Erto e Casso

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(LAD)

« Nèrt,/ nìa in dut/ sciase infumintade/ sciamèise de sudèur/ rodìs insanganade/ rémpene sèintha chèur/ 'na frassa/ 'na branscia de fegn/ Sorége che va/ Luna che vegn/ Nìa in dut/ nevére/ rove sèintha fruth/ ma quant calèur/ quant amèur/ de ùage che lus/ de levre ros de fèuc/ Nèrt/ dolà i gn/ 'èilo come te/altre lèuc? »

(IT)

« Erto,/ niente in tutto/ case annerite dal fumo/ camicie intrise di sudore/ dirupi insanguinati/ pendii senza cuore/ Un ramo/ una manciata di fieno/ Sole che va/ Luna che viene/ Niente in tutto/ grandi nevicate/ rupi senza frutto/ ma quanto calore/ quanto amore/ di occhi che luccicano/ di labbra rosse fuoco./ Erto/ dove esiste/ un altro luogo/ come te? »

(Sante Della Putta, Nèrt)
Erto e Casso
comune
Erto e Casso – Stemma
Erto e Casso – Veduta
Scorcio del centro storico di Erto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
Sindaco Antonio Carrara (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 46°17′N 12°22′E / 46.283333°N 12.366667°E46.283333; 12.366667 (Erto e Casso)Coordinate: 46°17′N 12°22′E / 46.283333°N 12.366667°E46.283333; 12.366667 (Erto e Casso)
Altitudine 775 m s.l.m.
Superficie 52,43 km²
Abitanti 387[2] (31-12-2015)
Densità 7,38 ab./km²
Frazioni Casso, Erto (sede comunale) Località[1]: Forcai, Pineda, San Martino, Val da Pont
Comuni confinanti Alpago (BL), Cimolais, Claut, Longarone (BL), Ospitale di Cadore (BL), Perarolo di Cadore (BL), Soverzene (BL)
Altre informazioni
Cod. postale 33080
Prefisso 0427
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093019
Cod. catastale D426
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 3 757 GG[3]
Nome abitanti ertani, cassanesi
Patrono san Bartolomeo, Santi Gervasio e Protasio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Erto e Casso
Erto e Casso
Erto e Casso – Mappa
Posizione del comune di Erto e Casso nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Erto e Casso (Nert e Cas nei rispettivi dialetti locali[4]) è un comune italiano sparso di 387 abitanti[2] della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia, che comprende il capoluogo Erto e la frazione Casso, ormai quasi spopolata anche a causa del terribile disastro del Vajont del 9 ottobre 1963.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Erto e Casso, situato nella Valle del Vajont al confine con la provincia di Belluno, è il comune più occidentale della regione Friuli-Venezia Giulia. La valle del Vajont, in cui si trova Erto e Casso, è comunque separata dalla Valcellina dal Passo di Sant'Osvaldo (827 m). Il paese è situato al confine sudoccidentale del sistema dolomitico "Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave" Patrimonio naturale UNESCO[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della chiesa di Erto

L'esistenza di Erto è documentata da resti di età romana e da un atto di donazione di Sesto al Reghena risalente all'VIII secolo, mentre l'origine di Casso, più recente, è attestata nel secolo XI. Tra i due abitati permangono anche notevoli differenze linguistiche: a Erto si parla un dialetto intermedio tra il ladino dolomitico e il friulano, mentre a Casso un dialetto veneto bellunese, simile al veneto arcaico. Anche dal punto di vista ecclesiastico i due abitati sono separati: Erto fa parte della diocesi di Concordia-Pordenone, mentre Casso è in diocesi di Belluno-Feltre.

Casso non è parrocchia propria, infatti rientra in quella di Santa Maria Immacolata in Longarone.

Alla fine degli anni cinquanta la comunità era profondamente legata all'economia agricola tradizionale, integrata con il piccolo commercio ambulante. A cavallo tra gli anni '50 e '60, la SADE realizzò il progetto di utilizzo della valle del Vajont come bacino artificiale. Venne, quindi, innalzata nella forra del Colombèr una diga a doppia curvatura di 265 metri di altezza. Nel 1960, in occasione dell'inizio del primo invaso di collaudo, si verificarono due frane: di conseguenza, venne disposto il monitoraggio del versante instabile, dell'estensione di 200 ettari. Il serbatoio venne nuovamente collaudato effettuando un secondo riempimento nel 1962 e un terzo nell'anno successivo. Nonostante l'imminenza della frana non vennero adottate misure adeguate di protezione degli abitati.

La notte del 9 ottobre 1963, dal vicino Monte Toc, situato di fronte alle frazioni di Erto e Casso, si staccò una parte della montagna che finì nel sottostante bacino idrico delimitato dalla diga del Vajont. Le onde che ne scaturirono distrussero completamente le borgate di Fraseign, Spesse, Pineda, Prada, Marzana e San Martino e parte dei due capoluoghi. Questo tragico episodio, le cui vittime a Erto e Casso furono 347, è noto come disastro del Vajont.

