Tarvisio

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Tarvisio
comune
(IT) Tarvisio
(DE) Tarvis
(SL) Trbiž
(FUR) Tarvis [1]
Tarvisio – Stemma
Tarvisio – Bandiera
Tarvisio – Veduta
Tarvisio – Veduta
La Pieve decanale dei Santi Pietro e Paolo
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine
Amministrazione
SindacoRenzo Zanette (centro-destra) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 13-06-2022)
Territorio
Coordinate46°30′18.94″N 13°34′42.14″E / 46.505262°N 13.578373°E46.505262; 13.578373 (Tarvisio)
Altitudine754 m s.l.m.
Superficie208,36 km²
Abitanti4 005[3] (30-6-2022)
Densità19,22 ab./km²
FrazioniCamporosso, Cave del Predil, Coccau, Colazzo, Fusine in Valromana, Fusine Laghi, Monte Lussari, Rutte Grande, Rutte Piccolo, Sant'Antonio[2]
Comuni confinantiArnoldstein (AT-2), Chiusaforte, Hohenthurn (AT-2), Kranjska Gora (SLO), Malborghetto-Valbruna, Plezzo (Bovec, SLO)
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano, tedesco, sloveno
Cod. postale33018
Prefisso0428
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030117
Cod. catastaleL057
TargaUD
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[4]
Cl. climaticazona F, 3 959 GG[5]
Nome abitantitarvisiani
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tarvisio
Tarvisio
Tarvisio – Mappa
Tarvisio – Mappa
Posizione del comune di Tarvisio nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Tarvisio (Tarvis in friulano[6] e in tedesco[7], Trbiž in sloveno[8]) è un comune italiano di 4.010 abitanti[3] in Friuli-Venezia Giulia, il comune più orientale e più esteso della ex-provincia di Udine.[9] È l'unico comune che era ed è rimasto di confine con la Slovenia a cavallo della seconda guerra mondiale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Monte Forno

Il territorio del comune sorge nell'estremo nord-est del Friuli-Venezia Giulia, in Val Canale, con l'abitato principale posto a 754 metri m s.l.m., circondato dall'omonima foresta, in una zona di confine tra Italia, Austria e Slovenia (sul Monte Forno vi è la triplice frontiera), con il Canal del Ferro ad ovest (Alpi Carniche), la catena delle Caravanche Occidentali a nord-est che lo dividono a nord dalla Carinzia lungo il confine italo-austriaco e le Alpi Giulie occidentali italiane a sud ed est fino al confine italo-sloveno. Assieme a Courmayeur, Malles Venosta e Curon Venosta è uno dei quattro comuni italiani a confinare con due differenti Stati esteri.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Lago del Predil
Mangart e laghi di Fusine

Tra i principali massicci orografici di quest'ultime si ricordano la Catena Jôf Fuârt-Montasio, che lo separano a sud-ovest dalla Val Saisera, la Val Raccolana, la Val Dogna e dalla Valle del Fella, parte della catena del Canin con la Valle Rio del Lago e il Lago del Predil, che la separano a sud dalla Val Coritenza in territorio sloveno e parte della catena Mangart-Jalovec con i laghi di Fusine che la separano dalla valle di Planica a est sempre in territorio sloveno.

Spartiacque[modifica | modifica wikitesto]

Fiume Slizza a Riofreddo

Geograficamente non appartiene alla regione italiana essendo posta al di là dello spartiacque principale alpino (sella Camporosso), facendo invece parte del bacino idrografico del Danubio e del Mar Nero: infatti il fiume Slizza (Slize in friulano, Gailitz in tedesco, Ziljica in sloveno) che da Cave del Predil attraversa Tarvisio sfocia nel Gail a Arnoldstein.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante sia posta a soli 754 m s.l.m., ha un clima continentale con inverni freddi (temperatura minima assoluta -23 °C nel gennaio 1985) e molto nevosi (causa precipitazioni elevate, media annua di 250 cm di precipitazioni nevose). Per contro le estati sono piuttosto calde (massima assoluta 37 °C nel luglio 1983). Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Tarvisio, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Dalla popolazione celtica dei Taurisci deriverebbe il toponimo "Tarvisio".

