Giacomo il Minore

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San Giacomo il Minore
El Greco - St. James the Less (Glens Falls).JPG

Apostolo

Morte 62?
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 3 maggio
Patrono di Andora (insieme a san Filippo), San Giacomo Filippo (insieme a San Filippo), Selvino (insieme a san Filippo)

Giacomo il Minore (5 circa – 62) è stato uno dei dodici apostoli di Gesù.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Nuovo Testamento il suo nome ricorre quasi esclusivamente nelle liste dei dodici Apostoli di Gesù Cristo, dove viene indicato come Giacomo d'Alfeo (Matteo 10,3, Marco 3,18, Luca 6,15, Atti 1,13). Il patronimico consente di distinguerlo chiaramente dall'altro apostolo di nome Giacomo, il cui padre era Zebedeo: quest'ultimo viene chiamato dalla tradizione Giacomo il Maggiore, mentre il figlio di Alfeo viene generalmente indicato col nome di Giacomo il Minore.

Nei Vangeli ritroviamo poi un Giacomo, fratello di Ioses, citato in riferimento alla loro madre, Maria (Marco 15:40 e 16:1 e Matteo 27:56). Se si tratta dello stesso Giacomo, si può allora supporre, con un certo conforto delle Scritture, che anche Alfeo e Cleofa debbano essere considerate la stessa persona, in questo caso la madre di Giacomo sarebbe stata la Maria di Clèofa dei versetti paralleli di Giovanni 19:25.

Sulla base di così scarse citazioni non è dunque possibile ricostruire alcunché della sua vicenda biografica, neppure nel periodo in cui fu un seguace di Gesù. Nel resto degli Atti e in altri scritti neotestamentari manca qualsiasi riferimento anche di una sua attività seguente alla morte del Cristo.

Poco sappiamo intorno alla sua morte.
Anche all'interno della Chiesa cattolica è considerata una ipotesi la morte per lapidazione nel 62 d.C., che appunto non lo celebra col titolo di martire.

Identificazione di Giacomo il Minore con Giacomo il Giusto[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti sono:

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fratelli di Gesù.

Eusebio di Cesarea identificava Giacomo Minore, per la sua forte figura morale, con Giacomo il Giusto, personaggio storicamente accertato nella sua qualità di primo capo della Chiesa di Gerusalemme, uno dei fratelli del Signore e autore (o pseudo-autore) della Lettera di Giacomo: ma tale identità non è stata mai accettata dalle Chiese orientali e viene molto contestata dai più recenti esegeti delle Sacre Scritture anche della Chiesa occidentale.

