Maniago

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Maniago
comune
Maniago – Stemma Maniago – Bandiera
Maniago – Veduta
Centro della città
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
SindacoAndrea Carli (lista civica di centro-sinistra) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate46°10′N 12°43′E / 46.166667°N 12.716667°E46.166667; 12.716667 (Maniago)Coordinate: 46°10′N 12°43′E / 46.166667°N 12.716667°E46.166667; 12.716667 (Maniago)
Altitudine286 m s.l.m.
Superficie69,46 km²
Abitanti11 746[2] (31-12-2017)
Densità169,1 ab./km²
FrazioniCampagna, Dandolo, Fratta[1]
Comuni confinantiAndreis, Arba, Fanna, Frisanco, Montereale Valcellina, San Quirino, Vajont, Vivaro
Altre informazioni
Cod. postale33085
Prefisso0427
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT093025
Cod. catastaleE889
TargaPN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 850 GG[3]
Nome abitantimaniaghesi
Patronosan Mauro di Parenzo
Giorno festivo21 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maniago
Maniago
Maniago – Mappa
Posizione del comune nell'UTI delle Valli e Dolomite Friulane
Sito istituzionale

Maniago (Manià in friulano[4]) è un comune italiano di 11 746 abitanti[2] del Friuli-Venezia Giulia, capoluogo della UTI delle Valli e Dolomiti Friulane.

La cittadina è nota per l'arte fabbrile, che assegna a Maniago il nome di città del coltello: sono molte le coltellerie impiantate artigianalmente a partire dall'età medievale.[5] Fin dal Quattrocento gli abili coltellinai maniaghesi forgiavano coltelli e lame, che andavano a fornire anche le truppe della Serenissima. Nel 1998 è stato aperto al pubblico il Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie.

Etimologia del nome Maniago[modifica | modifica wikitesto]

Il nome proprio "Maniago" nasce come toponimo in epoca romana, come testimoniano alcuni reperti archeologici rinvenuti nella zona.[6] La sua origine è stata fatta risalire alla lingua latina con l'aggiunta del suffisso celtico -aco e deriva, secondo gli studiosi, da terra di Manilius.[6][7]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio e ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Maniago si trova nella parte occidentale della regione Friuli Venezia Giulia, all'imboccatura di due valli della pedemontana pordenonese, la Valcellina e la Val Colvera, a circa 70 km dal mare Adriatico.[8] Il suo centro urbano sorge ad un'altitudine di 283 m s.l.m. nella zona di confluenza tra il fiume Cellina e il torrente Colvera, che attraversa l'abitato maniaghese.[9] Il territorio comunale raggiunge un'altezza massima di 1.224 m s.l.m. e un'altezza minima di 171 m s.l.m.[9][10]

Paesaggio dei Magredi

Maniago sorge in una piana ai piedi delle Prealpi Carniche, che si estendono alle spalle dell'abitato. Tra i principali rilievi maniaghesi vi sono il Monte Jôuf, il Monte Fara e il Monte San Lorenzo. Nel suo territorio sono presenti ambienti molto diversi tra loro, che comportano una grande varietà di flora e fauna. Nella porzione settentrionale del Comune, dall'altitudine più elevata, si estendono boschi di latifoglie, quali querce, castagni, faggi, acacie e aceri, con un rigoglioso sottobosco, mentre nella zona meridionale si trova l'area dei Magredi, oggi protetta da una riserva naturale, situata dove le acque del Cellina e del Meduna sprofondano nella falda acquifera, originando un ambiente pianeggiante caratterizzato da forte permeabilità del suolo e dalla conseguente scarsa produttività dei terreni.[8]

Fiumi e torrenti[modifica | modifica wikitesto]

Monti[modifica | modifica wikitesto]

Valli[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Maniago.

Il clima di Maniago (classificazione climatica: zona E, 2.850 GG) è caratterizzato dall'unione di elementi tipici del clima continentale con altri più marcatamente mediterranei.[11] La cittadina gode infatti di un clima temperato, con inverni piuttosto miti ed estati calde, ma non secche. Dal punto di vista pluviometrico Maniago è interessata da una piovosità piuttosto regolare durante tutti i mesi dell'anno, con le medie più alte registrate in estate e in autunno.[11]

Gli inverni sono caratterizzati da temperature moderatamente basse (media gennaio +1,5 °C), spesso con minime notturne negative tra gennaio e marzo, e da precipitazioni minori rispetto agli altri mesi (gennaio è il mese meno piovoso, con una media di 64 mm).[12] A partire dalla metà degli anni duemila si è assistito a Maniago a un calo delle nevicate rispetto agli inverni precedenti. Le stagioni intermedie sono variabili e presentano caratteristiche ora della stagione precedente, ora di quella successiva, in particolar modo nel primo periodo autunnale, durante il quale si registrano spesso temperature estive. L'estate maniaghese è invece caratterizzata da temperature piuttosto elevate, specie nei mesi di luglio e agosto, durante le quali il termometro supera spesso i +25 °C, con precipitazioni e temporali molto frequenti nel mese di giugno.[12]

La nebbia risulta essere un fenomeno abbastanza raro e di breve durata, che si verifica poche volte all'anno soprattutto nelle prime ore del mattino.

