Carovigno

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« Carbina era una città antichissima dalla quale altre memorie non rimangono che quelle della sua distruzione »
(Nicola Corcia, 1789)
Carovigno
comune
Carovigno – Stemma Carovigno – Bandiera
Carovigno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Amministrazione
Sindaco Carmine Brandi (centrodestra) dal 15/06/2015
Territorio
Coordinate 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.707222°N 17.659444°E40.707222; 17.659444 (Carovigno)Coordinate: 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.707222°N 17.659444°E40.707222; 17.659444 (Carovigno)
Altitudine 161 m s.l.m.
Superficie 106,62 km²
Abitanti 16 555[1] (01-01-2015)
Densità 155,27 ab./km²
Frazioni Pantanagianni, Serranova, Specchiolla, Torre Santa Sabina
Comuni confinanti Brindisi, Ostuni, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino.
Altre informazioni
Cod. postale 72012
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074002
Cod. catastale B809
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 320 GG[2]
Nome abitanti carovignesi (carvignuli in dialetto locale)
Patrono Maria S.Sma di Belvedere, S.S. Giacomo e Filippo.
Giorno festivo lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua
Soprannome Città della Nzegna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carovigno
Carovigno
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale

Carovigno (Carvìgni in carovignese[3]), IPA: [karoˈviɲɲo][4], è un comune italiano di 16.555 abitanti[5] della provincia di Brindisi in Puglia.

La cittadina fa parte del Salento settentrionale ed è un centro di produzione di olio di oliva di alta qualità.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno è situata a 5km dalla costa Adriatica e 28km dal suo capoluogo di provincia, Brindisi. Ha una superficie di 105km2 ed è situato su un'altitudine massima di 174m s.l.m.

Confina a Nord est e a nord con il Mare Adriatico, a Ovest con Ostuni, a sud con San Vito dei Normanni e a sud est con Brindisi.

Il nucleo abitato, si estende per 144 ettari.

Il territorio del comune è per il 20% pianeggiante (qui vengono praticate le colture di ortaggi) e 80% collinare (alta pianura). Quest'ultima zona è ricca di oliveti ultra centenari, mandorleti e vigneti (utilizzati per la produzione di vino). Invece, molto modeste sono le estensioni di macchia mediterranea, ormai in via d'estinzione.

Non vi sono vasti corsi d'acqua, a causa della Costituzione del terreno e per le poche piogge (soprattutto in estate). Ma quando avvengono eventi piovosi che si susseguono in modo più cruente, si ricostituiscono alcuni canali che corrispondono alle lame naturali. Tra questi vi sono il Canale Reale a Torre Guaceto e il Canale di Santa Sabina, nella frazione di Torre Santa Sabina.

Territoriosalentocarovigno.PNG

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Le distanza dalle principali città pugliesi sono:

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima carovignese[6], è caratterizzato dal clima mediterraneo, con inverni brevi e miti, ed estati lunghe e calde. I mesi più freddi sono Gennaio e Febbraio, con temperature che a volte sono sotto media e rare nevicate, (dall'inizio del XXI secolo ha nevicato il 17 Dicembre 2001, 14 Dicembre 2007, 14-18-19 Febbraio 2009, 30-31 Dicembre 2014, 9 Febbraio 2015 -nello scorso secolo si sono registrate eccezionali nevicate con accumuli oltre i 30cm di neve come nel Marzo del 1987, quando nevicò per più di una settimana) i mesi più caldi sono Luglio e Agosto, con rare piogge e temperature massima che spesso raggiungono i 35-40°c.

Carovigno Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,0 13,0 15,0 19,0 24,0 28,0 31,0 31,0 28,0 22,0 17,0 14,0 13,3 19,3 30,0 22,3 21,3
T. min. mediaC) 4,0 5,0 6,0 9,0 12,0 16,0 18,0 19,0 16,0 12,0 8,0 6,0 5,0 9,0 17,7 12,0 10,9
Precipitazioni (mm) 46,0 53,0 63,0 36,0 34,0 27,0 27,0 25,0 36,0 60,0 71,0 73,0 172,0 133,0 79,0 167,0 551,0
Umidità relativa media (%) 78 75 73 71 68 63 31 36 66 73 77 80 77,7 70,7 43,3 72 65,9
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,9 4,4 5,3 6,7 8,6 9,9 10,8 9,8 8,0 6,2 4,4 3,6 4,0 6,9 10,2 6,2 6,8
Nevicata in Piazza, 30 Dicembre 2014

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.
« Carbinia, era difesa da una duplice cinta di mura; la più interna era formata da pietroni informi, la esterna, invece, da grandi blocchi di tufo duro. La distanza fra le due cinte è varia, ma non oltrepassa i 5 metri. Oltre queste cinta di difesa ve n'era un'altra ancora più esterna (circa 60 metri distante) e questa zona era adibita alle sepolture »
(Alessandro Massimo Cavallo, 1910)

Quanto rimane delle antiche mura e dell'acropoli e il materiale archeologico, abbondantissimo, rinvenuto nel suo territorio attestano l'origine messapica di Carovigno. Sul nome della città esistono varie ipotesi; una lo fa derivare dal greco Karpene (poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa "frugifera" e che trova riscontro nella fertilità della sua terra e nell'antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un'altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata.

