Carovigno

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Carovigno
comune
Carovigno – Stemma Carovigno – Bandiera
Carovigno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Amministrazione
Sindaco Carmine Brandi (centro-destra) dal 15/06/2015
Territorio
Coordinate 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.707222°N 17.659444°E40.707222; 17.659444 (Carovigno)Coordinate: 40°42′26″N 17°39′34″E / 40.707222°N 17.659444°E40.707222; 17.659444 (Carovigno)
Altitudine 161 m s.l.m.
Superficie 106,62 km²
Abitanti 16 615[1] (01-01-2016)
Densità 155,83 ab./km²
Frazioni Marine:Lamaforca, Morgicchio, Pantanagianni, Specchiolla, Torre Guaceto, Torre Santa Sabina

Borgate:Serranova

Comuni confinanti Brindisi, Ostuni, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino.
Altre informazioni
Cod. postale 72012
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074002
Cod. catastale B809
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 320 GG[2]
Nome abitanti carovignesi (carvignuli in dialetto locale)
Patrono Maria S.Sma di Belvedere, S.S. Giacomo e Filippo.
Giorno festivo 1ª fase-Nzegna: Lunedì, Martedì e Sabato dopo Pasqua

2ª fase-Madonna dell'Uragano: 17-18 agosto

3ª fase-Festa di fine estate: Seconda Domenica di Settembre

Soprannome Città della Nzegna Bandiere della Nzegna.gif

La città salentina tra torri e mare

Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carovigno
Carovigno
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale

Carovigno, Carvìgni in carovignese[3], Καρπενε (Karpene) in greco, Carbina in latino (Codice IPA: [karoˈviɲɲo])[4] è un comune italiano di 16.615 abitanti[5] della provincia di Brindisi in Puglia.

La cittadina fa parte del Salento settentrionale ed è un centro di produzione di olio di oliva di alta qualità.

Il litorale carovignese, ha ottenuto nel 2007 e nel 2016 la Bandiera Blu.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno è situata a 5 km dalla costa Adriatica e 28 km dal suo capoluogo di provincia, Brindisi. Ha una superficie di 105 km2 ed è situato su un'altitudine massima di 172m s.l.m.

Confina a Nord est e a nord con il Mare Adriatico, a Ovest con Ostuni, a sud con San Vito dei Normanni e a sud est con Brindisi.

Il nucleo abitato si estende per 144 ettari.

Il territorio del comune è per il 20% pianeggiante (qui vengono praticate le colture di ortaggi) e 80% collinare (alta pianura). Quest'ultima zona è ricca di oliveti ultra centenari, mandorleti e vigneti (utilizzati per la produzione di vino). Invece, molto modeste sono le estensioni di macchia mediterranea, ormai in via d'estinzione.

Non vi sono vasti corsi d'acqua, a causa della costituzione del terreno e per le poche piogge (soprattutto in estate). Ma quando avvengono eventi piovosi che si susseguono in modo più intenso, si ricostituiscono alcuni canali che corrispondono alle lame naturali. Tra questi vi sono il Canale Reale a Torre Guaceto e il Canale di Santa Sabina, nella frazione di Torre Santa Sabina.

Territoriosalentocarovigno.PNG

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima carovignese[6], è caratterizzato dal clima mediterraneo, con inverni brevi e miti, ed estati lunghe e calde. I mesi più freddi sono Gennaio e Febbraio, con temperature che a volte sono sotto media e rare nevicate, (dall'inizio del XXI secolo ha nevicato il 17 dicembre 2001, 14 dicembre 2007, 14-18-19 febbraio 2009, 30-31 dicembre 2014, 9 febbraio 2015 -nello scorso secolo si sono registrate eccezionali nevicate con accumuli oltre i 30 cm di neve come nel Marzo del 1987, quando nevicò per più di una settimana) i mesi più caldi sono Luglio e Agosto, con rare piogge e temperature massima che spesso raggiungono i 35-40 °C.

Carovigno Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,0 13,0 15,0 19,0 24,0 28,0 31,0 31,0 28,0 22,0 17,0 14,0 13,3 19,3 30,0 22,3 21,3
T. min. mediaC) 4,0 5,0 6,0 9,0 12,0 16,0 18,0 19,0 16,0 12,0 8,0 6,0 5,0 9,0 17,7 12,0 10,9
Precipitazioni (mm) 46,0 53,0 63,0 36,0 34,0 27,0 27,0 25,0 36,0 60,0 71,0 73,0 172,0 133,0 79,0 167,0 551,0
Umidità relativa media (%) 78 75 73 71 68 63 31 36 66 73 77 80 77,7 70,7 43,3 72 65,9
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,9 4,4 5,3 6,7 8,6 9,9 10,8 9,8 8,0 6,2 4,4 3,6 4,0 6,9 10,2 6,2 6,8
Nevicata in Piazza, 30 dicembre 2014

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Salento e Storia della Puglia.
« Carbinia, era difesa da una duplice cinta di mura; la più interna era formata da pietroni informi, la esterna, invece, da grandi blocchi di tufo duro. La distanza fra le due cinte è varia, ma non oltrepassa i 5 metri. Oltre queste cinta di difesa ve n'era un'altra ancora più esterna (circa 60 metri distante) e questa zona era adibita alle sepolture »
(Alessandro Massimo Cavallo, 1910)

Quanto rimane delle antiche mura e dell'acropoli e il materiale archeologico, abbondantissimo, rinvenuto nel suo territorio attestano l'origine messapica di Carovigno. Sul nome della città esistono varie ipotesi; una lo fa derivare dal greco Karpene (poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa "frugifera" e che trova riscontro nella fertilità della sua terra e nell'antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un'altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata.