Stazioni meteorologiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Maniago.

Nella tabella sottostante sono riportati i valori climatologici medi relativi al trentennio di riferimento climatico 1961-1990 registrati presso la stazione meteorologica di Maniago, in particolare i valori medi mensili e stagionali di temperatura e precipitazioni registrati nella città in tale periodo di riferimento.[12]

MANIAGO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 5,67,210,615,120,023,225,725,322,217,410,66,76,515,224,716,715,8
T. min. mediaC) −2,6−1,71,75,89,412,914,514,111,57,73,3−0,7−1,75,613,87,56,3
Precipitazioni (mm) 6467861301071431051191151201501082393233673851 314

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classificazione sismica, il territorio del comune di Maniago appartiene alla zona 1 (Ordinanza PCM n.3274 del 20/03/2003), caratterizzata da un elevato livello di sismicità.[13][14]

L'evento sismico di maggior rilievo che ha colpito il comune nell'ultimo secolo è stato il Terremoto del Friuli del 1976, con epicentro a nord-est di Maniago, tra Gemona del Friuli e Artegna.[15] La città, così come molti altri centri abitati del territorio, è stata gravemente danneggiata dal sisma, con rilevanti danni a edifici e monumenti e numerosi sfollati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La strategica posizione di Maniago lungo la pedemontana del Friuli Occidentale ha sempre permesso alla cittadina di svolgere un ruolo importante nel contesto viario che conduceva dalla pianura ai passi montani, attraverso le valli del Cellina, del Colvera e del Meduna. Tracce di presenza umana riferite al periodo Neolitico sono state rinvenute nelle grotte del monte San Lorenzo, in particolare frammenti di oggetti in ceramica ed altri reperti in pietra che testimoniano l'esistenza di possibili insediamenti abitativi preistorici. Modeste le testimonianze circa la presenza in zona dei Celti, abitanti in terra friulana da III secolo a.C., anche se sono ancora vive alcune usanze, come l'accensione dei falò epifanici, che a questa popolazione possono riferirsi. Sicure sono invece le prove che documentano sul territorio la presenza dei Romani, a cominciare dalla stessa voce Maniago, nome di origine latina con suffisso celtico –aco, forse terra di Manilius.

Il rinvenimento di numerose monete e lapidi con iscrizioni di epoca romana, ma soprattutto il tracciato della strada che da Concordia, per San Quirino, San Foca e il guado della Cossana arrivava a Maniago e proseguiva verso la montagna, salendo dal versante meridionale del San Lorenzo, consente di dilatare la storia maniaghese ben oltre i mille anni ufficiali.