Fu distrutta e sottomessa definitivamente dai Tarentini nel 473 a.C. che crearono sul suo litorale un piccolo porto. La stessa Brindisi, di cui condivise le sorti, fu, temporaneamente,

Origini e primi insediamenti

Non si hanno notizie certe sulla sua fondazione. Alcune attestazioni storiche la fanno risalire al XII sec. a.C.; secondo attendibili testimonianze repertate Carbina ebbe rapporti commerciali con Egiziani e Fenici. Secondo gli studi del dott. Vincenzo Andriani (1830), sarebbero stati i Carbinati i primi e veri abitanti della zona, in seguito, aumentando di numero per l'arrivo dei Cretesi, si formarono i gruppi etnici degli Iapigi e dei Messapi.

sottomessa e la sua sfera di influenza ridotta alla sola cinta muraria. L'egemonia di Taranto durò dal 473 al 400 a.C., comprendendo tutta l'area jonico adriatica e la Calabria le cui polis dovevano fornire reparti di fanteria all'esercito tarantino. La stessa moneta urbica federale forse coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta che la città aveva un ruolo subalterno rispetto a Brindisi e l'effigie di Taras, figlio di Nettuno ribadisce la sottomissione a Taranto. Durante la guerra fra Taranto e Roma, Brindisi e il porto di Carvinia, fungono da riva d'approdo delle truppe di Pirro, giunto in aiuto della potente città ionica. Dopo alcune vittorie, i tarantini dovettero arrendersi alla superiore organizzazione militare romana e finirono nella sfera d'influenza dell'Urbe.

Durante la Seconda guerra punica, Taranto passò dalla parte di Annibale, fomentando la rivolta in tutta quella che era stata la Magna Grecia, ma questo non servì a cambiare le sorti del conflitto.

« [...] Cresciuti in potenza e ricchezza i Tarantini, divenuti insolenti nella loro prospera fortuna, dandosi ad opprimere la libertà dei loro vicini, assaltarono i Carbinati per impadronirsi io credo, delle terre e la città distrussero. Non contenti di ciò, i fanciulli, le vergini, le matrone congregarono nei templi dei vinti dove li lasciarono ignudi così chi voleva vederli come a chi piaceva abusarne. Tutti fulminati dal Nume caddero gli autori di tanta nefandizia nel 473 a.C. »
(Nicola Corcia, Storia delle due Sicilie)

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la villetta di contadini oggi nota come Carovigno venne incorporata nei territori di Ostuni: Bizantini e Goti se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni.

I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono i feudatari che hanno preso possesso del territorio di Carovigno molti anche senza risiedervi: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Costaguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice de Frasso.

Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una "vendita" carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all'uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell'unità d'Italia, perché nemico acerrimo del regime borbonico cui dette battaglia con l'azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Un delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra »
(Comuni-Italiani.it)


Descrizione araldica del gonfalone:

« Drappo di color porpora, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma, con l'iscrizione centrata in oro, recante la denominazione del Comune »
(Comuni-Italiani.it)


Lo stemma del comune di Carovigno, fu riconosciuto il 9 Febbraio 1935. La forma è quella tipica dell'araldica mentre il tema dello stemma, che si distingue al centro, è costituito da un delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra.

Questi simboli ci riconducono ad una spiegazione mitologica. Le fonti narrano di un pargolo di nome Arione, figlio di Poseidone, Dio del mare e della ninfa Anea. Si narra che durante un viaggio dall'oriente verso la Magna Grecia, ad Arione giunse voce che sarebbe stato gettato in mare perché l'equipaggio, voleva impossessarsi delle sue ricchezze. Essendo un abile suonatore di cetra, chiese prima di morire, di poter suonare per l'ultima volta il suo strumento. Così fu, ma mentre Arione suonava lo strumento, il suo canto attirò nei pressi della nave, un branco di delfini. Uno di questi animali, prese Arione sul dorso e lo portò in salvo verso la costa. Per questo, alcune città costiere, tra cui Carovigno, ne rivendicarono l'appartenenza, e a questo evento mitologico fanno risalire la fondazione della città. Il racconto mitologico, inoltre, sottolinea l'antichità e il ruolo importantissimo degli Dei nell'origine della città.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Parrocchiale, dedicata all'Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l'abside della navata sinistra. Particolare l'abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull'altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (XVIII secolo);
  • La chiesa di Sant'Angelo (sec. XV);
  • La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All'interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l'Ultima Cena e Sant'Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.
  • La chiesa di Sant'Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) nei pressi del castello, con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico);
Santuario di Maria Santissima di Belvedere
  • A 4 km ad Est dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruito nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l'affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua, e altri affreschi tardo-bizantini.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Dentice di Frasso[modifica | modifica wikitesto]

