Le prime notizie certe relative a questa famiglia risalgono al 1112 , anno in cui nelle fonti documentarie viene citato Gabriele I da Prata. Gli successe il figlio Guecelletto. I suoi figli furono Gabriele II e Federico, che fu capostipite del casato di Porcia.

Nel 1220 Gabriele II si alleò coi vescovi di Feltre e Belluno e per questo fu attaccato dai Trevisani i quali distrussero i castelli di Brugnera e di Prata. Ebbe tre figli tra i quali Guecello II che nel 1224 ebbe dal patriarca Bertoldo l’investitura dei feudi aviti ed è quasi certo che le ville soggette alla sua giurisdizione fossero circa trentacinque.

Dal 1247 al 1249 Guecello II fu podestà di Padova e intimo di Ezzelino da Romano , il quale nel 1250 tentò di occupare il Friuli dopo essersi assicurato l’appoggio di altri nobili, fra cui il da Prata. Nel 1251 il nuovo patriarca Gregorio di Montelongo ristabilì il potere patriarcale. Nel 1259 Ezzelino morì e Guecello II, vistosi perduto, stese procura ai suoi figli Gabriele e Guecelletto affinché trattassero la pace con il Patriarca. Le condizioni furono piuttosto onerose in fatto di cessione di territori e indennità di guerra ma il prestigio e la potenza dei da Prata rimasero comunque alti. Nel 1316 un furioso incendio distrusse l’abitato di Prata e danneggiò gravemente il castello e altri edifici . Da ultimo occorre ricordare Guglielmino da Prata che fu protagonista nelle controverse vicende che nel Quattrocento agitarono la vita della Chiesa cattolica. In quel tempo erano assai accese le lotte fra papi e antipapi e Guglielmino , in accordo con la Comunità cividalese, i Porcia, i Valvasone, gli Spilimbergo e i Polcenigo ma contro il patriarca Panciera e i Veneziani, appoggiò Gregorio XII deciso a tenere un Concilio in opposizione a quello di Benedetto XIII . Quale sede del Concilio fu scelta Cividale e prima di raggiungerla Gregorio XII fu ospite di Guglielmino nel castello di Prata. Il Concilio, apertosi nel 1409, fu concluso assai in fretta per il timore che Cividale fosse assalita , mentre i sostenitori del patriarca Panciera devastavano i dintorni di Prata e Porcia. Antonio Panciera tentò di far desistere Guglielmino dalla lotta intrapresa, ma invano. Nel frattempo il da Prata stipulò con Venezia un patto decennale di reciproco aiuto, che però sciolse poco più di un anno dopo. Intanto Venezia si apprestava ad occupare il Friuli e fra il 1418 e il 1420 quasi tutto il territorio fu nelle sue mani. I da Prata rimasero tenaci avversari dei Veneziani , ai quali inflissero nel 1419 una pesante sconfitta . Poco dopo però le truppe della Repubblica marciarono su Prata, devastando l’abitato e il castello, che fu distrutto dalle fondamenta. Guglielmino e gli altri esponenti della famiglia si recarono in esilio e si estinsero qualche decennio dopo. La contea di Prata fu investita dalla Repubblica Veneta alla famiglia Floridi di Spilimbergo. Dell’antico insediamento fortificato non è rimasto nulla. Prata di Pordenone fa parte della cosiddetta "zona del mobile", che in pochi anni ha visto radicalmente trasformare la propria economia da agricola e artigianale a industriale , basata prevalentemente sul settore del mobile e sui comparti ad esso collegati.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Istituti, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Prata è definito il paese delle molte associazioni:

  • Centro Culturale Conti Prata O.N.L.U.S
  • A.D.A.O. Friuli - Associazione Italiana Disturbi del Comportamento
  • Fondazione Biasotto, per il trasporto gratuito dei malati oncologici
  • Impresa Sociale Il Ponte
  • Centro Culturale “Gio-Maria Concina”
  • Associazione Culturale AltoLiventina “XX Secolo” * [1]
  • A.V.A.N.- Volontariato per trasporto gratuito anziani/non autosufficienti
  • Centro Turistico Giovanile "J. F. Kennedy"
  • Music Show Band and Majorettes
  • NOI oratorio Prata
  • Parrocchia di Santa Lucia di Prata di Pordenone
  • Fondazione Biasotto
  • A.D.M.O. associazione dei donatori di midollo osseo
  • A.I.D.O. associazione italiana di donatori di organi e tessuti
  • Marciatori stilbagno
  • Prata Solidale O.n.l.u.s.
  • C.A.T. club alcolisti in trattamento
  • Lions club Prata, Pasiano, Brugnera
  • Il segno o.n.l.u.s.
  • Pro San Simone
  • Gruppo A.N.A.
  • Assiciazione nazionale Bersaglieri
  • Pro loco Santa Lucia
  • Associazione carabinieri Prata-Pasiano
  • Cinofila pratense cani da soccorso
  • S.C. la Pujese
  • A.S.D. Futuro Giovani
  • Pro loco Ghirano porte aperte
  • Pro loco di Villanova di Prata