La vicenda, che causò circa duemila morti per il conseguente allagamento della valle di Longarone, è stata portata in teatro ed in televisione con un monologo, scritto dall'attore Marco Paolini in collaborazione con Gabriele Vacis, dal titolo Il racconto del Vajont, e rievocata per il cinema dal film del 2001 Vajont di Renzo Martinelli.

Il comune, per la sua architettura peculiare, è stato dichiarato nel 1976 monumento nazionale e, pertanto, vincolato con la Legge 1089/39.

Negli ultimi anni, da un accordo con l'Istituto Nazionale della Montagna, si sta anche sviluppando il progetto "EcoMuseo Vajont: continuità di vita", ideato per sostenere lo sviluppo del territorio e valorizzare il centro storico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è stato insignito della Medaglia d'oro al merito civile.

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione dell'immane disastro abbattutosi sul suo territorio, nel quale numerose persone, perdevano la vita e molti fabbricati andavano distrutti, la forte popolazione di Erto-Casso, prodigandosi nell'opera di soccorso dei superstiti e di recupero delle salme, dava fulgida testimonianza, tra l'unanime ammirazione del Paese, di mirabile fermezza d'animo e di preclare virtù civiche.»
— Disastro del Vajont, ottobre 1963.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchiale di San Bartolomeo, custodisce al suo interno un bel crocifisso ligneo (risalente al 1690) del "Michelangelo del legno", Andrea Brustolon.

Architetture civili e musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Diga del Vajont: alta 262 metri, tra le dighe più alte del mondo e la più alta d'Italia, è simbolo della catastrofe dovuta da errori, imperizie, negligenze ed imprudenze umane. Inoltre è divenuta, a seguito dei luoghi del cuore - luoghi italiani da non dimenticare, indetto dal Fondo Ambiente Italiano nel 2014 il 3º luogo del cuore del Friuli Venezia Giulia e 133º classificato sul piano nazionale[6].
  • Case a torre: tipiche dell'architettura montana di Erto e Casso, costituiscono una delle peculiarità dell'architettura spontanea del paese montano[7].
  • Centro visite di Erto "Uno spazio alla memoria": racconta con immagini e dettagliate descrizioni la tragedia che colpì la valle il 9 ottobre del 1963[8].
  • Dolomiticontemporanee - Centro sperimentale per la cultura della montagna - Nuovo spazio di Casso: "un motore territoriale che opera, attraverso le arti visive, alla produzione di immagini rinnovative, nel contesto, spesso declinato in modo acritico e stereotipo, delle Dolomiti-Unesco."[9]

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Frana del Monte Toc
  • Palestra di roccia
  • I libri di San Daniele del Monte Borgà

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Alla fine del 2006 si contavano 407 abitanti, di cui 9 stranieri (2,2%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 3 (7,3‰), i morti 4 (9,8‰), con un incremento naturale di -1 unità (-2,5‰). Le famiglie contano in media 2,2 componenti.

La popolazione, già fortemente diminuita per l'emigrazione, decrebbe ulteriormente dopo la tragedia del Vajont, non tanto per i morti (158, comunque molti), ma soprattutto perché le nuove abitazioni destinate agli Ertani e ai Cassanesi furono costruite in altri comuni, spesso a notevole distanza dai luoghi di origine. Tra questi, si ricordano la Nuova Erto di Ponte nelle Alpi, i nuovi quartieri di Longarone, Cimolais e Claut, il villaggio alla Roiatta di San Quirino e Vajont, cittadina costruita da zero all'indomani dell'avvenimento e che accolse subito 732 residenti del comune.

Il monte Toc dal quale il 9 ottobre 1963 si staccò la frana

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Le due comunità di Erto e Casso differiscono notevolmente dal punto di vista dialettale, sebbene le parlate tradizionali siano oggi in forte declino.

A Erto, come nella vicina Cimolais, si parla un idioma molto vicino al ladino dolomitico. L'isola linguistica si sarebbe formata quando il ladino parlato nella valle del Piave fu soppiantato dal veneto bellunese, fenomeno che invece non interessò la valle del Vajont e l'alta val Cellina, in posizione più marginale. La classificazione di questa parlata è però molto disputata: alcuni studiosi la ritengono piuttosto friulana occidentale, altri veneta[4][11].

Casso invece si caratterizza per un dialetto veneto, detto "bellunese antico" per i suoi tratti arcaici. Si ritiene infatti che l'abitato si sia formato in tempi relativamente recenti come insediamento di boscaioli provenienti dal Bellunese[4][11].