Castello Dentice di Frasso (Carovigno)
Carovignocastello.jpg
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Puglia Puglia
Città
Carovigno-Stemma.png
Carovigno
Informazioni generali
Costruzione XIII secolo (prima torre)-XV (ultima torre)
Proprietario attuale Comune di Carovigno [7]

[senza fonte]

voci di architetture militari presenti su Wikipedia
Foto del castello di Carovigno dell'800

Il castello di Carovigno porta il nome della città su cui fu edificata l’antica Carbina. Come tutti i monumenti fortificati, sorge sulla parte più alta del paese.

Non si conoscono notizie certe sulle sue origini, ma secondo l’Andriani, il primo nucleo dell’attuale castello, nacque all’interno della cinta muraria durante il periodo Normanno. Su una pergamena antica del 1163, conservata nell’archivio capitolare di Ostuni, si ritrova la denominazione di “Castellum Carvinei”, che consisteva in una sola torre della forma quadrata, posta sul lato di porta Ostuni. Tale torre fu costruita su una galleria sotterranea, adibita prima a prigione e poi a deposito olio. Successivamente con i lavori di restauro, venne affogata per motivi di stabilità e per maggiore precauzione, venne costruita una veranda arcata per puntellare la torre che minacciava di crollare da una parte, dall’altra parte fu addossata una torretta di minori dimensioni. Dalla veranda si poteva accedere alla Chiesa di Sant’Anna, percorrendo un camminamento ricavato sulla porta Ostuni, oggi ostruito. Sulle arcate della veranda, furono scolpite gli stemmi dei feudatari di Carovigno.

Il castello è stato ampliato nel tempo, secondo le esigenze dei principi feudali che l’hanno abitata. Oggi ha la forma triangolare (simbolo della perfezione) con la presenza di tre torri situate ai tre vertici: una quadrata, una rotonda e una a mandorla.

La torre a Mandorla, molto massiccia, con la punta rivolta verso il mare, detta anche torre a forma di carena di nave, fu costruita nel XVI secolo dai Loffreda, principi di quel tempo. Lo scopo della costruzione della torre a mandorla, fu quello di schivare e deviare i colpi di arma da fuoco, lanciate contro di essa per limitare i danni.

Nel castello sono presente “le segrete” dei locali sotterranei, che nel tempo hanno avuto diverse funzioni, tra cui prigioni, depositi, cantine, laboratori di falegnameria. I seminterrati nel tempo sono stati utilizzati dai soldati, oggi sono sede del museo delle tradizioni popolari. Al primo piano si possono vedere le varie stanze da letto utilizzate nel tempo dei principi e altri spazzi utilizzati come bagni, sale da pranzo, biblioteca, sale da biliardo. È presente inoltre, un grandissimo salone con un bellissimo e grandissimo caminetto.

Castello in alto a destra e parco comunale in basso a sinistra

La Fortezza militare inizia a perdere le caratteristiche di struttura difensiva a partire dal XVII secolo, divenendo pian piano una dimora gentilizia. Nel 1792 la proprietà passa alla famiglia Dentice di Frasso, che nel 1905, con l’arrivo del Conte Alfredo Dentice di Frasso e della moglie Elisabetta di Schlippenbach, dà avvio al restauro del Maniero per renderlo una moderna residenza nobiliare. Oltre al restauro della parte più antica, di cui fanno parte i suggestivi pavimenti i caminetti e le decorazioni di stile marinaresco tanto modellati in armonia con la preesistente struttura e le merlature esterne che conferiscono al castello un aspetto fiabesco. Vennero anche allestiti i giardini comunali, all’inizio di proprietà della Famiglia Dentice di Frasso. Era collegato al castello, attraverso un piccolo tunnel, ancora oggi visibile. In passato è stato un vero orto botanico, di importanza nazionale.

Dal 1961 il castello diventa proprietà Provincia di Brindisi e torna nelle mani dei carovignesi nel 2014.

Nel resto della Puglia, ne esistono solo altri due di castelli simili: a Monte Sant’Angelo e nella Rocchetta di Sant’Antonio.