Databili intorno all'VIII secolo sono alcuni frammenti scultorei murati sulla facciata del Duomo e risalenti al periodo dei Longobardi, popolo che, raggiunto il Friuli nel 568, si stabilì anche a Maniago e nelle terre vicine, probabilmente ai piedi del Monte Fara, voce che in longobardo significa proprio "famiglia". Il primo documento che riporta il nome di Maniago in forma scritta è il diploma dell'imperatore Ottone II di Sassonia, inviato da Ravenna al fedele Rodoaldo, Patriarca di Aquileia, per confermargli il possesso di alcune terre tra cui la cortem que vocatur Maniacus, vale a dire la corte che è chiamata Maniaco. È il 12 gennaio 981. Nel documento sono chiaramente indicati i confini della corte, posta tra le acque del Cellina e del rivo Corto, presso la chiesa di Marcadello, luoghi questi ultimi identificati con il Rugo Storto e la Chiesa di Madonna di Strada in comune di Fanna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante si tratti di un centro poco esteso, a Maniago sono conservati pregevoli monumenti che mostrano il passato e la storia della cittadina nel corso dei secoli, in particolar modo durante la dominazione veneziana. I luoghi e i monumenti più rappresentativi sono situati principalmente nel centro storico e nelle vie circostanti a esso.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del Duomo di San Mauro Martire
  • Duomo di San Mauro Martire, eretto nel 1488 sui resti di un precedente edificio di culto risalente al tempo dei Longobardi, rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura tardo gotica del Friuli Venezia Giulia. Impreziosito dal notevole portale settecentesco a sesto acuto, opera di Giacomo Conte, e dal pregiato rosone centrale altamente decorativo, il duomo custodisce al suo interno importanti opere artistiche, tra i quali una pala di Pomponio Amalteo del 1558 e gli affreschi del coro dello stesso pittore risalenti al 1572.[16]
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione, detta "della Madonna", posta all'imboccatura di Piazza Italia. L'attuale costruzione, progettata dall'architetto Antonio Aprilis, risale al 1778 e rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica della provincia di Pordenone.[17] Si hanno tuttavia testimonianze di un precedente edificio religioso, confermate da un documento del 1411 e dalla lapide tombale recante la data 1628 posta all'interno della chiesa.[18]
  • Chiesa di San Carlo, eretta nel 1637 ai piedi del castello. Contiene un altare ligneo del Seicento, di probabile scuola bellunese, che racchiude una pala di autore ignoto raffigurante San Carlo Borromeo.[19]
  • Chiesa della Santissima Trinità, posta all'inizio della via che conduce al castello e pertinenza della residenza signorile dei conti di Maniago, fu edificata nel XVII secolo.
  • Chiesetta del Pater Noster, piccolo edificio in località Maniago di Mezzo, detto anche "delle Fontanutis", per la vicinanza ad una fonte d'acqua.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate, costruita nel 1785 a Fratta di Maniago.
  • Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, principale chiesa situata nella frazione di Maniagolibero e risalente al 1781.
  • Chiesetta di San Vigilio, a Maniagolibero, fu costruita tra l'XI e il XII secolo e poi modificata nelle epoche successive.
  • Chiesetta di San Floriano, situata a Maniagolibero.
  • Chiesa di San Francesco, situata nella frazione di Dandolo.
  • Chiesa dei Santi Daniele e Antonio da Padova, eretta nella frazione di Molino di Campagna.
  • Chiesetta di San Lorenzo in Monte, piccola chiesa di epoca medievale eretta sulla sommità del Monte San Lorenzo, che domina l'abitato di Maniago.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo d'Attimis-Maniago, un tempo residenza del casato di Maniago, risalente al XVIII secolo e affacciato su Piazza Italia, è un complesso di edifici tutelato dall'Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV), composto da un corpo centrale, dalle scuderie e dai granai.[20] Sulla facciata rivolta verso la piazza è possibile ammirare un affresco di Pomponio Amalteo raffigurante un leone che tiene sotto la zampa lo stemma nobiliare dei conti Attimis Maniago e la loggetta del XVI secolo, mentre nella parte retrostante, oltre la corte, si trova l'ampio parco, composto da un giardino all'italiana e da un parco all'inglese di 7 ettari, che dal palazzo giunge fino ai piedi del castello.[21]
  • Villa di Conti, elegante complesso edificato nel corso del XVII secolo ai piedi del Monte Jôuf. Si trova all'inizio della via che conduce al castello, all'interno della cinta muraria che racchiudeva anche il villaggio di artigiani e mastri impiegati presso il maniero.
  • Loggia, situata in Piazza Italia e risalente al 1661, costruita in sostituzione di un precedente edificio posto al centro della piazza, usato per le assemblee dei capifamiglia e andato distrutta. È stata utilizzata nel tempo come sede del tribunale e del mercato cittadino. Oggi è il monumento dedicato ai Caduti di tutte le guerre.[18]
  • Ex filanda risalente alla seconda metà del diciannovesimo secolo, situata allo sbocco della Val Colvera, lungo il corso dell'omonimo torrente, rappresenta uno dei più interessanti esempi di archeologia industriale in provincia di Pordenone.[22] Sottoposta a un profondo restauro conservativo negli anni Novanta, è oggi sede della biblioteca civica di Maniago e di esposizioni di carattere culturale.[23]
  • Teatro Giuseppe Verdi, situato alla confluenza tra via Umberto I e Largo San Carlo, occupa un edificio del XVIII secolo che ospitava originariamente una filanda, il Setificio a vapore Giuseppe Zecchin fu Lorenzo, scritta ancora oggi ben visibile sulla facciata.[24] Nei primi anni del Novecento la filanda è stata convertita in circolo per le prime proiezioni cinematografiche e per le feste da ballo. L'attività teatrale ebbe inizio tra gli anni Sessanta e Ottanta. Gli eleganti interni dell'edificio ospitano notevoli esempi artistici e architetturali, quali lo scalone d'ingresso, i due lampadari originali e i preziosi affreschi in stile liberty del 1922.[25]

Architettura spontanea[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni esempi di costruzioni ristrutturati dopo il sisma del 1976 attraverso il recupero di architettura spontanea di edifici di valore ambientale, storico, culturale ed etnico di cui all'art. 8 della L.R. 20 giugno 1977 n.30[26]

