Tarvisio

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Tarvisio
comune
Tarvisio – Stemma Tarvisio – Bandiera
La Pieve decanale dei Santi Pietro e Paolo
La Pieve decanale dei Santi Pietro e Paolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Renato Carlantoni (FI) dal 29-5-2007
Territorio
Coordinate 46°30′N 13°34′E / 46.5°N 13.566667°E46.5; 13.566667 (Tarvisio)Coordinate: 46°30′N 13°34′E / 46.5°N 13.566667°E46.5; 13.566667 (Tarvisio)
Altitudine 732 m s.l.m.
Superficie 208,36 km²
Abitanti 4 435[2] (1-1-2015)
Densità 21,29 ab./km²
Frazioni Camporosso, Cave del Predil, Coccau, Colazzo, Fusine in val Romana, Fusine Laghi, Monte Lussari, Rutte Grande, Rutte Piccolo, Sant'Antonio[1]
Comuni confinanti Arnoldstein (AT-2), Chiusaforte, Hohenthurn (AT-2), Kranjska Gora (SLO), Malborghetto-Valbruna, Plezzo (Bovec) (SLO)
Altre informazioni
Cod. postale 33018
Prefisso 0428
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030117
Cod. catastale L057
Targa UD
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 959 GG[3]
Nome abitanti tarvisiani
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tarvisio
Tarvisio
Posizione del comune di Tarvisio nella provincia di Udine
Posizione del comune di Tarvisio nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Tarvisio (Tarvis in tedesco[4] e friulano[5], Trbiž in sloveno[4][6]) è un comune italiano di 4 435 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.
È il comune più orientale della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Tarvisio sorge in Val Canale a 754 metri m s.l.m. Geograficamente non appartiene alla regione italiana essendo posta al di là dello spartiacque alpino (sella Camporosso) e facendo parte del bacino idrografico del Danubio e del Mar Nero: infatti il fiume Slizza (Slize in friulano, Gailitz in tedesco, Ziljica in sloveno) che da Cave del Predil attraversa Tarvisio sfocia nel Gail a Oristagno.

Sul Monte Forno vi è la triplice frontiera, punto in cui si incontrano i confini di Italia, Austria e Slovenia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante sia posta a soli 754 m s.l.m., ha un clima continentale con inverni freddi (temperatura minima assoluta -23 °C nel gennaio 1985) e molto nevosi (causa precipitazioni elevate, media annua di 250 cm di precipitazioni nevose). Per contro le estati sono piuttosto calde (massima assoluta 37 °C nel luglio 1983)

Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Tarvisio, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, nonché punto di riferimento per lo studio del clima della corrispondente area alpina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

D'origine romana, sembra che la cittadina sorga in una località abitata precedentemente da una popolazione celtica, i Taurisci, da cui deriverebbe appunto il nome Tarvisio.

Possesso del Capitolo di Bamberga fin dall'XI secolo, a partire dal XII secolo assunse notevole importanza commerciale e nel 1456 ottenne dal vescovo di Bamberga il privilegio di tenere una fiera annuale, che vi ha luogo tuttora.

A partire dal XV secolo vi fiorì l'industria del ferro; nello stesso periodo (1478 e 1492) subì saccheggi da parte dei Turchi.

Fu coinvolta dalle vicende della Guerra di Gradisca (1615-18). Per lungo tempo il confine con i territori veneti della Carnia fu a Pontebba, il centro che precede Tarvisio risalendo il fiume Fella e segna il limite tra la Val Canale ed il Canal del Ferro.

Il centro, ritornato stabilmente all'Austria, fu in epoca napoleonica teatro di battaglie assieme alla vicina Malborghetto-Valbruna tra le truppe austriache e francesi (1797, 1809, 1813).

Entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1919, dopo la prima guerra mondiale e da allora ha conosciuto un notevole impulso come luogo di frontiera, trovandosi sulla direttrice Venezia-Vienna e in prossimità degli importanti valichi di Coccau, di Fusine e del Predil.

A partire dagli anni venti del Novecento il comune di Tarvisio ha ricevuto consistenti flussi migratori, dal Friuli e dal resto d'Italia, che ne hanno radicalmente mutato la composizione etnica.

