Pontebba

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Pontebba
comune
Pontebba – Stemma
Pontebba – Veduta
Veduta di Pontebba con la pieve di Santa Maria maggiore
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoIvan Buzzi (Innovare Insieme Civica Pontebbana) dal 25-5-2019
Territorio
Coordinate46°30′N 13°19′E / 46.5°N 13.316667°E46.5; 13.316667 (Pontebba)Coordinate: 46°30′N 13°19′E / 46.5°N 13.316667°E46.5; 13.316667 (Pontebba)
Altitudine568 m s.l.m.
Superficie99,66 km²
Abitanti1 344[1] (31-08-2020)
Densità13,49 ab./km²
FrazioniAupa, Pietratagliata, San Leopoldo, Studena Alta, Studena Bassa, Loc. Frattis, Pramollo, Loc. Casali Graben, Loc. Casali Costa, Gamischen
Comuni confinantiDogna, Hermagor-Pressegger See (AT-2), Malborghetto-Valbruna, Moggio Udinese
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano, tedesco
Cod. postale33016
Prefisso0428
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030076
Cod. catastaleG831
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona F, 3 627 GG[2]
Nome abitantipontebbani
PatronoNatività di Maria
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontebba
Pontebba
Pontebba – Mappa
Posizione del comune di Pontebba nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Pontebba (Pontêbe in friulano standard, Ponteibe nella parlata del Canal del Ferro[3][4], Pontafel in tedesco[5][6], Tablja in sloveno[5]) è un comune italiano di 1 344 abitanti del Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Antica pietra di confine recante l'iscrizione "Impero d'Austria - Ducato di Carinzia - 9 3/10 miriametri da Klagenfurt"

Il territorio del comune è interamente compreso nel Canal del Ferro al confine ad est con la Val Canale, in una zona di confine tra Alpi Carniche e Alpi Giulie con il confine tra l'Austria e l'Italia a nord. L'abitato è attraversato dal torrente Pontebbana, che fino al 1919 segnava il confine italo-austriaco, dividendo il paese in due comuni: Pontebba (Italia-Provincia del Friuli) e Pontafel (Austria Ungheria-Carinzia). Tale antico confine, risalente all'epoca veneziana, ha costituito per secoli una barriera non solo politica, ma anche culturale tra la Val Canale (di lingua slovena e tedesca) e le altre valli friulane. Il torrente Pontebbana confluisce nel fiume Fella che costeggia il paese scendendo dalla Val Canale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Aupa (friul. Aupe)
  • Località Frattis (friul. Fratis)
  • Pietratagliata (friul. Perteade o Pieretaiade).
  • Laglesie San Leopoldo (friul. La Glesie, slov. Lipalja vas, ted. Leopoldskirchen) - questa frazione è abbastanza famosa nel campo della linguistica, perché è stata più volte oggetto di indagini rientranti nel suo ambito: infatti proprio qui (fino a 20-30 anni fa) viveva un numero rilevante (ora in continuo decremento) di persone parlanti correttamente (oltre all'italiano) anche tutte le altre lingue che si parlano in Friuli-Venezia Giulia riconosciute come minoritarie dallo Stato italiano (lingue friulana, slovena e tedesca). Tuttavia il Comune di Pontebba rientra solo nelle liste dei Comuni con minoranze storiche friulanofone e germanofone e non rientra quindi nella lista dei Comuni con minoranze storiche slovenofone.
  • Studena Alta (friul. Studene Alte)
  • Studena Bassa (friul. Studene Basse)
  • Località Casali Graben (friul. Graben)
  • Località Casali Costa (friul. Coste)
  • Pramollo (friul. Pramollo)
  • Gamischen

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Pontebba.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per lungo tempo la Val Canale ricadde nella giurisdizione del vescovo di Bamberga (Baviera). Il Canal del Ferro gravitava invece nell'area italiana, coi feudi patriarcali dell'Abbazia di Moggio Udinese prima e con la Carnia di amministrazione veneziana poi. Per i quattro secoli del dominio della Serenissima, il confine con i territori austriaci passò proprio per Pontebba. C'era allora una Pontebba Veneta e una Pontebba imperiale (Pontafel), separate dal torrente Pontebbana.

Dopo l’annessione all’Italia, Pontafel prese il nome di Pontebba Nuova nel 1923 con l'avvento del fascismo e venne unita a Pontebba il 15 agosto 1924.[7]

Nel 1928 venne accorpato a Pontebba anche l'ex comune di Laglesie San Leopoldo.[8]

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni. Tra il 1975 e il 1989 Pontebba fu sede del Gruppo artiglieria "Belluno".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo municipale, lo Scalone del'onore

Il Palazzo municipale, edificato nel 1923 per opera dell'architetto Provino Valle, sorge sulla piazza principale di Pontebba. Il Comune acquistò l’intera area in piazza Garibaldi, dove sorgeva un grande Albergo Internazionale di proprietà delle sorelle Englaro, distrutto dai bombardamenti del ‘15/18, per costruirvi il nuovo Palazzo Municipale. Gli uffici del vecchio municipio erano ubicati in Via Roma, dove attualmente si trovano la Macelleria e Fioreria, luogo del tutto inadeguato all'esigenza di un nuovo grande comune.

