Alberto Sartoris

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Alberto Sartoris (Torino, 2 febbraio 1901Pompaples, 8 marzo 1998) è stato un architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua nascita a Torino, suo padre emigra in Svizzera a Ginevra. Dal 1916 al 1919 studia Architettura alla Scuola delle Belle Arti di Ginevra.[1] Nel 1920 aderisce al Movimento Futurista[2] (fino al 1923). Fu anche designer, critico d'arte e insegnante.[3] Nel 1928 è uno dei membri fondatori dei CIAM (Congrès Internationaux d'Architecture Moderne) con, fra gli altri, Charles-Edouard Jeanneret detto Le Corbusier.[4]

È uno dei membri fondatori, a Losanna nel 1945, della Scuola di Architettura "Athenaeum".[5] Scrisse gli Elementi dell'Architettura Razionale nel 1932, che fu riedito più volte assumendo per ultimo il titolo di Encyclopédie de l'architecture nouvelle (1954),[6][7] divenendo uno dei teorici del Razionalismo italiano.[8]

Dal 1949 al 1953 fonda e dirige a Firenze insieme a Fiamma Vigo la rivista d'arte Numero. Arte e letteratura,[9] pubblicazione poliedrica, dedicata alle nuove avanguardie artistiche italiane e straniere[10].

Ha contribuito alla fortuna critica delle prime esperienze artistiche razionaliste ed astratte italiane, facendo conoscere in ambito internazionale i lavori degli astrattisti comaschi quali Manlio Rho e Mario Radice.[11]

Alberto Sartoris ha dato l'insieme dei suoi archivi alla Scuola Politecnica di Losanna (EPFL).[12]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1927 – Alla III Mostra internazionale delle arti decorative di Monza collabora con Felice Casorati alla Via dei negozi realizzando la Macelleria
  • 1927-1928 – Padiglione della Comunità Autonoma degli Artigiani a Torino
  • 1932 – Cappella del Buon Consiglio a Lourtier in Svizzera
  • 1933 – Progetto di una chiesa a Sarreyer, Svizzera (mai realizzata) Pianta; Assonometria
  • 1933-1935 – Casa della signora Morand-Pasteur a Saillon, Svizzera Foto
  • 1938-1939 – Collabora con Giuseppe Terragni nella città satellite operaia di via Anzani a Como
  • 1958 – Villa Dupont-Paux nei vigneti di Lavaux - En Gravesse, Lutry, Svizzera
  • 1983-1988 – Stabilimenti Lesieur et Labeyrie (in collaborazione con E. Cattani e P. Pastellas) a Dunkerque e Biarritz, Francia
  • 1980-1995 – Centro polifunzionale a Carignano che raggruppa municipio, museo, biblioteca, teatro-sala polivalente, scuola Professionale, una piazza verticale e un parcheggio sotterraneo

I suoi scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli Elementi dell'Architettura funzionale, Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1932.
  • Introduzione all'architettura moderna, Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1944.
  • Encyclopédie de l'architecture nouvelle, Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1948.
  • Léonard architecte, Parigi, Tallone Editore, 1952.
  • Linee Parallele - razionalismo e astrattismo a Como negli anni Trenta, Lugano, Fidia edizioni d'arte, 1993, ISBN 9788872690246.
  • Carignano Nuova. La città nella città, esperienza di un progetto, Milano, Sapiens Edizioni, 1995.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Effemeridi. L’architetto razionalista Sartoris (amico di FT Marinetti) e la città futurista sotto il fascismo, su Barbadillo, 4 febbraio 2019. URL consultato l'11 giugno 2020.
  2. ^ Giuseppe Meduri, Quarant’anni di architettura sacra in Italia 1900-1940: Le questioni, il dibattito, le polemiche, Gangemi Editore, 29 luglio 2016, ISBN 978-88-492-6066-3. URL consultato l'11 giugno 2020.
  3. ^ MuseoTorino,Comune di Torino,Direzione Musei,Assessorato alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia, 21Style http://www.21-style.com, Alberto Sartoris (1901-1998) - MuseoTorino, su www.museotorino.it. URL consultato il 14 giugno 2020.
  4. ^ (EN) Eric Paul Mumford, The CIAM Discourse on Urbanism, 1928-1960, MIT Press, 2002, ISBN 978-0-262-63263-8. URL consultato l'11 giugno 2020.
  5. ^ Losanna: esposizione "itinerario magico" di Alberto Sartoris, su Ticinonline, 1º giugno 2005. URL consultato l'11 giugno 2020.
  6. ^ Sartòris, Alberto nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato l'11 giugno 2020.
  7. ^ Corrado Gavinelli e Mirella Loik, Architettura del XX secolo, Editoriale Jaca Book, 1993, ISBN 978-88-16-43911-5. URL consultato l'11 giugno 2020.
  8. ^ Sartoris «firma» l’architettura moderna (PDF), La Provincia.
  9. ^ (EN) FONDAZIONE BONOTTO - Collective Poetry - Numero. Arte e letteratura, su www.fondazionebonotto.org. URL consultato l'11 giugno 2020.
  10. ^ Luisa Pianzola, Alberto Sartoris. Da Torino all'Europa, Milano, Alberto Greco, 1990, pp. 57 e 124.
  11. ^ (EN) Una conversazione con Mario Radice – Geometricae, su geometricae.com. URL consultato l'11 giugno 2020.
  12. ^ di Redazione, I disegni di Alberto Sartoris alla SPAM di Roma, su weArch. URL consultato l'11 giugno 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti archivistiche
  • Archives de la construction moderne-EPFL, Losanna, Fondo Alberto Sartoris (0172), 1901-1998
Documentari
  • Alberto Sartoris, la memoria di un secolo, di Andres Pfaeffli e Elda Guidinetti (1994)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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