Carovigno

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Carovigno
comune
Carovigno – Stemma Carovigno – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Amministrazione
Sindaco Carmine Brandi (centrodestra) dal 15/06/2015
Territorio
Coordinate 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.707222°N 17.659444°E40.707222; 17.659444 (Carovigno)Coordinate: 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.707222°N 17.659444°E40.707222; 17.659444 (Carovigno)
Altitudine 161 m s.l.m.
Superficie 106,62 km²
Abitanti 16 530[2] (30-09-2014)
Densità 155,04 ab./km²
Frazioni Pantanagianni, Serranova, Specchiolla, Torre Santa Sabina
Comuni confinanti Brindisi, Ostuni, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino.
Altre informazioni
Cod. postale 72012
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074002
Cod. catastale B809
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 320 GG[3]
Nome abitanti carovignesi
Patrono Maria S.Sma di Belvedere, S.S. Giacomo e Filippo.
Giorno festivo lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua
Soprannome Città della Nzegna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carovigno
Carovigno
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale

Carovigno (Carvìgni in carovignese[4])(IPA: [karovìn'no][5]) è un comune italiano di 16.530 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia.

La cittadina fa parte del Salento settentrionale ed è un centro di produzione di olio di oliva di alta qualità.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno sorge a 161 m, a circa 7 km dal Mare Adriatico, nella parte settentrionale della Penisola Salentina. Il capoluogo della provincia, Brindisi, è distante circa 30 km. I comuni più vicini sono Ostuni (circa 5 km a NW), San Vito dei Normanni (circa 6 km a SE), e San Michele Salentino (circa 10 km a Sud).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima carovignese, è caratterizzato dal clima mediterraneo, con inverni brevi e miti, ed estati lunghe e calde. I mesi più freddi sono Gennaio e Febbraio, con temperature che a volte sono sotto media e rare nevicate, (dall'inizio del XXI secolo ha nevicato il 17 Dicembre 2001, 14 Dicembre 2007, 14-18-19 Febbraio 2009, 30-31 Dicembre 2014, 9 Febbraio 2015 -nello scorso secolo si sono registrate eccezionali nevicate con accumuli oltre i 30cm di neve come nel Marzo del 1987, quando nevicò per più di una settimana) i mesi più caldi sono Luglio e Agosto, con rare piogge e temperature massima che spesso raggiungono i 35-40°c.

Carovigno Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,0 13,0 15,0 19,0 24,0 28,0 31,0 31,0 28,0 22,0 17,0 14,0 13,3 19,3 30,0 22,3 21,3
T. min. mediaC) 4,0 5,0 6,0 9,0 12,0 16,0 18,0 19,0 16,0 12,0 8,0 6,0 5,0 9,0 17,7 12,0 10,9
Precipitazioni (mm) 46,0 53,0 63,0 36,0 34,0 27,0 27,0 25,0 36,0 60,0 71,0 73,0 172,0 133,0 79,0 167,0 551,0
Umidità relativa media (%) 78 75 73 71 68 63 31 36 66 73 77 80 77,7 70,7 43,3 72 65,9

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.

Quanto rimane delle antiche mura e dell'acropoli e il materiale archeologico, abbondantissimo, rinvenuto nel suo territorio attestano l'origine messapica di Carovigno. Sul nome della città esistono varie ipotesi; una lo fa derivare dal greco Karpene (poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa "frugifera" e che trova riscontro nella fertilità della sua terra e nell'antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un'altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata.