I lavori iniziarono il 9 aprile del 1923 e, la posa della prima pietra, in forma molto semplice, ha avuto luogo il 1° maggio. Il Leone in pietra della Serenissima Repubblica Veneta del XVI secolo, rinvenuto nello sterro della stessa piazza Garibaldi, fu immurato “per volere del popolo” sulla balaustra della facciata centrale del Municipio.

Gli splendidi lavori di ferro battuto eseguiti dalle Officine Meccaniche Magro & Mencacci di Udine, il prof. Antonio Morocutti, insegnante per 40 anni all’Istituto d’Arte di Venezia, ha eseguito gli affreschi di tutte le stanze, del teatro, della Sala Consigliare, dove la grande tela rappresentante l’esodo, la distruzione e la ricostruzione di Pontebba, è considerato uno dei suoi migliori capolavori.

I lavori del nuovo Palazzo Municipale furono ultimati il 18 giugno del 1924. L’inaugurazione avvenne in forma semplice con la sola benedizione dei locali da parte del Pievano don Boria.

Fronte municipio

Nel paese vi sono diverse case storiche degne di nota:

  • Casa Micossi (XVIII secolo): Situato sulla Via più rappresentativa del Paese, Via Roma, l'edificio, di origine settecentesca, è inserito nella cortina edilizia. Appartenne fin dalla sua origine ai Micossi, famiglia che giunse a Pontebba dalla vicina Carinzia agli inizi del 1500. Il palazzo, ristrutturato in seguito al terremoto del 1976, ha conservato solo in parte le caratteristiche originarie. Al piano terra, probabilmente già alla fine dell'Ottocento, sono state ricavate le aperture rettangolari per le vetrine dei negozi. La facciata conserva il massiccio arco d'ingresso realizzato con conci di pietra e chiave in aggetto con incisa la data 1720 e, al primo piano, la semplice bifora riquadrata in pietra.
  • Casa di Gaspero Rizzi (secolo XVII): L'edificio, situato tra Via Roma e Via Cavallotti, è uno dei più antichi del paese. Risalente al XVII secolo, è stato sede, durante il secolo scorso, della "bacheria" del Signor Leonardo Di Gaspero, che nel 1870 realizzò una filanda. La facciata lungo Via Roma, severa ed essenziale, è caratterizzata dall'ingresso ad arco ribassato che riporta superiormente la data 1616. Attraverso l'ingresso si accede all'ampio androne passante, pavimentato in ciottoli, caratterizzato da un soffitto con volte a crociera e peducci in pietra. Il fronte sul retro, costituito da un caratteristico loggiato a volte su tre piani con archi e pilastri in tufo, rappresenta la parte più pregevole dell'edificio.
  • Casa Brunetti Bonfioli de' Cavalcabò (sec. XIX)
  • Casa Schiavi (sec. XIX)
  • Casa Micossi Nassimbeni (sec. XIX)

I leoni veneziani - risalenti ai secoli 17° e 18° - sono bassorilievi scolpiti e inseriti nell'argine destro del torrente Pontebbana nei pressi di piazza Garibaldi (Il leone della Rosta), nella balaustra del palazzo comunale e nel muraglione dell'argine stesso.