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Possesso del Capitolo di Bamberga fin dall'XI secolo, a partire dal XII secolo assunse notevole importanza commerciale e nel 1456 ottenne dal vescovo di Bamberga il privilegio di tenere una fiera annuale, che vi ha luogo tuttora. A partire dal XV secolo vi fiorì l'industria del ferro; nello stesso periodo (1478 e 1492) subì saccheggi da parte dei Turchi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Fu coinvolta dalle vicende della Guerra di Gradisca (1615-18). Per lungo tempo il confine con i territori veneti della Carnia fu a Pontebba, il centro che precede Tarvisio risalendo il fiume Fella e segna il limite tra la Val Canale ed il Canal del Ferro.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il centro, ritornato stabilmente all'Austria, fu in epoca napoleonica teatro di battaglie assieme alla vicina Malborghetto-Valbruna tra le truppe austriache e francesi (marzo 1797, maggio 1809, ottobre 1813). Entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1919, dopo la prima guerra mondiale e da allora ha conosciuto un notevole impulso come luogo di frontiera, trovandosi sulla direttrice Venezia-Vienna e in prossimità degli importanti valichi del Valico di Coccau, del Valico di Fusine e del Passo del Predil. A partire dagli anni venti del Novecento il comune di Tarvisio ha ricevuto consistenti flussi migratori, dal Friuli e dal resto d'Italia, che ne hanno radicalmente mutato la composizione etnica.

Nel 1939 Tarvisio e gli altri comuni della Val Canale, furono interessati dalle Opzioni in Alto Adige tra Italia e Germania. Un gran numero di cittadini, non solo di parlata tedesca, ma anche slovena optarono per la cittadinanza tedesca e si trasferirono in Carinzia. Al termine della guerra i rientri furono molto minori rispetto a quanto vericatosi in Alto Adige.[10]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il comune adotta il proprio stemma storico, riconosciuto con decreto del Capo del Governo dell'8 gennaio 1935[11], che risulta blasonato all'interno dello statuto comunale.[12]

«Scudo semirotondo spaccato nel 1° d'oro al leone bicaudato di nero, linguato di rosso alla banda d'argento attraversante; nel 2° d'azzurro a due chiavi decussate d'oro. Timbrato della corona muraria incolore.»

Il gonfalone, riconosciuto con regio decreto del 10 dicembre 1942[11] è un drappo partito di giallo e di azzurro.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Steli funerarie romane nell'abitato di Camporosso

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Rifugi alpini[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cartello stradale quadrilingue

Fino al 1919 la popolazione della cittadina era a larga maggioranza tedesca e slovena (questo si può notare ancor oggi nei cognomi di molti tarvisiani: Kravina, Ehrlich, Moschitz). Questo perché la zona della Valcanale rientrava a tutti gli effetti nella zona bilingue (tedesco-sloveno) della Carinzia meridionale.

La popolazione oggi è di maggioranza italiana, ma sono sempre presenti le minoranze slovena e tedesca. Assieme a Malborghetto-Valbruna, Tarvisio può vantarsi d'essere uno dei pochi comuni quadrilingui in Europa: vi si parlano infatti italiano, tedesco, sloveno e friulano.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente ai vicini Malborghetto Valbruna e Pontebba, anche Tarvisio è un comune quadrilingue in cui, oltre all'italiano, vengono parlati anche il friulano[15], lo sloveno e il tedesco[16]. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/1999, della legge regionale 15/1996 e della legge regionale 29/2007[17]. Nel territorio comunale vige altresì la Legge regionale 20 novembre 2009, n. 20 "Norme di tutela e promozione delle minoranze di lingua tedesca del Friuli Venezia Giulia"[18] e la Legge regionale 23 febbraio 2001, n. 38 - Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli Venezia Giulia.

