Attimis

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Attimis
comune
Attimis – Stemma Attimis – Bandiera
Attimis – Veduta
la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Lucia di Porzûs
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
SindacoSandro Rocco (lista civica Per Attimis) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate46°11′N 13°18′E / 46.183333°N 13.3°E46.183333; 13.3 (Attimis)Coordinate: 46°11′N 13°18′E / 46.183333°N 13.3°E46.183333; 13.3 (Attimis)
Altitudine195 m s.l.m.
Superficie33,24 km²
Abitanti1 743[2] (30-4-2017)
Densità52,44 ab./km²
FrazioniForame, Porzus, Racchiuso, Subit[1]
Comuni confinantiFaedis, Nimis, Povoletto, Taipana
Altre informazioni
Cod. postale33040
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030007
Cod. catastaleA491
TargaUD
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 639 GG[3]
Nome abitantiattimesi
Patronosant'Andrea
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Attimis
Attimis
Attimis – Mappa
Posizione del comune di Attimis nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Attimis (Atimis in friulano[4], Ahten in sloveno[5]) è un comune italiano di 1 743 abitanti[2] della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune di Attimis ed in particolare le località di Forame, Porzûs, Racchiuso, Subit, furono interessate dalle attività della resistenza friulana con le operazioni delle unità partigiane Brigate Garibaldi e Brigate Osoppo. [6]

Il paese di Subit in particolare, già dai giorni successivi alla capitolazione avvenuta l'8 settembre 1943 fu luogo di nascita di una delle prime "bande" di partigiani e nel novembre '43 fu sede di un reparto del 1° Btg. Garibaldi-Friuli e successivamente del primo battaglione regolare della zona est della Brigata Osoppo che poi diventerà Divisione Osoppo.

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

Origine della nobile famiglia Attems diramatasi dai due castelli di Attimis.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Ad Attimis, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza le varianti locali della lingua slovena e della lingua friulana. La lingua slovena è parlata soprattutto nelle frazioni di Forame/Malina, Subit/Subid e Porzus/Porčinj, spesso accanto a quella friulana.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Racchiuso[modifica | modifica wikitesto]

la frazione è situata a 190 m s.l.m., conta circa 500 abitanti ed ed è costituita dal nucleo abitato principale e da due borghi separati: Partistagno (Borgo Faris) e Poiana (di Sopra e di Sotto). Un'ulteriore borgata, ormai disabitata e immersa nella vegetazione, si trova a nord-est del paese: Canalutto vecchia. Di particolare interesse l'antica torre campanaria e la Chiesa_di_San_Silvestro_(Racchiuso) con la limitrofa cappella affrescata da Gian Paolo Thanner (1400 circa). Un km a nord-ovest la vallata è dominata dal Castello_di_Partistagno, recentemente ristrutturato, con annessa la chiesa di Sant'Osvaldo. Nei boschi al di sopra del paese si trovano le grotte preistoriche del "Çiondar des Pagánis" e del "Masariât". D'interesse anche l'Ancona di Carûl, il Cristo di Poiana ed il monastero delle Clarisse a Partistagno. Ampia e ben segnalata la rete sentieristica.

Subit[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Subit (slov. Subid), posta ad un'altezza di 727 metri s.l.m alle pendici del monte Nagrad, è situata sulle propaggini più meridionali delle Prealpi Giulie, nella parte orientale della Provincia di Udine, conosciuta come Slavia Friulana, e offre una splendida vista su gran parte della pianura friulana, spaziando, nelle giornate limpide, fino al mare.

L'origine dell'abitato è da attribuirsi probabilmente tra il VII e il VIII secolo d.C quando nelle aree delle Valli del Torre e del Natisone incominciarono ad insediarsi le popolazioni di origine slava.

La seconda guerra mondiale toccò nel profondo e a più riprese il paese di Subit, uno dei paesi più attivi ed interessati dalla lotta partigiana che portò a devastanti conseguenze; la prima fu l'eccidio avvenuto a Nongruella di Cergneu il 13 dicembre 1943 quando alcuni giovani del paese, impegnati a trasportare fasci di fieno fino in pianura, furono bloccati e successivamente fucilati da un reparto di soldati tedeschi che li aveva additati come partigiani. Perirono in cinque.

