Artegna

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Artegna
comune
Artegna – Stemma Artegna – Bandiera
Artegna – Veduta
Pieve di Santa Maria Nascente
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaProvincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
SindacoAldo Daici (lista civica Per Artegna) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate46°14′N 13°09′E / 46.233333°N 13.15°E46.233333; 13.15 (Artegna)Coordinate: 46°14′N 13°09′E / 46.233333°N 13.15°E46.233333; 13.15 (Artegna)
Altitudine210 m s.l.m.
Superficie11,22 km²
Abitanti2 868[1] (28-2-2017)
Densità255,61 ab./km²
FrazioniSornico
Comuni confinantiBuja, Gemona del Friuli, Magnano in Riviera, Montenars, Treppo Grande
Altre informazioni
Cod. postale33011
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030006
Cod. catastaleA448
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 730 GG[2]
Nome abitantiarteniesi
Patronosan Rocco
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Artegna
Artegna
Artegna – Mappa
Posizione del comune di Artegna nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Artegna (Dartigne in friulano[3][4]) è un comune italiano di 2 868 abitanti[1] della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune leggende popolari l'origine del nome risale al periodo tra il 1646 ed il 1648 a seguito della visita e della permanenza nel paese di Charles de Batz de Castelmore d'Artagnan in Italia per conto del cardinale Giulio Mazzarino. Nel 1648 venne richiamato in Francia dallo stesso Mazzarino a causa delle guerre civili note come le Fronde. Sempre secondo le stesse leggende popolari, intorno al 1866 il paese sarebbe stato visitato dallo scrittore francese Alexandre Dumas, autore del famoso romanzo I tre moschettieri ma non ci sono prove a sostegno di questa ipotesi.

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santo Stefano in Clama.
Gonfalone civico

La chiesetta sorge ai piedi del monte Faet, poco al di sopra del borgo Clama, che prende il suo nome da un'antica casata di Artegna. L'esistenza di una chiesa in Clama, intitolata a San Leonardo, è attestata da un documento del 1281 (testamento di Federico di Prampero). La prima traccia documentale della dedicazione della chiesa a Santo Stefano risale al 1431. Nel 1977, durante lavori di restauro successivi al terremoto del 1976 che colpì rovinosamente il Friuli, mentre si rimuove l'altare settecentesco, vengono rinvenute sette lastre di pietra risalenti all'Alto Medioevo, le quali probabilmente appartenevano alla chiesetta e che fanno presupporre che la fondazione dell'attuale Santo Stefano risalga almeno al periodo carolingio.

Chiesa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino (Artegna).

La chiesa, nelle sue forme attuali, risale al XVI secolo, a quando, cioè, gli Arteniesi la ripararono dopo che il terremoto del 1511 l'ebbe rovinata.

Il colle di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Il colle di San Martino è un complesso monumentale di cui fanno parte anche la pieve e il castello. La grande chiesa parrocchiale, Santa Maria Nascente, risale al 1829 ed è opera di Pietro Schiavi. All'interno è decorata con affreschi di Sebastiano Santi (soffitto, 1832), Leonardo Rigo (presbiterio, 1888-1892) e Aurelio Mariani (coro, 1930). In uno degli altari laterali, è collocato un dipinto del pittore udinese Luigi Pletti, un San Domenico con notevoli arditezze cromatiche e luministiche. Sopra l'altare del SS. Crocifisso, “un grande Crocifisso ligneo del XVI secolo, vicino ai modi di Giovanni Martini.

Il Castelletto

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, ricostruito dopo il terremoto del 1976, è quanto resta del fortilizio che fino al XIV secolo occupava la sommità del colle, cingendolo con le sue mura. Appartiene al primitivo edificio – e forse al nucleo più antico – la torre, cosiddetta “longobarda”, che era posta in prossimità della porta d'ingresso. Per il resto, l'edificio ha subìto nel corso del tempo diversi rimaneggiamenti. Il castello ristrutturato da poco è ovviamente visitabile.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Ad Artegna, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 [6]. Tra gli stranieri maggiormente presenti nel comune ci sono: albanesi, serbi, croati, kosovari, romeni, filippini e ucraini.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, Artegna è soprattutto rinomata per la produzione di ceramiche e di terracotte.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  4. ^ La giunta comunale con delibera nº 107 del 29-09-2008 aveva proposto all'ARLeF il toponimo Artigne invece di Dartigne Delibera del comune di Artegna
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Bergamini (a cura di), Guida artistica del Friuli-Venezia Giulia, Passariano (Udine), Associazione fra le Pro Loco del Friuli-Venezia Giulia, 1999 (voce: Artegna).
  • G. Bergamini, S. Tavano, Storia dell'arte nel Friuli-Venezia Giulia, Reana del Rojale, Chandetti, 1991.
  • Maria Cristina Cavalieri Dossi, “Ritrovamento dei rilievi altomedioevali”, in AA.VV., Gli affreschi di S. Stefano in Clama ad Artegna, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1984.
  • Beatrice di Colloredo Toppani, “Indagine storico-artistica sugli affreschi”, in AA.VV., Gli affreschi di S. Stefano in Clama ad Artegna, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1984.
  • Decio Gioseffi, Udine: le arti, s.l., Casamassima Editore, 1982.
  • Cristina Marzocco Marinig, “L'architettura”, in G. Caiazza, C. Marzocco Marinig, Castello di Artegna, Monfalcone, Edizioni della Laguna, 1999.
  • Gian Carlo Menis, L'antica pieve di San Martino di Artegna e gli affreschi di Gian Paolo Thanner (1530 c.), Artegna, Comune di Artegna, 1999.
  • Aldo Rizzi, Profilo di storia dell'arte in Friuli, vol. 2, Udine, Del Bianco Editore, 1979.
  • Tarcisio Venuti, “Le chiese di Artegna tra religiosità e storia”, in AA.VV., Artegna. Storia, terremoto, rinascita, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1979.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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