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2011, nella frazione di Ghirano, le associazioni culturali Conti Prata e Ghirano Porte Aperte organizzano un intervento di riqualifica estetica della murata di contenimento dell'argine del fiume Meduna. L'obiettivo della manifestazione è riqualificare esteticamente una delle vie d'accesso al paese tramite l'esecuzione di un'opera murale e la relativa documentazione delle varie fasi di realizzazione, attraverso video, interviste e foto. Il materiale raccolto, impaginato e montato con carattere documentaristico, servirà da supporto promozionale e permetterà di amplificare l'interesse turistico per il territorio, lasciando un segno e coinvolgendo numerose realtà associative e strutture alberghiere. Ogni anno sono presenti alcune tra le più autorevoli firme del panorama europeo per realizzare una meravigliosa opera corale sulla murata di contenimento dell'argine del fiume Meduna in via Tremeacque. Il progetto prevede la realizzazione corale nell'arco di tre anni di un'opera su parete sviluppata su circa 400 degli 862 metri del muro in questione.

Il Museo della Miniera[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo della Miniera si trova nel centro di Prata (in via Manin, accanto alla biblioteca civica) e illustra la vita degli emigranti friulani che lavorarono nelle miniere di carbone all'estero, soprattutto in Belgio, attraverso la ricostruzione dettagliata di una galleria, attrezzi, fotografie e documenti. I reperti esposti provengono dalla miniera di carbone della città di Roton. Rientrati in patria, profondamente segnati dal male della miniera, la silicosi, ma anche dal ricordo di tante fatiche e incidenti, dalle difficoltà di integrazione e dall'ostilità dell'ambiente, gli ex minatori, spinti da Luigi Agnoletto, hanno deciso di realizzare quest'opera perchè sia sempre presente nella memoria un periodo difficile della nostra storia, contrassegnato da numerose tragedie, come quella di Marcinelle l'8 agosto 1956. Il museo, dedicato a Santa Barbara, patrona dei minatori, è anche un capitello, dove vengono celebrate anche funzioni religiose. Nel 2009 l'associazione ex minatori, Gemp, ha donato il museo al Comune di Prata di Pordenone. Il museo è visitabile su richiesta.

La Chiesa parrocchiale di Prata[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa parrocchiale di Prata è un edificio costruito, o meglio ampliato, nel 1772, con facciata di tipo neoclassico scandita da quattro semicolonne con capitello ionico. All'interno, nell'altar maggiore, due statue dello scultore veneziano Bartolomeo Modolo, raffiguranti i Ss. Lucia e Giacomo (1748), una pala con S. Carlo, S. Antonio Abate e S. Floriano (1630) di Gasparo Narvesa e una bella pala d'altare (Madonna del Rosario tra S. Domenico e S. Rosa) di Jacopo Amigoni (1682-1752), pittore napoletano che, venuto giovane a Venezia, fu con Sebastiano Ricci e Gian Domenico Pellegrini tra i protagonisti del Rococò: in questo dipinto del 1740, si evidenzia il suo fraseggiare largo e aperto, l'indeterminatezza dei contorni e la vaporosità del colore.

Lavori ottocenteschi di gusto accademico[modifica | modifica wikitesto]

Da ricordare anche lavori ottocenteschi di gusto accademico : l'affresco del soffitto della navata dell'osovano Domenico Fabris (1814-1901), un Trionfo di S. Lucia un po' enfatico, ed una pala del veneziano Leonardo Gavagnin (1809-1887) raffigurante la Vergine in gloria tra un coro di Angeli.

Dopo che nel 1971 è stata demolita la Chiesa di S. Maria dei Battuti, sono stati strappati e portati nella parrocchiale gli affreschi che l'adornavano: una trecentesca Madonna dei Battuti (molto rovinata), un S. Rocco del primissimo Cinquecento (scuola sanvitese?), l'Eterno Padre e due figure di Santi del XVIII secolo.

