Camino al Tagliamento

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Camino al Tagliamento
comune
Camino al Tagliamento – Stemma Camino al Tagliamento – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.png Udine
Amministrazione
Sindaco Nicola Locatelli (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°55′39″N 12°56′41″E / 45.9275°N 12.944722°E45.9275; 12.944722 (Camino al Tagliamento)Coordinate: 45°55′39″N 12°56′41″E / 45.9275°N 12.944722°E45.9275; 12.944722 (Camino al Tagliamento)
Altitudine 34 m s.l.m.
Superficie 22,32 km²
Abitanti 1 676[1] (31-12-2010)
Densità 75,09 ab./km²
Frazioni Bugnins, Glaunicco, Gorizzo, Pieve di Rosa, San Vidotto, Straccis

Località: Bugnins Vecchio, Casali San Zenone[2]

Comuni confinanti Codroipo, Morsano al Tagliamento (PN), San Vito al Tagliamento (PN), Varmo
Altre informazioni
Cod. postale 33030
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030015
Cod. catastale B483
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caminesi
Patrono san Valentino
Giorno festivo 14 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camino al Tagliamento
Camino al Tagliamento
Posizione del comune di Camino al Tagliamento nella provincia di Udine
Posizione del comune di Camino al Tagliamento nella provincia di Udine
Sito istituzionale
Gonfalone civico

Camino al Tagliamento (Cjamin nel friulano centro-orientale[3] locale, Cjamin dal Tiliment in friulano standard) è un comune italiano di 1.677 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia, fa parte del club dei borghi autentici d'Italia[4].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si estende sulla riva sinistra del fiume Tagliamento, in corrispondenza della linea delle Risorgive che taglia longitudinalmente il Medio Friuli, rendendo i l'area particolarmente ricca d'acqua sia in superficie che nelle abbondanti falde sotterranee. Oltre al fiume Tagliamento che ne delimita il confine occidentale, il comune è attraversato dal fiume Varmo, che ha le sue sorgenti nella frazione di San Vidotto, e da altre rogge e corsi d'acqua.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo, dal latino "caminus", trae origine dalla presenza di numerose fornaci attive nella zona fino al XVIII secolo.

Il primo documento ufficiale che comprova la presenza di Camino risale al 1186 e ne testimonia il governo da parte dell'Abbazia di Sesto al Reghena per conto dei Patriarchi di Aquileia.

Attorno al 1300 il feudo passò sotto il dominio di Valvasone e successivamente dei signori di Codroipo.

Durante il Regno d'Italia venne costituito il comune, poi soppresso e aggregato a quello di Codroipo nel periodo tra il 1928 e la guerra, ritornando infine autonomo nel 1947.

Camino è particolarmente nota per la sua antica tradizione di maestri organari, riconosciuta a livello internazionale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio di più antica origine è la chiesa matrice di S. Maria di Pieve di Rosa, già nominata nel XIII secolo, l'attuale costruzione risale alla metà del XV secolo. Delle pale d'altare, quella raffigurante la Trinità con le Anime purganti ed il ritratto del pievano Flagotti (cui si devono le più importanti modifiche dell'edificio) va attribuita a Pietro Petrei, pittore e parroco di Moruzzo (1684), mentre l'altra con S. Antonio con Gesù Bambino e S. Rosa è opera prima del venzonese Lucilio Candido (1676). Ad un altro venzonese, Francesco Zamolo, spettano gli affreschi con Evangelisti (1719), che riflettono un tempo motivi tratti dal Ludovico Dorigny e dal Quaglio, nel coro della piccola Chiesa di Gorizzo.

La Chiesa arcipretale di Ognissanti nel capoluogo di Camino costruita in stile neoromanico, su progetto di Pietro Zanini, nel 1927. Le decorazioni, opera del pittore e restauratore Tiburzio Donadon (1933-1937), formano una commistione di stili gotico-bizantini dai richiami medievali. . Nella Cappella della Madonna ha trovato posto l'altare settecentesco della precedente parrocchiale, costruito intorno al 1773 da Giambattista Pariotti e fratelli. Dell'antica parrocchiale rimangono anche la fonte battesimale (1507), i resti di un portale con teste di putti di Giovanni Antonio Pilacorte (inizio XVI secolo), il lapicida lombardo al quale si attribuiscono anche i bassorilievi (Madonna con Bambino e Santi) della Glisiute.

Opere del Cinquecento nella Chiesetta di Straccis (Madonna con Bambino, scultura lignea di Bartolomeo dall'Occhio, 1506), nella Chiesetta di Glaunicco (trittico in pietra di Carlo da Carona, ca. 1530), nella Parrocchiale di Bugnins (pala d'altare raffigurante la Madonna con Bambino e i Ss. Pietro e Lorenzo di Pomponio Amalteo, ca. 1532) e nella Parrocchiale di San Vidotto (tela raffigurante la Madonna con Bambino e Santi attribuita a Giuseppe Moretto di S. Vito, fine secolo XVI). Nella stessa chiesa si trova anche l'altare maggiore, realizzato da Giuseppe Mattiussi intorno al 1784, slanciato e con cimasa rococò riccamente decorata con volute e figure di Santi: presenta nella mensa un bel bassorilievo raffigurante la Cena di Emmaus. Le statue dei Ss. Vito e Modesto, in legno laccato di bianco, sono dovute allo scultore pordenonese Antonio Marsure, 1844. Da ultimo, una statua lignea dipinta e dorata, raffigurante S. Antonio abate, del secolo XV: per gusto e proporzione si eleva di gran lunga sulla maggior parte della produzione friulana tardo gotica.

Il Borc dai Siors, nucleo edilizio che si sviluppa lungo via Tagliamento, costituito da edifici nobiliari sobri ed eleganti, con i relativi annessi rustici, quali:

Mulino di Glaunicco, goliardico scenario citato da Ippolito Nievo nella novella "Il Varmo". L'opificio continuò a macinare fino al 1967, e nel 1961 all'interno del Mulino vennero girate alcune scene del film Gli ultimi di David Maria Turoldo. Nel 1968 il Mulino subì un incendio, riportando gravi danneggiamenti, per poi essere recuperato e adattato a struttura ristorativa.

Villa Colloredo-Mels (oggi villa Mainardi) nella frazione di Gorizzo. Risalente al secolo XVI, di proprietà della nobile casata friulana dei Colloredo. Fu luogo di ritiro poetico di Ermes di Colloredo, che qui morì il 21 settembre 1692, e successivamente di Ippolito Nievo.

Nel 2012 la villa fu scelta da Giuseppe Tornatore come set del film La migliore offerta.

Altri palazzi signorili: il seicentesco Palazzo Luccardi nel borgo di Straccis.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Camino al Tagliamento, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima settimana di maggio, si svolge la tradizionale Fiera del Toro e del Vino, che culmina nella sua ultima giornata con la cuccagna orizzontale sul fiume Varmo. La ricorrenza, oltre che costituire una rassegna dei migliori prodotti locali, è caratterizzata da una serie di eventi culturali che accompagnano il calendario della manifestazione.

Persone legate a Camino al Tagliamento[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Comune di Camino al Tagliamento - Statuto.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Sito borghi autentici d'Italia
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

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