Facciata Chiesa Santa Maria Maggiore Pontebba

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Pieve di Santa Maria Maggiore: edificata a cavallo fra il XV e il XVI secolo e ricostruita tra il 1883 e il 1903 su progetto di Girolamo D'Aronco. All'interno si possono ammirare il Flügealtar, In lingua tedesca significa "altare alato". Questo è il nome del prezioso altare ligneo conservato nella chiesa di S. Maria Maggiore a Pontebba. Il nome deriva dal fatto che esso è costituto da un corpo centrale con due portelle mobili. Gioiello più fulgido della Chiesa, è stato dichiarato monumento nazionale. Questo altare tardo-gotico è datato 1517 ed è, probabilmente, per la qualità degli intagli, il capolavoro del Maestro Enrico da Villaco, fondatore e maggior esponente della Bottega di Villaco. Pare inoltre che sia il prototipo, di qualità mai più eguagliata, di una serie di altari, simili per l'impostazione, che la Bottega di Villaco diffuse in diverse chiese austriache. Sia le sculture che le pitture denotano un certo influsso rinascimentale italiano, assumendo un aspetto meno cupo e più naturalistico. La pitture, presumibilmente rientranti nell'ambito della scuola danubiana, si distinguono per la loro alta qualità, riflesso di un modello colto. In questo altare una parte di primaria importanza è rivestita da Maria, fulcro vero e proprio dell'opera. Dal punto di vista esecutivo l'altare si distingue per una superba e raffinatissima tecnica di realizzazione, fin nei minimi particolari, minuziosamente realizzati. Lo scrigno custodisce un grande tesoro: i "misteri della nostra salvezza". Gli sportelli si aprono come si apre un libro: è un libro di preghiera.
    Chiesa di S. Giovanni Battista di Pontafel
  • Chiesa di San Giovanni Battista in località Pontebba Nova - Pontafel: Notizie certe sulla chiesa sono scarse, pare fondata nel 1368 e dipendeva della parrocchiale di Ugovizza. Visite di Vicari Patriarcali nel 1514, trovano la chiesa danneggiata e in cattive condizioni. Dal 1600 la Chiesa di San Giovanni è ben tenuta e si arricchisce di quadri e statue lignee. Verso la metà del XVIII secolo Pontafel è una Parrocchia autonoma. Chiesa filiale di S. Giovanni Battista - Venne edificata nel 1368. Già Chiesa parrocchiale, prima dell'annessione della Valcanale all'Italia, presenta al suo interno altari marmorei in stile barocco. Sull'altare maggiore c'è la statua lignea di S. Giovanni Battista con Gesù; l'altare di destra ha la statua del Sacro Cuore, quello di Sinistra la statua della Madonna. La cappella laterale, ha ora un'altare dedicato al Santissimo. In una nicchia sul fronte esterno c'è una statua di S. Giovanni. Presenta elementi gotici nel coro, che ha il sofitto a cupola. Aveva all'esterno un grande pronao. Il campanile è massiccio con tetto a cipolla. La chiesa è stata rinnovata dopo il terremoto del 1976. E' andata perduta la lapide del 1734 di Maria di Weidmansdorf, moglie del barone Francesco de Rechbach.
  • Chiesa di San Rocco a Casali in Piano: La primitiva chiesa fu eretta l'anno 1624 a ricordo della vittoria riportata dai Veneti sugli Arciducali nel 1616. Il 28 settembre del 1885 la chiesa fu distrutta da una disastrosa alluvione e la preziosa tela di Palma il Giovane fu salvata per miracolo. Ricostruita in luogo più sicuro, venne consacrata il 26 settembre 1886 dall'Abate di Moggio Mons. L. Zucchiatti.
  • Chiesa dello Spirito Santo (del XVIII secolo) a Pietratagliata: Verso il 1500 si parla di un "oratorio" a Pietratagliata, nella guerra di Cambrai nel 1509 si menziona la Chiesa di "Pietra Taiata". L'attuale Chiesa venne eretta nel 1748; nel 1892 furono eseguiti lavori di allargamento e l'erezione di un piccolo campanile; fu posta nel 1902, in una apposita nicchia, la Statua di S. Antonio mentre l'anno seguente l'artista gemonese Barazzutti affrescò il coro.
  • Chiesa di Santa Geltrude costruita a La Glesie San Leopoldo nel XIV secolo: La chiesa è dedicata a Santa Gertrude, figlia di Pipino il Vecchio e fondatrice del monastero di Nivelles del quale divenne superiora e ove morì nel 659. Il suo culto è molto diffuso in Germania settentrionale. La chiesa, voluta dal vescovo di Bamberga Otto I posteriormente al 1106, ha subito negli anni molti restauri ed è stata quasi interamente ricostruita dopo la I Guerra Mondiale. Un'ulteriore ristrutturazione si è resa necessaria in seguito al terremoto del 1976. Dell'antica costruzione rimangono, all'interno, le volte costolonate. La chiesa venne affrescata nel 1946-1948 da Antonio Morocutti di Pontebba, in collaborazione con Decio Deotto di Verzegnis (UD).
    Chiesa St. Goacchino ed Anna di Aupa
  • Chiesa dei Santi Gioacchino e Anna ad Aupa: Sorse un'accesa controversia tra gli abitanti di Studena Alta e Aupa per il luogo da scegliere per la costruzione della chiesetta. La spuntarono i determinati frazionisti di Aupa che, da soli, eressero tra il 1910 e il 1912 la graziosa cappella votiva. Venne danneggiata nel corso della guerra 1915-18 e, al termine del conflitto, completamente ricostruito il tetto e gran parte delle opere murarie.
  • Cappella di Sant'Antonio: è sorta per volere del parroco G. B. Boria, con finalità di semplice cappella votiva. Esisteva una semplice cappella all'incrocio della strada con il sentiero per Studena Alta e, nel 1936, quando fervevano i lavori per le nuove strade per la Val Aupa e Passo Pramollo, tale manufatto fu distrutto e sorse nell'attuale sito la nuova cappella che fu inaugurata e benedetta nel 1938.
  • Chiesa del Calvario: Le origini di questa Chiesetta sono confuse, esisteva certamente prima del 1800 poiché, da un documento di quell'epoca, si legge che il Parrocco di Pontafel, un certo Wangoo, celebrava una processione di fedeli da Pontebba a quell'oratorio. Un'altro documento, datato 1885, ne aggiudica la proprietà della Chiesa Parrocchiale di Pontafel. Più volte il manufatto ha subito gravi danni per incendi e terremoti, in particolare quello del 1976.
  • Chiesa di San Giuseppe costruita a Studena Bassa: I lavori per la costruzione iniziarono nel 1912, venne parzialmente danneggiata nel corso della prima guerra mondialee, dopo alcune migliorie e riparazioni, venne benedetta e aperta al culto, nel 1925. Fino al 1400 esisteva solamente una modesta cappella dove, una volta la settimana, i frati benedettini di Moggio, vi celebravano le funzioni religiose. Poco o nulla si conosce sui curati di Ponebba e, su questo sfondo storico, si colloca nel 1427 il primo Sacerdote che è Gasparo Quondam Alberto di Pontebba.