  • l'abate don Giuseppe Ricciotti così commentava le Scritture che parlano di Giacomo[1]
    • Matteo 13:55-58: "figlio del legnaiuolo, di Giuseppe, tale era stimato Gesù dagli abitanti di Nazaret, ignari del concepimento soprannaturale di Lui, e giudicando secondo la condizione legale per cui Giuseppe era sposo di Maria. Suoi fratelli ... sue sorelle, qui come altrove nel senso di cugini e parenti; e in realtà, dei quattro "fratelli" qui nominati, proprio i due primi - cioè Giacomo e Giuseppe - saranno presentati in seguito come figli di quella Maria moglie di Cleofa che fu ai piedi della croce di Gesù insieme con Maria madre di Lui." (pag. 1402).
    • Luca 6:13-16: "All'alba, chiamò i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli, cioè: Simone, a cui mise anche nome Pietro, e Andrea fratello di lui, Giacomo e Giovanni, Filippo e Bartolomeo, Matteo e Tommaso, Giacomo figlio d'Alfeo e Simone detto Zelote, Giuda fratello di Giacomo e Giuda Iscariote, che fu poi traditore." (pag. 1469; non vi è commento a questo versetto, però si può notare che specifica che Giuda è fratello di Giacomo, diversamente dalle altre versioni considerate[2]);
    • Galati 1: 18, 19: "Pietro: il greco ha Cefa (cfr. 2, 9). — Giacomo il fratello del Signore: cioè cugino di Gesù, è Giacomo il Minore (vedi l'Introduzione s. Giacomo). Perciò Paolo venuto a Gerusalemme per conoscere e riverire Pietro, entrò in relazione anche con Giacomo: questi due infatti, insieme con Giovanni, erano i più insigni apostoli (cfr. 2, 9)." (pag. 1638)
    • Galati 2:9 "Colonne della Chiesa (cfr. 1, 18-19; 2, 8): Giacomo era parente di Gesù, Pietro era capo della Chiesa, Giovanni era stato il discepolo prediletto di Gesù." (pag. 1638).
    • La Lettera di Giacomo (pag. 1719) viene così introdotta: "Giacomo, autore di questa lettera, è l'apostolo Giacomo figlio di Alfeo, cioè Giacomo il Minore, chiamato anche fratello del Signore ossia parente di Gesù Cristo. Fu martirizzato nell'anno 62, mentre era a capo della chiesa di Gerusalemme." Quella di Giuda (pag. 1757) invece: "L'autore di questa lettera è l'apostolo Giuda soprannominato Taddeo, fratello di Giacomo (vedi l'Introduzione alla lettera di Giacomo)."
  • Salvatore Garofalo[3] commenta così le scritture che menzionano Giacomo:
    • Marco 15:40 "Giacomo è detto il Minore per distinguerlo dall'omonimo apostolo, figlio di Zebedeo e fratello dell'evangelista Giovanni. Da Matteo 27:56 Salome è la moglie di Zebedeo." (pag. 1023);
    • Atti 12:17 "Si tratta di Giacomo, parente di Gesù (cfr. Mt 13,55; Gal 1,19) e capo della comunità di Gerusalemme." (pag. 1098);
    • Galati 1:19 "Il cugino di Gesù era a capo della Chiesa di Gerusalemme: cfr At 12,17." (pag. 1158).
    • Così commenta l'Introduzione alla Lettera di Giacomo (pag. 1207) "Il Giacomo autore dello scritto sembra essere l'omonimo capo della comunità cristiana di Gerusalemme (At 12, 17; 21, 18), che si rivolge a giudeo-cristiani dispersi nel mondo greco-romano. Egli morrà nel 62 e più probabilmente scrisse tra il 57 e il 62, a motivo delle relazioni che si notano tra la lettera e gli altri scritti dell'A.T.".
    • E nella Introduzione alla Lettera di Giuda (pag. 1227) "Il Giuda autore di questa lettera è 'fratello di Giacomo'; più probabilmente di Giacomo parente di Gesù, venerato capo della chiesa madre di Gerusalemme. Egli quindi non sarebbe l'apostolo Giuda Taddeo, detto 'di Giacomo', nel senso di figlio di Giacomo"
  • Pietro Rossano[4] nel commento a Galati 2:9 dice: "Giacomo, il fratello, cioè parente, cugino del Signore, si deve distinguere da Giacomo di Zebedeo, detto il Maggiore, e da Giacomo di Alfeo, entrambi del collegio dei Dodici. Presiedeva con grande autorevolezza la comunità di Gerusalemme." (pag. 1779)
  • Fedele Pasquero,[5] sembra escludere che sia Giacomo sia Giuda (gli scrittori delle Lettere) fossero apostoli: infatti nella Introduzione alla Lettera di Giacomo (pag. 1847) scrive: "L'autore di questa lettera si presenta come Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, Giacomo 1:1 ma è difficile dire chi veramente sia. La probabilità inclina verso la persona di Giacomo, fratello del Signore, probabilmente non apostolo, Giacomo 3:1, favorito da un'apparizione di Gesù risorto, 1 Corinzi 15:7, a cui Pietro fece annunziare la propria liberazione dal carcere, Atti 12:17, stimato una delle colonne della chiesa, Galati 2:9, vescovo di Gerusalemme per una trentina d'anni, molto osservante del giudaismo, ucciso verso il 62 sotto il sommo sacerdote Anania, dopo la morte del procuratore Festo. A lui, appunto, la tradizione cristiana attribuisce la lettera." E nella Introduzione alla Lettera di Giuda: (pag. 1866) "L'autore stesso si dichiara fratello di Giacomo, che viene comunemente indicato come fratello di Gesù, quindi né l'uno né l'altro apostoli poiché in caso che lo fossero stati, non avrebbero mancato d'indicarlo. Come parente di Gesù dovette godere di grande stima nella chiesa primitiva, per cui poté rivolgere autoritativamente ai fedeli che certo lo conoscevano e che erano con ogni probabilità palestinesi, questo breve scritto." Mentre nell'Indice dei principali Nomi Propri (pag. 1996) cita i vari personaggi di nome Giacobbe (da cui evidentemente deriva Giacomo) "Giacobbe, figlio di Isacco ... Vi sono altri cinque personaggi di questo nome nel NT, di cui due Apostoli, v., un altro padre di San Giuseppe Matteo 1:15, 16, uno fratello del Signore, Marco 15:40; Galati 1:19; Atti 12:17, l'ultimo padre di Giuda Apostolo, Giuda 1 (ove è detto fratello)"

La morte di Giacomo in Flavio Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

In un brano delle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe viene descritta la condanna a morte di Giacomo:

« [200] Con il carattere che aveva, Anano pensò di avere un'occasione favorevole alla morte di Festo mentre Albino era ancora in viaggio; convocò il sinedrio a giudizio e vi condusse Giacomo, fratello di Gesù, detto il Cristo, e alcuni altri, avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati.