  • Casa Cappella Olimpio, edificio a loggia. Il porticato a piano terra consentiva lo svolgimento di alcune attività della vita familiare di ogni giorno. Per i portici si sono volute conservare le pavimentazioni in lastre di pietra incassate nel terreno.
  • Casa Di Bon Benito, edificio a loggia.
  • Casa Di Chiara Marino, Dario, Aurelia e Celestina. L'edificioè composto di due edifici antistanti che si suppone sia il risultato di un'antica ristrutturazione dell'annesso rustico per ricavare una seconda unità abitativa.
  • Casa Del Mistro Luca. Edificio a loggia con affiancato un corpo sulla destra, adibito a ricovero di cani ed attrezzi per l'agricoltura.
  • Casa Del Mistro Claudio. Dei tre corpi di fabbrica del complesso edilizio che si è venuto a formare nel tempo, quello principale, che costituiva l'abitazione originaria, differisce rispetto agli altri edifici per il fatto che il disimpegno del primo piano non avviene da una loggia, bensì da un vano con funzioni analoghe ma finestrato.
  • Casa Di Maniago Giancarlo o Casa della Contadinanza, edificio a loggia del XVII secolo, sede della Contadinanza, istituzione che permetteva ai contadini il controllo sulle tasse imposte dai nobili locali.
  • Ex Scuderie palazzo Conti Attimis Maniago. La facciata ripropone il motivo a tre arcate, mentre l'interno, nonostante il diverso uso, ha mantenuto le caratteristiche originarie: un esempio sono le pile d'acqua in pietra visibili nella sala al piano terra. Di grande interesse è il cortile che si apre sul retro dell'edificio, uno spazio particolarmente suggestivo.
  • Filanda via Battiferri. L’edificio ex Filanda, che risale alla seconda metà del diciannovesimo secolo era una delle filande operative a Maniago; rappresenta uno dei più interessanti eventi di archeologia industriale della provincia di Pordenone.

Piazze principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Italia, un tempo nota anche come Piazza Maggiore, è la principale piazza della cittadina e il centro della comunità maniaghese. Si tratta di una delle più grandi piazze del Friuli, che accoglie intorno a sé gli edifici più importanti della città: il municipio, il duomo, la loggia, Palazzo d'Attimis e la Chiesa dell'Immacolata. Al suo centro si trova una fontana risalente al 1846 a base ottagonale, con quattro vasche semicircolari e quattro scalinate orientate secondo i punti cardinali. Da Piazza Italia si articolano le principali vie del centro cittadino.[18]
  • Piazzetta Trento, a pochi passi da Piazza Italia, è collegata a essa tramite via Roma, una delle principali vie commerciali di Maniago.

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Antico Lavatoio di via Molini
  • Battiferro Beltrame
  • Battiferro Lenarduzzi

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

I ruderi del castello visti da Palazzo d'Attimis
  • Ruderi del Castello di Maniago, edificato nel corso dell'XI secolo su un'altura alla base del monte Jôuf, in posizione dominante rispetto all'abitato, è stata la residenza dei nobili di Maniago per quasi cinque secoli.[19] Nel 1511 un violento terremoto arrecò gravi danni al castello, facendo sì che i Signori di Maniago trasferissero la propria residenza nei palazzi adiacenti al centro cittadino, tra cui Palazzo d'Attimis e Villa dei Conti, venendo definitivamente abbandonato nel 1630.[27] Il maniero, costituito da diversi edifici e torri che si affacciavano su una corte centrale, era difeso da una doppia linea di fortificazioni, tuttora in parte visibili, che scendevano fino all'abitato sottostante. Di fronte a esso, entro la seconda cinta di mura, si trovano invece i resti della Torre della Porta e della Porta Castri, grazie alla quale si accedeva al castello e al borgo antistante, abitato dalle maestranze del maniero. Di fronte all'ingresso si trova la duecentesca cappella di San Giacomo, unico edificio perfettamente conservato del complesso, che contiene un dipinto di Sebastiano Mazzoni e ospita le spoglie dei locali feudatari.[27]
  • Cinta muraria, prima fortificazione eretta a Maniago contemporaneamente alla costruzione del castello in epoca medievale, per difendere il feudo. Inizialmente si sviluppavano solo intorno al castello e proteggevano il borgo posto di fronte a esso, successivamente furono ampliate con un secondo giro di mura che giungevano fino all'abitato maniaghese, che allora si sviluppava ai piedi del castello. Oggi alcuni tratti di questa fortificazione sono visibili lungo le vie del centro storico.

