Paularo

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Paularo - Paulâr
comune
Paularo - Paulâr – Stemma
Paularo - Paulâr – Veduta
Panorama del centrovalle
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Udine-Stemma.svg Udine
Amministrazione
Sindaco Daniele Di Gleria (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 46°32′N 13°07′E / 46.533333°N 13.116667°E46.533333; 13.116667 (Paularo - Paulâr)Coordinate: 46°32′N 13°07′E / 46.533333°N 13.116667°E46.533333; 13.116667 (Paularo - Paulâr)
Altitudine 690 m s.l.m.
Superficie 84,24 km²
Abitanti 2 597[1] (31-12-2016)
Densità 30,83 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti italiani: Arta Terme, Ligosullo, Treppo Carnico, Paluzza, Moggio Udinese; austriaci: Dellach, Hermagor-Pressegger See, Kirchbach, Kötschach-Mauthen.
Altre informazioni
Cod. postale 33027
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030073
Cod. catastale G381
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3 510 GG[2]
Nome abitanti paularini
Patrono santi Vito, Modesto e Crescenzia
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paularo - Paulâr
Paularo - Paulâr
Paularo - Paulâr – Mappa
Posizione del comune di Paularo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Paularo (Paulâr in friulano[3][4]) è un comune italiano di 2 597 abitanti della provincia di Udine, nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (Friûl-Vignesie Julie, in friulano, Furlanija Julijska krajina in sloveno, Friaul-Julisch Venetien in tedesco).

Il nome deriva da "pabolarium" (pascolo) all'epoca molto ricco nella Valle, oppure da "povui-poulars", luogo di ippocastani, come testimoniano gli unici secolari esemplari arborei di piazza Julia, eredi di ben più vasta piantagione. Un'antica pergamena reca a tal proposito uno scritto: "Poularij di Incaroj, anno 1471"[5].

« Chiamasi Canale d'Incarojo l'intera valle solcata coll'alto But, che s'immette nel Tagliamento. Questa Valle, posta nella catena delle Alpi Carniche, la più orientale fra le settentrionali della Carnia, comprende il territorio del comune di Paularo, uno fra i più vasti territorj comunali, avendo l'area di 73988 pertiche censuarie. Le Alpi ne' loro vertici, elevati 2100 metri sopra il livello del mare, segnano i confini tra la Carnia e la Carintia, e mandano le acque nell'Adriatico co' loro versanti al Sud, e nel mar Nero con quelli al Nord »
(Incipit di un libro dell'architetto, matematico e meteorologo friulano Giovanni Battista Bassi dedicato "ai buoni valligiani d'Incarojo" il 30 novembre 1861.[6])

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo, Paularo, è ubicato a 690 metri s.l.m.; l'abitato si distribuisce tra i 410 e gli 880 metri s.l.m. circa mentre, nel suo complesso, la valle - denominata Valle d'Incarojo, Valle Chiarsò o Valle di Paularo - è compresa tra i 410 e i 2.187 metri s.l.m..

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Complessivamente la Valle è circondata dai monti:

  • Zermula (2.143 m), Findenigkofel (2.015 m) e Pizzul (1987 m) a nord;
  • Tersadia (1.959 m), Castoia (1231 m) e Cuc (1569 m) a ovest;
  • Salincjet (1.857 m) e Jouf (1211 m) a est;
  • Sernio (2.187 m), Flop (1716 m), Mezzodì (1806 m), Palasecca (1929 m) e Grauzaria (2066) a sud.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Chiarsò, da cui la valle prende il nome (Valle Chiarsò), è il torrente che si snoda lungo l'intero territorio e il suo nome, di origine preromana, significa di più torrenti in luoghi rocciosi. tratto del torrente ChiarsòNasce a Ramaz (985 m) e termina a Cedarchis dove affluisce nel But. Si crea dalla confluenza tra i rii Čerčevese e Malinfier, poi riceve il Maior, il Rù Tamai e il Rùat; a seguire, nel centro del paese, con la Minischite, il Rùtandi, l'Orteglas, la Turiee, la Muee e, per ultimo, con i rii Benedet e Molini.

Nella Valle d'Incarojo scorrono altresì le acque della:

  • cascata di Salino nell'omonima frazione;
  • cascata das Glirs a Meledis lungo l'arteria che conduce al confine di Stato con l'Austria;
  • cascata da Naše tra Prabon e Pizzul,

e zampillano due fonti d'acqua: la ferruginosa a Rùfosc e la solforosa ad Aones.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Paularo.
segmento del Sernio dal monte Castoia

Il clima della zona, pur trattandosi di area alpina, è mite in quanto fortemente protetta dai venti dai quadranti nord-orientali. Le temperature medie annue oscillano attorno ai 9,6 °C.

La primavera presenta caratteristiche invernali nella prima parte di marzo per poi mitigarsi agli inizi di aprile quando le temperature minime non risultano più negative. Le medie stagionali primaverili sono comprese tra i 6 e gli 8 °C.

Il periodo in cui è possibile superare i 30 °C va da giugno ad agosto; solo eccezionalmente vengono superati i 35 °C.

L'inverno in questi ultimi anni non è più particolarmente rigido, con le temperature medie stagionali che oscillano tra i 1,5 °C e i -5 °C, e nemmeno piovoso. La neve non più abbondantissima anche perché parte del vapore acqueo precipita nelle antistanti Prealpi.

Storia ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Un incendio del 24 dicembre 1709 annientò il prezioso archivio dell'allora comune di Villa di Mezzo (oggi frazione di Villamezzo) che disponeva di un'importante documentazione che ricostruiva in maniera completa e accurata la storia della Valle d'Incarojo, fino a quella data. Malgrado l'evento sono stati reperiti atti custoditi negli archivi delle Valli contermini che offrono, pur in maniera non precisa e assai frammentata, dei cenni storici riferiti agli anni antecedenti la distruzione archivistica villamezzina.

Nel 705 sulle montagne della Valle d'Incarojo si svolsero alcune battaglie tra i Longobardi e gli Slavi.

Il 31 agosto 1037 il Patriarca Peppone, assegna con il suo testamento “omni que vocatur Pizzul” alla Chiesa di Aquileia[5].

benvenuto all'ingresso del capoluogo

Un documento del 30 dicembre 1275 riconosce dinnanzi al Patriarca Gregorio di Montelongo di avere “decime" a Villa di Mezzo d'Incarojo (oggi Villamezzo).

Un atto testamentario di Stropatius che riporta la data del 1309, cita Villa de Fur (oggi Villafuori) e Tavella di Salino.

Il 16 luglio 1420 ebbe fine la lotta tra il Patriarcato di Aquileia e la Serenissima Repubblica Veneta di Venezia. La Valle d'Incarojo passò sotto l'egida della Patria Veneta, mentre sotto il profilo ecclesiastico rimaneva alle dipendenze della potestà patriarcale. La suddivisione amministrativa della Valle durante la dominazione veneta era costituita dai comuni di Villamezzo (con le frazioni di Villafuori e Rio); Paularo (con Misincinis e Casaso); Dierico; Salino (con i borghi di Lambrugno, Tavella e Castoia); Trelli (con la frazione di Chiaulis). Tale suddivisione rimase in vigore fino agli inizi del secolo XIX[5].

Il 30 agosto 1478 venne combattuta la Battaglia di Lanza contro i Turchi che aspiravano ad appropriarsi dell'intera Valle e di altre valli carniche.

Nell'anno 1692, una alluvione distrugge totalmente la canonica del capoluogo.[7]

Nel 1700, Jacopo Linussio, nativo del posto e studente a Villach (Austria), divenuto un noto ed affermato imprenditore dell'industria tessile in Carnia creò numerosi laboratori tessili garantendo un'occupazione alla popolazione carnica mai vista prima e chiaramente anche per l'area paularina fu un periodo particolarmente fiorente[5].

A testimonianza di oltre quattro secoli di dominio della Serenissima Repubblica Veneta è un cippo in pietra noto come di “Maria Teresa” tutt'oggi visibile a Valbertat Bassa che riporta scolpita la data del 1777 con impresso su un lato il leone di San Marco e sull'altro lo stemma del ducato di Carinzia.

Nel 1709 si scatenò un ampio incendio nell'allora comune di Villa di Mezzo (già citato in premessa).

Nel 1797 la Valle passa all'Austria a seguito della sconfitta del Sovrano asburgico Francesco II (Trattato di Campoformio).

panoramica sud del centrovalle

Nel 1805 annessione della Valle al Regno d'Italia creato da Napoleone I.

