Coseano

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Coseano
comune
Coseano – Stemma Coseano – Bandiera
Coseano – Veduta
Chiesa di San Bartolomeo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
Sindaco Valerio Del Negro (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 46°06′N 13°01′E / 46.1°N 13.016667°E46.1; 13.016667 (Coseano)Coordinate: 46°06′N 13°01′E / 46.1°N 13.016667°E46.1; 13.016667 (Coseano)
Altitudine 121 m s.l.m.
Superficie 23,8 km²
Abitanti 2 168[2] (1-1-2017)
Densità 91,09 ab./km²
Frazioni Barazzetto, Cisterna, Maseris, Nogaredo di Corno[1]
Comuni confinanti Dignano, Flaibano, Mereto di Tomba, Rive d'Arcano, San Vito di Fagagna, Sedegliano
Altre informazioni
Cod. postale 33030
Prefisso 0432
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030031
Cod. catastale D085
Targa UD
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti coseanesi
Patrono San Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Coseano
Coseano
Coseano – Mappa
Posizione del comune di Coseano nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Coseano (IPA: [koze'ano], Cosean in friulano[3]) è un comune italiano di 2 168 abitanti[2] della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia, appartenente alla Comunità collinare del Friuli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Coseano si trova all'estremità settentrionale della pianura veneto-friulana, a circa 18 km ad ovest del capoluogo friulano Udine e delimitato approssimativamente a sud-ovest dal corso del fiume Tagliamento e a nord-est da quello del torrente Corno e del canale Ledra. È uno degli ultimi territori pianeggianti a ridosso dei primi rilievi collinari a nord e a est del comune e la sua altitudine varia dai 100 metri della frazione Barazzetto ai 140 in località Coseanetto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 e 22 ottobre 1866, dopo la terza guerra di indipendenza, ci fu il passo formale di votare per il plebiscito a suffragio universale maschile per convalidare il passaggio del Veneto (che allora comprendeva anche il Friuli) al Regno d'Italia, già sancito dal Trattato di Vienna sottoscritto il precedente 3 ottobre 1866. In questo contesto, Coseano fu il paese in cui si ebbe il maggior numero di voti contrari all'annessione al Regno d'Italia:[4] 219 e 25 No (nell'intero territorio che oggi rappresenta le province di Udine e Pordenone ci furono solo 36 No su circa 105 000 votanti).[5][6] Per questo il paese è anche conosciuto come Coseàn dal no (Coseano del no). Tale risultato fu considerato uno scandalo e provocò gravi malumori, tanto che il presunto responsabile del rifiuto, individuato nel parroco don Antonio Riva (1806-1882),[7] dovette scappare da un linciaggio travestendosi da carabiniere.[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel borgo rurale di Barazzetto sono stati effettuati scavi archeologici che hanno portato alla luce significative testimonianze relative soprattutto al periodo romano (dal I secolo a.C. al IV-V secolo d.C.).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Coseano la popolazione utilizza correntemente il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[10].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Coseano - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2017.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ Comune di Coseano, su SIUSA.
  5. ^ Il plebiscito in Friuli (PDF), in Giornale di Udine, 26 ottobre 1866, p. 2.
  6. ^ Unità d’Italia, i padani a Coseano per ricordare il no al plebiscito, in Messaggero Veneto, 18 marzo 2016.
  7. ^ Antonio Riva, su Friul.net. URL consultato il 10 ottobre 2016.
  8. ^ Il parroco fu considerato l'ispiratore: dovette fuggire vestito da carabiniere, in Messaggero Veneto, 18 marzo 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana , Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

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