Aree naturali e parchi[modifica | modifica wikitesto]

  • Riserva naturale dei Magredi
  • Parco Storico Comunale di Maniago
  • Parco di Palazzo d'Attimis
  • Parco del Castello di Maniago
  • Centa dei Conti
  • Area naturalistica delle Peschiere e Sentiero Frassati
  • Sentiero naturalistico Anello del Monte Jôuf

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Con una popolazione di 11 698 abitanti (al 31 dicembre 2015), Maniago è il nono comune della provincia di Pordenone per popolazione; la sua densità demografica è di 168 abitanti per chilometro quadrato.

La popolazione maniaghese è concentrata soprattutto nel capoluogo comunale e nella frazione di Campagna di Maniago, la più grande tra le frazioni della cittadina pedemontana.[28] Il 64% dei residenti ha un'età compresa tra i 15 e i 64 anni. L'indice di vecchiaia è pari a 160,3, il tasso di natalità è di 8,5 ogni mille abitanti mentre l'età media è di 43,8 anni (dati ISTAT 2015).[29]

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo si è assistito a Maniago ad un notevole incremento dell'emigrazione verso i Paesi esteri. Le principali destinazioni sono state il Nord America, in particolare gli Stati Uniti, e l'Europa centro-settentrionale, soprattutto la Germania e il Belgio.[30] Nella prima metà del XX secolo l'emigrazione divenne anche interna: molti maniaghesi, infatti, si trasferirono in altre regioni, attirati dallo sviluppo agricolo e industriale a cui erano andate incontro alcune zone d'Italia, come nel caso dell'Agro Pontino.[31]

A partire dagli anni cinquanta del Novecento, invece, Maniago ha conosciuto una costante crescita della popolazione, grazie soprattutto allo sviluppo del settore industriale, con una forte presenza di stabilimenti metalmeccanici.[32][33]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[34]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il numero di immigrati e residenti stranieri a Maniago è aumentato a partire dagli anni novanta. Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 1 169, il 9,99% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:[35]

  1. Romania, 245
  2. Bangladesh, 201
  3. Marocco, 154
  4. Albania, 147
  5. Ghana, 71
  6. India, 54
  7. Polonia, 36
  8. Ucraina, 24
  9. Cina, 21

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingua friulana.

A Maniago, oltre alla lingua italiana, è in uso il friulano occidentale, una variante della lingua friulana. Caratteristiche peculiari di questa variante sono la terminazione in -a delle parole femminili, contrapposta alla terminazione in -e (es. aga in luogo di aghe, cjasa in luogo di cjase), e dal fatto che le vocali fonologicamente lunghe [ˈiː] e [ˈuː] si realizzano come dittonghi. A seguito del riconoscimento della lingua friulana nel 1999 con la legge 482/1999, ne è stato attivato l'insegnamento nelle scuole del Comune. Nel territorio comunale vige inoltre la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana", che valorizza e promuove l'uso della lingua friulana, nelle sue diverse espressioni, come parte del patrimonio storico, culturale e umano della comunità locale.[36]

Nella città di Maniago è presente inoltre il dialetto maniaghese, un dialetto veneto coloniale, che viene parlato in regime di diglossia assieme al friulano occidentale. Esso presenta caratteristiche che lo accomunano ai dialetti veneziano e trevigiano, in virtù dell'apporto delle numerose famiglie venete che hanno popolato Maniago nei decenni passati, in particolare le zone di Dandolo e Nascimbeni. Come è accaduto in diverse città di terraferma delle Tre Venezie, il dialetto veneto ha una presenza e un radicamento plurisecolare ed è stato il dialetto di distinzione dei cittadini della piazza.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La prima confessione religiosa nel comune di Maniago è quella cattolica. La cittadina è sede della forania di Maniago, che comprende 27 parrocchie nella provincia di Pordenone; il territorio maniaghese è suddiviso in 4 parrocchie: Maniago centro, Fratta, Maniagolibero e Campagna-Dandolo.

Fra le religioni minori sono presenti altre confessioni cristiane, in particolar modo ortodossi e protestanti, e testimoni di Geova. Negli ultimi anni l'immigrazione ha contribuito ad aumentare alcune altre minoranze religiose, le più numerose delle quali sono i musulmani e gli induisti.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca Civica di Maniago
  • Biblioteca civica di Maniago