Lapide funeraria di "Severilla"[modifica | modifica wikitesto]

E' tornata a Pontebba il 12 marzo 2011 la celebre lapide di età romana, scoperta nel 1789 e precedentemente conservata nei Civici Musei di Udine, ora è conservata nella Hall del municipio di Pontebba. La lapide è formata da un blocco di pietra, del peso approssimativo di kg. 900/1000, sostenuta da quattro robusti piedistalli di ferro. L’iscrizione risulta più leggibile nella parte superire, meno incisiva e più consumata sul lato destro. Misura in altezza cm. 119-120, in larghezza cm. 76-78 e lo spessoreè di cm. 48-53. Pietra in calcare, di colore bianco tendente all’avana, il lato posteriore della lapide è grezzo e presenta soltanto tracce di livellamento. La simbologia. Gli elementi simbolici si ricavano dai bassorilievi nelle due parti laterali, sul lato destro è scolpita una figura giovanile con tunica, in posizione eretta e sostiene un rotolo spiegato. Le prime lettere dell’epigrafe D.M. “Diis Manibus”, fanno supporre che questa figura, come l’altra, possa rappresentare una divinità e, in tal caso, il Dio “Ermes” o “Ermete”, araldo di Zeus e accompagnatore delle anime oltretomba. La figura scolpita sul lato sinistro raffigura una giovane ricoperta da una ricca e pieghettata veste, la mano destra trattiene al petto un rotolo o un fascio di spighe, la mano sinistra sostiene in alto uno specchio, un disco o un medaglione.

Il Ponte - vecchio confine fra Austria e Italia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte sull'ex confine Pontebba - Pontafel

Verso la metà del XV° secolo Pontebba passa sotto il diretto dominio della Repubblica Veneta. Successivamente, nel XVIII° secolo, Pontebba segnava il confine orientale tra la Repubblica Veneta e l’Impero austriaco. La “Pontebba Veneta” era divisa dalla “Pontebba Imperiale” dal torrente Pontebbana e proprio il ponte segnava il vecchio punto di confine. Pontebba rappresentava un punto strategico di frontiera e commerciale: l’avamposto friulano verso il mondo germanico. Inoltre l’enorme ricchezza boschiva della zona era indispensabile per rifornire i cantieri navali della Serenissima.

Nel corso del 1685 avviene la consacrazione per Pontebba di fregiarsi del titolo di “Terra” che il Senato Veneto concedeva a quelle località che avevano assunto nel tempo prerogative e titoli di primaria importanza. Un onore che la Serenissima ha concesso a pochi siti.

Nei primi mesi del 1797 l’armata di Napoleone Bonaparte proseguendo l’avanzata in Italia, entrò a Treviso il 12 marzo 1797 e da qui iniziò la campagna risolutiva contro l’esercito imperiale austriaco comandato dall’arciduca Carlo. Napoleone affidò al generale Massena il compito di respingere l’esercito austriaco lungo il Canal del Ferro. Il generale non fallì l’incarico: dopo aver catturato ben 600 prigionieri entrò il 21 marzo 1797 a Pontebba. Pontebba in questa data venne anche saccheggiata. Venuto a conoscenza di tali azioni banditesche, tuttavia, Napoleone ordinò che i comandanti di divisione responsabili delle razzie nei villaggi friulani venissero fucilati sul posto.

La notte del 17 ottobre 1797, presso la villa Manin di Passariano, i plenipotenziari francesi ed austriaci firmarono il Trattato di Campoformido in esito al quale i confini degli Stati vengono ridisegnati. Fu in base alle disposizioni del Trattato di Campoformido che i confini degli Stati vengono ridisegnati: il Friuli e tutti i territori dell’ex Repubblica di Venezia vennero ceduti all’Austria, mentre i Paesi Bassi Austriaci (Province Belgiche) furono ceduti alla Francia che ottenne il riconoscimento di Repubblica Cisalpina. In sostanza Venezia all’Austria e la Lombardia ai francesi.

Anche se oggi il confine non esiste più, rimane comunque il ponte sul torrente Pontebbana a testimoniare il limite tra l’abitato di Pontafel e quello di Pontebba che è diventato il punto di incontro e non più di separazione tra due culture all'interno dell’Europa.

La sua attuale ubicazione è quella d’anteguerra ‘15 – ‘18. L’attuale ponte, con una carreggiata più grande, è stato ricostruito negli anni ‘50 a seguito del crollo del manufatto precedente. Le prime notizie scritte sulla sua esistenza risalgono al 1442, quando si affida al muratore Giuseppe d’Incaroio, abitante a Pontebba, il suo rifacimento (l’opera verrà a costare oltre 2000 ducati). Da sempre punto di confine vigilato, con relative garitte o casermette, ha subito in data imprecisata, comunque anteriore al 1800, uno spostamento verso sud e cioè nell'attuale sede.