  • Il Castello di Serranova è nei pressi della borgata di Serranova. Edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Adiacente al castello sorge la cappella omonima del XVII secolo. Nella cappella è custodito il Crocifisso di Serranova che il 3 maggio di ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi;
  • La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo)[senza fonte], ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo;
Mappa del Centro Storico ("La Terra") di Carovigno

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

I sistemi di difesa medioevali[modifica | modifica wikitesto]

L’impianto medioevale antico del Rione Terra, prevedeva al centro del recinto murario, la Chiesa più importante dalla quale partivano le strade principali della città. Si tratta di un oppidum, cioè una città fortificata con le torri. Le torri erano quattro:

  • Torretta del civile
  • Torre Giranda
  • Torre ”delli Brandi”
  • Torre circolare (del Prete)
Porta Brindisi al centro e Torretta del Civile a sinistra

La torretta del civile conserva un orologio solare, la meridiana. È coronata da beccatelli di tufo e di pietra e presenta ancora una caditoia. È affiancata a Porta Brindisi.

La torre Giranda presenta una stiratura e nei tempi recanti ha ospitato una falegnameria.

La torre Circolare si trova nella via del prete. Anch’essa presenta una grossa stivatura nella quale è stato prodotto un forno.

La torre “delli Brandi” è attualmente scomparsa perché è stata assorbita dalle costruzioni addossate alla muraglia. Tale torre poteva vedersi da Via Matteotti.

L’oppidum presenta anche 2 porte (Brindisi e Ostuni) e 2 accessi secondari (Arco detto “del Prete” e la “Purticedda” in via Monte Nero.

Le porte[modifica | modifica wikitesto]

Porta Brindisi[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di Porta Brindisi, sec. XVI

Affiancata alla Torre del Civile, risulta composta da due porte susseguenti; quella del periodo Angioino più interna, con arco a sesto acuto e coronata con beccatelli, con agibilità a mezzo corridoio ricavato sulla stessa per l’uso della caditoia; e quella del periodo rinascimentale – più precisamente eretta nel periodo feudale dei Loffreda – che è a tutto sesto e che precede la porta più antica. Ha conservato gli innesti originari del portone. Sul frontale, si scorgono scalpellinati due stemmi che dovrebbero essere quello dei Loffreda (a sinistra) e dell’Università di Carovigno (a destra).

Porta Nova[modifica | modifica wikitesto]

È posta ad occidente e viene chiamata anche Porta Ostuni, dato che è proprio in direzione di Ostuni. Attualmente sul suo coronamento venne sfruttato un camminamento che mette in comunicazione il castello con la Chiesa di Sant’Anna. Tale porta è stata spesso modificata, soprattutto durante i restauri del Castello nell’inizio del ‘900.

Porta del Prete[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso Porta del Prete

È un accesso secondario, probabilmente ricavato in tempi vicini all’eversione della feudalità. La stradina è caratterizzata da vari Archi, detti del Prete.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Con un indice di natalità di 10,9, Carovigno è il 1° comune della provincia di Brindisi con l'indice più alto e 9° in tutta la regione. Il tasso di mortalità è di 8,3, 17º posto in provincia (su 20). È al secondo posto in provincia per quanto riguarda il tasso di crescita (19,4‰). Con un'incidenza del 0,8% di divorziati/e, in ex equo con altri 3 comuni, si trova al 17º posto.

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

I cittadini stranieri, rappresentano il 3,2% della popolazione, ovvero 525 stranieri [9] , di cui:

Romania Romania: 133

Albania Albania: 94

Mali Mali: 59

Regno Unito Regno Unito: 44

Marocco Marocco: 20

Germania Germania: 17

Cina Cina: 17

Afghanistan Afghanistan: 13

Ghana Ghana: 10

Ucraina Ucraina: 8

Senegal Senegal: 8

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno
Statuamadonnabelvedere.PNG
Tipo di festa Religiosa locale
Data Lunedì, Martedì e Sabato dopo Pasqua
Celebrata in Paese e nel Santuario di Maria Santissima di Belvedere
Celebrata a Carovigno (BR)
Religione cattolicesimo
Oggetto della celebrazione festa Patronale di Maria Santissima di Belvedere
Tradizioni Nzegna
Tradizioni religiose Pellegrinaggio quadro il Lunedì verso il paese e il Sabato verso il Santuario, messa, processione, battitura della Nzegna alle ore 12 dei tre giorni festivi
Tradizioni culinarie Piddica, Gnummarieddi
Altri nomi Festa della Madonna del Belvedere o Festa di la Madonna di Belvideri, in dialetto carovignese.

La festa di Maria Santissima di Belvedere è la festa religiosa più importane di Carovigno. La festa principale è celebrata il Lunedì, Martedì e Sabato dopo Pasqua, con scopo principale la Battitura della Nzegna.