Da un punto di vista storico è il friulano l'idioma più antico della val Canale, parlato dalle popolazioni neolatine che a seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente abitavano la valle, prima di essere sostituito da altre lingue (Tarvisio rimase a maggioranza friulana fino al XVI secolo)[19][20]. Lo sloveno-carinziano venne portato da slavi nel VII secolo o poco dopo, a seguito dell'insediamento slavo delle Alpi orientali[21]. Il tedesco, di tipo bavarese-carinziano, si è diffuso a partire dal basso medioevo, favorito dal dominio dei vescovi di Bamberga prima e degli Asburgo poi[22]. Il friulano di oggi è invece il risultato delle immigrazioni friulane iniziate nei decenni precedenti[23] la Grande Guerra e per questo non appartiene a un dialetto preciso, ma riflette i caratteri di diverse varietà[24].

Attualmente nella frazione di Camporosso quasi la metà della popolazione è slovenofona; a Tarvisio, Coccau, Fusine e Rutte vi sono delle piccole minoranze tedescofone. Cave del Predil risulta invece del tutto italofona.[25][26]

Censimenti linguistici a Tarvisio[27]
Anno % italofoni/friulanofoni % slavofoni % germanofoni
1880 11 21 68
1910 6 13 81
1950 72 18 10
1983 84 7 9

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Krampus.

Le tradizioni popolari sono influenzate dalla vicina Carinzia e Slovenia, della prima faceva parte durante l'impero asburgico: la festa caratteristica è quella di San Nicolò che viene accompagnato dai Krampus il 5 dicembre in tutte le frazioni del Tarvisiano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Tarvisio ospita il Liceo per gli Sport invernali "Ingeborg Bachmann".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Camporosso
Fusine in Valromana

Lo statuto comunale elenca, oltre al capoluogo, altre quattro frazioni (tra parentesi le denominazioni in tedesco, sloveno e friulano):

Località[modifica | modifica wikitesto]

Monte Santo di Lussari

Tra le località abbiamo:

  • Monte Santo di Lussari (Luschariberg, Sv.Višárje, Mont Sante di Lussàri)
  • Muda (Mauth, Múta, Mude)
  • Plezzut (Flitschl, Flíčl, Pleçùt) m 813
  • Poscolle (Hinterschloss, Zágradec, Puscuèl)
  • Rutte (Greuth, Trbiške rute, Rute) m 830
  • Sant'Antonio (Sankt Anton, Sant Antòni)
  • Riofreddo (Kaltwasser)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Tarvisio si trova nelle immediate vicinanze dell'Autostrada Alpe-Adria (A23) la quale è fruibile attraverso due svincoli: Tarvisio Sud e Tarvisio Nord. Tarvisio è anche lo snodo di due principali arterie stradali: la Pontebbana e la SS54.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Tarvisio Boscoverde
Tarvisio Città, ex stazione ferroviaria

La stazione ferroviaria di Tarvisio è denominata Tarvisio Boscoverde e si trova sulle linee ferroviarie Pontebbana, diretta a Udine e gestita da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e Rodolfiana, che porta in Austria ed è gestita da Österreichische Bundesbahnen (ÖBB).

Prima dell'apertura della nuova linea Pontebbana, avvenuta nel 2000, Tarvisio era servita da due impianti ferroviari: la stazione di Tarvisio Centrale, che svolgeva il ruolo di stazione internazionale di confine, e la stazione di Tarvisio Città. Fino al 1965, da Tarvisio Centrale si diramava la linea internazionale per Lubiana sulla quale si trovavano la fermata di Fusine in Valromana e la stazione di Fusine Laghi.

Tra il 1870 e il 1873, il capolinea della ferrovia per Lubiana era la stazione di Tarvisio Vecchia.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani del comune vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società SAF. Alcuni binari dell'ex stazione ferroviaria sono stati sostituiti dalla Ciclovia Alpe Adria.[28]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 1997 Carlo Toniutti Lista civica (Centro-sinistra) Sindaco
1997 2002 Baritussio Franco Coalizione di centro-destra Sindaco
2002 2007 Baritussio Franco Coalizione di centro-destra Sindaco
2007 2012 Renato Carlantoni Alleanza Nazionale-Forza Italia Sindaco
2012 2017 Renato Carlantoni Il Popolo della Libertà (PdL) Sindaco
12 giugno 2017 in carica Renzo Zanette Forza Italia e Lega Nord Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 ha ospitato la XXI Universiade invernale, ricostruendo per l'occasione il Trampolino Fratelli Nogara, mentre nel 2007 e nel 2009 è stata la sede di tre gare di Coppa del Mondo femminile di sci alpino. Tarvisio ritroverà la Coppa del Mondo femminile anche nel 2011 e nel 2013. A Vancouver, infatti, il congresso della Fis ha approvato il calendario, assegnando a Tarvisio una discesa libera e un supergigante il 5 e 6 marzo 2011, mentre il 23 e 24 febbraio 2013 il calendario delle gare ha previsto discesa libera e supercombinata.