Fu distrutta e sottomessa definitivamente dai Tarentini nel 473 a.C. che crearono sul suo litorale un piccolo porto. La stessa Brindisi, di cui condivise le sorti, fu, temporaneamente,

Origini e primi insediamenti

Non si hanno notizie certe sulla sua fondazione. Alcune attestazioni storiche la fanno risalire al XII sec. a.C.; secondo attendibili testimonianze repertate Carbina ebbe rapporti commerciali con Egiziani e Fenici. Secondo gli studi del dott. Vincenzo Andriani (1830), sarebbero stati i Carbinati i primi e veri abitanti della zona, in seguito, aumentando di numero per l'arrivo dei Cretesi, si formarono i gruppi etnici degli Iapigi e dei Messapi.

sottomessa e la sua sfera di influenza ridotta alla sola cinta muraria. L'egemonia di Taranto durò dal 473 al 400 a.C., comprendendo tutta l'area jonico adriatica e la Calabria le cui polis dovevano fornire reparti di fanteria all'esercito tarantino. La stessa moneta urbica federale forse coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta che la città aveva un ruolo subalterno rispetto a Brindisi e l'effigie di Taras, figlio di Nettuno ribadisce la sottomissione a Taranto. Durante la guerra fra Taranto e Roma, Brindisi e il porto di Carvinia, fungono da riva d'approdo delle truppe di Pirro, giunto in aiuto della potente città ionica. Dopo alcune vittorie, i tarantini dovettero arrendersi alla superiore organizzazione militare romana e finirono nella sfera d'influenza dell'Urbe.

Durante la Seconda guerra punica, Taranto passò dalla parte di Annibale, fomentando la rivolta in tutta quella che era stata la Magna Grecia, ma questo non servì a cambiare le sorti del conflitto.

« [...] Cresciuti in potenza e ricchezza i Tarantini, divenuti insolenti nella loro prospera fortuna, dandosi ad opprimere la libertà dei loro vicini, assaltarono i Carbinati per impadronirsi io credo, delle terre e la città distrussero. Non contenti di ciò, i fanciulli, le vergini, le matrone congregarono nei templi dei vinti dove li lasciarono ignudi così chi voleva vederli come a chi piaceva abusarne. Tutti fulminati dal Nume caddero gli autori di tanta nefandizia nel 473 a.C. »
(Nicola Corcia, Storia delle due Sicilie)

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la villetta di contadini oggi nota come Carovigno venne incorporata nei territori di Ostuni: Bizantini e Goti se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni.

I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono i feudatari che hanno preso possesso del territorio di Carovigno molti anche senza risiedervi: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Costaguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice de Frasso.

Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una "vendita" carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all'uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell'unità d'Italia, perché nemico acerrimo del regime borbonico cui dette battaglia con l'azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Statua dedicata al "Battitore della 'Nzegna".

I principali due simboli di Carovigno, sono gli sbandieratori (tradizione quasi millenaria, della quale Carovigno vanta i natali) e il delfino, presente nello stemma. A questi due simboli sono state dedicate due statue, ognuna collocata su una rotonda in due punti d'ingresso al paese: Il "delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra" si trova all'ingresso di Carovigno ovest (da Ostuni), l'altra statua invece, all'ingresso est, venendo da San Vito. La seconda statua rappresenta uno sbandieratore in procinto di lanciare la bandiera della "Nzegna". Sul petto vi è scolpita l'immagine della Madonna di Belvedere, patrona di Carovigno. In seguito in basso, vi è il vitellino genuflesso (come narra la leggenda) e il popolo che "corre" a venerarla.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« Un delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra »
(Comuni-Italiani.it)


Descrizione araldica del gonfalone:

« Drappo di color porpora, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma, con l'iscrizione centrata in oro, recante la denominazione del Comune »
(Comuni-Italiani.it)


Statua rappresentante il simbolo dello stemma di Carovigno.

Lo stemma del comune di Carovigno, fu riconosciuto il 9 febbraio 1935. La forma è quella tipica dell'araldica mentre il tema dello stemma, che si distingue al centro, è costituito da un delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra.