Antico Tempio di S. Giovanni dei Cavalieri[modifica | modifica wikitesto]

Importante costruzione sul piano storico l'antico Tempio di S. Giovanni dei Cavalieri , risalente al XIV secolo, contiene preziose testimonianze della scultura gotica in Friuli, quali i sigilli tombali, trecenteschi con la raffigurazione dei presbiteri Giacomo da Prata (1330) e Bonaccorso (1337), l'arca di Pileo da Prata (1325) e soprattutto quelle di Nicolò da Prata e Caterina di Castrucco (1344) arricchita dalle figure in bassorilievo della Madonna con Bambino e dei Ss. Francesco e Giovanni Battista, e considerata opera di un collaboratore dello scultore veneto Andriolo de Santi.

Chiesetta dei Ss. Simone e Giuda[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesetta dei Ss. Simone e Giuda , ricordata nel testamento di Guecello II di Prata il 7 agosto 1262, conserva nell'abside memoria della decorazione rinascimentale: affreschi con i Dottori della Chiesa nelle vele delle volte ed una Crocifissione nella parete di fondo, e poi il Sacrificio di Caino e Abele e l'Annunciazione nell'arco trionfale e Sante nel sottarco attribuibili al pittore Pietro Gorizio e databili al 1498. Ancora a Prata, in un capitello stradale di fronte a Palazzo Brunetta , l'opera d'arte forse più bella del paese, una Madonna con Bambino dipinta da Gianfrancesco da Tolmezzo intorno al 1500: purissimo l'ovale della Madonna, gradevole l'insistenza grafica, dolcissimo il sentimento che anima i personaggi.

Villa Morosini Memmo[modifica | modifica wikitesto]

La Villa Morosini Memmo, ora Municipio, risalente alla fine del Cinquecento

Villa Brunetta[modifica | modifica wikitesto]

La più spettacolare Villa Brunetta , caratteristica per l'altezza della parte centrale, ricca di statue nel bel giardino e, all'interno, di arredi, di caminetti settecenteschi e di affreschi.

Capitello Brunetta[modifica | modifica wikitesto]

A qualche decina di metri dalla Chiesa di S. Simone, in un capitello stradale, è possibile ancora vedere una pregevole opera pittorica: un affresco raffigurante la Madonna in trono che sorregge con il braccio destro il Bambino, in piedi sulle ginocchie, che tiene una mela con la mano sinistra.

L'affresco, purtroppo in precario stato di conservazione, è opera di Gianfranco da Tolmezzo e viene datato al 1499.

Il capitello è quanto rimane della piccola abside di un oratorio più vasto, che, secondo alcune fonti orali, presentava una facciata a capanna sormontata da un campanile monoforo. L'oratorio fu demolito attorno al 1940 per consentire l'ampliamento della strada all'altezza dell'incrocio. Per la devozione popolare l'affresco fu salvato. L'edificio originario apparteneva alla famiglia Brunetta.

Il Patrimonio Librario[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio librario della Biblioteca è attualmente di circa 12.000 volumi.

Tutti i libri sono collocati "a scaffale aperto", pertanto i lettori hanno la possibilità di accedervi liberamente, scegliendo i libri di loro interesse oppure possono rivolgersi alla bibliotecaria che darà indicazioni relativamente all’ordinamento e alla collocazione del materiale.

I volumi sono ordinati negli scaffali secondo la Classificazione Decimale Dewey, un sistema ideato da Melvil Dewey nel 1873 che consente di suddividere l’intero campo della conoscenza nelle seguenti dieci classi principali:

  • CLASSE 000 OPERE GENERALI
  • CLASSE 100 FILOSOFIA E PSICOLOGIA
  • CLASSE 200 RELIGIONE
  • CLASSE 300 SCIENZE SOCIALI
  • CLASSE 400 LINGUAGGIO
  • CLASSE 500 SCIENZE NATURALI E MATEMATICA
  • CLASSE 600 TECNOLOGIA (SCIENZE APPLICATE)
  • CLASSE 700 LE ARTI, BELLE ARTI E ARTI DECORATIVE
  • CLASSE 800 LETTERATURA E RETORICA
  • CLASSE 900 GEOGRAFIA E STORIA

Persone legate a Prata di Pordenone[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peressine è definita "borgata" nello statuto comunale.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dizionario toponomastico fiul.net, friul.net. URL consultato il 13 agosto 2015.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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