I tre giorni dopo Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

I principali giorni in onore della Madonna, cadono il Lunedì di Pasquetta, il Martedì e il Sabato (la Pasquetta per i carovignesi) successivi alla Pasqua. La Domenica di Pasqua, si aprono i festeggiamenti con la benedizione delle bandiere e dei due battitori. La sera si svolgono in piazza esibizioni di sbandieratori e musici. Il Lunedì di Pasqua, il popolo si riunisce nel Santuario di Belvedere a 4km a nord-est del paese, dove la mattina presto, viene celebrata la Santa Messa. In seguito, inizia il pellegrinaggio con il quadro della Madonna verso la Chiesa Madre, nel Centro Storico, dove rimane lì per tutta la settimana. Alle 11, subito dopo la Messa, parte la processione con vari gruppi di sbandieratori e musici, le varie Parrocchie e le statue di San Giuseppe e di Maria Santissima di Belvedere con tappa in Largo Macchiavelli. Qui a mezzogiorno, viene "battuta" la prima Nzegna. Dopo la processione riprende e torna in Chiesa Madre. Il Martedì, come il giorno prima, dopo la Messa delle ore 10, parte la processione, però con tappa in Piazza Nzegna. Poco prima della seconda "battitura" della Nzegna, il sindaco di Carovigno, affida alla Madonna un mazzo di chiavi e la sua fascia, come segno che Lei è la protettrice del paese. Dopo la Nzegna, le due statue, invece di tornare nella Chiesa Matrice, vengono portate in Chiesa Nuova, non molto lontana dall'altra.

La Piazza dopo la fine della Nzegna

Da qui, la sera, parte una nuova processione per le vie del paese con la banda del paese che in piazza suona in suo onore, ancora una volta bandiere, tamburi e trombette e per finire fuochi pirotecnici. Il tutto si conclude nella Chiesa Madre, dove finiscono le feste patronali in paese.

Lancio delle bandiere

Il Sabato successivo alla Pasqua, per i carovignesi equivale alla Pasquetta. La mattina, dopo la celebrazione della Messa, il quadro viene riportato nel Santuario. Alle 11:30 viene portato in processione per le vie della contrada. Alle ore 12 viene "battuta" per l'ultima volta la Nzegna. Dopo la benedizione, si chiudono ufficialmente le feste patronali in Carovigno.

Partenza dalla Chiesa Matrice del quadro di Maria Santissima di Belvedere

La Nzegna[modifica | modifica wikitesto]

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

È un'antica tradizione che si svolge 3 volte l'anno, nella settimana dopo Pasqua. Consiste nel gioco di due bandiere multicolori, che vengono fatte sventolare, ruotate intorno al collo, gambe e pancia e lanciate in aria, al ritmo del flauto, del tamburo, del cembalo e della grancassa. Tutto ciò viene svolto in onore di Maria Santissima di Belvedere. Infatti, narra la leggenda, che un signore di Conversano infermo, una notte gli apparse in sogno la Madonna, che lo involgeva a venerarla a Belvedere, in Carovigno. La mattina seguente, insieme ai suoi servi, si incammina verso il paese. All'arrivo, nessuno sapeva dell'esistenza della Madonna o di un Santuario. Si conosceva solo una contrada, con il nome appunto Belvedere. Iniziarono a cercare l'immagine della Madonna, fin quando non sentono le grida di un pastore, che disperato, aveva perso la sua vaccherella. Un servo del signore, tra le erbacce, trovò una grotta con all'interno una vaccherella, genuflessa verso un'icona. Il signore voleva verificare di persona se l'icona che aveva visto il servo, era quella che gli apparse in sogno. Una volta sceso in grotta, riconobbe l'immagine della Madonna e istantaneamente guarì dall'infermità. Il pastore, felice ma allo stesso tempo turbato dal fatto accaduto, prese un fazzoletto multicolore che iniziò a lanciare in aria a ritmo di piffero. Il fatto, venne riferito al popolo, al ritorno dalla contrada, che entusiasto si unì alla festa. Il signore, decise di acquistare la vaccarella che donò al popolo. Un'altra leggenda invece afferma che la Nzegna potrebbe essere il ballo che svolgeva il giullare del signore, durante il viaggio.

Battitura della Nzegna a Belvedere

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dipintomadonna.jpg

Secondo alcuni, lo scoprimento dell'immagine, si aggira intorno al 1400-1500 e addirittura al 1100. La Nzegna potrebbe essere nata a causa di un incrocio fra le due religioni più potenti dell'epoca, ovvero tra la Chiesa Greca (che si stava sgretolando) e quella Latina (che stava avendo il sopravvento). Ciò si può notare, ad esempio, nella bandiera. Gli stessi giorni potrebbero affermare l'unione delle due chiese. Il Lunedì, i fedeli andarono a prelevare l'antichissimo quadro della Madonna, per portarlo in Carovigno. Poi la Chiesa Greca, invitava la Chiesa Latina in Largo Macchiavelli, per un primo incontro e saluto e per celebrare davanti al quadro la prima Nzegna. Il battitura della Nzegna in presenza della Madonna. Il sabato, il quadro venne riportato nel Santuario, la sede della Chiesa Greca, per celebrare l'ultimo incontro-saluto, l'ultima battitura della Nzegna e l'abbandono definitivo della Chiesa Greca dal territorio. Un altro aspetto che testimonia il legame tra le due Chiese, è quello del Sabato dopo Pasqua, che a volte coincide con la Pasqua Ortodossa. I due battitori della Nzegna, sono i cugini membri della famiglia Carlucci, che sarebbero i discendenti del pastore. Essi da secoli, custodiscono gelosamente questa tradizione. La Nzegna, è una festa molto sentita tra i carovignesi, che viene svolta ogni anno sin dalla sua nascita, senza mai esserci stata un'interruzione.

