Malborghetto-Valbruna

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Malborghetto-Valbruna
comune
Malborghetto-Valbruna – Stemma
Malborghetto-Valbruna – Veduta
Il capoluogo Malborghetto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
SindacoPreschern Boris (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate46°30′N 13°27′E / 46.5°N 13.45°E46.5; 13.45 (Malborghetto-Valbruna)Coordinate: 46°30′N 13°27′E / 46.5°N 13.45°E46.5; 13.45 (Malborghetto-Valbruna)
Altitudine721 m s.l.m.
Superficie124,21 km²
Abitanti916[1] (31-3-2018)
Densità7,37 ab./km²
FrazioniBagni di Lusnizza, Malborghetto (sede comunale), Santa Caterina, Ugovizza, Valbruna Località: Cucco
Comuni confinantiChiusaforte, Dogna, Feistritz an der Gail (AT-2), Hermagor-Pressegger See (AT-2), Hohenthurn (AT-2), Pontebba, Sankt Stefan im Gailtal (AT-2), Tarvisio
Altre informazioni
Cod. postale33010
Prefisso0428
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030054
Cod. catastaleE847
TargaUD
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona F, 3 680 GG[2]
Nome abitantimalborghettiani
PatronoMaria santissima della Visitazione
Giorno festivo2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Malborghetto-Valbruna
Malborghetto-Valbruna
Malborghetto-Valbruna – Mappa
Posizione del comune di Malborghetto-Valbruna nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Malborghetto-Valbruna (Malborgeth-Wolfsbach in tedesco, Naborjet-Ovčja vas in sloveno[3], Malborghet e Valbrune in friulano[4]) è un comune italiano sparso italiano di 916 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. La sede comunale è nella frazione di Malborghetto.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si trova nella regione montuosa delle Alpi Giulie.

Gli abitati sono nel fondovalle della Val Canale, dominati dalle cime lo Jôf di Montasio (2.754 m), lo Jôf Fuart (2.666 m), lo Jôf di Miezegnot (2.087 m), il monte Osternig (2.052 m) e il monte Poludnig (2.000 m).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il forte Hensel

Fin dall'alto medioevo, come tutta la Val Canale appartenne, con il nome di Buonborghetto, ai vescovi di Bamberga, e in questo periodo divenne importante centro commerciale. Pare che abbia mutato nome in Malborghetto in seguito alle continue contese con Venezia. Vi fiorirono l'industria del ferro e del legno, che contribuirono allo sviluppo economico del paese e ancora oggi sono praticate.

Gli Asburgo vi costruirono una fortezza (oggi detta forte Hensel) che fu occupata dai Veneziani nel 1616, dal Massena nel 1797 e dal viceré Eugenio di Beauharnais nel 1805. Nel 1809, dal 14 al 16 maggio, all'interno del forte il capitano austriaco Friedrich Hensel si difese per tre giorni prima di cedere alle armate di Napoleone I.

Venne assegnato all'Italia nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale, sebbene fosse abitato prevalentemente da genti tedesche e slovene.

Nel 2003 il comune è stato colpito dall'alluvione della Val Canale, che ha causato due morti e danni rilevanti.

Con le frazioni di Valbruna e Ugovizza costituisce attualmente una località di villeggiatura e di sport invernali. I paesi sono basi di partenza per escursioni nelle Alpi Giulie.

Fino alla realizzazione della nuova ferrovia pontebbana era servito da varie stazioni, delle quali rimane in uso solo quella di Ugovizza.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Veneziano (XVII secolo), sede del Museo etnografico della Comunità Montana Canal del Ferro-Valcanale.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Santissima Trinità, costruita a Valbruna nel XVII secolo.
  • Chiesa di Santa Caterina, edificata nell'omonimo borgo nel Quattrocento.