Questi simboli ci riconducono ad una spiegazione mitologica. Le fonti narrano di un giovane di nome Arione, figlio di Poseidone, Dio del mare e della ninfa Anea. Si narra che, durante un viaggio dall'oriente verso la Magna Grecia, ad Arione giunse voce che sarebbe stato gettato in mare, perché l'equipaggio voleva impossessarsi delle sue ricchezze. Essendo un abile suonatore di cetra, chiese prima di morire di poter suonare per l'ultima volta il suo strumento. Così fu, ma mentre Arione suonava lo strumento, il suo canto attirò nei pressi della nave un branco di delfini. Uno di questi animali prese Arione sul dorso e lo portò in salvo verso la costa. Per questo, alcune città costiere, tra cui Carovigno, ne rivendicarono l'appartenenza e a questo evento mitologico fanno risalire la fondazione della città.

Soprannome[modifica | modifica wikitesto]

  • Uno dei simboli di Carovigno, sono gli sbandieratori, nati grazie alla tradizione della "Nzegna". Carovigno stessa viene anche chiamata "Città della Nzegna", appunto per ricordare e onorare questa tradizione che dura ormai da mille anni e che è anche la più antica tradizione religiosa legata al "gioco" della bandiera in Italia[senza fonte].
  • Carovigno, per la presenza di torri difensive sulle sue spiagge, viene chiamata anche la "Città salentina tra torri e mare".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • La Parrocchiale, dedicata all'Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l'abside della navata sinistra. Particolare l'abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull'altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (XVIII secolo);
  • La chiesa di Sant'Angelo (sec. XV);
  • La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All'interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l'Ultima Cena e Sant'Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.
  • La chiesa di Sant'Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) nei pressi del castello, con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico);
Mappa grotta belvedere.svg
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Maria Santissima di Belvedere.
  • A 4 km ad Est dal paese si trova il Santuario di Maria Santissima di Belvedere, ricostruito nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l'affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua, e altri affreschi tardo-bizantini.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Castelli e torri[modifica | modifica wikitesto]

Castello Dentice di Frasso, particolare del torrione a mandorla

Nel territorio di Carovigno, sono presenti ben 14 torri e due castelli. Tra gli edifici più importanti ricordiamo:

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Dentice di Frasso di Carovigno.
  • Il Castello Dentice di Frasso, sorge nel punto più alto del paese ed è costituito da tre torrioni (quadrata, circolare e a "mandorla") costruite tra il XII e XV secolo. Il castello ha anche una cappella, la Chiesa di Sant'Anna, prima collegata attraverso un varco su Porta Ostuni. Vi era inoltre un passaggio sotterraneo (oggi ostruito) che permetteva l'accesso direttamente ai giardini della contessa.
  • Il Castello di Serranova è nei pressi della borgata di Serranova. Edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Adiacente al castello sorge la cappella omonima del XVII secolo. Nella cappella è custodito il Crocifisso di Serranova che il 3 maggio di ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi;
  • La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo)[senza fonte], ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo;
  • Riserva naturale statale Torre Guaceto, torre di avvistamento antisaracena del XVI secolo.
Mappa del Centro Storico ("La Terra") di Carovigno

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

I sistemi di difesa medioevali[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto medioevale antico del Rione Terra, prevedeva al centro del recinto murario, la Chiesa più importante dalla quale partivano le strade principali della città. Si tratta di un oppidum, cioè una città fortificata con le torri. Le torri erano quattro:

  • Torretta del civile
  • Torre Giranda
  • Torre "delli Brandi"
  • Torre circolare (del Prete)
Porta Brindisi al centro e Torretta del Civile a sinistra

La torretta del civile conserva un orologio solare, la meridiana. È coronata da beccatelli di tufo e di pietra e presenta ancora una caditoia. È affiancata a Porta Brindisi.

La torre Giranda presenta una stiratura e nei tempi recanti ha ospitato una falegnameria.

La torre Circolare si trova nella via del prete. Anch'essa presenta una grossa stivatura nella quale è stato prodotto un forno.

La torre “delli Brandi” è attualmente scomparsa perché è stata assorbita dalle costruzioni addossate alla muraglia. Tale torre poteva vedersi da Via Matteotti.

L'oppidum presenta anche 2 porte (Brindisi e Ostuni) e 2 accessi secondari (Arco detto “del Prete” e la “Purticedda” in via Monte Nero.

Le porte[modifica | modifica wikitesto]

Porta Brindisi[modifica | modifica wikitesto]
Ricostruzione di Porta Brindisi, sec. XVI

Affiancata alla Torre del Civile, risulta composta da due porte susseguenti; quella del periodo Angioino più interna, con arco a sesto acuto e coronata con beccatelli, con agibilità a mezzo corridoio ricavato sulla stessa per l'uso della caditoia; e quella del periodo rinascimentale – più precisamente eretta nel periodo feudale dei Loffreda - che è a tutto sesto e che precede la porta più antica. Ha conservato gli innesti originari del portone. Sul frontale, si scorgono scalpellinati due stemmi che dovrebbero essere quello dei Loffreda (a sinistra) e dell'Università di Carovigno (a destra).

Porta Nova[modifica | modifica wikitesto]

È posta ad occidente e viene chiamata anche Porta Ostuni, dato che è proprio in direzione di Ostuni. Attualmente sul suo coronamento venne sfruttato un camminamento che mette in comunicazione il castello con la Chiesa di Sant'Anna. Tale porta è stata spesso modificata, soprattutto durante i restauri del Castello nell'inizio del ‘900.