Per tali irrinunciabili peculiarità, Erto e Casso han deciso di non farsi includere nell'elenco ufficiale dei comuni di lingua friulana (Legge Regionale 15/96 "Norme per la tutela e la promozione della lingua e della cultura friulane ed istituzione del servizio per le lingue regionali minoritarie")[12].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sacra Rappresentazione della Passione, la sera di ogni venerdì santo ("Veindre Seint"[13]) anima l'intero paese e costituisce una delle più importanti manifestazioni folcoristiche di Pasqua dell'Italia nord orientale.
  • Festa dei Santi Gervasio e Protasio, patroni di Casso (21 e 22 giugno)[14].

Persone legate a Erto e Casso[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 luglio 1988 7 giugno 1993 Giovanni De Lorenzi DC sindaco [15]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Sebastiano Corona DC sindaco [16]
28 aprile 1997 11 giugno 2001 Sebastiano Corona centro sindaco [17]
11 giugno 2001 11 aprile 2006 Luciano Giuseppe Pezzin DS sindaco [18]
11 aprile 2006 16 maggio 2011 Luciano Giuseppe Pezzin DS sindaco [19]
16 maggio 2011 giugno 2016 Luciano Giuseppe Pezzin PD sindaco [20]
giugno 2016 in carica Antonio Carrara sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 2013, in omaggio alle vittime del disastro del Vajont, il comune di Erto e Casso ha ospitato l'arrivo della 12ª tappa del Giro d'Italia.

Arrampicata[modifica | modifica wikitesto]

Il settore Big della falesia di Erto, dove si trovano le vie più difficili

Vicino al paese di Erto si trova un famoso sito d'arrampicata. La falesia di calcare strapiombante richiede una arrampicata atletica e offre una trentina di vie superiori all'8a.

Vie più difficili[modifica | modifica wikitesto]

  • 8c+/5.14c:
    • La Grande Linea dei Sogni - 31 maggio 2009 - Adam Ondra - Connessione tra The Big Mother e La Linea dei Sogni[21]
    • La Linea dei Sogni - 14 marzo 2009 - Luca Zardini - Allungamento dell'8b+ Sogni di Gloria[22]
    • The Big Mother - maggio 2000 - Luca Zardini[23]
    • The Last Way - maggio 1998 - Luca Zardini

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo statuto le definisce "nuclei abitati".
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b c Sergio De Filippo, La storia di Erto (PDF), erto.it, 2003. URL consultato l'8 maggio 2011.
  5. ^ Sito web www.dolomitiunesco.info, I nove Sistemi dolomitici | Dolomiti Friulane e d'Oltre Piave., dolomitiunesco.info. URL consultato il 25 marzo 2015.
  6. ^ Sito web iluoghidelcuore.it - DIGA DEL VAJONT ERTO E CASSO (PN) - Voti Totali 2.315., iluoghidelcuore.it. URL consultato il 27 marzo 2015.
  7. ^ Sito web PORDENONEWITHLOVE Amerai la nostra provincia - Home > I tetti in pietra di Erto e Casso, pordenonewithlove.it. URL consultato il 27 marzo 2015.
  8. ^ Sito web www.parcodolomitifriulane.it - Home page, Il parco, Centri visite e Punti Informativi, Centro visite di Erto., parcodolomitifriulane.it.
  9. ^ Sito web www.dolomiticontemporanee.net - Laboratorio d'arti visive in ambiente - Spazi - Nuovo Spazio di Casso, dolomiticontemporanee.net.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b Antonio Devetag, Friuli Venezia Giulia. Dalle Alpi all'Adriatico. Arte, natura, enogastronomia, Milano, Touring Editore, 2004, pp. 168-169.
  12. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  13. ^ Sito web www.borghiautenticiditalia.it, Erto e Casso (PN), Cosa fare, borghiautenticiditalia.it.
  14. ^ Progetto editoriale Oscar Buonamano, Roberto Di Vincenzo, Giovanni Tavano e Stefano Ardito, 2. Borghi, tradizioni, memorie - Meraviglie del Friuli Venezia Giulia - Capitolo alla scoperta di "Erto, Casso e il Vajont". - Supplemento ai quotidiani IL PICCOLO e MessageroVeneto., Pescara, CARSA Edizioni spa, 2008, p. 11.
  15. ^ Eletto il 26 giugno.
  16. ^ Eletto il 6 giugno.
  17. ^ Eletto il 27 aprile.
  18. ^ Eletto il 10 giugno.
  19. ^ Eletto il 9 aprile.
  20. ^ Eletto il 15 maggio.
  21. ^ La grande linea dei sogni di Luca Zardini, planetmountain.com, 10 giugno 2009. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  22. ^ 'La linea dei Sogni' di Erto per Luca Zardini, planetmountain.com, 1º aprile 2009. URL consultato il 2 gennaio 2012.
  23. ^ Luca Zardini "Canon" libera "The Big Mother" ad Erto, planetmountain.com, 4 agosto 2000. URL consultato il 2 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN242335945
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