[201] Ma le persone più equanimi della città, considerate le più strette osservanti della Legge si sentirono offese da questo fatto. Perciò inviarono segretamente (legati) dal re Agrippa supplicandolo di scrivere una lettera ad Anano che il suo primo passo non era corretto, e ordinandogli di desistere da ogni ulteriore azione. [202] Alcuni di loro andarono a incontrare Albino che era in cammino da Alessandria informandolo che Anano non aveva alcuna autorità di convocare il Sinedrio senza il suo assenso. [203] Convinto da queste parole, Albino inviò una lettera sdegnata ad Anano minacciandolo che ne avrebbe portato la pena dovuta. E il re Agrippa, a motivo della sua azione depose Anano dal sommo pontificato che aveva da tre mesi, sostituendolo con Gesù, figlio di Damneo. »

(Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XX, 200-203)

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Aspetti rilevanti:

  • Giacomo non è identificato col nome del padre, come accade di solito nelle Antichità, ma come fratello di Gesù detto il Cristo;
  • il racconto si concentra su Anano, piuttosto che su Giacomo;
  • gli Ebrei della città si muovono perché Anano ha trasgredito la Legge ebraica, piuttosto che per una difesa personale di Giacomo, cui Flavio non accenna. Se si identifica Giacomo il Minore con Giacomo il Giusto, che era capo della Chiesa di Gerusalemme, diventa plasubile un'iniziativa dei Giudei che fosse diretta in suo favore;
  • dalle Antichità giudaiche, si può ipotizzare che la violazione della Legge da parte di Anano, anche perché commessa da un sommo sacerdote che è la massima autorità per la Legge giudaica, fosse considerata dai Giudei più grave di quella di cui Anano voleva imputare Giacomo.

Le differenze sono rilevanti rispetto alle interpretazioni che vogliono Giacomo e altri apostoli coinvolti con Esseni, Zeloti e altri gruppi, protagonisti di ribellioni nella Giudea di quel tempo, in altri passi contestate da Flavio Giuseppe.
Non viene detto quale fosse la punizione che spettava ad Anano secondo la Legge giudaica, se la destituzione dalla carica che poi subì, o altro.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

  • La Chiesa cattolica dal 1959 celebra la festa di San Giacomo il Minore il 3 maggio insieme all'altro apostolo Filippo. In precedenza la sua festa ricorreva il 31 maggio e prima ancora il 10 maggio.
  • Nella tradizione della Chiesa ortodossa si festeggia il 9 ottobre.
  • Per la Chiesa Evangelica il suo giorno è il 3 maggio.
  • Per la Chiesa Anglicana il 1º maggio.

Viene inoltre venerato anche dalla Chiesa copta.

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Sacra Bibbia annotata da Giuseppe Ricciotti, Firenze 1993
  2. ^ La Bibbia CEI e la Luzzi riportano: "Giuda di Giacomo"; mentre la Nuovissima Versione, e la Nuova Riveduta: "Giuda figlio di Giacomo"; la Nuova Diodati, Giuda, fratello di Giacomo".
  3. ^ Segretario della Pontificia Commissione per la Neo-Volgata; Collaboratore alle Introduzioni e note de La Sacra Bibbia Edizione ufficiale della CEI, Edizioni Paoline 1980.
  4. ^ Vescovo ausiliare di Roma per la pastorale della cultura, Rettore della Pontificia Università Lateranense; collaboratore alla versione delle lettere ai Corinzi e Introduzione generale alla Bibbia, Introduzione generale ai Vangeli, Introduzione generale, introduzioni particolari e note alle Lettere di Paolo de La Bibbia Nuovissima versione dai testi originali, Edizioni San Paolo, 1987
  5. ^ dottore in Sacra Scrittura e collaboratore alle Introduzione generale alle Lettere cattoliche; Introduzioni particolari e note ai Vangeli, agli Atti, alle Lettere cattoliche, all'Apocalisse nonché Indice dei principali nomi propri, ecc. della già citata versione della Bibbia

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