Porta del Prete[modifica | modifica wikitesto]
Ingresso Porta del Prete

È un accesso secondario, probabilmente ricavato in tempi vicini all'eversione della feudalità. La stradina è caratterizzata da vari Archi, detti del Prete.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Con un indice di natalità di 10,9, Carovigno è il 1° comune della provincia di Brindisi con l'indice più alto e 9° in tutta la regione. Il tasso di mortalità è di 8,3, 17º posto in provincia (su 20). È al secondo posto in provincia per quanto riguarda il tasso di crescita (19,4‰). Con un'incidenza del 0,8% di divorziati/e, in ex aequo con altri 3 comuni, si trova al 17º posto.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014 i cittadini stranieri residenti a Carovigno erano 525 pari al 3,2% della popolazione[8]. Le comunità più numerose erano:

Romania Romania: 133

Albania Albania: 94

Mali Mali: 59

Regno Unito Regno Unito: 44

Marocco Marocco: 20

Germania Germania: 17

Cina Cina: 17

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno
Statuamadonnabelvedere.PNG
Tipo di festa Religiosa locale
Data Lunedì, Martedì e Sabato dopo Pasqua
Celebrata in Paese e nel Santuario di Maria Santissima di Belvedere
Celebrata a Carovigno (BR)
Religione cattolicesimo
Oggetto della celebrazione festa Patronale di Maria Santissima di Belvedere
Tradizioni Nzegna
Tradizioni religiose Pellegrinaggio quadro il Lunedì verso il paese e il Sabato verso il Santuario, messa, processione, battitura della Nzegna alle ore 12 dei tre giorni festivi
Tradizioni culinarie Piddica, Gnummarieddi
Altri nomi Festa della Madonna del Belvedere o Festa di la Madonna di Belvideri, in dialetto carovignese.

Una serie di manifestazioni, che vanno da giugno a settembre, riguardando Carovigno ed altre marine e borgate, tra cui Torre Santa Sabina, Serranova, Specchiolla e la Riserva naturale statale Torre Guaceto. Gli eventi più importanti, sono legati alla trazione locale folkloristica, ma anche enogastronomica. Eventi religiosi come quelli legati al culto di Maria Santissima di Belvedere, ma anche a quello degli sbandieratori, di cui Carovigno ne vanta i natali, e i prodotti tipici locali, segnano gli eventi massimi e principali delle varie manifestazioni durante l'anno.

La 'Nzegna[modifica | modifica wikitesto]

La festa di Maria Santissima di Belvedere è la festa religiosa più importante di Carovigno[9]. La festa principale è celebrata il lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua, con scopo principale la Battitura della Nzegna, una tradizione secolare legata all'arte dello sbandieramento. La ‘Nzegna, consiste in una serie di sbandieramenti svolti tre volte all'anno in tre punti di Carovigno, al ritmo del flauto, del tamburo, del cembalo e della grancassa, in onore della Madonna di Belvedere. Il termine “battitura della ‘Nzegna”, presenta vari significati tra cui “battere, percuotere con i movimenti particolari della ‘Nzegna il suolo”, ma anche “bussare al cuore della Madonna con una preghiera: la ‘Nzegna”.

Consiste nel gioco di due bandiere multicolori, che vengono fatte sventolare, ruotate intorno al collo, gambe e pancia e lanciate in aria. Tutto ciò viene svolto in onore di Maria Santissima di Belvedere.

Storia e leggenda[modifica | modifica wikitesto]

La scoperta dell'immagine della Madonna si aggirerebbe intorno al 1100, quando Goffredo III di Montescaglioso era signore di Ostuni, Carovigno e Lecce.

La Piazza dopo la fine della Nzegna
La vaccarella smarrita[modifica | modifica wikitesto]
Battitura della Nzegna a Belvedere
Lancio delle bandiere

La leggenda narra che ad un signore di Conversano infermo, una notte gli apparse in sogno la Madonna, che gli disse che sarebbe guarito andando a venerarla al Santuario di Belvedere, in agro di Carovigno. La mattina seguente, insieme ai suoi servi, si avviò verso il paese, ma arrivato lì, nessuno seppe indicargli dove fosse il santuario. Gli venne indicata solo una contrada di nome Belvedere. Lì sentirono le grida di un pastore disperato per aver perso uno dei suoi vitelli (una “vaccaredda” in carovignese). Il signore di Conversano con il suo seguito iniziò a cercare il vitello perduto, quando, uno dei servi, tra le erbacce, trovò una grotta dove si era rifugiato il vitellino; lo trovò genuflesso davanti un'icona. Il signore voleva verificare di persona se l'icona fosse quella che gli era apparsa in sogno e si fece calare nella grotta, dove riconobbe l'immagine della Madonna e istantaneamente guarì dall'infermità che lo affliggeva. Il pastore, felice dal fatto accaduto, prese un fazzoletto multicolore che iniziò ad agitare e lanciare in aria a ritmo di piffero. Attirò così il popolo, che iniziò a venerare l'immagine della Madonna in quella grotta.

