Enemonzo

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Enemonzo
comune
Enemonzo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
Sindaco Franco Menegon (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 46°25′N 12°53′E / 46.416667°N 12.883333°E46.416667; 12.883333 (Enemonzo)Coordinate: 46°25′N 12°53′E / 46.416667°N 12.883333°E46.416667; 12.883333 (Enemonzo)
Altitudine 398 m s.l.m.
Superficie 23,76 km²
Abitanti 1 310[1] (28-2-2017)
Densità 55,13 ab./km²
Frazioni Colza, Esemon di Sotto, Fresis, Maiaso, Quinis, Tartinis
Comuni confinanti Preone, Raveo, Socchieve, Verzegnis, Villa Santina
Altre informazioni
Cod. postale 33020
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030035
Cod. catastale D408
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3 168 GG[2]
Nome abitanti enemonzesi
Patrono santi Ilario e Taziano
Giorno festivo 16 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Enemonzo
Enemonzo
Enemonzo – Mappa
Posizione del comune di Enemonzo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Enemonzo (Enemonç in friulano[3][4]) è un comune italiano di 1 310 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Localizzato nella regione storico-geografica della Carnia, sorge nell'ampia vallata che si sviluppa dall'incontro del fiume Tagliamento e del torrente Degano. Circondato da verdeggianti colline e dai monti Lovinzola e Colgentile è ubicato a soli 12 km dal capoluogo carnico Tolmezzo. Il comune comprende le frazioni di Fresis, Tartinis, Colza, Maiaso, Quinis ed Esemon di Sotto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni ritrovamenti (un'ascia in pietra levigata rinvenuta sulla collina di San Rocco, un'ascia in bronzo presso la frazione di Esemon di Sotto, e vari resti di epoca romana), testimoniano che Enemonzo è certamente uno degli antichi insediamenti della Carnia. Tuttavia il nome del paese viene citato per la prima volta solo intorno al 1000 come Enemum. Nel 35 a.C. dopo la sottomissione dei Galli Carni da parte delle legioni romane, Enemonzo entrò a far parte della X REGIO VENETIAE ET HISTRIAE. Dal 1017 al 1420 fece parte del Patriarcato di Aquileia, conoscendo il periodo più florido della sua storia antica. Nel 1420, con la caduta del patriarcato, passò sotto la dominazione veneziana fino al 1797, anno del Trattato di Campoformio che stabiliva il passaggio di tutto il Veneto (che allora comprendeva anche il Friuli) all'impero asburgico. Tornato all'Italia nel 1866, nel 1917 il paese fu investito dalla ritirata di Caporetto, e molti abitanti abbandonarono le proprie case per rifugiarsi al di là del Piave. Durante la seconda guerra mondiale, come tutta la Carnia dovette subire l'invasione dei cosacchi, autori di violenze, furti e razzie, che dovettero abbandonare il paese nel maggio del 1945.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Enemonzo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano carnico, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[6].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'associazione dei comuni del Parco intercomunale delle Colline Carniche costituita nel 2007 insieme ai comuni di Lauco, Raveo e Villa Santina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 259.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana , Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fulvio Castellani, Colza, Maiaso e dintorni: momenti di vita paesana intorno agli anni '50 e '60 (fotografico), fotografie di Italo Castellani, [Tolmezzo], Andrea Moro, (stampa 2000), 59 p.
  • Due restauri in Enemonzo: Chiesa di San Rocco, Chiesa di S. Giorgio in Colza, [Testi di Domenico A. Valentino, Mario Bardin, Tiziano Fabbro], Sequals, Tipografia Tielle, 1990, 29 p.
  • Giorgio Ferigo (a cura di), Enemonç Preon Raviei Socleif, numar unic pal 82n congrès de Societât Filologjiche Furlane (Enemonç [Enemonzo], 25 di setembar dal 2005), Udin, Societât Filologjiche Furlane, 2005, 730 p.
  • Vittorio Fioroli Della Lena e Ferruccio Fioroli Della Lena, Il vaiuolo in Enemonzo nel 1888: relazione all'ill.mo signor prefetto della città e provincia di Udine, Torino, Tipografia L. Roux e C., 1890, 27 p.
  • Giovanni Gorini, Il ripostiglio di Enemonzo e la monetazione del Norico, Padova, Esedra, [2005], 162 p.
  • Gian Paolo Gri, Carla Marcato, Crasulas e Crasuladôrs, a cura di Stefano Morandini e Augusto Petris, Enemonzo, Comune di Enemonzo, c2006, 103 p. (+ DVD)
  • Enza Sina (a cura di), Enemonzo e Preone, Udine, Società filologica friulana, 1998, 346 p. [vol. XIX della Collana Racconti popolari]
  • Enza Sina, Giampaolo Collavino, Frus: immagini e testi per un itinerario nel mondo infantile di ieri e di oggi Enemonzo, Comune di Enemonzo, Circolo culturale "Enemonzo Oggi", [200-?], 99 p.
  • Mario Toller, Enemonzo e le sue frazioni, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1970, 142 p.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN248753526 · BNF: (FRcb15123124f (data)