Luoghi in cui viene "battuta" la Nzegna

Tradizioni culinarie[modifica | modifica wikitesto]

Pasqua

Tipico dolce pasquale che non può mancare nelle tavole dei carovignesi, è la "Piddica", una ciambella fatta con farina e olio extra vergine d'oliva paesano, con un uovo bollito al centro, il tutto decorato con granella di zucchero multicolori. Un altro tipico piatto che non manca soprattutto nelle scampagnate del sabato dopo Pasqua, sono gli "gnummarieddi", degli involtini di fegato farciti con carne, prezzemolo, formaggio pecorino e altro.

La Notte delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Celebrazione della Santa Messa nella Notte delle Grazie

È un’antica devozione in onore della Madonna, per ringraziare ciò che fa per noi. Fino al 1980, la processione partiva dalla Chiesa Madre fino al Santuario di Belvedere, alla mezzanotte del 15 Agosto. Dal 1981, il pellegrinaggio ha avuto inizio nel primo mattino. Negli ultimi anni c’è stato un ulteriore spostamento di orario, con pellegrinaggio a partire alle ore 21, sempre del 14 Agosto. Durante il pellegrinaggio, viene recitato molto spesso l'invocazione alla Madonna delle Grazie.

(dialetto carovignese)

« O Madonna di li grazi e funtania a ogni grazia, nu vinimu a te pi grazia, o Madonna fanci grazia! Fanci grazia o Maria comi te la fesci lu Padre Eternu, fosti eletta Madre di Dio, fanci grazia o Maria. »

(IT)

« O Madonna delle grazie e Fontana di ogni grazia, noi veniamo a Te per grazia o Madonna facci grazia! Facci grazia o Maria come te la fece il Padre Eterno, fosti Eletta Madre di Dio, Facci grazia o Maria. »

Il pellegrinaggio si conclude nel santuario della Madonna del Belvedere con lo svolgimento della Santa Messa fino la mezzanotte.

La Madonna dell'Uragano[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno
Madonna di Belvedere e Santi Filippo e Giacomo.jpg
Tipo di festa Religiosa locale
Data 17 Agosto
Celebrata a Carovigno (BR)
Religione cattolicesimo
Oggetto della celebrazione Festa Patronale di Maria Santissima di Belvedere (detta dell'Uragano) e dei Santi Patroni Filippo e Giacomo (e altri santi)
Tradizioni religiose Processione per le vie del paese
Data d'istituzione 17 Agosto 1841
Altri nomi Festa della Madonna dell'Uragano o Festa di la Madonna di l'Uraganu, in dialetto carovignese.
Reliquie dei Santi Patroni, Filippo e Giacomo

È una delle principali feste legate a Maria Santissima Regina di Belvedere, denominata in questo giorno “dell’Uragano”. Le viene assegnato questo titolo a causa di un miracolo avvenuto il 17 Agosto del 1841.

"Chianca di la Madonna di Belvideri"
Percorso processione durante l'uragano carovigno.PNG Uragano percorso carovigno.PNG
(17 Agosto 1841)Percorso processione dalla Chiesa Madre alla "Chianca" a sinistra e percorso dell'uragano a destra.

La storia racconta, che i Carovignesi, vedendo un Uragano dirigersi verso il paese, pensarono di rivolgersi alla Madonna di Belvedere e ad altri Santi. Accorsero in Chiesa Madre e prelevarono tutte le statue, per portarle nel luogo libero più vicino al paese. Uscirono da Porta Brindisi e percorsero la “N’chianata di lu succursu” (strada che collega il centro storico in cima al paese con la Chiesetta della Madonna del Soccorso più a valle). A metà strada svoltarono sulla sinistra e si fermarono in una chiusa, avvolta tra gli alberi di ulivo. Appoggiarono la statua della Madonna di Belvedere nel mezzo della chiusa, su una “Chianca” (che significa scoglio, pietra). Rivolsero le statue verso il luogo dove la tempesta infuriava e i fedeli iniziarono a pregare. Dopo un po’ videro che la tempesta iniziò a deviare, andando verso Serranova, dopo aver causato molti danni nelle campagne incontrate durante il tragitto. I carovignesi erano contenti del miracolo appena compiuto. Dopo essere tornati in paese, decisero da quel giorno, di istituire ogni anno la festa dedicata alla Madonna dell’Uragano. La “Chianca” dove venne appoggiata la Madonna, venne risparmiata durante la costruzione dei marciapiedi ed è possibile vederla ancora oggi, in via Giosuè Carducci.