Il Ponte, oltre ad esser stato testimone per secoli del passaggio di principi, re e personaggi illustri, fu tra l’altro percorso a piedi da Giosuè Carducci, durante una sua breve visita a Pontafel nell'agosto del 1885. La sua funzione, con la fine del I° conflitto mondiale, è venuta meno essendosi spostato il confine a Coccau.

Rosta Veneziana[modifica | modifica wikitesto]

Durante il dominio della Repubblica di Venezia (1420-1797) la zona della Valcanale - Canal del Ferro era suddivisa in due giurisdizioni: quella veneziana e quella dei vescovi di Bamberga, passata poi per all'impero austriaco. Il villaggio di Pontebba si trovava sul confine veneziano tedesco, il ponte in pietra sul torrente Pontebbana divideva i due villaggi di Pontebba Veneta e di Pontebba Imperiale costituendo, quindi, una postazione strategica; le roste di pietra sul torrente sono le tracce delle imponenti opere difensive realizzate sotto il Governo della Repubblica di Venezia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Censimenti linguistici Pontafel[10]
Anno % italiani/friulani % sloveni % tedeschi
1880 5 34 61
1910 8 25 67


Censimenti linguistici Pontebba[11]
Anno % italiani/friulani % sloveni % tedeschi
1921 38 6 56
1950 86 11 3
1983 95 3 2


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune di Pontebba in totale risultano 80[12].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Come gli altri due comuni della Valcanale (Malborghetto Valbruna e Tarvisio), Pontebba è una realtà plurilingue in cui, oltre all'italiano, vengono parlati anche il friulano, lo sloveno e il tedesco[13][14].

In realtà la situazione linguistica è notevolmente mutata nel corso dei secoli. È interessante, in particolare, il caso del friulano. Per spiegarlo, è necessario riportare alcune particolarità storiche. Prima dell'annessione al Regno d'Italia, sia la frazione di San Leopoldo sia l'odierno quartiere di Pontebba che in tedesco viene chiamato Pontafel e in friulano Puntafel (la parte di Pontebba a sinistra del torrente Pontebbana) costituivano due comuni a sé stanti - da secoli rientranti nell'area culturale della Carinzia. San Leopoldo si diversificava etnicamente e linguisticamente da Pontafel perché in esso si parlavano sia il tedesco sia lo sloveno (come tuttora in buona parte della Carinzia meridionale), mentre nel secondo era lingua d'uso quasi solamente il tedesco. Sia a San Leopoldo sia a Pontafel, il friulano (prima molto diffuso solo nella parte dell'odierno comune a destra del torrente Pontebbana) è cresciuto in presenza solo dopo il 1919 - e ancora di più dopo l'annessione dei due comuni, prima autonomi, a quello di Pontebba (Pontebba Nuova/Pontafel, 1924; San Leopoldo, 1926) e dopo le Opzioni del 1939. Questi eventi, di fatto, hanno incoraggiato l'immigrazione di famiglie dal resto del Friuli e dell'Italia. Dopo l'italiano in tutto il comune di Pontebba è, attualmente, proprio il friulano la lingua più diffusa e vitale[15] e ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[16]. La lingua friulana che si parla a Pontebba è contraddistinta da caratteristiche dei sottotipi carnico e centrale[17].[18]. Il tedesco e lo sloveno oggi sono parlati da una piccola minoranza nella frazione di Laglesie San Leopoldo.[19]

San Leopoldo[modifica | modifica wikitesto]

Fino a prima delle Opzioni del 1939, a San Leopoldo (slov. Lipalja vas) era correntemente parlato lo sloveno nella variante dialettale del diepuško (linguisticamente afferente allo zegliano/ziljsko, gruppo dialettale dello sloveno parlato in Carinzia). A testimonianza della presenza dello sloveno dialettale come lingua d'uso paesana (ted. Umgangssprache, slov. pogovorni jezik) è rimasta la lapide infissa a sinistra della porta d'ingresso della chiesa paesana di S. Gertrude - nella quale, proprio di riflesso al suo status di lingua d'uso paesana, la predicazione veniva officiata in sloveno letterario. Di origine slovena sono anche molti dei nomi in vulgo delle case locali. Al giorno d'oggi, invece, a San Leopoldo lo sloveno dialettale sopravvive tra pochissimi abitanti. La parte restante, spesso discendente da immigrati nel paese a seguito delle già citate Opzioni, sembra avere perso memoria storica di questo cambiamento linguistico. Anche in questa frazione, quindi e come già dicevamo, dopo l'italiano la lingua minoritaria maggiormente parlata è il friulano - seguito dal tedesco, che sopravvive un po' meglio dello sloveno.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa della Tae[modifica | modifica wikitesto]

Pontebba è rimasta l'unica località della Valcanale in cui si celebra questa festa, chiamata pure festa del Cioch, del Puch o anche del Ploch, manifestazione che solitamente si svolge nella penultima Domenica di Carnevale. La Tae, ovvero un tronco d'albero normalmente di abete, viene tagliato e abbellito dai giovani del paese per poi farlo sfilare in un preciso percorso che passa per le 88 case che formavano l’antica pontafel e che ora fanno parte del “Consorzio Vicnale di Pontebba Nova Nachbarschaft”, alla fine della sfilata il tronco viene venduto all’asta.

