Gemona del Friuli

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Gemona del Friuli
comune
Gemona del Friuli
Gemona del Friuli – Stemma Gemona del Friuli – Bandiera
Gemona del Friuli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Paolo Urbani (Lista civiche: Per Gemona - Gemona nel cuore - Gemon@ssieme) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 46°17′N 13°08′E / 46.283333°N 13.133333°E46.283333; 13.133333 (Gemona del Friuli)Coordinate: 46°17′N 13°08′E / 46.283333°N 13.133333°E46.283333; 13.133333 (Gemona del Friuli)
Altitudine 272 m s.l.m.
Superficie 56,06 km²
Abitanti 11 096[1] (1-1-2015)
Densità 197,93 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Artegna, Bordano, Buja, Lusevera, Montenars, Osoppo, Trasaghis, Venzone
Altre informazioni
Cod. postale 33013
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030043
Cod. catastale D962
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 488 GG[2]
Nome abitanti Gemonesi (Glemonês in lingua friulana)
Patrono Sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gemona del Friuli
Gemona del Friuli
Posizione del comune di Gemona del Friuli nella provincia di Udine
Posizione del comune di Gemona del Friuli nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Gemona del Friuli (Glemone in friulano[3][4], Humin in sloveno, Klemaun in tedesco) è un comune italiano di 11 096 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Gemona sorge a 272 m s.l.m. (altitudine del centro storico) su una conoide alluvionale ai piedi del monte Chiampon (1.709 m), del Deneâl (1705 m), del monte Cuarnan (1376 m), del monte Glemina (708 m) e del monte Cumieli (587 m). Ha un clima sub-continentale con inverni piuttosto freddi, ma relativamente miti per la latitudine, a gennaio 3,1 gradi e molto vento; estati moderatamente calde, a luglio 21,6 gradi (dati 1961-90, negli ultimi anni medie più elevate specialmente in estate), e forte piovosità (2000 ml annui); nevicate molto variabili da un anno all'altro: da pochi centimetri in alcuni a parecchi decimetri in altri, soprattutto nelle borgate più alte. Tuttavia il manto nevoso è di breve durata.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Gemona del Friuli.

È il comune più importante di un territorio che prende il nome di "Gemonese", alle pendici delle Prealpi Giulie, comprendente i comuni di Artegna, Bordano, Buja, Montenars, Osoppo, Trasaghis e Venzone.

Il territorio comunale comprende zone geograficamente molto diverse: dalla pianura delle borgate di Campo Lessi, Taboga e Campagnola, a quelle più collinari di Ospedaletto e Stalis, per poi raggiungere una vasta area delle Prealpi Giulie. In quest'area infatti il territorio diventa montagnoso e il clima caratteristico delle zone di montagna. All'interno del comune scorre il torrente Vegliato che, percorso la base del monte Cjampon, giunge fino alla zona pianeggiante della cittadina per poi essere incanalato prima in un alveo artificiale e per poi diventare la cosiddetta "roggia dei molini" da cui prendono il nome anche alcune zone come "Borgo Molino".

Sul territorio comunale scorre inoltre il canale Ledra-Tagliamento che si stacca dalla sponda sinistra del Tagliamento a Ospedaletto, prendendo poi ad Andreuzza il nome di canale Ledra. Passa presso San Daniele del Friuli, San Vito di Fagagna e Udine dove si riversa nel canale collettore orientale che sfocia a destra nel torrente Torre presso i cascinali Giacomelli. Il canale Ledra è lungo 45 km, il canale collettore orientale 7 km. Gli affluenti sono: il Rio Gelato (da sinistra) e il Torrente Ripudio (da destra).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Friuli.

L'esistenza di Gemona viene menzionata da Paolo Diacono nella sua "Historia Langobardorum", il quale riporta che nel 611 era considerato un castello inespugnabile.

Fin dall'epoca preistorica, però, Gemona era uno dei punti di passaggio obbligati e più importanti della strada che dall'Adriatico si dirigeva verso i valichi alpini nord-orientali. La pianura dove oggi sono sviluppati gran parte degli insediamenti urbani una volta era dominata dalle paludi del fiume Tagliamento e il percorso più sicuro e obbligato era quello che prevedeva il passaggio per l'odierno centro storico per poi proseguire verso l'alto Friuli. I primi insediamenti celtici possono essere catalogati attorno al 500 a.C. nell'attuale borgata che oggi prende il nome di Godo. È proprio lì che tutt'oggi è ancora presente la fontana Silans (Silans in latino significa proprio fonte) che conferma ancor di più che anche in epoca romanica la via Julia Augusta attraversava questi territori, tesi avvalorata inoltre dai numerosi reperti archeologici che sono stati rinvenuti in quell'area.