La resistenza delle guardie alla frontiera l'8 settembre 1943

Pochi sanno che la Resistenza italiana all'invasore tedesco nella seconda guerra mondiale ebbe inizio a Tarvisio, nella notte tra l'8 e il 9 settembre 1943. Nella cittadina infatti si trovava un presidio di 300 uomini della Guardia alla Frontiera, alloggiato nella caserma Italia. A Tarvisio la GaF era a regime ridotto, una presenza meramente simbolica, in quanto il confine era quello con l'alleato, e la caserma aveva ceduto la sua artiglieria pesante per la campagna di Jugoslavia. L'8 settembre, alle 7 di sera, la notizia dell'armistizio trasmessa dalla radio piombò come un fulmine a ciel sereno nel Circolo Ufficiali, suscitando in molti perplessità e sconcerto; infatti già dal 25 luglio era presente a Ugovizza, in Val Canale, un reggimento di Waffen SS, e nella piana di Arnoldstein, appena al di là del confine, erano acquartierate intere divisioni tedesche in assetto di guerra. Tuttavia, nonostante la disparità di forze il comandante del presidio, colonnello Giovanni Jon, come risposta all'intimazione tedesca di cedere le armi (il colonnello Brand aveva mandato un ultimatum, che era stato respinto) preparò la difesa della caserma, che si trovò in breve circondata; nelle condizioni di inferiorità in cui si trovavano, gli italiani non avrebbero potuto resistere per molto. I tedeschi dettero prima l'assalto al centralino, difeso dal plotone fucilieri, e lo rasero al suolo con l'ausilio di un cannone anticarro. Fu in questa circostanza che rimase ferita[7] la centralinista tarvisiana Luigia Picech, prima donna ad essere decorata di Medaglia d'Argento della Resistenza a cui è stata intitolata una via nella frazione di Tarvisio Centrale. La ragazza, incurante del fuoco nemico, continuava a tenere aperto il collegamento telefonico con la caserma e, quando la situazione si fece critica, assistette al contrattacco dei fucilieri, che vennero tutti abbattuti; Luigia allora cercò di impugnare la pistola di un soldato mortole a fianco. Nella caserma Italia, rimasta isolata, si continuò a combattere fino all'ultima cartuccia. Dopo le 9, quando ormai la battaglia durava da oltre 6 ore, il tenente colonnello Jon ordinò il cessate il fuoco, ed un drappo bianco venne innalzato. Il primo fuoco della resistenza italiana era costato 180 feriti e 25 morti, mentre i tedeschi contavano circa 80 caduti. I GaF superstiti, 95, due giorni dopo vennero fatti partire sui carri bestiame verso i lager tedeschi. Lo storico Alfio Caruso rivela come diverse storie inventate siano sorte proprio sulla figura della Picech, in particolare quella di essere rimasta uccisa sotto il fuoco delle SS, quando la stessa cronaca riporta il suo funerale nell’anno 1981.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente ai vicini Malborghetto Valbruna e Pontebba, anche Tarvisio è un comune tetralingue in cui, oltre all'italiano, vengono parlati anche lo sloveno, il tedesco e il friulano[9].

Da un punto di vista storico è lo sloveno-carinziano l'idioma più antico della val Canale, parlato almeno dal VII secolo[10]. Il tedesco, di tipo bavarese-carinziano, si è diffuso a partire dal basso medioevo, favorito dal dominio dei vescovi di Bamberga prima e degli Asburgo poi[11]. L'italiano (ed il friulano) è invece il risultato delle recenti immigrazioni seguite all'annessione al Regno d'Italia dopo la grande guerra e per questo non appartiene a un dialetto preciso, ma riflette i caratteri di diverse varietà[12].

La distribuzione di questi gruppi linguistici (come in tutta la Val Canale, del resto) non è omogenea, sicché nelle frazioni possono coesistere idiomi differenti; anzi, normalmente gli abitanti sono in grado di comprendere o addirittura parlare più lingue. A Tarvisio capoluogo la maggioranza della popolazione è di madrelingua italiana o friulana, ma sussiste anche una percentuale di germanofoni non trascurabile. A Fusine prevale il tedesco, mentre Camporosso e Cave del Predil sembrano essere soprattutto slovenofone[13].