Dipinto della Madonna

Il signore, acquistò quindi la vaccarella che donò al popolo. L'animale venne decorato con nastrini e lasciato libero per le campagne. Col passare degli anni, il vitellino divenne sempre più grasso e si decise di ucciderlo. Quel giorno cadde il martedì dopo Pasqua (giorno in cui le festività si svolgono in piazza). Lì venne organizzato un banchetto, a cui parteciò tutta la popolazione, in particolare quella povera. Questa tradizione del banchetto in piazza è durata fino agli inizi del ‘900, quando venne abolita per motivi igienici, ma ancora oggi si è soliti fare scampagnate il sabato di Belvedere.

Un'altra leggenda invece afferma che la Nzegna potrebbe essere il ballo che svolgeva il giullare del signore, durante il viaggio.

I tre giorni dopo Pasqua[modifica | modifica wikitesto]

I principali giorni in onore della Madonna, cadono il lunedì di Pasquetta, il martedì e il sabato (la Pasquetta per i carovignesi) successivi alla Pasqua.

La domenica di Pasqua, si aprono i festeggiamenti con la benedizione delle bandiere e dei due battitori. La sera si svolgono in piazza esibizioni di sbandieratori e musici.

La mattina del lunedì in albis, viene effettuato il pellegrinaggio del quadro della Madonna del Belvedere, dal santuario omonimo fino al paese, fino in Chiesa Madre, dove rimarrà lì fino al sabato di Belvedere, ultimo giorno di festa. Sempre il lunedì, vengono portate in processione le statue della Madonna del Belvedere e di San Giuseppe, accompagnate dai tre gruppi di sbandieratori di Carovigno, delle confraternite e la banda Città di Carovigno, fino al Largo Machiavelli,dove avviene la battitura della Nzegna.

Il martedì dopo Pasqua, la Nzegna si svolge in piazza, che viene sempre raggiunta dalla processione. Prima della seconda battitura della Nzegna, il sindaco consegna alla Madonna, le chiavi della città, affinché possa proteggerla. Dopo la Nzegna, la processione torna verso la Chiesa Nova e poi per le vie del paese, sempre con sbandieratori e musici. Alla fine la processione torna in Chiesa Madre.

La festa religiosa termina il sabato in albis, dopo Pasqua. La mattina, dopo la celebrazione della messa, il quadro della Madonna viene riportato in processione nel santuario dove, alle ore 12 viene "battuta" per l'ultima volta la Nzegna. Dopo la benedizione, si chiudono ufficialmente le feste patronali in Carovigno.

Luoghi in cui viene "battuta" la Nzegna

La Madonna dell'Uragano[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno
Madonna di Belvedere e Santi Filippo e Giacomo.jpg
Tipo di festa Religiosa locale
Data 17 agosto
Celebrata a Carovigno (BR)
Religione cattolicesimo
Oggetto della celebrazione Festa Patronale di Maria Santissima di Belvedere (detta dell'Uragano) e dei Santi Patroni Filippo e Giacomo (e altri santi)
Tradizioni religiose Processione per le vie del paese
Data d'istituzione 17 agosto 1841
Altri nomi Festa della Madonna dell'Uragano o Festa di la Madonna di l'Uraganu, in dialetto carovignese.
Reliquie dei Santi Patroni, Filippo e Giacomo

È una delle principali feste legate a Maria Santissima Regina di Belvedere (denominata in questo giorno “dell'Uragano”), dei Santi patroni Filippo e Giacomo e di San Giuseppe. Inoltre vengono anche festeggiati altri santi, proprio per ringraziare il miracolo avvenuto. Le viene assegnato questo titolo a causa di un miracolo avvenuto il 17 agosto del 1841.

"Chianca di la Madonna di Belvideri"
(17 agosto 1841)Percorso processione dalla Chiesa Madre alla "Chianca" a sinistra e percorso dell'uragano a destra.

La festa venne istituita nel 1841, quando una tromba d'aria minacciava di distruggere il paese, nel pomeriggio del 17 agosto[10]. La popolazione si era recata in Chiesa Madre prelevando la statua della Madonna di Belvedere e altre statue di santi per proteggerle dalla tempesta. Uscendo da porta Brindisi, la processione proseguì in tutta fretta proseguendo parte di via Vittorio Veneto (‘nchinata di lu succursu, così definita dai carovignesi) e poi svoltando nell'attuale via Giosuè Carducci. All'epoca, vi erano solo alberi di ulivo e grosse pietre (chianchi o cuezzi in carovignese) dove venne appoggiata la statua della Madonna di Belvedere e intorno si dispose la popolazione con gli altri santi, rivolti verso la tempesta a pregare. La tromba d'aria, arrivata ormai a meno di due miglia dal paese, cambiò direzione, passando per la strada che collega Carovigno a San Vito, passando per le campagne fino a esaurirsi vicino alla marina di Specchiolla e non facendo vittime né feriti. Da quell'anno la popolazione attribuì alla già protettrice Madonna di Belvedere, il titolo “dell’Uragano”, per ricordare il miracolo avvenuto.

