Glauco Gresleri

Glauco Gresleri (Bologna, 1 febbraio 1930 – Bologna, 15 dicembre 2016) è stato un architetto italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1933 il padre italianizza il cognome Grezler, originario della Baviera, in Gresleri. Nel 1944 si iscrive al Liceo scientifico Augusto Righi di Bologna e nel 1949 alla Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Si laurea nel 1956 presentando un progetto di carcere giudiziario modello con relatore Adalberto Libera.[2]
Esponente dell’approfondimento scientifico-disciplinare, è attivo nel campo pubblicistico tramite riviste alla cui fondazione partecipa direttamente, quali: Chiesa e Quartiere (1955-1968)[3], Inarcos (1967), Parametro (1967-2009)[4], di cui è direttore dal 1968, e Frames (1983-1985). È inoltre saggista per le riviste Chiesa Oggi ed Ecclesia.
Studioso dell'architettura del sacro, è responsabile del Centro di studio e informazione per l'architettura sacra istituito a Bologna nel 1955, attraverso l’opera svolta con la rivista Chiesa e Quartiere.
Fu responsabile del Piano per il recupero pastorale della "seconda Bologna" del cardinale Giacomo Lercaro[5], curando la creazione delle prime chiese provvisorie per la nuova liturgia di partecipazione ante-concilio. Realizza oltre venti chiese, diventando un riferimento per studiosi come mons. Crispino Valenziano, Vincenzo Gatti, Juan Plazaola Artola, padre Frédéric Debuyst e Rudolf Stegers.
Ebbe rapporti personali con i grandi maestri dell’architettura moderna e contemporanea, tra cui Alvar Aalto, Le Corbusier, Marcel Breuer, Kenzō Tange, Alberto Sartoris, Richard Meier, Álvaro Siza, Luigi Figini, Ludovico Quaroni, Giovanni Michelucci, Tadao Andō e Peter Eisenman.
Fu promotore di importanti incarichi internazionali in Italia: quello ad Alvar Aalto[6] per la chiesa di Santa Maria Assunta di Riola; quello a Kenzō Tange per il quartiere della Fiera di Bologna; la ricostruzione del Padiglione dell'Esprit Nouveau di Le Corbusier a Bologna[7]; l’incarico a Richard Meier per la Chiesa del 2000 a Roma e quello ad Álvaro Siza per la chiesa di Santa Maria del Rosario, sempre a Roma.
Docente di Teoria e Tecniche della Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Pescara (1984-1988), muore a Bologna il 15 dicembre 2016 all'età di 86 anni.[8]
Esposizioni
[modifica | modifica wikitesto]- 1992 Biennale di Venezia;
- 1987 XVII Triennale di Milano[9];
- 1985 Expo '85 a Tsukuba (Giappone), progetto del Padiglione Italia con il gruppo Oikos;
- 1985 Biennale de Paris, Parigi;
- 1981-1986 Mostra itinerante Gresleri-Varnier: Costruire l’architettura (Innsbruck, Graz, Monaco di Baviera, Vienna, Losanna, Amsterdam, Bruxelles, Lexington, Albuquerque);
- 1968 XIV Triennale di Milano;
Premi e riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1962 Medaglia d’oro alla Biennale di Salisburgo;
- 1966 Medaglia d’oro Cardinale Giacomo Lercaro per la Cripta della Cattedrale di San Pietro a Bologna;
- Inserimento nel Twentieth Century Engineering del MOMA di New York per il Complesso industriale e commerciale Gandolfi-OM di San Lazzaro di Savena;[10]
- Premio In/arch dell’Istituto Nazionale di Architettura (1966 e 1990);
- 1978 Accademico di merito dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon;
- 1984 Membro corrispondente dell'Accademia di San Luca a Roma.
Opere principali
[modifica | modifica wikitesto]- 1956 Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Certosa, Bologna;
- 1960-1965 Seminario Regionale Pontificio Benedetto XV, Bologna (con Giorgio Trebbi);
- 1961-1968 Chiesa di San Giovanni Battista Nuovo, Imola;
- 1962 Complesso industriale Gandolfi-OM, San Lazzaro di Savena;
- 1966 Adeguamento liturgico della Cripta della Cattedrale di San Pietro, Bologna;
- 1967 Municipio di Montereale Valcellina (PN);
- 1968 Oratorio Nostra Signora di Lourdes, Navarons (PN);
- 1972-1974 Chiesa di San Francesco d'Assisi, Pordenone;
- 1977 Padiglione dell'Esprit Nouveau (ricostruzione), Bologna;
- 1981-1984 Palazzetto dello Sport, Pordenone;
- 1998 Chiesa della Santa Famiglia di Nazareth, Perugia;
- 2001 Riqualificazione di Piazza Galvani, Bologna.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Foto autorizzata dell'Archivio Antonio Masotti, Bologna.
- ↑ Glauco Gresleri, su IBC-Regione Emilia Romagna.
- ↑ La rivista "Chiesa e Quartiere", su bibliotecasalaborsa.it.
- ↑ La rivista di architettura "Parametro", su bibliotecasalaborsa.it.
- ↑ L'Ufficio Nuove Chiese e le sedi parrocchiali provvisorie, su bibliotecasalaborsa.it.
- ↑ Santa Nastro, La mitica chiesa progettata da Alvar Aalto in Italia diventa museo, su Artribune, 24-04-2020.
- ↑ Bruno Zevi, Il mattone divino, in L'Espresso, n. 23, agosto 1981.
- ↑ Cesare Sughi, Addio a Glauco Gresleri, seppe fare convivere antico e moderno, su il Resto del Carlino, 15-12-2016.
- ↑ AA.VV., XVII Triennale di Milano _ Le città immaginate, Milano, Electa, 1987, pp. 88-101.
- ↑ Twentieth Century Engineering: Glauco Gresleri, su MoMA.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Gresleri, Glauco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Gresléri, Glàuco, su sapere.it, De Agostini.
- Glauco Gresleri, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
- Glauco Gresleri, su IBC - Patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 217615959 · ISNI (EN) 0000 0000 7831 3796 · SBN CFIV017679 · ULAN (EN) 500094091 · LCCN (EN) n82113067 · GND (DE) 118923439 · BNF (FR) cb12170673x (data) |
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