Le tre lingue sono soggette a tutela in base a leggi regionali e nazionali.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1919 la popolazione della cittadina era a larga maggioranza tedesca e slovena (questo si può notare ancor oggi nei cognomi di molti tarvisiani: Kravina, Ehrlich, Moschitz). Questo perché la zona della Valcanale rientrava a tutti gli effetti nella zona bilingue (tedesco-sloveno) della Carinzia meridionale. Anche nelle tradizioni popolari spiccano pertanto chiaramente la cultura austriaca (carinziana) e quella slovena, presenti all'epoca dell'impero asburgico: la festa folkloristica più sentita dalla popolazione è la festa di San Nicolò e dei Krampus che si tiene ogni anno il 5 dicembre in tutte le frazioni del Tarvisiano.

La popolazione oggi è di maggioranza italiana, ma sono sempre presenti le minoranze slovena e tedesca. Assieme a Malborghetto-Valbruna, Tarvisio può vantarsi d'essere uno dei pochi comuni quadrilingui in Europa: vi si parlano infatti italiano, tedesco, sloveno e friulano.

Persone legate a Tarvisio[modifica | modifica wikitesto]

Sono diverse le personalità legate al piccolo paese di confine:

  • Nel 1688 il paese ha dato i natali al gesuita e autore di opere teatrali Anton Kasutnik
  • Maurizio Ganz
  • Isidor Himmelbaur (1858-1919), Bibliotecario austriaco e illustratore
  • Rafko Dolhar (1933), saggista
  • Mario Arpino, (1937) già Capo di Stato Maggiore della Difesa
  • Sergio Balbinot (1958), Amministratore delegato di Assicurazioni Generali dal 2002
  • Il giornalista Gino Piva nel 1923 ha pubblicato un libro (L'arteria ferroviaria detta del Predil nei suoi aspetti regionali, nazionali e transalpini, Venezia, 1923) sull'importanza delle opere ferroviarie dopo il passaggio di Tarvisio all'Italia
  • Romano Benet (Tarvisio, 1962), uno dei maggiori alpinisti italiani, noto per le imprese compiute con la moglie, anch'essa alpinista, Nives Meroi. Ha al suo attivo 12 delle 14 cime più alte del mondo, tutte compiute in coppia con la moglie

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto comunale elenca, oltre al capoluogo, altre quattro frazioni (tra parentesi le denominazioni in tedesco, sloveno e friulano):

  • Camporosso (Saifnitz, Žabnice, Cjamparos)
  • Cave del Predil (Raibl, Rabelj, Rabil/Predil) m 900
  • Coccau (Goggau, Kokova, Cocau) m 672
  • Fusine (Weißenfels, Fužine/Bela Peč, Fusinis) m 773.

Altre località degne di nota sono:

  • Monte Lussari (Luschariberg, Sv.Višárje, Mont Sante di Lussàri)
  • Muda (Mauth, Múta, Mude)
  • Plezzut (Flitschl, Flíčl, Pleçùt) m 813
  • Poscolle (Hinterschloss, Zágradec, Puscuèl)
  • Rutte (Greuth, Trbiške rute, Rute) m 830
  • Sant'Antonio (Sankt Anton, Sant Antòni)
  • Riofreddo (Kaltwasser)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Tarvisio sono presenti alcuni noti impianti sciistici (in particolare la famosa pista "Di Prampero", sul Monte Santo di Lussari) ed il Liceo per gli Sport Invernali "Ingeborg Bachmann", nato al fine di formare atleti di alto livello concertando l'attività con un normale corso di studi liceali. Altro punto di elevato interesse economico-turistico-commerciale è il locale "Mercato" recentemente ristrutturato e che ha visto nell'arco di anni visitatori provenienti da tutta Europa.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Tarvisio si trova nelle immediate vicinanze dell'Autostrada Alpe-Adria (A23) la quale è fruibile attraverso due svincoli: Tarvisio Sud e Tarvisio Nord.