La guerra portò all'incendio del paese in ben due occasioni, il 29 luglio 1944 e il 29 settembre 1944 con oltre 70 case bruciate complessivamente e con la distruzione della grande chiesa nel secondo episodio, fatta saltare dai tedeschi con l'esplosivo. Negli incendi morirono cinque persone, oltre ad una trentina di vacche.

Il patrimonio zootecnico durante tutto il conflitto fu depredato a più riprese e si calcola che furono razziati più di 500 capi di bestiame tra vacche, maiali e animali da cortile.

Subit, come tutti i paesi delle zone montane, conobbe il periodo dell'emigrazione che ha portato ad un drastico spopolamento della frazione. 577 nel 1901, un massimo di 700 abitanti negli anni trenta, 550 nel 1944, 210 nel 1974, per arrivare ai circa 50 abitanti stabili di oggi.

Con lo spopolamento sono state abbandonate tutte le attività agricole un tempo fiorenti anche se di sussistenza; oggi molti coltivi terrazzati sono inghiottiti dal bosco e rimangono ben pochi prativi localizzati solamente nei dintorni del paese. Un tempo i prati si estendevano verso nord e verso est e ammontavano ad alcune centinaia di ettari.

Il terremoto del 6 maggio 1976 causò il crollo o lesioni gravissime praticamente all'intero abitato che fu poi ricostruito solamente in parte e seguendo linee architettoniche moderne, andando a stravolgere l'articolato complesso di case in pietra con ballatoi in legno e di strette viuzze e scalinate. Anche il campanile crollò e fu ricostruito molti anni dopo: ora è il simbolo di riconoscimento del paese dalla pianura.

Anche se non conteggiate ufficialmente nelle vittime del sisma, Subit pagò con la perdita di due suoi abitanti, conseguenza delle scosse successive a quella del 6 maggio.

Le conseguenze dello spopolamento hanno purtroppo inciso sulle tradizioni e sulla cultura del luogo e sul dialetto sloveno locale subiško (o "po našen", ossia "a modo nostro", come lo chiamano i parlanti).

Durante il mese di luglio ha luogo la festa della patrona di Subit, Sant'Anna.

Il paese dista circa 9 chilometri dal capoluogo Attimis e 10 dal confine italo-sloveno.

A Subit è presente una buona rete di sentieri naturalistici che si diramano partendo tutti dalla piazza principale del paese e recentemente è stata riposizionata una croce votiva sulla cima meridionale del monte Nagrad, conosciuto come Pčau, collegata da un comodo sentiero.

Situata dopo l'abitato di Subit, durante la guerra fredda, vi era una delle fortificazioni che facevano parte della soglia di Gorizia, in direzione di Prossenicco lungo la strada Attimis-Prosenicco. LA fortificazione, affidata al 52º Battaglione fanteria d'arresto "Alpi", faceva parte, con le fortificazioni di Campo di Bonis e Platischis, del sistema difensivo della valle di Caporetto.

Forame[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Forame (slov. Malina) 353 m. s.l.m presso chiesa di Sant'Antonio Abate è un insediamento sparso formato da vari borghi e caseggiati che risalgono il letto del torrente Malina.

Il nome deriva dal latino foramen con il significato di grotta, forse a ricordare le numerose cavità e foibe presenti nel territorio. L'alternativo Malina, usato per nominare il paese in dialetto slavo non deriva erroneamente dallo sloveno malina ossia lampone ma dal celtico che sta a significare genericamente corso d'acqua.

Le varie borgate che compongono la frazione sono, partendo dal capoluogo :

  • Gravis, borgata molto recente che oggigiorno viene inglobata nel territorio di Attimis;
  • Borgo Ponte o Pod Klànac
  • Pradaroncs o Falùnjišce
  • Minins
  • Degano o Bastian
  • Matteus o Batudicji
  • Cerman
  • Molinars o Malina
  • Mattielig o Njìvca
  • Rieppi
  • Salandri o Tistran
  • Scovertz o Skovertan
  • Pecol di sotto o čelo
  • Pecol di sopra o Ta sa Celant
  • Bombardier o Miškorcju

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il consiglio regionale ha approvato la richiesta di referendum per la costituzione, in seguito a fusione dei due enti, del comune di Attimis e Faedis.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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