Nella seconda metà del XII secolo fu libero comune, con propri statuti, mentre nel XIII e XIV secolo fu importante centro di traffici commerciali sotto il Patriarcato di Aquileia: con l'istituto del Niederlech ("scarico"), si imponeva infatti ai mercanti in transito di depositare le merci e pagarvi un dazio e di trascorrere la notte in città. La prosperità ne fece anche un centro di primaria importanza, arricchito da chiese e dimore signorili, con cinta muraria protetta da un castello.

Dopo la diminuzione dei traffici a seguito della conquista da parte della Repubblica di Venezia nel 1420 la cittadina ebbe un lungo periodo di declino, fino alla ripresa nella seconda metà del XX secolo.

Il comune di Gemona assunse la denominazione di Gemona del Friuli nel 1935[5].

Il terremoto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto del Friuli del 1976.

Nel 1976 fu devastata dai terremoti del 6 maggio (quasi 400 morti) e del 15 settembre, che provocarono il crollo di una parte del duomo, punto di riferimento per l'intera città, e del castello, attualmente in ricostruzione. Molti crolli furono favoriti dall'età avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto venne riedificata completamente con criteri antisismici.

Il 3 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II ha visitato la cittadina.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Duomo con la Torre

Benché gravemente danneggiata dal terremoto, Gemona conserva ancora molti monumenti insigni. Tra questi, il primato spetta indubbiamente al Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta.

Sorge accanto al Duomo, costruita tra il 1341 e il 1369 da Nicolò e Domenico, figli di Giovanni Griglio, completamente distrutta dal terremoto del 1976, e ricostruita in loco.

Aperto al pubblico il 28 ottobre 2006, vi è conservato ed esposto, su tre piani e in dieci stanze, il ricco tesoro del Duomo. L'idea di istituire questo museo nacque nel 1974, e fu deciso di destinare a sede museale la vecchia canonica di Gemona, un edificio sito nella storica via Bini e risalente al 1360. I lavori erano praticamente conclusi quando, alle ore 16.00 del 6 maggio 1976, il cappellano del Duomo saldava il conto all'imbianchino. Poche ore dopo, il terremoto: la canonica veniva seriamente lesionata e molte delle opere sepolte sotto le macerie, per essere successivamente recuperate e custodite in casseforti e armadi. L'opera più importante esposta nel Museo è l'ostensorio dell'orafo Nicolò Lionello, del 1434. Vanno poi ricordati i 5 antifonari e i 2 graduali miniati, esposti in una stanza a loro dedicata, che furono acquistati a Padova nella prima metà del Trecento, di scuola padovano-bolognese. Infine, nel Museo è conservato il più antico registro battesimale del mondo del 1379 (il primo battesimo registrato è del 3 marzo 1379), una testimonianza eccezionale per la storia della città.

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Beata Vergine delle Grazie
  • Archivio storico di Gemona
  • Biblioteca Glemonense "don Valentino Baldissera"
  • Castello di Gemona
  • Chiesa delle Grazie
  • Chiesa di San Cristoforo
  • Chiesa di Ognissanti
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa di Sant'Agnese
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  • Chiesa di Santa Maria di Fossale
  • Mulino Cocconi
  • Museo Civico di Gemona
  • Palazzo Boton
  • Palazzo Brollo
  • Palazzo Elti
  • Palazzo Gurisatti
  • Porta Udine
  • Santuario di Sant'Antonio
  • Centro visite sul terremoto (mostra fotografica permanente e laboratorio didattico)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 539, ovvero il 4,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[7]:

  1. Repubblica di Macedonia, 170
  2. Romania, 90
  3. Albania, 57
  4. Marocco, 42

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Gemona del Friuli, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[8].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina friulana.
Frico con le patate