Fu distrutta e sottomessa definitivamente dai Tarentini nel 473 a.C. che crearono sul suo litorale un piccolo porto. La stessa Brindisi, di cui condivise le sorti, fu, temporaneamente, sottomessa e la sua sfera di influenza ridotta alla sola cinta muraria. L'egemonia di Taranto durò dal 473 al 400 a.C., comprendendo tutta l'area jonico adriatica e la Calabria le cui polis dovevano fornire reparti di fanteria all'esercito tarantino. La stessa moneta urbica federale forse coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta che la città aveva un ruolo subalterno rispetto a Brindisi e l'effigie di Taras, figlio di Nettuno ribadisce la sottomissione a Taranto. Durante la guerra fra Taranto e Roma, Brindisi e il porto di Carvinia, fungono da riva d'approdo delle truppe di Pirro, giunto in aiuto della potente città ionica. Dopo alcune vittorie, i tarantini dovettero arrendersi alla superiore organizzazione militare romana e finirono nella sfera d'influenza dell'Urbe. Durante la Seconda guerra punica, Taranto passò dalla parte di Annibale, fomentando la rivolta in tutta quella che era stata la Magna Grecia, ma questo non servì a cambiare le sorti del conflitto.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la villetta di contadini oggi nota come Carovigno venne incorporata nei territori di Ostuni: Bizantini e Goti se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni. I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono i feudatari che hanno preso possesso del territorio di Carovigno molti anche senza risiedervi: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Costaguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice de Frasso.

Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una "vendita" carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all'uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell'unità d'Italia, perché nemico acerrimo del regime borbonico cui dette battaglia con l'azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Un delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra »
(Comuni-Italiani.it)


Descrizione araldica del gonfalone:

« Drappo di color porpora, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma, con l'iscrizione centrata in oro, recante la denominazione del Comune »
(Comuni-Italiani.it)


Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Parrocchiale, dedicata all'Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l'abside della navata sinistra. Particolare l'abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull'altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (XVIII secolo);
  • La chiesa di Sant'Angelo (sec. XV);
  • La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All'interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l’Ultima Cena e Sant’Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.
  • La chiesa di Sant'Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) nei pressi del castello, con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico);
  • A 4 km ad Est dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruito nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l’affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua, e altri affreschi tardo-bizantini.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Mura megalitiche, si tratta di importanti avanzi delle mura messapiche (VI-IV secolo a.C:) realizzate a massi rozzamente squadrati, che si vedono a N e a O del paese;
  • Il nucleo medievale (la Terra) presenta interesse per la caratteristica urbanistica, con alcuni tratti della cinta aragonese (secoli XV-XVI): in essa si aprono la Porta Brindisi, la Porta Nuova e l’Arco del Prete;
  • Il Castello Dentice di Frasso, costruito nel sec. XIV-XV restaurato nel 1906. Una residenza fortificata esisteva già dal secolo XIII, poiché i documenti indicano Carovigno come sede dei Conti di Lecce e di Ostuni, il normanno Goffredo III di Montescaglioso e lo svevo Roberto di Biccari[senza fonte]. Ha l'impianto triangolare con torrioni ai vertici (caratteristico quello settentrionale a mandorla, raro nell'architettura militare italiana, per cui si è pensato all'intervento di Francesco di Giorgio Martini). L'ultimo restauro e ampliamento risale all'inizio del '900 per desiderio del proprietario, il conte Dentice di Frasso;
  • Il Castello di Serranova è nei pressi della borgata di Serranova. Edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Adiacente al castello sorge la cappella omonima del XVII secolo. Nella cappella è custodito il Crocifisso di Serranova che il 3 maggio di ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi;
  • La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo)[senza fonte], ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo;

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Con un indice di natalità di 10,9, Carovigno è il 1° comune della provincia di Brindisi con l'indice più alto e 9° in tutta la regione. Il tasso di mortalità è di 8,3, 17° posto in provincia (su 20). È al secondo posto in provincia per quanto riguarda il tasso di crescita (19,4‰). Con un incidenza del 0,8% di divorziati/e, in ex equo con altri 3 comuni, si trova al 17° posto.