Rifugi e strutture alpine[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Come le limitrofe Pontebba e Tarvisio, anche a Malborghetto-Valbruna coesistono, accanto all'italiano, altre tre lingue: lo sloveno, il tedesco e il friulano. Le prime due sono presenti nella zona sin dal medioevo (lo sloveno addirittura dal VII secolo)[6][7]; anche il friulano ha fatto la sua comparsa in epoca antica, ma ha subito una forte espansione in tempi recenti, con l'annessione del comune al Regno d'Italia e la conseguente immigrazione di famiglie provenienti dall'esterno[8].

Questi idiomi sono distribuiti assai irregolarmente e nessun centro abitato può dirsi unicamente slovenofono, germanofono o friulanofono; inoltre, spesso gli abitanti parlano o, perlomeno, comprendono lingue diverse[9].

Se il tedesco prevale a Bagni di Lusnizza e a Santa Caterina, a Malborghetto si nota una presenza importante di friulanofoni. A Valbruna si parla sia tedesco che sloveno, mentre Ugovizza è soprattutto slovenofona[10].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Si compone dei due nuclei abitati che danno il nome al comune, Malborghetto (721 m s.l.m.) che è sede del municipio, Valbruna e le 4 frazioni.

  • Valbruna (Ovčja vas in sloveno, Wolfsbach in tedesco, Valbrune o Cjalavai in friulano) si trova a 807 m s.l.m. allo sbocco della Val Saisera, con lo sfondo dell'imponente massiccio del Jôf Fuart (2.666 m). Centro di villeggiatura estiva e di sport invernali, è base di partenza per escursioni ed ascensioni nelle Alpi Giulie.

Presso Valbruna c'è un cimitero militare austroungarico.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagni di Lusnizza (Lužnice in sloveno, Lusnitz in tedesco, Lusniz in friulano) sorge a 635 m s.l.m. ed è nota per la sorgente di acque solforose che si trova vicino al paese.
  • Santa Caterina (Šenkatríja in sloveno, Sankt Kathrein in tedesco, Sante Catarine in friulano) si trova a 660 m s.l.m..
  • Ugovizza (Ukve in sloveno, Uggowitz in tedesco, Ugovize in friulano) è una località turistica estiva ed invernale, situata a 775 m m s.l.m.. Vi si trova la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, poco distante dalla Sella di Camporosso.
  • la località Cucco (Kuk in sloveno, Kúk in tedesco e Cuc in friulano) è una borgata che si trova poco distante da Malborghetto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è dotato di una stazione sulla ferrovia Pontebbana, denominata Stazione di Ugovizza-Valbruna.
Dal 1879 al 1999 Malborghetto era attraversata dalla vecchia ferrovia Udine-Tarvisio dove era presente la stazione ferroviaria. Fu dismessa nel 1999 a seguito del raddoppio della linea, il tracciato è convertito a pista ciclabile mentre la il fabbricato viaggiatori è adibito ad altri usi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Qui sotto è riportato la prima strofa di una licenziosa villotta, molto popolare in Friuli, intitolata El plevan di Malborghet (Il parroco di Malborghetto):

El plevan di Malborghet
al è stât trê dis tal jêt
cule massarie
e par no lassale plene
i a crevât il fil da schene
cule manarie

Traduzione letterale:
Il parroco di Malborghetto
è stato tre giorni a letto
con la domestica
e per non lasciarla incinta
le ha rotto la spina dorsale
con la mannaia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2011).
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Sloveno. L'idioma dei più antichi colonizzatori della valle, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  7. ^ Tedesco. La lingua ufficiale di un'epoca lunghissima: dal 1006 al 1918, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  8. ^ Friulano. Diverse parlate. Da quelle pontebbana e carnica a quella della Pedemontana, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  9. ^ Un caso unico. Pacifica convivenza di tre ceppi linguistici, Consorzio Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  10. ^ Giovan Battista Pellegrini, Contatti linguistici slavo-germanico-romanzi, in Gli Slavi occidentali e meridionali nell'alto Medioevo, Vol. 2, Centro italiano di studi sull'alto medioevo, 1983, p. 973.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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