La biblioteca è situata presso l’edificio ex Filanda, che risale alla seconda metà del diciannovesimo secolo ed era una delle filande operative a Maniago. Costruita allo sbocco della Val Colvera, è stata recentemente ristrutturata e rappresenta uno dei più interessanti eventi di archeologia industriale della provincia di Pordenone. Dopo gli interventi di recupero, i suoi locali hanno ospitato il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago, trasferito nel 2007 presso il Co.Ri.Ca.Ma. Attualmente vi trova sede la biblioteca civica. La biblioteca presenta diverse sezioni tra cui quella dedicata ai bambini e ai ragazzi. Inoltre è presente un’area computer con servizi internet per ricerche. Oltre a queste aree la biblioteca dispone di una spaziosa sezione adulti con sale lettura, una sezione di storia e cultura locale ed una sala dedicata alle conferenze.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti a Maniago istituzioni prescolastiche, scolastiche di primo e di secondo grado, inferiore e superiore, in particolare cinque scuole dell'Infanzia, quattro scuole primarie, una scuola secondaria di primo grado intitolata a "Guglielmo Marconi", e due scuole secondarie di secondo grado, di cui un Istituto Professionale Settore Industria e Artigianato dedicato a "Lino Zanussi" e il Liceo scientifico, sportivo e linguistico "Evangelista Torricelli".[37] Alle suddette scuole pubbliche si affianca un istituto privato nell'ambito delle scuole materne.[37]

A Maniago, inoltre, ha sede l'Università della terza età delle Valli del Cellina e del Colvera.[38]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie "Co.Ri.Ca.Ma.", inaugurato nel 1997 e situato nell'edificio recentemente ristrutturato che a partire dal 1907 ospitò la prima grande fabbrica di coltelli di Maniago,[39] documenta i momenti significativi della storia dell'arte che ha reso nota la piccola cittadina nel mondo, illustrando i processi della lavorazione del metallo nelle coltellerie della zona e l'evoluzione tecnologica del settore verificatasi nel tempo, attraverso reperti, macchinari, ricostruzioni di ambienti e documenti storici.[40][41]
  • Museo della Vita Contadina Diogene Penzi, inaugurato nel 1995, è una sezione del Museo provinciale Diogene Penzi di San Vito al Tagliamento. La sede maniaghese è dedicata alle lavorazioni artigianali del legno e del ferro ed illustra lo sviluppo dei mestieri del fabbro e del falegname.[42]
  • Museo delle Abarth, nato nel 2014, raccoglie una vasta collezione di auto e motociclette, oltre a motori, cambi e vari oggetti originali prodotti dal marchio Abarth.[43]
  • Ecomuseo Lis Aganis

Media[modifica | modifica wikitesto]

Da Maniago ha trasmesso dal 1977 al 2013 l'emittente radiofonica locale Radio Lina.[44] Attualmente le trasmissioni sono realizzate dalla radio on line Lina Web Radio, nata il 1 aprile 2014 dall'idea di alcuni collaboratori della storica emittente maniaghese.[45]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

A Maniago si svolgono nel corso dell'anno diversi eventi di carattere storico, culturale e turistico, tra cui:

  • Fiera di San Giacomo
  • Coltello in Festa
  • Falò dell'Epifania
  • Carnevale di Maniago
  • Lama e Trama
  • Giallo a Maniago
  • Festa di Primavera
  • Festa delle Mele Antiche
  • Rally Città di Maniago - Knife Racing Maniago
  • Piccola Maratona "Prendiamoci per Mano"

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Maniago sorge su un'ampia piana alle pendici delle Prealpi Carniche ed è situata allo sbocco di due vallate della pedemontana friulana occidentale, la Val Colvera e la Valcellina. Il centro cittadino si può dividere in due zone: una settentrionale più antica, adagiata ai piedi del monte Jôuf, e una meridionale, sviluppatasi tra il XIX e il XX secolo in un'area maggiormente pianeggiante.[46]

L'impianto urbanistico originario è costituito da Piazza Maggiore, oggi Piazza Italia, e dalle vie che si svilupparono attorno ad essa e che conducevano al castello medievale, di fronte al quale si trovava un piccolo villaggio abitato dalla servitù del maniero. La cinta muraria, in parte recuperata, è ancora oggi visibile nelle immediate vicinanze dei ruderi del castello e in alcune vie del centro storico.

Tra il '700 e l'800, Maniago conobbe una notevole espansione urbanistica. Due nuove ed eleganti strade, Via Umberto I e via Roma, collegarono Piazza Italia rispettivamente a Largo San Carlo e a Piazzetta della Posta, oggi Piazzetta Trento, costituendo il nuovo asse commerciale della città.[46]

Frazioni e suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo comunale è la zona a più alta densità abitativa del comune di Maniago, nonché sede degli uffici amministrativi e delle principali attività commerciali del paese. Si divide in cinque quartieri:

  • Centro
  • Maniagolibero
  • Maniago di Mezzo
  • Fratta
  • Sud Ferrovia

Il comune di Maniago ha inglobato nel corso del XIX secolo due località limitrofe, Maniagolibero e Fratta, oggi contigue nel tessuto urbano maniaghese. Nella cittadina è inoltre presente la località Colvera, che si estende lungo le rive dell'omonimo torrente e che, seppur non presente nella toponomastica ufficiale del comune, ricopre una rilevanza storico-culturale, essendo il luogo in cui nacquero le prime botteghe fabbrili di Maniago (oggi è parte del quartiere di Fratta).[47] Il quartiere di Sud Ferrovia si è sviluppato come zona residenziale nella parte meridionale di Maniago a partire dagli anni ottanta ed è oggi il più popoloso della città.[48] Borgo Coricama è invece una zona commerciale-residenziale sorta negli anni duemila in seguito al grande sviluppo edilizio che ha interessato la zona tra il centro storico della città e la stazione ferroviaria.

Maniago comprende inoltre due frazioni nel suo territorio comunale (Dandolo e Campagna), cui si aggiungono numerose altre borgate e località minori.

Le località di Dandolo di Sopra e Dandolo di Sotto si estendono nella parte meridionale del comune, nella Campagna Ventunis tra i torrenti Colvera e Cellina utilizzata fin dai tempi antichi per la fienagione e il pascolo del bestiame. Lo sviluppo edilizio si ebbe però solo a partire dagli anni cinquanta-sessanta, quando l'Ente Tre Venezie e il Consorzio di bonifica Cellina-Meduna edificarono nell'area alcuni gruppi di case contadine per gli esuli istriano-dalmati.[49]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

A Maniago è molto fiorente l'industria metalmeccanica. Questo settore è ben radicato nel tessuto industriale del maniaghese ed è rappresentato dalla presenza di due importanti distretti industriali: il Distretto della Componentistica e della Termoelettromeccanica e il Distretto del Coltello. Significativo è anche il comparto manifatturiero (tessile, elettromeccanica). Le principali industrie maniaghesi sono la ZML Industries, la C-Blade, la Pietro Rosa TBM, il Gruppo Carraro e la Bioman, oltre alle storiche aziende del settore del coltello, tra cui spiccano industrie storiche come Maserin, Fox Knives, Due Cigni, Coltellerie Antonini, LionSteel e Mercury.

A Maniago inoltre ha sede il Consorzio NIP, che promuove e coordina lo sviluppo economico e industriale del territorio.[50]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Posta in una posizione favorevole tra Pordenone e Udine e facilmente raggiungibile da Treviso, Venezia e Trieste, Maniago ha attirato negli ultimi anni un numero crescente di turisti, grazie ai numerosi eventi e ai luoghi di interesse del suo territorio, come il Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie, l'EcoMuseo Lis Aganis, la Riserva naturale dei Magredi e manifestazioni quali Coltello in Festa e il Carnevale di Maniago.[51][52]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Maniago è servita dalla Strada statale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina, che collega la Città del Coltello verso sud con Pordenone e la parte meridionale della provincia e termina a nord nel Cadore. Da Maniago ha inizio la Strada statale 464 di Spilimbergo, che collega la parte settentrionale della provincia e l'udinese.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Maniago dispone di una stazione ferroviaria inaugurata nel 1930:

Inoltre, è allo studio la realizzazione di una seconda stazione denominata "Maniago-Torricelli" nei pressi degli istituti scolastici della cittadina.[53]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio di trasporto pubblico è svolto da ATAP Autolinee, che gestisce anche le linee interurbane da Maniago verso Pordenone, Udine e altre località della zona. Maniago dispone di un'autostazione, dalla quale si diramano le linee dirette verso tutti gli abitati della provincia ed estese anche verso altre località al di fuori della Provincia di Pordenone.