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Albania Albania: 108

Romania Romania: 108

Mali Mali: 42

Regno Unito Regno Unito: 39

Marocco Marocco: 23

Germania Germania: 19

Ghana Ghana: 12

Ucraina Ucraina: 11

Moldavia Moldavia: 10

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno
Tipo di festa Religiosa locale
Data Lunedì, Martedì e Sabato dopo Pasqua
Celebrata in Paese e nel Santuario di Maria Santissima di Belvedere
Celebrata a CarovignoCarovigno-Stemma.png(provincia di Brindisi BR)
Religione cattolicesimo
Oggetto della celebrazione festa Patronale di Maria Santissima di Belvedere
Tradizioni Nzegna
Tradizioni religiose Pellegrinaggio quadro il Lunedì verso il paese e il Sabato verso il Santuario, messa, processione, battitura della Nzegna alle ore 12 dei tre giorni festivi
Tradizioni culinarie Piddica, Gnummarieddi
Altri nomi Festa della Madonna del Belvedere o Festa di la Madonna di Belvideri, in dialetto carovignese.

La festa di Maria Santissima di Belvedere è la festa religiosa più importane di Carovigno (BR). La festa principale è celebrata il Lunedì, Martedì e Sabato dopo Pasqua, con scopo principale la Battitura della Nzegna.

I tre giorni dopo Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

I principali giorni in onore della Madonna, cadono il Lunedì di Pasquetta, il Martedì e il Sabato (la Pasquetta per i carovignesi) successivi alla Pasqua. La Domenica di Pasqua, si aprono i festeggiamenti con la benedizione delle bandiere e dei due battitori. La sera si svolgono in piazza esibizioni di sbandieratori e musici. Il Lunedì di Pasqua, il popolo si riunisce nel Santuario di Belvedere a 4km a nord-est del paese, dove la mattina presto, viene celebrata la Santa Messa. In seguito, inizia il pellegrinaggio con il quadro della Madonna verso la Chiesa Madre, nel Centro Storico, dove rimane lì per tutta la settimana. Alle 11, subito dopo la Messa, parte la processione con vari gruppi di sbandieratori e musici, le varie Parrocchie e le statue di San Giuseppe e di Maria Santissima di Belvedere con tappa in Largo Macchiavelli. Qui a mezzogiorno, viene “battuta” la prima Nzegna. Dopo la processione riprende e torna in Chiesa Madre. Il Martedì, come il giorno prima, dopo la Messa delle ore 10, parte la processione, però con tappa in Piazza Nzegna. Poco prima della seconda “battitura” della Nzegna, il sindaco di Carovigno, affida alla Madonna un mazzo di chiavi e la sua fascia, come segno che Lei è la protettrice del paese. Dopo la Nzegna, le due statue, invece di tornare nella Chiesa Matrice, vengono portate in Chiesa Nuova, non molto lontana dall’altra. Da qui, la sera, parte una nuova processione per le vie del paese con la banda del paese che in piazza suona in suo onore, ancora una volta bandiere, tamburi e trombette e per finire fuochi pirotecnici. Il tutto si conclude nella Chiesa Madre, dove finiscono le feste patronali in paese.

Il Sabato successivo alla Pasqua, per i carovignesi equivale alla Pasquetta. La mattina, dopo la celebrazione della Messa, il quadro viene riportato nel Santuario. Alle 11:30 viene portato in processione per le vie della contrada. Alle ore 12 viene “battuta” per l’ultima volta la Nzegna. Dopo la benedizione, si chiudono ufficialmente le feste patronali in Carovigno.

La Nzegna[modifica | modifica wikitesto]

