Povoletto

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Povoletto
comune
Povoletto – Stemma Povoletto – Bandiera
Povoletto – Veduta
Chiesa di San Clemente a Povoletto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoGiuliano Castenetto (Intesa per Povoletto, Progetto FVG Povoletto, Povoletto Impegno Comune) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate46°07′N 13°17′E / 46.116667°N 13.283333°E46.116667; 13.283333 (Povoletto)Coordinate: 46°07′N 13°17′E / 46.116667°N 13.283333°E46.116667; 13.283333 (Povoletto)
Altitudine116 m s.l.m.
Superficie38,41 km²
Abitanti5 459[2] (31-3-2019)
Densità142,12 ab./km²
FrazioniBellazoia, Belvedere, Grions, Magredis, Marsure di Sopra, Marsure di Sotto, Primulacco, Ravosa, Savorgnano, Salt, Siacco[1]
Comuni confinantiAttimis, Faedis, Nimis, Reana del Rojale, Remanzacco, Udine
Altre informazioni
Cod. postale33040
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030078
Cod. catastaleG949
TargaUD
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 359 GG[3]
Nome abitantipovolettani o povolesi
Patronosan Clemente
Giorno festivo23 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Povoletto
Povoletto
Povoletto – Mappa
Posizione del comune di Povoletto nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Povoletto (Paulêt in friulano, Poulet in sloveno[4]) è un comune italiano di 5 459 abitanti in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Povoletto è situato nelle vicinanze del torrente Torre, dista 9 km circa da Udine ed è collegato da una strada provinciale. È stata costruita da pochi anni la Tangenziale Est di Udine ad ovest dell'abitato di Povoletto, questa arteria permette di collegare direttamente Povoletto con i comuni di Tricesimo e Remanzacco. È un importante centro di produzione vinicola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale il territorio del comune fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Monastero longobardo di Salt - Come riportato da un manoscritto del Codice Diplomatico Longobardo, nel 762 tre fratelli longobardi Erfo, Anto e Marco, oltre a fondare l'Abbazia di Sesto al Reghena, fondarono un monastero femminile a Salt[6], dove si ritirò la loro madre Piltrude. Per cause ignote, tra l'875 e l'888 circa, le monache benedettine di Salt abbandonarono il convento ritirandosi con pochi averi e le preziose reliquie dei Santi Agape, Anastasia, Cionia, Grisogono, Irene e Zoilo, nonché il corpo di Piltrude, nel monastero di Santa Maria in Valle a Cividale del Friuli. Un documento berengariano dell'888 attesta che dei beni del monastero di Salt passarono all'abbazia di Sesto al Reghena. Dai documenti scritti si apprende, inoltre, che questo monastero godette i favori non solo degli ultimi re longobardi, ma anche da parte di Carlo Magno e Ludovico il Pio[7].
  • Castello della Motta a Savorgnano del Torre
  • Ancona raffigurante la Santa Famiglia presente a Marsure di Sotto vicino alla casa dell'acqua
  • Villa Savorgnan detta Castello nuovo a Savorgnano del Torre
  • Chiesetta di San Pietro (XV secolo) a Magredis - piccolo edificio quattrocentesco con campanile a vela, nel presbiterio è presente un ciclo di affreschi di Gian Paolo Thanner e risalente al 1529. Nel basamento sono presenti dodici riquadri del Quattrocento con la Raffigurazione dei mesi dell'anno, che danno una vivida immagine della vita contadina in Friuli in quel periodo storico;
  • La Chiesa di San Clemente a Povoletto;
  • La Chiesa di San Michele Arcangelo a Savorgnano;
  • La chiesa di San Nicolò a Primulacco;
  • Oratorio di Sant'Eurosia a Marsure di Sopra;
Villa Mangilli
  • Chiesa di San Leonardo a Bellazoia;
  • Villa Mangilli Schubert a Marsure di Sotto - il corpo principale con un grande salone all'interno è stato aggiunto nel XVIII secolo ad un edificio precedente del quale resta anche la chiesetta costruita nel 1676 ed ampliata nel 1881. Il corpo principale della viila fu fatto costruire dai Mangilli, famiglia lombarda di commercianti.
Chiesa di San Michele Arcangelo a Savorgnano
  • Museo d'arte sacra annesso ai locali della chiesa di Povoletto

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Povoletto, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[9].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Quarte d'Avost, una delle più antiche sagre del Friuli. Si svolge a Povoletto la quarta settimana di agosto; il culmine dei festeggiamenti religiosi è rappresentato dalla Messa solenne delle ore 11.00 e dalla processione delle ore 16.00 in onore della Madonna della cintura
  • Festa dei fiori, fine aprile a Primulacco
  • Concorso Internazionale per Giovani Strumentisti organizzato dall'Associazione Culturale Musicale EURITMIA, giugno a Povoletto
  • Messa del patrono di Povoletto san Clemente: il 23 novembre
  • La festa del ringraziamento si svolge a Povoletto la domenica precedente la festa di San Martino. Al termine della S. Messa delle ore 11.00 vi è la benedizione delle macchine agricole e a seguire un momento conviviale presso il vicino Centro Ricreatorio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2014 Alfio Cecutti Lista civica Sindaco
2014 2019 Andrea Romito Lista civica Sindaco
2019 in carica Giuliano Castenetto Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Povoletto - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana, su arlef.it. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).
  5. ^ Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.
  6. ^ in Ripa que vocatur Salto, ubi Monasterium a nobis fondatum est
  7. ^ Carte archeologiche online del Friuli Venezia Giulia
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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