Nel 1814 con la caduta di Napoleone Bonaparte la Valle d'Incarojo nuovamente torna in territorio austriaco[5].

La dominazione napoleonica prima e quella austriaca dopo, coincisero con un periodo di precarietà per la Carnia intera, le industrie caddero in declino e numerosi abitanti emigrarono in particolare in territori esteri.

Nel 1866 ritorno in seno alla Madre Patria in cui tutta l'area carnica fu riunita al Regno d'Italia. Da questo anno in poi divenne una frequentata località turistica caratterizzata in seguito anche da una massiccia presenza militare del Corpo degli Alpini ospitati nelle due caserme in via Roma e via Piave; esse furono edificate dal Ministero della Difesa italiano nel 1940 per la Guardia di Frontiera ma rimasero inutilizzate a causa della guerra; solamente dal 1962 al 1975 vi furono ospitate una compagnia di alpini ed una batteria di artiglieria da montagna.

Nel 1913 iniziarono i lavori della strada Duron, lunga sei chilometri, resa camionabile tra il 1939-1940 e di competenza provinciale nel successivo 1960. La nuova arteria farà da anello di congiunzione tra la strada provinciale valle d'Incaroio e la strada statale 53 bis per monte Croce Carnico al confine con l'Austria.[8]

Il 14 settembre 1915 (Prima Guerra Mondiale) sul monte Zermula avvenne il bombardamento che coinvolse militari austriaci contro i militari italiani.

Il 2 aprile 1917 a Casera Turiee una valanga travolgeva la sede del Comando Battaglione Alpini "Monte Granero". Tra i numerosi militari che persero la vita anche il loro comandante, maggiore Vincenzo Arbarello.[9]

Tra il 1936 e il 1941 viene realizzata un'altra importante arteria di comunicazione tra il centrovalle e Ramaz (9 chilometri) e Ramaz a Pontebba (24 chilometri) necessaria al consorzio comunale Paularo-Arta Terme-Moggio Udinese-Pontebba.[8]

volo con parapendio

Il 5 giugno 1944 i partigiani garibaldini entrarono a Paularo distruggendo, come primo atto, la sede del Fascio ubicata di fronte all'attuale Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e nel pomeriggio uno stormo di cacciabombardieri diretti in Germania sorvolarono l'intera Valle[10]. Il 9 ottobre, alle ore 04:00 del mattino, un ordine del comandante dei partigiani e l'aiuto di un garibaldino locale esperto di dinamite, fa distruggere il "ponte di ferro" che consente l'ingresso al capoluogo provenendo da Tolmezzo[10]. L'11 ottobre nel corso di un'operazione di rastrellamento durante il Secondo Conflitto Mondiale, circa 300 residenti furono arrestati e deportati nei campi di concentramento tedeschi[10].

Nel 1951 il Comune raggiunge il più alto numero di cittadini residenti del secolo: 4.412 abitanti.

Il 6 maggio 1976 tutta la regione Friuli-Venezia Giulia è stata colpita da un violento sisma percepito anche nella Val Chiarsò nella quale, però, non ha creato seri danni alle infrastrutture.

Il 24 luglio 1983 viene inaugurato il Centro Residenziale per Anziani, struttura moderna e funzionale, grazie alla generosità e all'operosità dell'Associazione Nazionale Alpini e dei relativi Gruppi di Paularo e Dierico[11]. Il 10 e l'11 settembre 1983 la Valle venne investita da un'intensa alluvione che modificò permanentemente parte della morfologia e della viabilità del fondovalle capoluogo.

Nella mattinata del 19 agosto 1988 inaugurazione, dopo un'ampia riqualificazione, del nuovo "parco giochi Saletti" la cui madrina dell'evento è stata la bionda Maria Giovanna Elmi, annunciatrice e presentatrice di programmi della Rai, nonché cantante e attrice. La "fatina" della televisione, così come è stata definita, negli anni seguenti ha presentato altresì varie edizioni di concerti di musica classica organizzati nella Valle; Il 14 agosto 1990 affollatissimo concerto del cantante italiano Toto Cutugno organizzato nel contesto della Sagra paesana di San Rocco di Dierico.

centro della valle in primo piano

Il 4 giugno 1994 sul monte Pizzul, il Gruppo Alpini di Paularo con il supporto logistico dell'omologo di Dierico, ha avuto luogo la consegna del Tricolore alla tre scuole presenti sul territorio: la scuola dell'infanzia "Ten. Silvano Sbrizzai", la scuola primaria "Giovanni Battista Bassi" e secondaria di primo grado "Jacopo Linussio", rappresentate da oltre 300 alunni coi rispettivi genitori. La manifestazione avvenne dinnanzi alla graziosa cappelletta del Santissimo Redentore edificata dagli Alpini della Valle in onore e a ricordo dei Caduti dei due conflitti mondiali[11].

Tra la fine del 1995 e il 1999, a Misincinis è emerso, a seguito di scavi privati, un numero significativo di materiali utilizzati tra la fine dell'VIII e il I secolo a.C. e, in particolare, 145 tombe a incinerazione di una necropoli, i cui corredi si riferiscono alla cultura di La Tène e testimoniano la presenza di popolazioni celtiche e transalpine.

Il 13 luglio 2001 ha avuto luogo nella Valle la 11ª tappa del 12° Giro Rosa, Giro d'Italia Internazionale Femminile, vinta dalla svizzera Nicole Brändli.[12]

Nell'estate del 2002 il Gruppo Alpini di Dierico ha collocato sulla vetta del monte Sernio (2.187 m s.l.m.) una Croce di notevoli dimensioni (4 metri) che domina le Valli delle Alpi Carniche. La Croce è stata benedetta al termine di una Santa Messa officiata per l'occasione dal parroco di Dierico.[13]

Nella primavera del 2007 viene istituita l'Associazione Intercomunale Alta Carnia costituita dai comuni di Arta Terme, Ligosullo, Paularo e Zuglio con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e razionalizzare le risorse umane ed economiche dei quattro enti locali così come indicato dalla Legge regionale n.1/2006. Il 31 agosto Paularo accoglie il 3Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy che nell'occasione visita una mostra di lavori realizzati dai corsisti della locale Università della Terza Età;[14] nello stessso mese viene presentato l'Inno di Paularo scritto da Ciro di Gleria (già autore di numerosi testi) e musicato da Florian Pedarnig. L'Inno sarà proposto nei concerti musicali della "Filarmonica Ferdinando Nascimbeni".[15] Il 30 dicembre si è svolta nella Val Chiarsò l'8ª edizione del "Formaggio di malga Italia-Austria" con la competizione tra malghe italiane e malghe austriache nell'ambito del "programma interregionale III" Italia-Austria.[16]

tratto del torrente Chiarsò

Il 13 e il 14 giugno 2008 la Val Chiarsò accoglie, per la prima volta, il convegno nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini con tutto il direttivo del sodalizio presieduto dal presidente nazionale Corrado Perona.[11] Sabato 6 e domenica 7 settembre record di presenze di pubblico alla manifestazione estiva paularina "Mistîrs", rappresentazione degli antichi mestieri della Valle, che ha raggiunto la cifra di 12.000 ospiti. Il 28 settembre dopo l'esperienza quasi trentennale di Radio Paulâr, conclusasi in seguito all'entrata in vigore della legge Mammì che regolamentava l'intero settore radiotelevisivo italiano, vengono accese, su concessione ministeriale, le frequenze di Radio Paularo che diffonde, in una veste rinnovata dal punto di vista tecnologico, una programmazione musicale, di intrattenimento, varietà e di informazione sui 105.00 MHz dell'FM locale. Il 19 novembre uno speciale documentario sulla Valle d'Incarojo, di venti minuti, viene diffuso via satellite Eultelsat Hot Bird 13° est in tutta Europa, nel nord d'Africa e nella parte più vicina dell'Oriente, dall'emittente televisiva OasyTv all'interno della trasmissione Piccola grande Italia. Il programma è stato riproposto il giorno seguente e il sabato successivo.[17]

Il 23 maggio 2010 la Valle è stata percorsa durante lo svolgimento della 15ª tappa del 93º Giro d'Italia che ha impegnato i ciclisti, per la prima volta, a confrontarsi con l'impegnativo tratto del "Duron" (6,7 km con pendenza media del 10% e punte del 18%).[18]

Il 14 maggio 2013 la dirigenza del 96º Giro d'Italia fa percorrere, ancora una volta, l'intera Valle d'Incarojo durante la 10ª tappa con direzione Cason di Lanza - Altopiano del Montasio.