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

È un’antica tradizione che si svolge 3 volte all’anno, nella settimana dopo Pasqua. Consiste nel gioco di due bandiere multicolori, che vengono fatte sventolare, ruotate intorno al collo, gambe e pancia e lanciate in aria, al ritmo del flauto, del tamburo, del cembalo e della grancassa. Tutto ciò viene svolto in onore di Maria Santissima di Belvedere. Infatti, narra la leggenda, che un signore di Conversano infermo, una notte gli apparse in sogno la Madonna, che lo involgeva a venerarla a Belvedere, in Carovigno. La mattina seguente, insieme ai suoi servi, si incammina verso il paese. All’arrivo, nessuno sapeva dell’esistenza della Madonna o di un Santuario. Si conosceva solo una contrada, con il nome appunto Belvedere. Iniziarono a cercare l’’immagine della Madonna, fin quando non sentono le grida di un pastore, che disperato, aveva perso la sua vaccherella. Un servo del signore, tra le erbacce, trovò una grotta con all’interno una vaccherella, genuflessa verso un’icona. Il signore voleva verificare di persona se l’icona che aveva visto il servo, era quella che gli apparse in sogno. Una volta sceso in grotta, riconobbe l’immagine della Madonna e istantaneamente guarì dall’infermità. Il pastore, felice ma allo stesso tempo turbato dal fatto accaduto, prese un fazzoletto multicolore che iniziò a lanciare in aria a ritmo di piffero. Il fatto, venne riferito al popolo, al ritorno dalla contrada, che entusiasto si unì alla festa. Il signore, decise di acquistare la vaccarella che donò al popolo. Un’altra leggenda invece afferma che la Nzegna potrebbe essere il ballo che svolgeva il giullare del signore, durante il viaggio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni, lo scoprimento dell’immagine, si aggira intorno al 1400-1500 e addirittura al 1100. La Nzegna potrebbe essere nata a causa di un incrocio fra le due religioni più potenti dell’epoca, ovvero tra la Chiesa Greca (che si stava sgretolando) e quella Latina (che stava avendo il sopravvento). Ciò si può notare, ad esempio, nella bandiera. Gli stessi giorni potrebbero affermare l’unione delle due chiese. Il Lunedì, i fedeli andarono a prelevare l’antichissimo quadro della Madonna, per portarlo in Carovigno. Poi la Chiesa Greca, invitava la Chiesa Latina in Largo Macchiavelli, per un primo incontro e saluto e per celebrare davanti al quadro la prima Nzegna. Il battitura della Nzegna in presenza della Madonna. Il sabato, il quadro venne riportato nel Santuario, la sede della Chiesa Greca, per celebrare l’ultimo incontro-saluto, l’ultima battitura della Nzegna e l’abbandono definitivo della Chiesa Greca dal territorio. Un altro aspetto che testimonia il legame tra le due Chiese, è quello del Sabato dopo Pasqua, che a volte coincide con la Pasqua Ortodossa. I due battitori della Nzegna, sono i cugini membri della famiglia Carlucci, che sarebbero i discendenti del pastore. Essi da secoli, custodiscono gelosamente questa tradizione. La Nzegna, è una festa molto sentita tra i carovignesi, che viene svolta ogni anno sin dalla sua nascita, senza mai esserci stata un’interruzione.

Tradizioni culinarie[modifica | modifica wikitesto]

Pasqua:

Tipico dolce pasquale che non può mancare nelle tavole dei carovignesi, è la “Piddica”, una ciambella fatta con farina e olio extra vergine d’oliva paesano, con un uovo bollito al centro, il tutto decorato con granella di zucchero multicolori. Un altro tipico piatto che non manca soprattutto nelle scampagnate del sabato dopo Pasqua, sono gli “gnummarieddi”, degli involtini di fegato farciti con carne, prezzemolo, formaggio pecorino e altro.

La Notte delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

È un’antica devozione in onore della Madonna, per ringraziare ciò che fa per noi. Fino al 1980, la processione partiva dalla Chiesa Madre fino al Santuario di Belvedere, alla mezzanotte del 15 Agosto. Dal 1981, il pellegrinaggio ha avuto inizio nel primo mattino. Negli ultimi anni c’è stato un ulteriore spostamento di orario, con pellegrinaggio a partire alle ore 20, sempre del 15 Agosto. Durante il pellegrinaggio, viene recitato molto spesso l'invocazione alla Madonna delle Grazie.