Krampus[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno l'8 dicembre sfilano i Krampus del gruppo di Pontebba e anche i gruppi di Hermagor (e dintorni), Malborghetto, Coccau, Cave del Predil e molti altri.

Snow Art[modifica | modifica wikitesto]

Team Slovenia 2017

La neve… una moltitudine di cristalli ghiacciati un elemento effimero, che svanisce. L’arte, l’attività che porta a forme di creatività ed espressione estetica con il fine di trasmettere emozioni. E quando arte e neve si incontrano nasce Snow Art Pontebba. Da dei grandissimi cubi di neve delle dimensioni di 3x3x3 nasceranno dalle abili mani di scultori provenienti da ogni angolo del mondo opere artistiche nel più freddo e originale dei materiali… la neve. Su questi cubi gli 8 team partecipanti daranno libero sfogo alla loro creatività e fantasia realizzando sculture uniche nel loro genere. Con l’uso di filo spinato, seghe, palette e scalpelli potranno plasmare e realizzare le loro opere, sculture che dovranno essere completate entro le ore 19 dell'ultimo giorno disponibile. Toccherà ai turisti ed agli abitanti valutarle e designare il vincitore.

Vincitori per Team[modifica | modifica wikitesto]

  • 2016: Team Italia Italia
  • 2017: Team Slovenia Slovenia
  • 2018: Team Galles Galles
  • 2019: Team Mongolia Mongolia
  • 2020: Team Russia Russia

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Pramollo-Nassfeld[modifica | modifica wikitesto]

Pontebba si trova ai piedi del comprensorio sciistico Nassfeld-Pramollo, il più grande comprensorio sciistico della Carinzia (Austria).

Alpe Adria[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla pista ciclabile Alpe Adria; fa parte di un grande polo ciclabile che porta in Austria, in Slovenia e scende fino alle zone marittime della Regione Friuli Venezia Giulia. Le mete della zona montana sono Tarvisio - Malborghetto Valbruna - Pontebba - Dogna - Chiusaforte - Resiutta - Moggio Udinese - Carnia.

Sentieri[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti 12 sentieri, facendo parte del CAI nazionale nonché del CAI di Pontebba:

- Nr. 430 Aupa - Forcella della Pecora ---- Gruppo montuoso: Gleriis e Alpi Canriche

- Nr. 432 Val Pontebbana - Sella Aip ---- Gruppo montuoso: Monte Cavallo e Alpi Carniche

- Nr. 433 Ex Caserma di Finanza - Val Rio Bombaso ---- Gruppo montuoso: Monte Cavallo e Monte Malvuerich

- Nr. 433-A Conca di Pricot - Località Panegouz ---- Gruppo montuoso: Monte Cavallo, Monte Malvuerich e Alpi Carniche

Sentiero 433: CIma Monte Malvuerich

- Nr. 439 Passo Cason di Lanza - Sella Aip ---- Gruppo monsutoso: Creta di Aip e Alpi Carniche

- Nr. 440 Caseruta - Sella Aip ---- Gruppo montuoso: Creta di Aip, Monte Cavallo e Alpi Carniche

- Nr. 453 Sella Cereschiatis - Crete dal Cronz ---- Gruppo montuoso: Alpi Carniche

- Nr. 501 Calvario - Passo Pramollo ---- Gruppo montuoso: Monte Brisiach, Monte Bruca e Alpi Carniche

- Nr. 523 San Leopoldo - Monte Cit di Dentro ---- Gruppo montuoso: Monte Scinauz e Alpi Carniche Orientali

- Nr. 601 Pietratagliata - Val Dogna ---- Gruppo montuoso: Monte Schenone, Jof di Dogna e Alpi Giulie

- Nr. 603 Bagni di Lusnizza - Val Dogna ---- Gruppo montuoso: Alpi Giulie

- Nr. 605 Malborghetto - Val Dogna ---- Gruppo montuoso: Monte Due Pizzi, Monte Piper e Alpi Giulie

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2014 Isabella De Monte Lista Civica Sindaco
2014 In Carica Ivan Buzzi Innovare Insieme Civica Pontebbana Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Austria Hermagor - Pressegger See

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dall'omonima stazione situata sulla ferrovia Udine-Tarvisio.

Palaghiaccio "Claudio Vuerich" o PalaVuerich[modifica | modifica wikitesto]

Pista di ghiaccio all'interno del PalaVuerich di Pontebba

Il PalaVuerich è lo stadio del ghiaccio di Pontebba, in Friuli-Venezia Giulia.

La struttura fu ultimata nel 2003 per poter ospitare gli incontri di hockey su ghiaccio della XXI Universiade invernale organizzata nella città di Tarvisio. È stata sede degli incontri casalinghi dell'Ice Hockey Aquile FVG, squadra che ha militato nella Serie A e vincitrice della Coppa Italia di Hockey su ghiaccio Anno 2003-2004, dal 2014 ospita gli incontri casalinghi dell'Hockey Club Pontebba Evergreen. Capace di ospitare fino ad un massimo di 2.300 spettatori, la struttura è intitolata alla memoria di Claudio Vuerich, personalità del mondo hockeistico pontebbano.