I festeggiamenti religiosi iniziano la prima domenica di agosto, con l'esposizione delle reliquie dei Santi Filippo e Giacomo (“dimenticate” per circa un secolo e “riscoperte” nel 2015). La mattina del 17 Agosto, si svolge in Rione Conella la tradizionale “Fiera dell'Uragano”. Durante la processione, in Piazza ‘Nzegna avviene la benedizione e il rinnovo dell'affidamento della città da parte dei Santi Patroni e, in via Giosuè Carducci, sulla “chianca di la Madonna di Bervideri”, dove viene appoggiata la Madonna si ricorda quella giornata del 1841.

Il concerto del 18 agosto[modifica | modifica wikitesto]

È il concerto annuale che si svolge nel periodo delle feste d'agosto. Solitamente, si svolge il 18 agosto, in conclusione così, delle feste patronali in onore della Madonna dell'Uragano.

Celebrazione della Santa Messa nella Notte delle Grazie

La Notte delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La notte tra il 14 e 15 agosto viene venerata la festa della Madonna delle Grazie. Dopo la Santa Messa in Chiesa Madre, la sera parte un pellegrinaggio che arriva al Santuario di Maria Santissima di Belvedere e sul sagrato del Santuario viene svolta la Santa Messa che termina poco dopo la mezzanotte. La serata è un momento di preghiera e ringraziamento alla Madonna, arricchita di preghiere antiche. Una delle più recitate è quella alla Madonna delle Grazie:

(dialetto carovignese)

« O Madonna di li grazi e funtania a ogni grazia, nu vinimu a te pi grazia, o Madonna fanci grazia! Fanci grazia o Maria comi ti la fesci lu Padri Eternu, fošti eletta Madri di Diu, fanci grazia o Maria. »

(IT)

« O Madonna delle grazie e Fontana di ogni grazia, noi veniamo a Te per grazia o Madonna facci grazia! Facci grazia o Maria come te la fece il Padre Eterno, fosti Eletta Madre di Dio, Facci grazia o Maria. »

La festa di fine estate[modifica | modifica wikitesto]

La seconda domenica di settembre, al Santuario di Belvedere ha luogo la festa di fine estate. La sera, dopo la Messa, vengono benedette le campagne nella speranza di un buon raccolto. In seguito viene organizzata una piccola lotteria con in palio quadri e statue della Madonna di Belvedere. Fino a una decina di anni fa, veniva realizzato il gioco della "cuccagna", che ha come scopo quello di arrivare in cima a un palo ricoperto di grasso per afferrare dei premi.

Altre feste religiose[modifica | modifica wikitesto]

Festa del Crocifisso di Serranova[modifica | modifica wikitesto]

La prima domenica di maggio, presso la borgata Serranova, viene festeggiato il Crocifisso di Serranova, un crocifisso "miracoloso" del 1700 conservato nella Chiesetta del Castello di Serranova. Secondo una leggenda, il crocifisso deriverebbe da un'imbarcazione arenata presso Torre Guaceto, dal quale il suo equipaggio si salvò miracolosamente da una tempesta. Ogni anno il crocifisso viene portato alla Chiesa di Santa Maria Goretti dove avvengono le varie celebrazioni eucaristiche, in serata il crocifisso viene portato in processione per Serranova per poi essere ricondotto nella Chiesetta del Castello di Serranova.

I mesi Mariani[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei mesi primaverili e parte estivi, girano per il paese quadri e statue dedicate alla Madonna. In particolare, la Parrocchia di San Pietro Apostolo, festeggia nel mese di maggio la Madonna di Fatima, con pellegrinaggi di una statua di sera in sera in diverse case. Dalla Chiesa Madre poi, sette quadri iniziano a “girare” il paese, di casa in casa, fino a luglio.

La Madonna del Soccorso[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultima domenica di maggio, la Parrocchia Santa Maria del Soccorso festeggia la Madonna del Soccorso. I festeggiamenti si svolgono con le tradizionali celebrazioni eucaristiche e la processione per le vie del rione Pacifico, nella parte meridionale di Carovigno. Dopo i fuochi d'artificio la processione torna in chiesa con la benedizione finale. La festa prosegue in Largo Machiavelli con bancarelle e stand enogastronomici.

Sant'Antonio da Padova[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di giugno, nella Chiesa del Carmine della Parrocchia di San Petro Apostolo, avvengono le celebrazioni in onore di Sant'Antonio da Padova, per la prima metà del mese, viene portato in pellegrinaggio di casa in casa un quadro. Durante i tredici giorni prima della festa, si svolge la tredicina di Sant'Antonio e a fine messa viene donato il pane a ogni fedele, di sera in sera portato da una famiglia diversa devota al santo. Gli ultimi festeggiamenti avvengono il 13 giugno con la processione, lo spettacolo di fuochi pirotecnici e la benedizione.