(dialetto carovignese)

« O Madonna di li grazi, spontania ad ogni grazia, nu vinimu a te pi grazia, o Madonna fanci grazia! Fanci grazia o Maria comi ti fesci lu Padre eternu, fosti eletta Madre di Dio, fanci grazia o Maria »

(IT)

« O Madonna delle grazie, spontanea ad ogni grazia, noi veniamo a te per grazia, o Madonna facci grazia! Facci grazia o Maria come fece il Padre eterno, foste eletta Madre di Dio, facci grazia o Maria! »

La Madonna dell'Uragano[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 Agosto 1841, un uragano si abbatté a 2 km da Carovigno, distruggendo interi boschi e scoperchiando case. Narra la leggenda, che non ci furono vittime grazie alla Madonna del Belvedere, che venne portata in processione per allontanare l’uragano. Ad un tratto, nel cielo apparve l’immagine della Madonna, che con il suo mantello allontanò l’uragano. Per ringraziare l’accaduto, la sera del 17 Agosto, vengono portate in processione San Giuseppe, i Santi Patroni Filippo e Giacomo e Maria Santissima di Belvedere.

La festa di fine Estate[modifica | modifica wikitesto]

La seconda domenica di settembre, al Santuario di Belvedere ha luogo la festa di fine estate. La sera, dopo la Messa, vengono benedette le campagne nella speranza di un buon raccolto. In seguito viene organizzata una piccola lotteria con in palio quadri e statue della Madonna di Belvedere. Fino a una decina di anni fa, veniva realizzato il gioco della “cuccagna”, che ha come scopo quello di arrivare in cima a un palo ricoperto di grasso per afferrare dei premi.


Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pantanagianni: frazione di località marittima, tra Torre Santa Sabina e Specchiolla.
  • Serranova: frazione situata a pochi chilometri in direzione Brindisi.
  • Specchiolla: frazione di località marittima in direzione Brindisi.
  • Torre Santa Sabina: frazione situata sul mare in direzione di Bari; il nome deriva dalla torre omonima che si erge sulla costa della località marina stessa.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia carovignese trova le sue componenti essenzialmente nell'agricoltura (olivo, fichi, mandorli, cereali, vite, ortaggi), in proporzione minore nelle industrie (oleifici, stabilimenti vinicoli), nell'artigianato (rinomata la filatura laniera e la lavorazione di un compatto calcare, di cui la zona è ricca, adatto per pavimentazione e come materiale di rivestimento) e nella pesca.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La guida dell'amministrazione comunale è affidata al commissario prefettizio Pietro Massone in seguito alle dimissioni del sindaco Cosimo Mele.[7]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S.D. Carovigno 1949 Calcio è nata nel 1949. Il Carovigno Calcio nel campionato 2000 era stato promosso nel campionato di eccellenza pugliese. Nella stagione 2013/2014 milita nel girone B pugliese di Promozione.

Le altre compagini sportive locali sono:

  • la Pallacanestro Carovigno, che milita nella Serie D maschile;

New Basket Carovigno, che militava nel campionato di serie D maschile; Giocatori di pallacanestro che militano e hanno militato in campionati professionisti (Diego Martino classe 1993 e Giancarlo Zizza);

  • il Volley Carovigno;
  • la sezione di tiro a segno nazionale di Carovigno, per competizioni di pistola a 10 metri e carabina a 10 metri.

Il 17 maggio 2004 la 9ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Carovigno con la vittoria dello statunitense Fred Rodriguez.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il poligono di tiro a segno, sito in contrada Palchi, ha uno stand di 12 linee con tiro da 10-15-25-50 metri.

