Giuseppe Samonà

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Giuseppe Samonà
Giuseppe Samonà.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Veneto
Collegio Mirano
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PCI
Titolo di studio Laurea in ingegneria, laurea in architettura
Professione ingegnere, architetto, accademico

Giuseppe Samonà (Palermo, 8 aprile 1898Roma, 31 ottobre 1983) è stato un architetto, urbanista e politico italiano.

Considerato uno dei maggiori architetti italiani della sua epoca,[1] fu altrettanto celebrato come urbanista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Samonà è una delle figure più complesse dell'architettura italiana del Novecento. La sua importanza è da ricondurre al Regio istituto superiore di Architettura di Venezia (poi IUAV) che viene chiamato a dirigere nel 1943[2].

Proveniva da due storiche famiglie dell aristocrazia siciliana, essendo stato generato da don Carmelo Samonà e dalla Principessa Adele Monroy di Pandolfina. Laureatosi presso l'Università di Palermo nel 1922, nel 1927 intraprende la carriera da docente insegnando dapprima all'Università di Messina e poi, dal 1931 al 1936 all'Università Federico II di Napoli.

Roma Ufficio Postale a via Taranto facciata laterale

Fra i suoi progetti più importanti, quello del 1929, che prevede la riedificazione dello scenario portuale della città di Messina con la cosiddetta "Palazzata" o "Teatro marittimo", costituito da una cortina di tredici edifici, stilisticamente omogenei, collegati da porte monumentali. La ricostruzione della Palazzata non fu mai portata a termine, e furono solo i primi due edifici (quelli dell'INA) con la relativa porta intermedia ad essere costruiti secondo il progetto della ricostruzione. Nel 1936 viene chiamato dall'Istituto Universitario di Architettura a Venezia, dove prosegue l'attività accademica fino al 1971 e dove fonda, fra l'altro, la cosiddetta "Scuola di Venezia".

Fra gli altri progetti di Samonà, il Centro Traumatologico Ospedaliero di Bari (1948), Villa Scimemi a Palermo (1950), l'attuale Palazzo dell'Enel di Palermo, un tempo "Edificio Sges" (1961), l'edificio sede della Banca d'Italia a Padova, il Municipio di Gibellina (1971) e il Teatro Popolare di Sciacca (1974), parzialmente completato nel 2015 (sala "A") ed aperto al pubblico nel maggio del 2015.

Dal 25 maggio 1972 al 4 luglio 1976 è Senatore della Repubblica. Eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano in Veneto, aderisce, fin dal suo esordio in politica, al Gruppo della Sinistra Indipendente[3].

È ricordato anche per essere stato uno dei "quattro saggi", insieme a Giancarlo De Carlo, Umberto Di Cristina e Anna Maria Sciarra Borzì, incaricati di redigere il "Piano Programma" del centro storico di Palermo (1979 - 1981).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Architettura e urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Principali opere[2]

La Palazzata di Messina progettata da Samonà con Viola, Autore e Leone
  • Concorso per la Cattedrale, La Spezia.
  • Concorso per il Palazzo di Giustizia, Campobasso (I e II grado).
  • Concorso per la nuova facciata tipo verso mare della Palazzata di Messina (con Camillo Autore, Raffaele Leone, Giulio Viola)
  • Concorsi per edifici ad uso dei Servizi postali, telegrafici e telefonici nel quartiere Appio
  • Concorso per il Palazzo del Littorio e della Mostra della Rivoluzione fascista a Roma
  • Concorso di I grado per la nuova sede della Cassa di Risparmio a Modena
  • Concorso per l'Auditorium di Roma e progetto di sistemazione di un gruppo di teatri di posa per il cinema a Ostia (RM)
  • Rilievo del Duomo di Cefalù (PA)
  • Villa a Baja (Pozzuoli, NA)
  • Progetto di edificio ad appartamenti in piazza Dalmazia a Roma
  • Concorso per la sistemazione dell’area del Crystal Palace a Londra (con A.G. Evans)
  • Progetto per l’ingresso della Fiera del Mediterraneo a Palermo
  • Concorso per l’ospedale traumatologico Inail a Roma
  • Ospedale ortopedico traumatologico Inail a Bari
  • Palazzo per uffici e abitazioni dell'Ina a Treviso (con Egle Renata Trincanato)
  • Villa Scimeni a Mondello (Palermo)
  • Palazzo per uffici e abitazioni Inail a San Simeone a Venezia (con Egle Renata Trincanato)
  • Quartiere Ina-casa Villaggio San Giuliano a Mestre (L. Piccinato e G. Samonà coordinatori)
  • Palazzi per abitazioni e uffici nella Palazzata di Messina
  • Quartiere sperimentale Borgo Ulivia a Palermo (con A. Bonafede, C. Calandra e E. Caracciolo
  • Sede degli uffici Sges-Enel a Palermo (con G. Marcialis e A. Samonà)
  • Concorso internazionale per il piano particolareggiato della nuova Sacca del Tronchetto a Venezia, motto "Novissime" (con C. Dardi, V. Pastor, G. Polesello, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato)
  • Centrale termoelettrica Tifeo a Termini Imerese (PA) (con G. Marcialis e A. Samonà)
  • Concorso per il nuovo Centro direzionale di Torino (con C. Dardi, V. Pastor, G. Polesello, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato)
  • Piano urbanistico comprensoriale del Vajont (con C. Dardi, E. Mattioni, V. Pastor, G. Polesello, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato)
  • Progetto di edificio di abitazione a Mestre (con G. Marcialis e A. Samonà)
  • Concorso per la nuova sede degli uffici e della biblioteca della Camera dei deputati a Roma (con A. Samonà)
  • Nuova sede della Banca d’Italia a Padova (con A. Samonà, G. Pizzetti)
  • Concorso internazionale di idee per un collegamento stabile viario-ferroviario tra la Sicilia e il continente (con altri)
  • Centro civico, culturale e commerciale a Gibellina (TP) (con V. Gregotti, G. Pirrone, A. Samonà)
  • Concorso per la nuova università degli studi di Cagliari (con altri)
  • Teatro Popolare di Sciacca (AG) (con A. Samonà)
  • Progetto di concorso per il Centro direzionale di Firenze (G. Samonà capogruppo)
  • Progetto di concorso internazionale d’architettura per la Tête-Défence, Parigi (con G. Marcialis, A. Samonà e E. R. Trincanato)