Oltre alle partite di hockey su ghiaccio la struttura è utilizzata anche per eventi di pattinaggio artistico e di velocità.

Con la conclusione dei lavori appaltati è stato attivato il nuovo impianto geotermico per il raffreddamento della piastra del ghiaccio e il riscaldamento degli spogliatoi del palaghiaccio di Pontebba. Si tratta del primo impianto in Italia a poter beneficiare di questa tecnologia, che sfrutta l’energia proveniente dal sottosuolo. L’impianto di Pontebba è costato 780 mila euro, finanziato in parte con fondi propri ed in parte (300.000) con fondi regionali, ma grazie alla portata innovativa dell’intervento si avrà un contenimento dei costi di gestione.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ice Hockey Aquile FVG[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo molti anni di attività amatoriale su campi improvvisati, il 22 dicembre 1986 nasce ufficialmente, all'interno della Società Sportiva Pontebbana, lo Sport Ghiaccio Pontebba. A fianco all'attività hockeistica, ancora dilettantistica, si vanno affiancando le attività di pattinaggio artistico e velocità.

Manca tuttavia uno stadio del ghiaccio, la cui costruzione comincerà nel 1990 ed andrà avanti a lungo, per lotti successivi.

L'inaugurazione dell'impianto nell'attuale conformazione risale al 12 dicembre 2002, dopo i lavori di ristrutturazione dovuti alle Universiadi di Tarvisio del 2003.

La squadra, meglio nota con il soprannome di Pontebba Aquile, ha conquistato la prima promozione nella massima serie al termine della stagione 2005/2006, dopo la finale contro l'Hockey Club Merano. Nella sua prima stagione in serie A ha chiuso al penultimo posto, ma dopo aver terminato la stagione regolare al sesto. Nella stagione 2007/08 la squadra ha raggiunto la finale di Coppa Italia, vincendola per 4-1 contro l'HC Alleghe. Il 20 settembre, contro i campioni d'Italia dell'HC Bolzano, ha disputato quindi la Supercoppa Italiana, che è stata però vinta dalla squadra alto-atesina.

Nel 2010 la squadra è stata tra i fondatori della Polisportiva Udinese cambiando nome in Ice Hockey Aquile Friuli Venezia Giulia.

Tuttavia la stagione seguente (2011/12) la squadra è stata a forte rischio iscrizione al massimo campionato, iscrizione che è avvenuta in extremis con la squadra allestita a inizio stagione senza aver potuto disputare la preparazione né alcuna amichevole estiva. Nonostante questo handicap la squadra ha chiuso la regular season piazzandosi sorprendentemente al terzo posto.

L'anno seguente (2012/13) si è aperto con gli stessi dubbi sull'iscrizione della società al massimo campionato, dubbi che sono stati fugati pochi giorni prima della chiusura delle iscrizioni al torneo di serie A. Tuttavia, anche per l'abbandono di diversi giocatori stranieri durante la stagione a causa dei problemi economici della società, la squadra non ha saputo ripetere le buone prestazioni dell'anno precedente ed ha terminato la stagione regolare all'ultimo posto, non riuscendo così a centrare i playoff scudetto. La squadra, dopo lo spareggio salvezza contro il Fassa (classificatosi al penultimo posto) ha perso tutte le partite della serie ed è così stata retrocessa in serie A2.

Per il perdurare delle gravi difficoltà finanziarie nella stagione 2013-14 la squadra non si iscrisse al massimo campionato (la squadra ne aveva facoltà, nonostante la retrocessione patita l'anno precedente, a seguito della riforma dei campionati) ma non si iscrisse nemmeno al campionato di serie A2 né a quello di serie B ed optò invece per l'iscrizione nella lega regionale della Carinzia (la Kärntner Elite Liga), quarto livello del campionato austriaco, dove si era iscritta anche un'altra squadra italiana, l'HC Toblach Dobbiaco.

Nel febbraio 2014 la società viene dichiarata fallita e il prosieguo nel campionato regionale austriaco è considerato a rischio. Nonostante ciò, nel mese di marzo i friulani riusciranno a chiudere la stagione con la salvezza, arrivata dopo lo spareggio per la promozione/retrocessione tra Division 1 e 2 contro l'HCP Pubersdorf (vincitore del Gruppo Est della Division 2). Le aquile vinceranno la gara di andata per 8-4 (prima e unica vittoria di tutta la stagione) e perderanno il match di ritorno per 7-5, rimanendo in Division 1 grazie alla miglior differenza reti. Saranno comunque le ultime velleità per la squadra friulana.

Colori sociali[modifica | modifica wikitesto]

La squadra ha cambiato più volte livrea. Fino all'approdo in serie A2 (2004-2005), la squadra vestiva in rosso, con innesti bianchi e blu. Successivamente fu scelta una casacca bianca ed azzurra. Con l'inizio del sostegno ufficiale della regione Friuli-Venezia Giulia furono adottati i colori della bandiera, il giallo ed il blu. L'ultima modifica c'è stata con l'ingresso nella Polisportiva Udinese, con l'adozione del bianconero.