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni duemila, sono state realizzate nel territorio maniaghese alcune piste ciclabili, che consentono collegamenti urbani ed extraurbani tra Maniago, le frazioni e alcuni paesi confinanti. La rete ciclabile comunale, che viene utilizzata prevalentemente durante la stagione estiva e conta ad oggi diversi chilometri, risulta negli ultimi anni in continua crescita.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Maniago - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
  6. ^ a b Maniago (PN), italpedia.it.
  7. ^ Maniago su Araldica Civica (PDF), araldicacivica.it.
  8. ^ a b Territorio e clima, maniago.it.
  9. ^ a b Maniago, Tuttitalia.
  10. ^ Comune di Maniago, comuniweb.it.
  11. ^ a b Classificazione sismica climatica di Maniago, www.tuttitalia.it.
  12. ^ a b c Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  13. ^ Zona Sismica-Maniago, su comuni-italiani.it.
  14. ^ Classificazione sismica Maniago, su tuttitalia.it.
  15. ^ Paolo Cossi, Il terremoto del Friuli 1976 - 2006: per ricordare, trent'anni dopo, Udine, Edizioni BeccoGiallo, 2006.
  16. ^ Sito web Comune di Maniago, Città, territorio e luoghi › Arte e Architettura Duomo [collegamento interrotto], su maniago.it.
  17. ^ Luoghi di culto nel comune, Sito web Comune di Maniago.
  18. ^ a b c Piazza Italia Maniago[collegamento interrotto], pordenonewithlove.it.
  19. ^ a b Maniago, Castello, pordenonewithlove.it (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  20. ^ Da vedere: Palazzo d'Attimis Maniago, pordenonewithlove.it.
  21. ^ Sito web http://www.ilparcopiubello.it/index.php/, Giardino Attimis-Maniago, su ilparcopiubello.it.
  22. ^ Filanda della Val Colvera, su maniago.it.
  23. ^ Sito web Comune di Maniago, Città, territorio e luoghi › Arte e Architettura Filanda [collegamento interrotto], su maniago.it.
  24. ^ Sito web Comune di Maniago, Città, territorio e luoghi › Arte e Architettura Teatro Verdi, su maniago.it (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2012).
  25. ^ Maniago, Teatro Verdi di Maniago, su maniago.it.
  26. ^ Paolo Rosa Fauzza, Beni ambientali a Maniago : Il recupero di un'architettura spontanea, Maniago, Biblioteca Civica, 1986.
  27. ^ a b Castello di Maniago, Sito web del comune di Maniago.
  28. ^ Maniago su ItaliaPedia, ItaliaPedia. URL consultato il 15 settembre 2016.
  29. ^ Indici demografici: Maniago, tuttitalia.it. URL consultato il 15 settembre 2016.
  30. ^ Emigrazione del Friuli Venezia Giulia: 1880-1915, la grande emigrazione, regione FVG. URL consultato il 17 giugno 2017.
  31. ^ Emigrazione del Friuli Venezia Giulia: il secondo dopoguerra, la ripresa dell'emigrazione, regione FVG. URL consultato il 17 giugno 2017.
  32. ^ Maniago: descrizione ed economia, ItaliaPedia. URL consultato il 15 settembre 2016.
  33. ^ Emigrazione del Friuli Venezia Giulia: 1968, l’inversione del saldo migratorio, regione FVG. URL consultato il 17 giugno 2017.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  35. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 5 novembre 2016.
  36. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  37. ^ a b Sito web http://www.comuni-italiani.it/093/033/scuole/, su comuni-italiani.it. URL consultato il 30 marzo 2015.
  38. ^ Università della terza età in due sedi, 20 ottobre 2015. URL consultato il 27 agosto 2016.
  39. ^ Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie, museifriuliveneziagiulia.it. URL consultato il 21 settembre 2015.
  40. ^ TurismoFVG: musei a Maniago, su turismofvg.it. URL consultato il 30 marzo 2015.
  41. ^ TurismoFVG: musei a Maniago, sito del turismo FVG - area Maniago. URL consultato il 30 marzo 2015.
  42. ^ Museo Diogene Penzi, Provincia di Pordenone. URL consultato il 21 settembre 2015.
  43. ^ TurismoFVG: museo delle Abarth di Maniago, Turismo FVG. URL consultato il 30 marzo 2015.
  44. ^ Messaggero Veneto, Dopo 36 anni Radiolina non trasmette più, su messaggeroveneto.gelocal.it. URL consultato il 17 ottobre 2015.
  45. ^ Lina Web Radio, su linawebradio.it. URL consultato il 30 marzo 2015.
  46. ^ a b Araldica Civica: Maniago (PDF), Araldica Civica.
  47. ^ Maniago su TV2000, TV200.
  48. ^ Maniago - Sud Ferrovia, Il Messaggero Veneto.
  49. ^ Il Dandolo e l'esodo istriano-dalmarta, Il Messaggero Veneto.
  50. ^ Consorzio NIP Maniago, su nipmaniago.it. URL consultato il 2 agosto 2016.
  51. ^ Redazione, Coltello in Festa, 25.000 presenze nel Weekend, in Messaggero Veneto, 26 luglio 2016. URL consultato il 2 agosto 2016.
  52. ^ Redazione, Maniago, in tremila al carnevale in notturna, in Messaggero Veneto, 2 maggio 2016. URL consultato il 2 agosto 2016.
  53. ^ http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2017/12/27/news/fermata-torricelli-rfi-favorevole-1.16282907

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto Italiano dei Castelli; I castelli abbandonati. Guida ai più suggestivi ruderi di castelli del Friuli Venezia Giulia. Edizioni della Laguna. 1994.
  • Comitato per il Millennio. Maniago, pieve, feudo, comune. Edizione a cura del Comitato per il Millennio. 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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