Il 31 agosto 2014 visita al Comune del presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, in occasione della 19ª edizione della rassegna di "Mistîrs".[19]

Il 29 agosto 2015, a margine della celebrazione di una Santa Messa, è stato siglato un patto di amicizia tra il comune paularino e la città di San Giovanni Rotondo (regione Puglia) a cura dei rispettivi primi cittadini e di una rappresentanza delle due amministrazioni comunali. La cerimonia, con il taglio del nastro, si è svolta nel contesto dell'annuale manifestazione "Mistîrs" giunta alla 20ª edizione.[20] L'Amministrazione locale acquista la nuda proprietà di Palazzo Calice, a Villafuori, già appartenuto alla nobiltà veneziana e per ultimo alla famiglia Valesio-Calice[21].

Il 1º gennaio 2016 il comune entra a far parte della UTI, Unione Territoriale Intercomunale della Carnia, istituita con legge regionale n. 26 del 12 dicembre 2014. L’UTI coinvolge ventiquattro comuni dell’area montana carnica e assume l'esercizio di funzioni, anche di area vasta, precedentemente esercitate dalla Provincia e dalla Comunità montana della Carnia e di funzioni comunali.[22]

Il 16 luglio 2017 si è svolto il 30º raduno della "Sezione Carnica" dell'Associazione Nazionale Aplini di Tolmezzo. In occasione dell'evento il quadrimestrale sezionale "Carnia Alpina" (n.1/2 edito il 15 giugno 2017) ha dedicato alla Valle la copertina, la quarta di copertina e nove pagine interne con descrizione storica e foto dell'Incarojo tratti dalla pagina wikipedia.[23]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale rappresenta uno scudo alla sannitica, trinciato in banda, azzurro in capo su cui spiccano in rosso tre torri in pietra merlate alla ghibellina con tre porte aperte; rosso in punta e tre stelle in oro a sei raggi ordinate sotto ciascuna torre. Le tre torri ricordano i tre fortilizi che per diversi secoli hanno provveduto alla difesa del paese, il primo innalzato sopra la zona Duron, che poneva in comunicazione le valli di Treppo, Paluzza e Valcalda, l'altro sopra la frazione di Dierico che dominava il canale d'Incarojo e il terzo con torre e tempietto pagano era posto sopra il colle che dominava Paularo sul quale ora si eleva la chiesa Parrocchiale. Inoltre la prima torre simboleggia l'assieme delle Ville a Nord, quella centrale il Capoluogo e la terza la popolazione del canale lungo il corso del torrente Chiarsò; verso sud; esse poggiano su uno scosceso fondo rosso simbolo delle ripide e rocciose montagne della Valle.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

127 gradini conducono alla parrocchiale dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia martiri
  • Chiesa parrocchiale di Paularo dedicata ai santi patroni Vito, Modesto e Crescenzia martiri; poggia le basi su una preesistente chiesa del quattrocento ma l'attuale edificio sacro è stato costruito attorno al 1750 su progetto di Domenico Schiavi. L'interno è stato affrescato da Antonio Schiavi (fratello di Domenico) della scuola veneziana del periodo Tiepolo-Piazzetta e rappresenta un capolavoro assoluto del pittore.

La Chiesa custodisce tra le altre: due opere su tela del pittore paularino Giovanni Francesco Pellizotti, seguace di Nicola Grassi, posizionate nelle pareti del battistero ("la moltiplicazione dei pani e dei pesci" e "le nozze di Cana"); nella cupola altre due opere ("la Trinità in gloria" e "i "quattro dottori della Chiesa" Agostino, Girolamo, Ambrogio, papa Gregorio I); altre due tele, a olio su tela, nell'altare delle anime purganti (1803) e una in quello di san Valentino rappresentante la Madonna in trono con bambino e i santi Valentino, Agostino, Gerolamo e Giovanni Battista; un magnifico Crocifisso, a grandezza quasi naturale del XVI secolo circa; l'altare marmoreo offerto da Jacopo Linussio (lo ricorda una lapide bianca sul retro con l'epigrafe D.O.M. Jacobi Linussi, pietate MDCCCXLVII) con le statue dei Santi Vito e Modesto ai due lati, con in mano una palma segno del loro martirio, e al centro il Salvatore con un vessillo dorato; il tabernacolo la cui parte è stata dipinta da Antonio Schiavi in pittura su metallo con fogli d'oro zecchino e ossidi metallici; il battistero del XVI secolo e l'organo del 1764.

Centoventisette sono i gradini necessari per raggiungere l'ingresso della chiesa parrocchiale partendo dal primo costruito accanto all'ingresso dello storico palazzo Calice-Screm: novantatré fino al ballatoio panoramico, altri trentaquattro da quest'ultimo al portale d'ingresso disegnato da Domenico Schiavi;

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, fondata intorno al 1300 circa ed affrescata nel XVI secolo da Giulio Urbanis di San Daniele del Friuli. La chiesa, ubicata a Dierico, accoglie un meraviglioso altare ligneo del 1522 realizzato da Antonio Tironi da Bergamo;
  • Chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel XV secolo e ristrutturata nel XVI. Presenta all'interno un altare dedicato alla Beata Vergine del Carmine, uno a San Giovanni Battista e una tele opera del pittore Giovanni Francesco Pellizotti;
  • cappella SS. Fabiano e Sebastiano
    Chiesa parrocchiale di Santa Caterina d'Alessandria martire, eretta a Salino nel 1400 e ristrutturata nel 1849. Conserva un antico campanile medioevale e un altare del 1600 che raffigura la Madonna della cintura e i santi Agostino, Monica, Caterina, Floriano e Antonio abate;
  • Chiesa di Sant'Antonio abate edificata nel 1674 su volere del nobile Tommaso Calice. Ora sconsacrata è di proprietà del comune di Paularo che la adibisce per ospitare mostre d'arte temporanee, esposizioni fotografiche, concerti musicali e corali;
  • Cappella dei santi Fabiano e Sebastiano eretta nel 1688 a Villafuori su mandato della nobile famiglia dei Calice. Al suo interno presenta un settecentesco altare in marmi policromi sormontati da statue in pietra bianca raffiguranti Maria Assunta in cielo e i due santi a cui è dedicata. Da alcuni anni accoglie l'immagine lignea, di scultura altoatesina, della Beata Maria Vergine Addolorata donata alla comunità paularina dai reduci della Grande Guerra (1915-1918);
  • Chiesa di San Pietro apostolo, costruita nel 1715 a Chiaulis, custodisce una importante tela di San Pietro attribuita a Nicola Grassi;
  • Sacello di Santa Maria di Loreto costruito nel 1745 a Villamezzo, già importante centro del "comune delle Tre Ville"; trattasi di un raro esempio di architettura a base ottagonale;
  • Chiesa del Santissimo Redentore a Ravinis;
  • Santuario di Maria SS. Ausiliatrice del Monte Castoia, costruito nel 1870 e in seguito ampliato. Custodisce degli affreschi del pittore Giacomo Monai di Nimis e sopra l'altare principale la leggendaria pietra con impressa l'immagine della Madonna con il Bambino Gesù in braccio nota come "Madone dal Clap" rinvenuta nel corso d'acqua che scorre accanto;

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • palazzo Calice-Screm
    Palazzo Valesio-Calice, a Villamezzo, edificato nel 1591 per opera di una famiglia veneziana, domina nella quasi totalità il capoluogo. Il singolare edificio è composto da due ali e disposto su un ampio cortile racchiuso da un muro di cinta merlato. Particolare e di notevole pregio il portale che riporta l'emblema della famiglia Valesio-Calice. Il palazzo è raggiungibile anche attraverso una storica e lunga gradinata detta "Cjamburjan". La famiglia che vi soggiornava apparteneva alla nobiltà veneziana con l'incarico anche di governo dei boschi per conto di Venezia;
  • Palazzo Calice-Screm, costruito nel XVI secolo e considerato il prototipo della casa carnica;
  • Palazzo Morocutti, edificato nel 1631 a Trelli, rappresenta uno dei pochissimi edifici antichi carnici presenti nella frazione;
  • Palazzo Tommaso Calice, costruito nel 1674 da Tommaso Calice anno in cui ottenne per motivi militari anche il titolo di Barone. L'infrastruttura è sede della locale Canonica;
  • Palazzo Scala, edificato nel XVII secolo. È stato completamente ristrutturato dopo l'incendio che ebbe luogo la notte di Natale del 1709, quando Villamezzo andò in fiamme. Le sue origini risalgono probabilmente al 1500, almeno stando ai suoi caratteri architettonici: la bifora centrale e il portale, infatti, rimandano allo stile Luigi XIII. Ospita oggi un museo di antichi strumenti musicali denominato "la Mozartina" e curato dal maestro prof. Giovanni Canciani di cui è il titolare;
    un'ala di Palazzo Valesio-Calice
  • Palazzo Linussio-Fabiani, risale alla metà del XVII secolo. Fu la dimora di Jacopo Linussio e della sua famiglia e ospitò numerosi personaggi illustri del tempo tra i quali: il poeta Giosuè Carducci (1835-1907): poeta e scrittore italiano, vincitore di premio nobel per la letteratura (1906); la poetessa Caterina Percoto, l'architetto e matematico Giovanni Battista Bassi, Wolf e Arboit;
  • Palazzo Tarussio (Côrt di Tarùsc) da ammirare a Villamezzo e presente in loco fin dal 1737. Una rappresentazione tipica di abitazione carnica del secolo con all'interno alcune opere lignee del maestro Giacomo Sbrizzai ed altri intagliatori del legno della Valle di Paularo.