Statua della Madonna del Carmine

La Madonna del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di luglio avviene un'altra importante festa per la Parrocchia di San Pietro Apostolo e della Chiesa del Carmine, quella legata alla Madonna del Monte Carmelo. Il 7 luglio inizia la novena. La festa solenne è il 16 luglio. La mattina viene svolta la prima Messa. Alle 12 poi vi è la supplica alla Madonna del Carmine, un momento di preghiera e di raccoglimento. I festeggiamenti proseguono in serata con la Santa Messa e la processione per le vie del paese, con fuochi pirotecnici e benedizione finale in piazza e nella Chiesa.

Santa Maria Goretti[modifica | modifica wikitesto]

Tra fine luglio e inizio agosto si svolgono nella marina di Specchiolla e nella borgata di Serranova, i festeggiamenti legati a Santa Maria Goretti. Vi è una statua portata in processione in mare da Punta Penna Grossa fino a sbarcare a Specchiolla. La statua torna il giorno dopo a Serranova dove si celebra la Santa Messa e la processione per le vie del borgo, con lo spettacolo di fuochi pirotecnici e festeggiamenti finali. Per i giorni di festa si svolgono varie gare sportive, fiere del bestiame e altre esibizioni musicali e canore, con stand enogastronomici e bancarelle.

Santa Sabina[modifica | modifica wikitesto]

I festeggiamenti in onore di Santa Sabina avvengono nell'omonima marina di Torre Santa Sabina, un tempo nell'ultima domenica di agosto, poi spostata alla penultima. Dopo la messa avviene la processione per le vie della marina, con la statua portata anche in barca.

La Madonna della Conella[modifica | modifica wikitesto]

La seconda domenica di ottobre, avviene la festa legata alla Madonna della Conella (Madonna di la Cunedda, in carovignese) nel Rione Conella a nord del paese. La mattina si svolge la tradizionale fiera della Conella, la sera la processione con un antico quadro della Madonna custodito tutto l'anno in una “nicchia” all'esterno accanto alla chiesa di San Pietro Apostolo.

Novena di Natale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1772 alle 5 di mattina, si svolge nella Chiesa di Sant'Anna nel centro storico di Carovigno, la tradizionale novena di Natale, dal 16 al 24 dicembre.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pantanagianni: frazione di località marittima, tra Torre Santa Sabina e Specchiolla.
  • Serranova: frazione situata a pochi chilometri in direzione Brindisi.
  • Specchiolla: frazione di località marittima in direzione Brindisi.
  • Torre Santa Sabina: frazione situata sul mare in direzione di Bari; il nome deriva dalla torre omonima che si erge sulla costa della località marina stessa.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

L'economia carovignese trova le sue componenti essenzialmente nell'agricoltura (olivo, fichi, mandorli, cereali, vite, ortaggi), in proporzione minore nelle industrie (oleifici, stabilimenti vinicoli), nell'artigianato (rinomata la filatura laniera e la lavorazione di un compatto calcare, di cui la zona è ricca, adatto per pavimentazione e come materiale di rivestimento) e nella pesca.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Carovigno fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia[11] e del Patto dei Sindaci[12].

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 agosto 1988 29 gennaio 1990 Mario Zizza Democrazia Cristiana Sindaco [13]
29 gennaio 1990 10 dicembre 1990 Onofrio Cretì Partito Comunista Italiano Sindaco [13]
10 dicembre 1990 8 maggio 1991 Antonio Nicola Antelmi Partito Socialista Italiano Sindaco [13]
8 maggio 1991 30 settembre 1992 Vito Angelo Perrino Democrazia Cristiana Sindaco [13]
19 novembre 1992 21 giugno 1993 Giovanni Buongiorno Partito Democratico della Sinistra Sindaco [13]
21 giugno 1993 28 aprile 1997 Agostino Scalera Democrazia Cristiana Sindaco [13]
28 aprile 1997 5 agosto 1998 Vito Angelo Perrino Forza Italia Sindaco [13]
5 agosto 1998 30 novembre 1998 Rosa Maria Simone Comm. straordinario [13]
30 novembre 1998 27 maggio 2003 Angelo Lanzillotti lista civica Sindaco [13]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Vittorio Zizza centro Sindaco [13]
15 aprile 2008 31 maggio 2013 Vittorio Zizza lista civica Sindaco [13]
31 maggio 2013 12 giugno 2013 Maria Antonietta Olivieri Comm. pref. [13]
12 giugno 2013 24 febbraio 2015 Cosimo Mele lista civica: movimento ora!, lista civica: io carovigno, lista civica: movimento civico, lista civica: carovigno c'e', lista civica: carovigno anch'io, lista civica: amici di carovigno Sindaco [13]
24 febbraio 2015 14 giugno 2015 Pietro Massone Comm. straordinario [13]
14 giugno 2015 in carica Carmine Pasquale Brandi FdI-AN, lista civica: carovigno duemilaventi, movimento politico schittulli, oltre con fitto, FI, noi con salvini Sindaco [13]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Grecia Grecia, Corfù (2000)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S.D. Carovigno 1949 Calcio è nata nel 1949. Il Carovigno Calcio nel campionato 2000 era stato promosso nel campionato di eccellenza pugliese. Nella stagione 2013/2014 milita nel girone B pugliese di Promozione.