Presso il Trampolino Fratelli Nogara vi sono trampolini scuola con un HS 36 con punto K 31 chiamato Nino De Martis, un HS 25 con punto K 21 dedicato a Gianni Nervi e K8[29]. Vi è la possibilità di utilizzarli sia nel periodo invernale che in quello estivo. Tra le personalità sportive più importanti del luogo, si ricordano gli alpinisti della sezione CAI "Monte Lussari" Nives Meroi in primis, che assieme al marito Romano Benet ha scalato tutti i 14 ottomila senza ossigeno[30]. Secondo il sito del Comune di Tarvisio tra gli impianti sportivi presenti sul territorio: Il Campo Sportivo Comunale sito in Via Dante e il Palazzetto dello Sport.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
  2. ^ Comune di Tarvisio - Sito web.
  3. ^ a b https://demo.istat.it/bilmens/index.php?anno=2022&lingua=ita
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  7. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 645, ISBN 88-11-30500-4.
  8. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, su interno.it, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2011).
  9. ^ Comuni in provincia di Udine per superficie, su tuttitalia.it. URL consultato il 12 maggio 2021.
  10. ^ (PDF) Heim ins Reich Le Opzioni in Valcanale nel 1939 | Alessandro Ambrosino - Academia.edu Heim ins Reich Le Opzioni in Valcanale nel 1939]
  11. ^ a b Tarvisio, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 29 gennaio 2024.
  12. ^ Comune di Tarvisio, Statuto comunale (PDF), art. 2 c. 3.
  13. ^ a b Archivio Storico del Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it, RCS. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2015).
  14. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
    Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno. Fonte: Popolazione residente per territorio - serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
  15. ^ Lingua e cultura, su arlef.it.
  16. ^ Un caso unico. Pacifica convivenza di tre ceppi linguistici, su tarvisiano.org, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  17. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  18. ^ LR 20 novembre 2009, n. 20 Norme di tutela e promozione delle minoranze di lingua tedesca del Friuli Venezia Giulia, su lexview-int.regione.fvg.it.
  19. ^ "Tarvisiano e Val Canale ieri e oggi", Ente nazionale per le Tre Venezie 1971
  20. ^ "Kanaltal-Val Canale: dall'amministrazione austriaca a quella italiana (novembre 1918-ottobre 1922)" di Alessandro Pennazzato, pagina 16
  21. ^ Sloveno. L'idioma dei più antichi colonizzatori della valle, su tarvisiano.org, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  22. ^ Tedesco. La lingua ufficiale di un'epoca lunghissima: dal 1006 al 1918, su tarvisiano.org, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  23. ^ "Lo spazio con/diviso" di Milan Bufon, pagina 86
  24. ^ Friulano. Diverse parlate. Da quelle pontebbana e carnica a quella della Pedemontana., su tarvisiano.org, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  25. ^ Ripartizione etnica in Val Canale ( F V G Italia) — Postimage.org, su postimg.cc. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  26. ^ Ernst Steinicke, Peter Čede e Igor Jelen, „Klein-Europa“vor dem Verschwinden? Das Kanaltal hundert Jahre bei Italien.
  27. ^ Milan Bufon, Lo spazio con/diviso.
  28. ^ Ciclovia Alpe Adria Radweg, su alpe-adria-radweg.com. URL consultato il 6 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2020).
  29. ^ Scheda Skisprungschanzen.com, su skisprungschanzen.com. URL consultato il 10 giugno 2012.
  30. ^ Nives Meroi e Romano Benet, la prima coppia al mondo ad aver scalato tutti i 14 Ottomila è italiana, su corriere.it. URL consultato il 1º luglio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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