Altri siti[modifica | modifica wikitesto]

  • Cippo di Maria Teresa, n.15 del 1887, delimitava il confine tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Austriaco. Su un lato è impresso il leone di San Marco, sull'altro lo stemma del ducato di Carinzia;
  • Cascata di Salino, tra Salino e il borgo di Lambrugno, l'acqua scivola su rocce sedimentarie risalenti a 250 milioni di anni fa. La poetessa e scrittrice Caterina Percoto, che frequentemente trascorreva le vacanze in Incarojo, l'ha definita "una delle meraviglie della Carnia";
  • Cascata "das Glirs", tra Meledis e Valbertat, l'acqua percorre calcari siluriani variegati in cui prevalgono i colori rosati;
  • Cascata "da Naše", tra Ravinis e malga Pizzul, un'altra cascata che scorre su rocce vulcaniche verdastre;
  • uno dei tratti della Cascata di Salino
    Forra "das Calas", cavità originata dal Chiarsò in Ramaz avente una profondità di un centinaio di metri e larghezza da due a cinque metri, il corso d'acqua forma dei pozzi profondi e ribollenti. in corrispondenza della forra è stato realizzato un sentiero che permette di percorrere senza difficoltà il tratto impervio del fondovalle e di osservare da vicino un interessante esempio di erosione fluviale su rocce calcaree delle Alpi Carniche. Era il terrore dei boscaioli che rischiavano la vita durante la "menade" ossia il trasporto del legname a valle agevolato dalla spinta dell'acqua del torrente;
  • Cjavec (Borc di Cjavec o Borgut), uno dei borghi più belli e antichi del capoluogo ubicato in prossimità di Palazzo Fabiani. Tra gli edifici del complesso spicca "casa Del Negro" (in dal barbe Gjulio) custode di un antico tornio per la produzione del sidro di pere di qualità "martins" e di mele paularine;
  • Necropoli Preromana a Misincinis, nel corso di una serie di scavi effettuati tra il 1996 e il 1999 presso un'abitazione privata della frazione, vennero alla luce particolari strumenti di natura storica che a seguito di esami condotti dalla soprintendenza per i BAAAAS del Friuli-Venezia Giulia hanno permesso di individuare per la prima volta in Carnia una necropoli preromana costituita, allo stato attuale della ricerca, da 145 tombe ad incinerazione sovrapposte le une alle altre presentando differenze sensibili sia per quanto riguarda il rituale che per le caratteristiche del corredo. Il materiale raccolto, più di 800 pezzi, è costituito da oggetti di ornamento e abbigliamento come fibule, spilloni, ganci di cintura e pendagli. È stata rinvenuta anche una punta di giavellotto ed un puntale di lancia oggetti, forse, appartenuti ad un defunto;
  • Fonte idrosolforosa, o pudia, zona Aones, a un km circa prima dell'ingresso nel capoluogo, sgorga abbondante dalla sorgente l'acqua pudia nota per le sue proprietà terapeutiche;
  • Fonte idroferruginosa, a Rùfosc oltre Misincinis, nota sorgente di acqua immersa nel verde dei boschi che caratterizzano la Valle d'Incarojo. Per l'elevato contenuto di ferro tinge le rocce di una evidente tinta ruggine; è conosciuta come acqua di ferro (aghe di fiêr);
  • Abies Alba Miller: dal latino abete bianco, è un esemplare dalle caratteristiche insolite per questa specie di albero ed è stato censito tra i monumenti naturali della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia (LR 9/2007 art.81). Il tronco, al quale è stato attribuito l'esotico nome di "la palma", si divide a pochi metri dal suolo in sei fusti, il maggiore dei quali raggiunge l'altezza di 35 metri e una circonferenza di 3,80 metri ed una età di 170 anni circa. E' possibile ammirarlo nel bosco di Zermula sulla strada che da Paularo conduce a Passo Cason di Lanza;[24]
  • tre croci in vetta: è il numero di croci in ferro collocate su altrettante cime che coronano la Valle d'Incaroio. Raggiungibili tramite sentieri segnalati sfrecciano rispettivamente sui monti Sernio, Zermula e Tersadia.

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Le principali:

  • piazza Bernardino Nascimbeni, al centro del capoluogo, nella quale ha sede il palazzo del Municipio con gli altri organi amministrativi del comune; l'ufficio postale e la farmacia;
  • piazza Julia: accoglie il complesso monumentale realizzato da Giobatta Segalla in memoria di tutti i Caduti e dispersi, militari e civili di Paularo, nei conflitti bellici avvenuti nel 1911/1912 - 1935/1936 - 1940/1945;
  • piazza IV Novembre: in prossimità del ponte centrale che conduce in piazza Julia, su questa piazza si affaccia palazzo Linussio-Fabiani.
    palazzo Linussio-Fabiani, residenza di Jacopo Linussio. Vi soggiornò il poeta Giosuè Carducci

Vie[modifica | modifica wikitesto]

Le più importanti sono:

  • capoluogo: via Monte Croce, via Pontebba, via Montello, via Piave, via Roma, via Pineta, via Tenente Silvano Sbrizzai;
  • Villamezzo: via Guglielmo Marconi, via Alessandro Manzoni, via Jacopo Linussio, via Pirano, via Giovanni da Udine, largo Giovanni Modesto Canciani;
  • Villafuori: via Monte Paularo, via Pal Piccolo;
  • Rio: via Pacifico Valussi, via Capitano Mario Musso MOVM;
  • Misincinis: via Cason di Lanza;
  • Ravinis: via Andreino Ferigo, via Ravinis, via Pizzul;
  • Casaso: via Giovanni Battista Bassi, via della Gronda;
  • Dierico: via Maggiore Vincenzo Arbarello, via Reginaldo Giuliani, via Antonio Sartori, via Giuseppe Ellero;
  • Salino: via Monte Santo, via Alessandro Volta, via Giovanni Gortani, via Santa Caterina, via Armando Diaz;
  • laghetto al parco Saletti
    Trelli: via Pietro Zorutti;
  • Chiaulis: via Caterina Percoto.

Parchi e giardini[modifica | modifica wikitesto]

  • parco giochi "Saletti", in via Pineta n.22, direzione Dierico; area giochi per bambini e zona sportiva (tennis, calcetto, pallavolo) con bar, area campeggio attrezzato per tende e camper nonché palestra per arrampicata e campo minigolf a 18 buche su una superficie di 15.000&m² con illuminazione notturna;
  • parco "Giardinetti", all'ingresso del capoluogo, dopo il "Ponte di Ferro", sulla destra, area giochi per bambini e panche relax;

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

pannello stradale bilingue

È d'uso corrente la conversazione in dialetto carnico (ciargnèl), una variante della lingua friulana - tutelata dalla legge n.482/1999 sulle minoranze linguistiche storiche e recepita dalla legge regionale 18 dicembre 2007 - mentre l'italiano viene parlato nelle occasioni formali. La Valle presenta ulteriori varianti linguistiche: a Lovea, Valle e Rivalpo (frazioni del comune di Arta Terme), si parla un dialetto carnico con le vocali lunghe e strette (mangjeet, steet, ecc.); Salino è caratterizzato da una cadenza particolare e calma; a Dierico vige la "erre" pronunciata alla francese con una "e" aggiunta alla fine di buona parte delle parole terminanti in a chiusa.