Le altre compagini sportive locali sono:

  • la Pallacanestro Carovigno, che milita nella Serie D maschile;

New Basket Carovigno, che militava nel campionato di serie D maschile; Giocatori di pallacanestro che militano e hanno militato in campionati professionisti (Diego Martino classe 1993 e Giancarlo Zizza);

  • il Volley Carovigno;
  • la sezione di tiro a segno nazionale di Carovigno, per competizioni di pistola a 10 metri e carabina a 10 metri.

Il 17 maggio 2004 la 9ª tappa del Giro d'Italia 2004 si è conclusa a Carovigno con la vittoria dello statunitense Fred Rodriguez.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzetto dello Sport intitolato a Ferdinando Prima.

Il poligono di tiro a segno, sito in contrada Palchi, ha uno stand di 12 linee con tiro da 10-15-25-50 metri.

Persone legate a Carovigno[modifica | modifica wikitesto]

  • Bertoldo Orsini del Balzo (morto dopo il 1488), figlio di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, fu barone di Salice, signore di Guagnano e Carovigno e conte di Lecce (1463-1464);
  • Clemente Brancasi (Carovigno XVI secolo - Napoli 1657), frate osservante, rappresentante dello scotismo meridionale nel campo della teologia trinitaria; scrisse De Deo Trino et Uno (Napoli 1638)
  • Vincenzo Andriani (Carovigno, 1788 - 1851), autore di studi di archeologia e numismatica.
  • Salvatore Morelli (Carovigno, 1824Pozzuoli, 1880) patriota, politico e saggista. Deputato del Parlamento italiano ed autore nel 1861 del libro rivoluzionario "La Donna e la Scienza o la soluzione del problema sociale" anticipando così di 8 anni il libro di John Stuart Mill "La Servitù delle donne" sull'emancipazione femminile.
  • Giuseppe Nicola Laveneziana (Carovigno, 1832 - 1862), brigante, luogotenente del Sergente Romano. Riuscì a invadere Carovigno restaurando temporaneamente il governo borbonico[non chiaro]
  • Alessandro Massimo Cavallo (Carovigno, 1834 - 1917), storico e sindaco di Carovigno, fu anche pittore e scultore. Patriota e protagonista attivo del Risorgimento Italiano, si adoperò affinché anche Carovigno condividesse i nuovi ideali di libertà e democrazia scaturenti dai moti rivoluzionari del 1848-1849 e 1860. Nel 1885 divenne sindaco di Carovigno e portò avanti la causa contro Casa Dentice, difese strenuamente i diritti del popolo carovignese sul Santuario di Belvedere. Scrisse molte opere su svariati argomenti, tra le più importanti si ricordano, "Sulla interpretazione delle iscrizioni messapiche di Carovigno", "Carovigno e la Casa Dentice", "Il Santuario di Belvedere" e molte altre. A lui e a Salvatore Morelli è intitolata la Scuola media "A. M. Cavallo - S. Morelli";
  • Guglielmo Cavallo (Carovigno, 1938), studioso di paleografia e storia della scrittura.

Tradizioni culinarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasqua Tipico dolce pasquale che non può mancare nelle tavole dei carovignesi, è la "piddica", una ciambella fatta con farina e olio extra vergine d'oliva, con un uovo bollito al centro, il tutto decorato con granella di zucchero multicolore. Un altro tipico piatto che non manca nelle scampagnate del sabato dopo Pasqua, sono gli "gnummarieddi", degli involtini di fegato farciti con carne, prezzemolo, formaggio pecorino e altro.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 146.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, dipionline.it. URL consultato il 31 luglio 2015.
  5. ^ demo.istat.it, http://demo.istat.it/pop2016/index.html .
  6. ^ ilmeteo, ilmeteo.it.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ cittadini stranieri, tuttitalia.it.
  9. ^ http://www.carovigno.info/curiosita/nzegna.asp
  10. ^ Giornale delle Due Sicilie, 11 ottobre 1841, n. 220.
    «Una meteora esercitava nel giorno diciassette agosto i suoi furori nel comune di Carovigno in Terra d'Otranto. Alle ore 17 e mezzo d'Italia, al Sud-Ovest del Comune, ed a circa due miglia di distanza dallo stesso, sorse una meteora vaporosa, quasi vorticosa colonna di color bruno rossastro, che gigantesca si alzò in aria, e poscia a poco a poco andò dilatandosi nella base, e restringendosi nella sommità, circondata sempre da nuvole bianche, parte in forma pur di colonne, parte di strana figura che tutte con rapida volubilità le si giravano intorno. Era meraviglioso insieme e tremendo il vedere quella meteora in forma di viaggiator vulcano avanzarsi minacciosa verso l'abitato, e con gagliardia da non potersi concepire devastare in suo cammino quanto incontrava.[...]».
  11. ^ Borghi autentici d'Italia, borghiautenticiditalia.it.
  12. ^ patto dei sindaci, pattodeisindaci.eu.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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