Persone legate a Carovigno[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Nicola Laveneziana (Carovigno, 1832 - 1862), brigante e guerrigliero, fece parte della comitiva del "Sergente" Romano, di cui era un fidato luogotenente. Fu attivo in tutto il brindisino per quasi 2 anni, arrivando ad invadere la stessa Carovigno restaurando temporaneamente il governo borbonico;
  • Clemente Brancasi (Carovigno XVI secolo - Napoli 1657), frate osservante, rappresentante dello scotismo meridionale nel campo della teologia trinitaria; scrisse De Deo Trino et Uno (Napoli 1638);
  • Bertoldo Orsini del Balzo (morto dopo il 1488), figlio di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, fu barone di Salice, signore di Guagnano e Carovigno e conte di Lecce (1463-1464);
  • Guglielmo Cavallo (Carovigno, 1938), studioso di paleografia e storia della scrittura;
  • Teodosio Iaia (Carovigno, 1923-), Cavaliere della Repubblica e autore della sua biografia "Vi Racconto una Storia";
  • Vittorio Zizza, Senatore della Repubblica.
  • Tamborrino Ruggero (Carovigno, 1947-) e Carlucci Angelo Antonio (Arbon, Svizzera , 1976-), co-autori del libro "La Nzegna di Carovigno" due Bandiere per una preghiera millenaria di devozione a Maria SS.ma di Belvedere, edizioni A.de Leo Brindisi 2009.

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Morelli (Carovigno, 1824Pozzuoli, 1880) Scrittore, Giornalista, Politico, Patriota identitarista meridionale. E' stato un convinto sostenitore della dignità e dei diritti della donna (La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, Napoli 1861). Deputato al Parlamento dal 1867 al 1880, fu il primo politico europeo a richiedere in Parlamento la parità tra i sessi. Il 9/3/2015 l'Amministrazione Comunale di Napoli gli ha intitolato l'importante strada centrale che va dal Teatro San Carlo al Maschio Angioino. A lui e ad Alessandro Massimo Cavallo è intitolata la Scuola media "A. M. Cavallo - S. Morelli";
  • Alessandro Massimo Cavallo (Carovigno, 1834 - 1917), storico e sindaco di Carovigno, fu anche pittore e scultore. Patriota e protagonista attivo del Risorgimento Italiano, si adoperò affinché anche Carovigno condividesse i nuovi ideali di libertà e democrazia scaturenti dai moti rivoluzionari del 1848-1849 e 1860. Nel 1885 divenne sindaco di Carovigno e portò avanti la causa contro Casa Dentice, difese strenuamente i diritti del popolo carovignese sul Santuario di Belvedere. Scrisse molte opere su svariati argomenti, tra le più importanti si ricordano, "Sulla interpretazione delle iscrizioni messapiche di Carovigno", "Carovigno e la Casa Dentice", "Il Santuario di Belvedere" e molte altre. A lui e a Salvatore Morelli è intitolata la Scuola media "A. M. Cavallo - S. Morelli";
  • Vincenzo Andriani (Carovigno, 10 novembre 1788 - 29 aprile 1851), medico, ma fu anche archeologo e numismatico per passione. Ha lasciato numerosi scritti, alcuni furono pubblicati: Sull'aria di Brindisi (Napoli 1827); Dell'antica città di Rudia patria di Ennio (Napoli 1851); Carbina e Brindisi (Ostuni 1889, postuma).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ [1] - Popolazione residente al 30 settembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 146.
  5. ^ http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=67959&r=87076. URL consultato il 30 luglio 2015.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Commissario prefettizio a Carovigno... .E' il viceprefetto Pietro Massone il commissario prefettizio... - Brindisireport.it. URL consultato il 24 febbraio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Carovigno
  • "Film Festival Internazionale del Cortometraggio Salento Finibus Terrae" diretto da Romeo Conte. Dal 2008 Carovigno ospita il Film Festival, che si svolge nell'ultima settimana di luglio. Il festival ha come luogo il Cortile del Castello Dentice di Frasso. Il festival fa tappa a Carovigno con i film Cortometraggi dedicati al Thiller/noir/Horror per poi proseguire con le tappe di Ostuni, Carovigno e San Vito dei Normanni.

Durante il festival sono state realizzate diverse mostre dedicate al cinema, tra queste "I Mestieri del Cinema", "Black & White" mostra dedicata a Dario Argento e "Resinelcinema" a cura di MIno Longo. Nel 2010 il festival ha fatto tappa anche a Specchiolla nella struttura alberghiera di Riva Marina Resort

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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