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La casa popolare, E.P.S.A., Napoli 1935
  • I monumenti italiani: il duomo di Cefalù, La Libreria dello Stato, Roma 1939
  • Il duomo di Cefalù, Nuove Grafiche, Roma 1940
  • L'urbanistica e l'avvenire della città, Roma-Bari 1978

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo Giuseppe Samonà[4] è conservato presso l'Università IUAV, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Archivio Progetti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aurelio Lepre, Storia degli italiani nel Novecento: chi siamo, da dove veniamo, A. Mondadori, 2003, ISBN 978-88-04-51142-7.
  2. ^ a b Giuseppe Samonà, su SAN - Portale degli archivi degli architetti. URL consultato il 5 marzo 2018.
  3. ^ Giuseppe SAMONA' - VI Legislatura (1972-1976) dal sito ufficiale del Senato della Repubblica.
  4. ^ Giuseppe Samonà, su Sistema informativo unificato per le Soprintendenze archivistiche. URL consultato il 5 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vieri Quilici, Samonà, Giuseppe, in Enciclopedia Italiana, III appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961. URL consultato il 16 febbraio 2015.Modifica su Wikidata
  • Roberto Perris, Samonà, Giuseppe, in Enciclopedia Italiana, V appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1994, p. 656. URL consultato il 16 febbraio 2015.Modifica su Wikidata
  • Pasquale Lovero, La Professione dell'Urbanistica - Architettura. Progetti dello studio Giuseppe ed Alberto Samonà 1968-1972 in Controspazio n. 2, 1973.
  • G. De Giorgi, Il dibattito architettonico in Italia 1945-1975 - Giuseppe Samonà, Bulzoni, Roma 1977.
  • Carlo Doglio; P. Venturi, Giuseppe Samonà, La pianificazione organica, Cedam, Padova 1977.
  • AA.VV., Giuseppe Samonà. 1923-1975 Cinquant'anni di architetture, Officina, Roma 1980
  • Giuseppina Marcialis, Il contributo di Giuseppe Samonà, in Urbanistica n. 78, 1985.
  • Manfredo Tafuri, Due maestri: Carlo Scarpa e Giuseppe Samonà, Storia della architettura italiana 1944-1985, Einaudi, Torino 1986
  • Francesco Tentori, Giuseppe e Alberto Samonà, Universale di Architettura, 1997.
  • Guido Cortese, Tania Corvino e IIhyn Kim (a cura di), Giuseppe e Alberto Samonà 1923-1993 inventario analitico dei fondi documentari conservati presso l'Archivio Progetti, Padova, Il Poligrafico, 2003, ISBN 88-7115-335-9.
  • Giuseppe Samonà e la scuola di architettura a Venezia, a cura di Giovanni Marras e Marco Pogačnik, Il Poligrafo, Padova, 2006
  • Francesco Cardullo, Giuseppe ed Alberto Samonà e la Metropoli dello Stretto di Messina, Roma, Officina, 2006, pp. 167.
  • Matteo Iannello; Glenda Scolaro, Palermo. Guida all'architettura del '900, Palermo, 2009.
  • Francesco Cardullo, Il Pilone del Ponte sullo Stretto di Giuseppe Samonà, Roma, Officina Edizioni, 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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