Tarvisio è lo snodo di due principali arterie stradali: la Pontebbana e la SS54

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Tarvisio, denominata Tarvisio Boscoverde, è uno scalo internazionale dove s'incontrano il servizio ferroviario italiano, gestito da Trenitalia, e quello austriaco, gestito dalle ÖBB. L'impianto ferroviario è stazione terminale della nuova ferrovia Pontebbana, che porta a Udine, e della ferrovia Rudolfiana, che porta in Austria.

Prima dell'apertura della nuova linea Pontebbana, avvenuta nel 2000, Tarvisio era servita da due impianti ferroviari: la stazione di Tarvisio Centrale, che svolgeva il ruolo di stazione internazionale di confine, e dalla Stazione di Tarvisio Città. Fino al 1965, da Tarvisio Centrale si diramava la linea internazionale per Lubiana sulla quale si trovava la stazione di Tarvisio Vecchia che fu il primo scalo ferroviario tarvisiano.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Tarvisio Città, ex stazione ferroviaria, in cui i binari sono stati sostituiti da una ciclovia

I trasporti urbani del comune vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società SAF.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 1997 Carlo Toniutti Lista civica (Centro-destra) Sindaco
1997 2002 Baritussio Franco Coalizione di centro-destra Sindaco
2002 2007 Baritussio Franco Coalizione di centro-destra Sindaco
2007 2012 Renato Carlantoni Alleanza Nazionale-Forza Italia Sindaco
7 maggio 2012 in carica Renato Carlantoni Il Popolo della Libertà (PdL) Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 ha ospitato la XXI Universiade invernale, ricostruendo per l'occasione il Trampolino Fratelli Nogara, mentre nel 2007 e nel 2009 è stata la sede di tre gare di Coppa del Mondo femminile di sci alpino. Tarvisio ritroverà la Coppa del Mondo femminile anche nel 2011 e nel 2013. A Vancouver, infatti, il congresso della Fis ha approvato il calendario, assegnando a Tarvisio una discesa libera e un supergigante il 5 e 6 marzo 2011, mentre il 23 e 24 febbraio 2013 si gareggerà per la discesa libera e la supercombinata.

Presso il Trampolino Fratelli Nogara vi sono trampolini scuola con un HS 36 con punto K 31 chiamato Nino De Martis, un HS 25 con punto K 21 dedicato a Gianni Nervi e K8[14]. Vi è la possibilità di utilizzarli sia nel periodo invernale che in quello estivo.

Tarviso è il paese natale della campionessa olimpica di sci di fondo Gabriella Paruzzi, ritiratasi nel 2006, e del celebre saltatore Roberto Cecon anch'egli ritiratosi dall'attività sportiva.

Attualmente questi sono i tarvisiani che vestono la maglia azzurra:

Tra le personalità sportive più importanti del luogo, si ricordano gli alpinisti della sezione CAI "Monte Lussari" Nives Meroi in primis, che assieme al marito Romano Benet ha scalato 11 dei 14 ottomila senza ossigeno. Nives finora ha scalato senza ossigeno Broad Peak, Gasherbrum I, Gasherbrum II, Nanga Parbat, Cho Oyu, Lhotse, Dhaulagiri, K2, Everest e Manaslu. Anche il calciatore di Milan, Inter e della Nazionale Maurizio Ganz, anche se anagraficamente è nato a Tolmezzo - sede dell'ospedale, è cresciuto a Tarvisio fino al suo trasferimento alle giovanili della Sampdoria.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Tarvisio - Sito web.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 645.
  5. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  6. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011.
  7. ^ a b Archivio Storico del Corriere della Sera, RCS. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Un caso unico. Pacifica convivenza di tre ceppi linguistici, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  10. ^ Sloveno. L'idioma dei più antichi colonizzatori della valle, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  11. ^ Tedesco. La lingua ufficiale di un'epoca lunghissima: dal 1006 al 1918, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  12. ^ Friulano. Diverse parlate. Da quelle pontebbana e carnica a quella della Pedemontana., Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  13. ^ Giovan Battista Pellegrini, Contatti linguistici slavo-germanico-romanzi, in Gli Slavi occidentali e meridionali nell'alto Medioevo, Vol. 2, Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, 1983, p. 973.
  14. ^ Scheda Skisprungschanzen.com, skisprungschanzen.com. URL consultato il 10 giugno 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]