Nel corso degli anni, oltre la Madonna dell'Uragano, vennero e vengono ancora oggi portate in processione, varie statue di Santi. Non mancano mai i Santi Patroni Filippo e Giacomo. In questo mese vengono anche esposte le sacre reliquie dei Patroni (“dimenticate” per circa un secolo e “riscoperte” nel 2015). Vengono portati in processione anche i Santi Medici, Santa Lucia, San Rocco, San Giuseppe, Sant’Antonio di Padova e San Pietro. Infatti, il popolo in questo giorno ringrazia, oltre la Madonna, i Santi per il miracolo compiuto.

La tempesta in questione, è stata anche classificata tra gli Uragani che hanno colpito il Salento negli ultimi 500 anni.

Il giornale delle Due Sicilie dell’11 Ottobre 1841 (numero 220) narra:

« Una meteora esercitava nel giorno diciassette agosto i suoi furori nel comune di Carovigno in Terra d'Otranto. Alle ore 17 e mezzo d'Italia, al Sud-Ovest del Comune, ed a circa due miglia di distanza dallo stesso, sorse una meteora vaporosa, quasi vorticosa colonna di color bruno rossastro, che gigantesca si alzò in aria, e poscia a poco a poco andò dilatandosi nella base, e restringendosi nella sommità, circondata sempre da nuvole bianche, parte in forma pur di colonne, parte di strana figura che tutte con rapida volubilità le si giravano intorno. Era meraviglioso insieme e tremendo il vedere quella meteora in forma di viaggiator vulcano avanzarsi minacciosa verso l'abitato, e con gagliardia da non potersi concepire devastare in suo cammino quanto incontrava.[...] »

Il concerto del 18 Agosto[modifica | modifica wikitesto]

É il concerto annuale che si svolge ogni anno nel periodo delle feste d'Agosto (che riguarda le feste di metà agosto, cioè la Madonna delle Grazie, il 14, Ferragosto, il 15, e la Madonna dell'Uragano il 17). Solitamente, si svolge il 18 Agosto, in conclusione così, delle feste patronali. Questi sono i concerti svolti dal 2004:

Data Cantante/Gruppo
18 Agosto 2004 Musical Varieta 2004
18 Agosto 2005 Adriano Pappalardo
18 Agosto 2006 Paolo Vallesi
19 Agosto 2007 Cugini di Campagna
2008
18 Agosto 2009 Zero Assoluto
18 Agosto 2010 Amedeo Minghi
19 Agosto 2011 Tiromancino
18 Agosto 2012 Pupo
18 Agosto 2013 Amalia Grè, Siria e Cinzia Marseglia
18 Agosto 2014 Notte della Taranta
18 Agosto 2015 Giuliano Palma

La festa di fine Estate[modifica | modifica wikitesto]

La seconda domenica di settembre, al Santuario di Belvedere ha luogo la festa di fine estate. La sera, dopo la Messa, vengono benedette le campagne nella speranza di un buon raccolto. In seguito viene organizzata una piccola lotteria con in palio quadri e statue della Madonna di Belvedere. Fino a una decina di anni fa, veniva realizzato il gioco della "cuccagna", che ha come scopo quello di arrivare in cima a un palo ricoperto di grasso per afferrare dei premi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pantanagianni: frazione di località marittima, tra Torre Santa Sabina e Specchiolla.
  • Serranova: frazione situata a pochi chilometri in direzione Brindisi.
  • Specchiolla: frazione di località marittima in direzione Brindisi.
  • Torre Santa Sabina: frazione situata sul mare in direzione di Bari; il nome deriva dalla torre omonima che si erge sulla costa della località marina stessa.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia carovignese trova le sue componenti essenzialmente nell'agricoltura (olivo, fichi, mandorli, cereali, vite, ortaggi), in proporzione minore nelle industrie (oleifici, stabilimenti vinicoli), nell'artigianato (rinomata la filatura laniera e la lavorazione di un compatto calcare, di cui la zona è ricca, adatto per pavimentazione e come materiale di rivestimento) e nella pesca.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia[10] e del Patto dei Sindaci[11].

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Nome Mandato Partito Carica
Inizio Fine
Vittorio Zizza 2008 31-03-2013 PDL Sindaco
Cosimo Mele 10 Giugno 2013 23 Febbraio 2015 Lista civica Sindaco
Pietro Massone 24-02-2015 15-06-2015 Commissario Prefettizio
Carmine Brandi 15-06-2015 in carica Centrodestra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno-corfù cartolina.PNG

Grecia Grecia, Corfù (2000)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S.D. Carovigno 1949 Calcio è nata nel 1949. Il Carovigno Calcio nel campionato 2000 era stato promosso nel campionato di eccellenza pugliese. Nella stagione 2013/2014 milita nel girone B pugliese di Promozione.