Palmarés[modifica | modifica wikitesto]

2007-2008

Hockey Club Evergreen Pontebba[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La squadra nacque di fatto nel 2012 ad opera di alcuni appassionati locali, con l'intento di riunire i giocatori del paese di Pontebba. Sarà tuttavia nell'estate del 2013 che i giocatori fonderanno la società, denominandola evergreen, così chiamata per sottolineare il fatto che si trattava di un team che comprendeva giocatori non più giovani, ma decisi a far nascere una nuova realtà hockeystica nel piccolo centro friulano. L'HC Pontebba Evergreen infatti, a partire dalla successiva stagione 2014-2015 rimarrà l'unico club di Pontebba, dopo che le Aquile FVG, storico club di Pontebba, chiuderanno l'attività. Il nuovo sodalizio inizierà la sua prima stagione hockeystica partecipando proprio ai campionati dilettantistici carinziani, torneo cui s'erano iscritte l'anno precedente le Aquile FVG, dopo i numerosi problemi finanziari che le avevano costrette ad abbandonare il campionato italiano per migrare nel più vicino (e meno dispendioso) campionato dilettantistico austriaco.

Al terzo campionato oltre confine, la squadra friulana vince il torneo di Unterliga West, grazie alla doppia vittoria per 8-1 in casa al PalaVuerich e per 4-3 in trasferta nel palazzetto degli austriaci dell'EHC Oberdrauburg.

Palmarés[modifica | modifica wikitesto]

2016-2017

Hockey Ghiaccio Pontebba - Under[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società Hockey Ghiaccio Pontebba, costituita nel 2013, è affiliata alla “Federazione Italiana Sport del Ghiaccio” F.I.S.G. nella specialità del Hockey su Ghiaccio. L’attività si svolge presso il Palaghiaccio “Claudio VUERICH” di Pontebba. Partecipa agli incontri del Campionato Nazionale promosso dalla FISG e dalla LIGH (Lega Italiana Hockey Ghiaccio) nelle varie categorie dalla Under 8 alla Under 14.

Artistico Ghiaccio Pontebba[modifica | modifica wikitesto]

L'Artistico Ghiaccio Pontebba è un'associazione sportiva legalmente costituita nell'ottobre 1988 con sede in Pontebba (UD), ha come fine la pratica e l'incremento delle attività dilettantistiche promosse dalla F.I.S.G. (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) con la quale è regolarmente affiliata nella sezione pattinaggio di figura. Tale fine viene attivato attraverso la promozione, la formazione di atleti e di squadre per la partecipazione a gare sportive, l'organizzazione di corsi e manifestazioni sportive del ghiaccio e non.

Gruppo Sportivo Dilettantistico Val Gleris[modifica | modifica wikitesto]

L’attività del gruppo si concretizza, tramite i propri tesserati, nella partecipazione a competizioni sportive di sci nordico e di corsa in montagna. Cura l'organizzazione di corsi di nordic walking e di sci di fondo.

S. S. D. Pontebbana[modifica | modifica wikitesto]

La squadra sportiva dilettantistica Pontebbana è la squadra di calcio del paese di Pontebba fondata nel 1948. Milita nel campionato carnico Prima Categoria della Regione Friuli Venezia Giulia.

Palmarés[modifica | modifica wikitesto]

1952

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  4. ^ "Puntafel" in friulano indica il solo quartiere germanofono.
  5. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 507.
  6. ^ "Pontafel" non indica l'intera Pontebba, ma il solo quartiere germanofono.
  7. ^ Regio decreto 15 agosto 1924, n. 1344, in materia di "Unione dei comuni di Pontebba e Pontebba Nuova in unico comune denominato Pontebba."
  8. ^ Regio decreto 9 aprile 1928, n. 865, in materia di "Aggregazione del comune di Laglesie San Leopoldo a quello di Pontebba."
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 31-08-2020.
  10. ^ Milan Bufon, Lo spazio con/diviso.
  11. ^ Milan Bufon, Lo spazio con/diviso.
  12. ^ Dati demografici ISTAT
  13. ^ Un caso unico. Pacifica convivenza di tre ceppi linguistici, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  14. ^ Giovan Battista Pellegrini, Contatti linguistici slavo-germanico-romanzi, in Gli Slavi occidentali e meridionali nell'alto Medioevo, Vol. 2, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1983, p. 973.
  15. ^ https://web.archive.org/web/20140221141529/http://www.tarvisiano.org/it/40225/Friulano
  16. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  17. ^ Friulano. Diverse parlate. Da quelle pontebbana e carnica a quella della Pedemontana, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  18. ^ Lingua e cultura, su arlef.it.
  19. ^ Ernst Steinicke, Peter Čede e Igor Jelen, „Klein-Europa“ vor dem Verschwinden? Das Kanaltal hundert Jahre bei Italien.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbara Cinausero, La toponomastica di Pontebba - Un territorio di confine romanzo-slavo-germanico, Società Filologica Friulana - Centro di Toponomastica Friulana, Udine, 2003, 250 p.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN129998041 · WorldCat Identities (ENlccn-nr95008649
Friuli-Venezia Giulia Portale Friuli-Venezia Giulia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Friuli-Venezia Giulia