La cucina locale annovera il pan di sorc [9] e il formaggio di latteria turnaria [10] entrambi Presidi Slow Food. Piatti tradizionali sono il frico (friabile e morbido) elaborati sciogliendo in padella diverse stagionature di formaggio; la brovada (rape acidificate in vinaccia) che si accompagna cotta con cotechino e polenta oppure cruda come contorno al bollito. Piatti di tradizione sono anche gli gnocchi di patate ai quali si aggiunge, secondo la stagione, erbette, frutta, zucca, castagne e il lidum una specie di soffritto d'erbe di campo. Va ricordato il vitigno di Cjanorie [11] che produce un'uva amabile e conferisce al vino un profumo fruttato e un gusto caldo e vinoso. Una caratteristica recente dell'agro gemonese è la coltivazione dell'ulivo e proprio a Gemona del Friuli opera un frantoio [12] che produce in regime biologico un olio di elavata qualità. Tra i dolci, oltre al pan di sorc, si annoverano la gubana (originaria delle Valli del Natisone) ma proposta anche nella cucina gemonese, la focaccia pasquale con l'aggiunta di zucca nell'impasto e lo strudel nella variante con sole mele e cannella.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Lab-Laboratorio internazionale della comunicazione

Gemona ospita dal 1989 il Laboratorio internazionale della comunicazione (Lab). Il progetto prevede un corso di lingua e cultura italiana per stranieri attraverso l'organizzazione di seminari, concerti, proiezioni cinematografiche. Nel 1990 è stato istituito il Gamajun International Award, un premio assegnato a personaggi eminenti nel campo artistico e culturale.

• Ecomuseo delle Acque del gemonese

Gemona del Friuli fa parte del progetto ecomuseale del gemonese. L'Ecomuseo delle Acque è un territorio che conserva un ricco patrimonio culturale, è un museo territoriale che valorizza luoghi, edifici, attività, è una comunità di persone che lavorano per non perdere memorie, saperi e tradizioni.

Persone legate a Gemona[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, Gemona del Friuli è rinomata soprattutto per la lavorazione del rame e del ferro battuto.[14]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

In territorio comunale ricade lo svincolo Gemona - Osoppo dell'autostrada A23 con cui si raggiunge Palmanova e il confine con l'Austria. Per Gemona passa anche la strada statale 13 Pontebbana.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Gemona dispone di una stazione lungo la ferrovia Pontebbana che collega Udine a Tarvisio. L'infrastruttura è anche capotronco della ferrovia per Sacile. È inoltre punto di fermata del collegamento MICOTRA che unisce le città di Udine e Villaco.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono attive due linee di autobus urbani gestite dalla SAF: la prima collega l'ospedale alla stazione passando per piazza Garibaldi, l'altra si muove dal centro verso la periferia sud terminando a Maniaglia. La stessa azienda organizza delle corse extraurbane indirizzate a Tolmezzo o a Udine.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località e borgate[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 300.
  5. ^ R.D. 17 gennaio 1935, n. 81
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2014 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 27-06-2015.
  8. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana , Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  9. ^ Pan di sorc
  10. ^ latteria turnaria
  11. ^ Cjanorie
  12. ^ frantoio
  13. ^ Il pittore neonazareno Giacomo Brollo a un rapporto specifico col' historia culturale slovena. Come tanti altri Friulani - il Friuli perteneva das 1797 al 1866 al impero Asburgo -, fra cui Ettore Tommaso Fantoni (1822 Gemona - 1892 Jamne pri Konjicah (oggi Slovenia)), anche Giacomo Brollo lavorava nelle parte slovenofone della Carinzia e della Stiria del sud. Le sue opere di stile naonazareno si trovano in più di 55 chiese. E anche piitore di più di 15 Vie Crucis e 110 pitture a olio. Ha anche dipinto la cortina (il spartifuoco?) del teatro di Gemona. Il suo padre fu per 51 anni lavoratore stagionale nella città die Ferlach, largamente slovenofona nei quei tempi. Leteratura: Bojan-Ilija Schnabl: Jacobo Brollo, furlanski slikar na Koroškem in Štajerskem (Giaccomo Brollo, un pittore friulano a Carinzia e in Stiria del sud, con illustrazioni). Nel: Koledar Mohorjeve družbe 2016. Celovec (Klagenfurto): Mohorjeva 2015, p. 61-68, ISBN 978-3-7086-0864-8.
  14. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN150812677