Esempi di vocaboli in lingua:

  • aghê = acqua
  • bêč = soldo
  • bineserê = buonasera
  • binorê = mattina
  • bregòns = pantaloni
  • brusàdulê = braciola
  • cartùfulês = patate
  • caselê = scomparto
  • cavocê = testa/capo
  • čiuc = collina
  • čiuč = formaggio
  • cjanivê = cantina
  • cjap = appendino
  • cjapâ = prendere
  • cencê = senza
  • clap = sasso
  • còtulê = gonna
  • curtiš = coltello
  • danê = abete bianco
  • dašpâ = fare
  • flâ = alito/sorso
  • frut = bambino
  • gei = gerla
  • lepê = fetta
  • luaniê = salsiccia
  • incjesiê = serpente
  • jodi = vedere
  • jotê = brodo/minestra
  • madrac = biscia
  • mandi = ciao
  • miôr = meglio
  • mišdì = mezzogiorno
  • netâ = pulire
  • nulâ = nuvoloso
  • om = uomo
  • peâ = allacciare
  • peč = abete rosso
  • pečot = straccio
  • pečotâr = straccione
  • pidâ = sgambettare
  • piron = forchetta
  • plancjês = soffitta
  • pocâ = spingere
  • podin = tinozzo
  • puemê = fidanzata
  • šavet = ciabatta
  • sedon = cucchiaio
  • seglâr = lavabo
  • seglot = secchio
  • tabajâ = parlare
  • tačê = bicchiere
  • toc = pezzo
  • troj = sentiero
  • ubidî = ubbidire
  • vacjê = mucca
  • vignarûl = ditale
  • vignû = arrivato
  • vorê = lavoro
  • vošâ = urlare
  • vuei = oggi

Religione[modifica | modifica wikitesto]

santuario "Madonna dal Clap"

La prima confessione religiosa professata dalla cittadinanza è quella cattolica apostolica romana. L'Arcidiocesi di Udine sovraintende sulle tre parrocchie cui è suddiviso il territorio comunale:

  • "Santi Vito, Modesto e Crescenzia martiri" parrocchia di Paularo, con estensione pastorale sulla chiesa del "Santissimo Redentore" di Ravinis;
  • "Santa Maria Maggiore" parrocchia di Dierico;
  • "Santa Caterina d'Alessandria martire" parrocchia di Salino, con estensione pastorale sulle chiese di "San Giovanni Battista" di Trelli, di "San Pietro apostolo" di Chiaulis e del santuario mariano SS. Maria Ausiliatrice costruito sul monte Castoia noto come "Madonna dal Clap";

Cognomi più comuni[modifica | modifica wikitesto]

nel periodo medioevale[5]

  • Bortolo
  • Cacuso
  • Conai
  • Incarojio
  • Janusitu
  • Pogli
  • Schiavo
  • Trasferini
  • Valesio
  • Vidoni
  • Zanini

nel periodo della Repubblica Veneta (secolo XV-XIII)[5]

  • Barazzutti
  • Bergamin
  • Blanzani
  • Bortolutti
  • Bubizutti
  • Buzzi
  • Cacitti
  • Calis
  • Canciani
  • Candoni
  • Candotti
  • Chiarandon
  • Fanzoi
  • Floriti
  • D'Agnese
  • De Mollis
  • De Scala
  • De Schiavo
  • Di Marco
  • Del Cot
  • Del Quot
  • Del Moro
  • Della Toni
  • Durighello
  • Gaartner
  • Gortan
  • Grafon
  • Gusetti
  • Jachina
  • Jacobus
  • Maion
  • Mamoliti
  • Misson
  • Monte
  • Petron
  • Pilizzaro
  • Pilotti
  • Pirenza
  • Pitic
  • Pittino
  • Poiacii
  • Revelant
  • Rubeis
  • Screm
  • Sgardello
  • Solar
  • Tarussio
  • Tolazzo
  • Toneatti
  • Unfer
  • Vidal
  • Volpati
  • Zanche
  • Zanin
  • Zozzuli

dal secolo XIX a oggi[26]

  • Baron
  • Baschiera
  • Bellina
  • Blanzan
  • Brovedan
  • Canciani
  • Candussio
  • Cella
  • Ciani
  • Clama
  • Craighero
  • De Crignis
  • Della Schiava
  • Del Linz
  • Del Negro
  • Del Rosso
  • Dereani
  • De Crignis
  • De Toni
  • Di Gleria
  • Durighello
  • Fabiani
  • Faleschini
  • Ferigo
  • Flospergher
  • Gortan
  • Gressani
  • Linussio
  • Maion
  • Matiz
  • Menean
  • Moro
  • Nascimbeni
  • Pellizotti
  • Plozner
  • Poiazzi
  • Puppis
  • Reputin
  • Revelant
  • Rosean
  • Sbrizzai
  • Screm
  • Segalla
  • Silverio
  • Sollero
  • Spiz
  • Tarussio
  • Temil
  • Teon
  • Valesio
  • Vuerli
  • Zanier
  • Zozzoli

Enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • palazzo del Municipio
    Pro Val d'Incarojo, per lo sviluppo delle attività turistiche, dei prodotti enogastronomici e artigianali locali, delle tradizioni nonché la tutela e la salvaguardia dei patrimoni storici, artistici, architettonici, culturali e ambientali;
  • Gruppo Amici della Montagna;
  • Gruppo Alpini ANA "Magg. Giovanni Del Negro" di Paularo, costituito nel 1956 e gemellato con l'omologo della città di Pisa;
  • Gruppo Alpini ANA di Dierico, istituito nel 1975;
    parrocchiale del '700 nel capoluogo
  • Circolo ACLI "Leonardo Tarussio", istituito il 5 ottobre 1947 dai fondatori Caterina Malatesta, Enrico Radivo, Leonardo Tarussio, Antonio Di Gleria, Giovanni Gortan, don Primo Zuliani[27];
  • Sezione dell'Associazione Nazionale Artiglieri e Genieri;
  • Sezione dell'Associazione Friulana Donatori di Sangue - AFDS), costituita nella Valle nel 1954;
  • Associazione Sportivo-Culturale "Ravinis", nata nei primi anni '80 per la promozione di attività sociali e ricreative a sostegno delle manifestazioni e tradizioni locali. Il sodalizio cura la realizzazione delle "maschere carnevalesche di Ravinis" singolari, suggestive e creative con stili sempre innovativi e raffinati ideate artigianalmente. Le numerose edizioni susseguitesi negli anni hanno posto in luce una speciale serie: Guriuz, Vento del nord, Scacco al re, Crystal e Nocturna e i carri Iride, Volo nel blu, Bùc d'aùr, Il fuoco di Beleno (quest'ultimo si è aggiudicato il 1º premio al carnevale di Buja 2017 come miglior carro mascherato[28]). Le maschere di Ravinis sono state destinatarie di prestigiosi riconoscimenti in Italia e all'estero (oltre 100 partecipazioni) nonché del 1º premio internazionale al Carnevale di Venezia come “maschera antica più bella”;
  • Università della Terza Età, sodalizio teso a promuovere nella Valle una serie di vari corsi di istruzione che vanno dall'apprendimento delle lingue, alla cucina, al cucito, alla medicina e chirurgia, ecc..

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

biblioteca e studi di Radio Paularo
  • Biblioteca comunale pubblica "Antonio Sartori". Oltre 6000 volumi censiti e di libera consultazione, distinti per libri di prestito, di consultazione, per ragazzi e di fondo locale.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola paritaria dell'Infanzia "Tenente Silvano Sbrizzai";
  • Scuola Primaria statale "Jacopo Linussio";
  • Scuola Secondaria statale di primo grado "Jacopo Linussio".