Le altre compagini sportive locali sono:

  • la Pallacanestro Carovigno, che milita nella Serie D maschile;

New Basket Carovigno, che militava nel campionato di serie D maschile; Giocatori di pallacanestro che militano e hanno militato in campionati professionisti (Diego Martino classe 1993 e Giancarlo Zizza);

  • il Volley Carovigno;
  • la sezione di tiro a segno nazionale di Carovigno, per competizioni di pistola a 10 metri e carabina a 10 metri.

Il 17 maggio 2004 la 9ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Carovigno con la vittoria dello statunitense Fred Rodriguez.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il poligono di tiro a segno, sito in contrada Palchi, ha uno stand di 12 linee con tiro da 10-15-25-50 metri.

Persone legate a Carovigno[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Nicola Laveneziana (Carovigno, 1832 - 1862), brigante e guerrigliero, fece parte della comitiva del "Sergente" Romano, di cui era un fidato luogotenente. Fu attivo in tutto il brindisino per quasi 2 anni, arrivando ad invadere la stessa Carovigno restaurando temporaneamente il governo borbonico;
  • Clemente Brancasi (Carovigno XVI secolo - Napoli 1657), frate osservante, rappresentante dello scotismo meridionale nel campo della teologia trinitaria; scrisse De Deo Trino et Uno (Napoli 1638);
  • Bertoldo Orsini del Balzo (morto dopo il 1488), figlio di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, fu barone di Salice, signore di Guagnano e Carovigno e conte di Lecce (1463-1464);
  • Guglielmo Cavallo (Carovigno, 1938), studioso di paleografia e storia della scrittura;
  • Teodosio Iaia (Carovigno, 1923-), Cavaliere della Repubblica e autore della sua biografia "Vi Racconto una Storia";
  • Vittorio Zizza, Senatore della Repubblica.
  • Tamborrino Ruggero (Carovigno, 1947-) e Carlucci Angelo Antonio (Arbon, Svizzera , 1976-), co-autori del libro "La Nzegna di Carovigno" due Bandiere per una preghiera millenaria di devozione a Maria SS.ma di Belvedere, edizioni A.de Leo Brindisi 2009.

Personalità illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Morelli (Carovigno, 1824Pozzuoli, 1880) Scrittore, Giornalista, Politico, Patriota identitarista meridionale. È stato un convinto sostenitore della dignità e dei diritti della donna (La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, Napoli 1861). Deputato al Parlamento dal 1867 al 1880, fu il primo politico europeo a richiedere in Parlamento la parità tra i sessi. Il 9/3/2015 l'Amministrazione Comunale di Napoli gli ha intitolato l'importante strada centrale che va dal Teatro San Carlo al Maschio Angioino. A lui e ad Alessandro Massimo Cavallo è intitolata la Scuola media "A. M. Cavallo - S. Morelli";
  • Alessandro Massimo Cavallo (Carovigno, 1834 - 1917), storico e sindaco di Carovigno, fu anche pittore e scultore. Patriota e protagonista attivo del Risorgimento Italiano, si adoperò affinché anche Carovigno condividesse i nuovi ideali di libertà e democrazia scaturenti dai moti rivoluzionari del 1848-1849 e 1860. Nel 1885 divenne sindaco di Carovigno e portò avanti la causa contro Casa Dentice, difese strenuamente i diritti del popolo carovignese sul Santuario di Belvedere. Scrisse molte opere su svariati argomenti, tra le più importanti si ricordano, "Sulla interpretazione delle iscrizioni messapiche di Carovigno", "Carovigno e la Casa Dentice", "Il Santuario di Belvedere" e molte altre. A lui e a Salvatore Morelli è intitolata la Scuola media "A. M. Cavallo - S. Morelli";
  • Vincenzo Andriani (Carovigno, 10 novembre 1788 - 29 aprile 1851), medico, ma fu anche archeologo e numismatico per passione. Ha lasciato numerosi scritti, alcuni furono pubblicati: Sull'aria di Brindisi (Napoli 1827); Dell'antica città di Rudia patria di Ennio (Napoli 1851); Carbina e Brindisi (Ostuni 1889, postuma).

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente al 01 grnnaio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 146.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 31 luglio 2015.
  5. ^ http://demo.istat.it/pop2015/index.html.
  6. ^ ilmeteo.
  7. ^ http://www.brindisioggi.it/castello-carovigno-torna-in-mano-comune/
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ cittadini stranieri.
  10. ^ Borghi autentici d'Italia.
  11. ^ patto dei sindaci.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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