Fino agli anni '90 erano attive scuole primarie anche a Dierico (istituita nel 1867), Ravinis (operativa dal 1926), Salino (aperta nel 1927) e Chiaulis (nel 1947), poi accorpate a quella del capoluogo intitolata a Giovanni Battista Bassi inaugurata nel 1823.[29]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

particolare da San Vito
  • La Mozartina, museo privato del maestro prof. Giovanni Canciani, natio del posto, ospitato nel palazzo settecentesco "Scala". Il percorso espositivo si dipana lungo varie sale. Gli strumenti esposti nella "sala dell'organo Testa" rappresentano una sintesi di tutti gli strumenti a tastiera. Vi sono infatti il cavicembalo, il pianoforte e delle cetre ma soprattutto l'organo Testa, databile verso il 1650: si tratta di uno strumento detto "ad ala" per via della disposizione delle 320 canne che ricordano due ali di uccello chiuse. Si dice sia appartenuto alla Regina Cristina di Svezia che regalà al Cardinale Ottoboni, futuro Papa Alessandro VIII e che anche Haendel e Scarlatti lo abbiano suonato. Nella "sala carnica" si può ammirare. tra gli altri, un raro pianoforte da tavolo Kaeferle dell'Ottocento, strumento spesso usato dagli operisti e progettato secondo gli schemi del fisico tedesco Helmholtz. Salendo al piano superiore nella "sala dei concerti" si incontra per primo un pianoforte Lipp, la cui storia sfuma nella leggenda. Nella sala si possono ammirare anche due armonium e una vasta raccolta di pianete del Seicento e Settecento. Nella "stanza del compositore" si trova un pianoforte Erard, la marca preferita da Beethoven. La "sala del Genovesino" è invece caratterizzata da due dipinti del Cinquecento: la Natività, attribuita a Luigi Miradori, detto il genovesino, e il dipinto di Gioacchino Asseretto. Alle pareti sono appesi strumenti dell'Ottocento tra i quali anche alcuni di provenienza nepalese. Stampe e manoscritti di notevole rilievo arricchiscono l'intera collezione.[30]
  • Ecomuseo, allestito nel complesso di Sant'Antonio abate, costruito nel capoluogo alla fine del 1600, propone, permanentemente immagini fotografiche delle evidenze più significative del territorio sotto l'aspetto naturalistico, delle tradizioni e delle professioni di ieri e di oggi. I lavoro fotografici illustrano: "i menaus" (boscaioli del tempo), "il scalpelin", "il purcitar", "il mulinar", "il stali e il cjot", "la Femenate", "il carnevale artistico di Ravinis". Nella Valle sono inoltre visibili, seguendo un preciso percorso: il "Mulino ad acqua" a Salino; la “Teleferica” costruita diversi anni fa e tutt'oggi funzionante nel capoluogo, e, a Villamezzo, l'esposizione dell'"attività del boscaiolo" oggi operatore forestale, allestita nella sede della locale Stazione del Corpo Forestale Regionale del Friuli-Venezia Giulia. L'Ecomuseo è aperto al pubblico il primo week-and di ogni mese.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Dierico immerso nel verde dei boschi
  • Radio Paularo, trasmette dal capoluogo, sui 105.00 MHz, musica di vario genere, cultura e religione, prevalentemente in lingua locale. Il segnale radiofonico è diretto solo agli utenti della Valle;
  • RTS-Radio Trelli Stereo 104, condotta da giovanissimi speakers, tra i quali Dario, selezionava da Trelli musica a rotazione per una utenza giovane, in lingua italiana;
  • Radio Paulâr, ha accompagnato per anni le serate dei paularini trasmettendo musica a richiesta con dediche, auguri e un notiziario. Inconfondibili le uniche due voci della radio, esclusivamente in lingua locale, quelle di Marta e Gianni;
  • Radio M, emittente in lingua italiana che da Misincinis diffondeva via etere musica di vario genere.

TV[modifica | modifica wikitesto]

R.T.P. (RadioTelePaulâr), unica emittente televisiva privata della Valle. Ha cessato le trasmissioni con l'entrata in vigore della "legge Mammì" che ha normato radicalmente negli anni '80/'90 l'intero sistema radiotelevisivo italiano. Il servizio informativo e di diffusione/valorizzazione culturale legato al territorio sono oggi assicurati da VTC VideoTeleCarnia e Tele Alto But, emittenti televisive private che trasmettono rispettivamente da Treppo Carnico e Paluzza, comuni contermini.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Periodici:

scorcio dell'incantevole Trelli
  • InfoPaularo: periodico curato e redatto dall'amministrazione comunale, distribuito alle famiglie per informarle delle attività poste in essere dall'amministrazione stessa;
  • Bollettino Parrocchiale "SS.Vito, Modesto e Crescenzia martiri": periodico semestrale di cultura religiosa e di informazione comunitaria, curato e redatto dal parroco del capoluogo, inviato alle famiglie del Comune e agli emigrati di Paularo, in Italia, in Europa e nel Mondo.

Pubblicazioni:

  • "I due merlotti in gabbia. Dierico di Paularo", Osvaldo Fabiani, 1864
  • "Sot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular", Raimondo Valesio Calice, 1953
  • "La Valle d'Incarojo o di Paularo", Natalino Sollero, 1980
  • "Per una storia degli abitanti nel canale d'Incarojo", E. Mirmina, 1981
  • "La struttura religiosa attraverso i secoli", Nazario Screm, 1983
  • "La scuola e i maestri della Valle d'Incarojo", Nazario Screm, 1983
  • "La famiglia Menean di Paularo", Nazario Screm, 1986
  • "I Sindaci nella Valle d'Incarojo e le strutture sociali ed amministrative dei loro tempi", Nazario Screm, 1987
  • "La famiglia Calice dal 16° al 20° secolo con appendice sulle vicende storiche demografiche ed artistiche della Valle d'Incarojo", Raimondo Valesio Calice, 1990
  • "Il trasporto del legname dei tempi andati nella Valle d'Incarojo. Strutture ed attrezzi per la fluitazione", Nazario Screm, 1990
  • "Giacomo Segalla fotografo - l'uomo, l'artigiano, l'artista", Egidio Screm, Gio Batta Segalla, Ireno Sandri, Dino Zanier, 1990
  • "Liendis di Pais, contadis in poesie", Renzo Oberto, 1991
    Cippo di Maria Teresa n.15 del 1887 a Meledis direzione confine
  • "11 ottobre 1944 - Rastrellamento a Paularo", Gianni Oberto, 1994
  • ''L'Incarojo tra storia e leggenda, Natalino Sollero, 1994
  • "La famiglia Calice: dalla Valle d'Incarojo al mondo", Raimondo Valesio Calice, 1995
  • "Arrotini e coltellinai di Paularo nel mondo", Gianni Oberto, 1999
  • "Il torrente Chiarsò racconta la sua storia (dal XVI al XX secolo)", Nazario Screm, 2000
  • "Paularo...una favola che dura una vita..., Danielle Maion, 2000
  • "Le malghe antiche della Valle d'Incarojo", Nazario Screm, 2006
  • "Il clap da Milie e las trei tors dal steme dal Cumun", Naziario Screm, 2006
  • "Scolte, la vere storie da mari dai cjargnei", Ciro di Gleria e Angelo Scarsini, 2007
  • "Attila flagellum Dei - La buse di Attila in Lance - 452 d.C.", Nazario Screm, 2007
  • "Il plan das pupes di Pissignaries a Paular", Nazario Screm, 2008
  • "L'eccidio che oscurò la Resistenza nella Valle d'Incarojo e l'occupazione tedesco-cosacca", Nazario Screm, 2010
  • "La Chiesa di San Vito a Paularo", Egidio Screm, 2012
  • "La Gloria che sparge fiori ed alloro sulle Tombe dei Caduti", Egidio Screm, 2012
  • "Le Chiese di Paularo in Carnia", Egidio Screm, 2013
  • "Principali vie e piazze di Paularo", Nazario Screm, 2013
  • "Ferigo, stodia di una famiglia di arrotini", Gianni Oberto, 2015
  • "In un bati di ceas. Paularo attraverso l'obiettivo di Giacomo Segalla", Egidio Screm, 2015
  • "Quel giovane di Casaso che sognava di diventare sacerdote", Nazario Screm, 2016

Gruppi musicali[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'ultimo secolo è stata di particolare interesse la musica popolare. Fiorirono a tal proposito numerosi gruppi musicali alcuni dei quali esibiti, spesso e con successo, oltre i confini della Valle, della Regione e all'estero, incidendo altresì dischi, musicassette e CD[31]:

  • "Filarmonica Ferdinando Nascimbeni", costituita nel 1909 dall'omonimo Maestro. Nell'anno 1931 si è classificata prima nella categoria "D" del III Concorso Bandistico Provinciale svoltosi a San Daniele del Friuli. Tra il repertorio musicale vi sono: Meneghini Polka, La perle da Ciargne, Olympiade marsch, Our glorious Land, La vita è bella, Tornerò, Liebe Freunde, Peter's specialisten, Heringerung an Erkulesband. La Filarmonica, con il suo caratteristico costume, si esibisce in concerti nella Valle durante manifestazioni e feste patronali e in altri comuni della regione; spesso è richiesta nella vicina Austria. Per molti anni è stata diretta dal maestro Alfio Cella e oggi dall'omologo Luigi Pasquali;
  • "Maccalè", costituito a Dierico negli anni '30 da quattro persone;
  • "Alpen Echo" gruppo musicale folk
    "Bande di Cjasas", nata nel 1949 era composta da otto strumentisti che si sciolse nel 1960;
  • "Grup di Salin", l'attività dei sette elementi che lo formarono fu negli anni post-bellici del Secondo Conflitto Mondiale;
  • "I Miucs", costituito tra le due Grandi Guerre era animato da otto musicanti;
  • "I Madalins", fanfara di undici elementi della fisarmonica "Ferdinando Nascimbeni", nacque negli anni '20 e proseguì fino al 1950;
  • "Sempre Allegra", cinque bambini che insieme componevano l'età di sessantadue anni. Amanti della musica nel 1952 parteciparono al concorso pubblico radiofonico indetto dalla Rai Radiotelevisione Italiana dal titolo "Microfono ai Carnici" conseguendo il 2º premio consegnato dal presentatore Nunzio Filogamo;
  • "Alpen Echo", nati negli anni '50 era composto da otto musicisti più due cantanti. Il gruppo, formato dalle ceneri dei "Sirena" e dei "Diana", concluse l'attività alla fine degli anni '90 e deve il successo in Italia e all'estero ai suoi storici componenti: Ciro, Simone, Arnaldo, Marziano, Adriano, Stanco e ai cantanti che si sono succeduti: Patrizia, Vinicio, Loredana, Giacomina, Mirella. I pezzi che hanno fatto la storia del gruppo, che ha inciso tre musicassette, sono: La Marj dai Ciargnej, Il Gej, il Most, i Bošcadors, la Farinarie, Brave Lise, l'Invier, In tal Duron, Di sere, A'nin, il trenin de Ciargne, l'Emigrant, Ciargne biele, Un ricuart, Sot i povui, Autobann, Sot i volz, Polche par Roberto, Tant par ridi, La noste Val, Vilotis furlanis, Lusor di lumin, Sliton polka, Ciant pai boscadors, Madalins, Passant par Tumiec, Ciargnele nemorade, Il treno da Nazion, In Valdajer, Il most, Polka nostalgia, Sot il pujul. Alpen Echo hanno esportato la loro musica anche in Svizzera, Austria e Belgio;
  • "Cence Lune", nato a Casaso nel 1974 suonava con un basso, una tromba, l'armonica e il clarinetto. Dante, Diomiro, Antonio e Ruggero hanno partecipato a sagre di paese, matrimoni e feste di carnevale. Tra il repertorio del gruppo: il rombombon, la derne, che dai Miucs, Schneewalzer, il Diùt, Ribote, la Trambe, Piripipi, la doce Clapuše, Patagonje, l'Americane. I "Cence Lune" sono stati ospitati da Rai 2 all'interno della trasmissione di viaggi e cultura "Sereno&Variabile" curata da Osvaldo Bevilacqua;
  • "Lunatici 70", in attività tra il 1969 e il 1984 si sono esibiti prevalentemente nella sala da ballo e discoteca "Pineta" di Saletti e in alcune località svizzere;
  • "d'Inciaroj Folk", costituiti nel 1972 presero in seguito il nome di "Primavera Folk". Il gruppo proponeva brani musicali d'oltreconfine austriaci e sloveni fino al 1987;
  • "The Remo's Boys", animò le serate dei paularini per un breve periodo. Era composto da alcuni musicisti dei "Lunatici 70";
    panorama sui monti Sernio e Tersadia dal tempietto del SS. Redentore di Pizzul
  • "Fogolar Musical", operò tra il 1977 e i primi anni '80 con quattro musicisti;
  • "The Love Express", la batteria, la fisarmonica, la tastiera, la chitarra e il sassofono erano gli strumenti che permisero al gruppo di far conoscere la propria musica tra il 1979 e il 1988 non solo nella Valle. I giovani 18/25enni proponevano musica folk e pop;
  • "OberCarnia", di Misincinis nei primi anni '70 con sei musicisti;
  • "Duo Lidia e Silvano", costituito nel 1982 si distingue fin da subito per l'incisione musicale di due pezzi di plateale successo in regione e oltre: il Cjalderuč e Glešiute Clevolane. Negli anni a seguire altri brani hanno dato lustro a Lidia (cantante e autrice) e Silvano (fisarmonica): Cun tè in paradiš, l'Intajadôr, A l'Alpin, Mandi mes muraies; Bàrbe Gùe, A Fuarmi cun me, Un Paîs come Paulâr, Cjampane, Il Giat, Cjargnele nemorade, In tal Gei, Nin a Roses, La Tauseane, Bepo biadač. Il duo ha inciso, per ultimo, due CD dal titolo: "Cjargne Antighe" e "Nostalgje da Cjargne e di te";
  • "Trio dal Borgùt", trio caratterizzato dal solo strumento dell'armonica a bocca. Nato nel 1983 con l'abilità musicale di Romano, Giulio e Pietro, è balzato alla notorietà grazie a: Svole pai tez, Ricuart di Vittorio, La tauseane, Pierin, Drindulaile, incisi in un CD;
  • "Carramba", nel 1982 cinque ragazzi di Villamezzo, tra gli 8 e 11 anni, costituivano un originale gruppo musicale;
  • "Buful Band", costituito nel 1996 da sette elementi più la cantante. Il repertorio era prettamente folk americano;
  • "Vagabonz", sei giovani di Dierico che offrivano un panorama musicale vario dal folk al pop;
  • "Dayana", proponeva fino al 1997 musica varia curata da sette giovani di Dierico.

Gruppi corali[modifica | modifica wikitesto]

  • "Gruppo Corale Paularo", fin dal 1976, anno di fondazione, è stato diretto dal maestro don Paolo Verzegnassi, arciprete dal 1977 al 2004 della parrocchia "S.M. Maggiore" di Dierico. Il Gruppo è stato protagonista di vari concerti di canto nella Valle e ha partecipato a numerose rassegne corali regionali realizzate a Treppo Carnico, Muzzana del Turgnano, Majano, Bordano, Bertiolo, Porto Nogaro, Udine, Trivignano Udinese, Castions di Strada, Tolmezzo. Nel 1978 ha partecipato a un concerto in Piazza San Marco a Venezia nel corso della Festa del Redentore; nel 1982 a Kotschach-Mauthen (Austria) nella "Giornata di scambi culturali"; il 9 ottobre 1988 in Germania e nell'ottobre 1990 in Canada (Ottawa, Quebek, Montreal). Il repertorio del Gruppo Corale Paularo era costituito da canti popolari, villotte, cori operistici e canti religiosi come la "Missa Brevis" di Mozart, eseguita per la prima volta in Italia il 15 agosto 1984 congiuntamente ad una orchestra di Torino. Era composto da 52 coristi.[32];
  • "Coro Voci Bianche di Paularo", nato alla fine degli anni '70 era diretto dal maestro Enore Gortan e seguito da Patrizia e Susy. Ragazzi e ragazze tra i 9 e i 13 anni lo hanno animato con le dolci voci di adolescenti solenizzando le cerimonie religiose con una serie di novità riguardo ai canti liturgici. Ha partecipato a rassegne corali regionali e a trasmissioni televisive sulla tv regionale TeleFriuli. Rinominato in seguito "Corut" cantano oggi una quindicina di ragazze dirette dal maestro Daniel Prochazka.
  • "Coro Voci Bianche di Dierico", venti ragazze adolescenti dirette dal maestro don Paolo Verzegnassi, loro parroco, che hanno contribuito ad allietare eventi religiosi e canori regionali;
  • "Coro Cive Silvestro Faleschini ANA Paularo", fondato nel 2005 è composto da 18 alpini in congedo tra i 32 e 81 anni del locale Gruppo ANA.[33] È stato diretto dai maestri Francesco di Bernardo e Federica Stefani e da settembre 2016 da Marco Clama;
  • Coro "Jacopo Linussio", costituito nel 2006 è formato da circa 30 coristi animati dal canto popolare e religioso diretti dal maestro Daniel Prochazka.[34]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina è caratterizzata da piatti sostanziosi come la polenta, le minestre e i minestroni, i prodotti derivanti dalla macellazione del suino, il musetto, le frittate (soprattutto con le erbe della zona) e la selvaggina.

Tra le specialità, le più singolari sono:

  • burbusâ: polenta tenera ottenuta con burro, acqua e farina;
  • angolo di apicoltura a Trelli
    cjarsons: ravioli di pasta ripieni di ricotta, pangrattato, uvetta sultanina, cacao ed erbe varie, lessati e conditi con burro e ricotta affumicata. Una specialità che si è diffusa in tutta la Carnia;
  • craùt e brovade: cappucci e rape frantumati, bolliti e miscelati a carne suina affumicata;
  • frico, noto ormai in tutta la regione friulana, ottenuto con patate miscelate a formaggio locale: Viene abbinato alla polenta con farina di mais cucinata all'interno del cjalderuč in ghisa. Il frico, un tempo, era specialità quasi giornaliera;
  • šterz: farina di mais arrostita e ridotta a gnocchi da immergere nel caffellatte;
  • sopis: fette di pane dorato affogate nell'uovo sbattuto oppure nel vino brulè;
  • polente (polenta) cucinata con farina di granturco coltivato nella Valle, era il piatto principale della dieta della maggior parte delle famiglie paularine per almeno cento anni, dalla metà dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 gennaio: accensione della "Femenate", rito celtico animato a Casaso e in seguito ripreso a Dierico, Villafuori, Misincinis e Paularo centro. Consiste nell'infuocare un rombo ligneo fissato in posizione verticale, dell'altezza di circa 15 metri, fornito di stoppie di granturco, di ramaglie di campo e a volte fieno, provocando ampie fiamme dal fumo delle quali si traggono presagi per il futuro, specialmente quelli legati al raccolto: se il fumo si dirige a levante esso sarà buono se nella parte opposta saranno tempi difficili. A Villamezzo, invece, è tradizione rivivere la natività con l'animazione dell'arrivo dei tre Re Magi;
  • domenica antecedente la prima di Quaresima; carnevale in maschera con sfilata dei carri allegorici;
  • "Femenate" epifanica
    11 febbraio: solennità della Beata Vergine di Lourdes con processione lungo via Roma con l'omonima statua della Madonna;
  • 24 maggio: Messa solenne al Santuario della SS. Maria Ausiliatrice del monte Castoia - "Madonna dal Clap";
  • 2ª domenica di giugno: festa del patrono San Vito con celebrazione solenne e processione con l'immagine del Santo;
  • 2ª domenica di luglio: santa Messa sul Monte Zermula, nel punto più alto, ove spicca un'imponente croce in ferro;
  • 1º sabato di agosto: pellegrinaggio mariano da Trelli al santuario della SS. Maria Ausiliatrice - "Madonna dal Clap";
  • 1º sabato di agosto: incontro, con pranzo, al rifugio Fabiani in Pecol di Chiaule. Partenza, a piedi, da Ramaz sul sentiero CAI 454;
  • 1ª domenica di agosto: festa del SS. Redentore presso la Cappellina del Monte Pizzul con il gruppo Alpini ANA di Paularo;
  • 2º sabato e domenica di agosto: festa della Madonna della Cintura a Salino. Cerimonia religiosa, torneo di calcio a cinque, chioschi gastronomici, gara di briscola e serate danzanti;
  • 15 e 16 agosto: festa patronale di San Rocco a Dierico, con Santa Messa solenne e processione del Santo per le vie dell'abitato. Vengono allestiti chioschi con serate serate danzanti ed organizzato un percorso di trekking amatoriale non competitivo (Dierico, Jouf, Chianipade, plan dal Baree, Faùl);
  • ultimi sabato e domenica di agosto: "Mstîrs", rappresentazione di antichi mestieri e tradizioni carniche;
  • 2ª domenica di settembre: ricorrenza della Beata Maria Vergine Addolorata a Villafuori;
  • 1ª domenica di ottobre: ricorrenza della Beata Vergine del Rosario a Paularo;
  • 2ª domenica di ottobre: ricorrenza della Madonna del Rosario a Ravinis;
  • 3ª domenica di ottobre: ricorrenza della Madonna del Rosario a Casaso;
  • ultima domenica di novembre: festa di Santa Caterina a Salino;
  • 24 dicembre: lucciolata per le vie del capoluogo.

L'evento che da un ventennio primeggia richiamando un notevole afflusso di visitatori da tutta la Regione, è la rassegna rappresentativa "Mistîrs" con il motto: "cultura del lavoro, la storia di una Valle" :

  • 1º giorno - sabato:
    teleferica rappresentativa di Mistîrs
    • concorso "Rocksîrs" per musicisti in marileghe;
    • gara con "i fas e cui buinz";
    • "lancio das pirules" e "lunari dai Guriuz";
    • giochi di luce e fuoco con "i ferai svolants";
    • spettacolo pirotecnico
  • 2º giorno - domenica:
    • sfilata musicale della "Filarmonica F. Nascimbeni" di Paularo e della "Banda Austriaca" gemellata, con la conseguente apertura delle esposizione ecomuseali;
    • animazioni de: "l'aghe di Riu e il frico dur", "il MUlin da Fritule", "las Cortz di Djeri", "il Most", "il Ciôt", "i lavors dai Menaus", "la cort dai matez", "l'ingegn da borgade di Vile di Fur", "i mistîrs di Lamon", "il Geâr", "filà la lane", "il Cestâr", "l'Intajadôr dal len e da piere", "il Fari", "la Giave dal marmul", "i Mosaicist";
    • lavorazione di produzione tavole e travi con la "segantina" e attività di esbosco con la "Teleferica" (Rio e Nisùle);
    • esibizione in piazza di un gruppo folcloristico friulano;
    • sfilata del gruppo "Salino Insieme": piante e fiori della terra paularina;
    • "la menade" lungo il tratto del torrente Chiarsò;
    • "cavoi e incavolà", "la Mede";
    • "tòl il sac e va pal mont", omaggio agli emigranti;
    • "Miss.tîrs e misteris", sfilata in costume e musica in piazza.

Nella due giorni è aperto il concorso fotografico a premi "Obiettivo Mistîrs", le foto dei momenti più belli e agli angoli più suggestivi della rappresentazione scelti da una giuria che valuta le migliori istantanee che hanno colto lo spirito di Mistîrs e della Valle d'Incarojo.

Persone legate alla Valle[modifica | modifica wikitesto]

  • Floriano Calice (n.1655), canonico d'Aquileia e segretario particolare di S.Em. il cardinale Delino[5];
  • monumento all'imprenditore paularino Jacopo Linussio
    Tomaso Calice (n.1674), insignito dall'Imperatore Leopoldo I, del titolo di Barone del Sacro Romano Impero[5];
  • Jacopo Linussio (1691-1747), nato a Paularo l'8 aprile 1691. Imprenditore tessile di spiccata genialità e successo, apprese la professione a Villach in Austria, con il progetto di creare una fabbrica in Carnia per garantire benessere ai suoi corregionali. A ventisette anni, con i suoi primi risparmi, diede vita a Moggio Udinese al suo primo laboratorio tessile di lino. Seguì l'apertura a Tolmezzo di un grande stabilimento tessile e l'acquisto di una tenuta di duecento ettari a San Vito al Tagliamento per la coltivazione del lino. Nel 1726 oltre tremila famiglie prestavano manodopera nei suoi laboratori e solo a Tolmezzo erano operativi oltre tremila telai. Per lo smercio dei prodotti possedeva magazzini a Napoli, a Cadice (Spagna) e a Costantinopoli in Turchia (l'odierna Istanbul);
  • Bartolo Tarussio (n.1700), Capitano della Casa d'Austria;
  • Giuseppe Buzzi (n.1716), pittore[5];
  • Giovanni Modesto Canciani (1725-1801), nato a Paularo. Sacerdote per 40 anni nel suo paese natale fu anche assistente spirituale degli operai della fabbrica tessile di Jacopo Linussio operativa a Tolmezzo. Figura di presbitero molto importante per la comunità del posto e inflessibile punto di riferimento per tutti. Gli è stata dedicata, alla memoria, una piazza nella frazione di Villamezzo dove nacque;
  • Gio Domenico Calice (n.1728), gastaldo della Carnia[5];
  • Antonio Pietro Calice (n.1731), laureato in diritto canonico e civile; autore di manoscritti custoditi nella biblioteca arcivescovile di Udine; parroco di Paularo e canonico di San Pietro in Carnia[5];
  • Giovanni Francesco Pellizotti (1740-1818), nato a Paularo. Massimo rappresentante locale della pittura del settecento e seguace di Nicola Grassi. Ha creato una vastissima gamma di opere diffuse in tutta la regione carnica alcune delle quali si possono ammirare nel museo di Tolmezzo, nella chiesa parrocchiale dei SS.Vito, Modesto e Crescenzia di Paularo e in quella di San Giovanni Battista nella frazione di Trelli;
  • Giovanni Battista Bassi (1792-1879), nato a Pordenone. Architetto, matematico e meteorologo; parte dell'anno la trascorreva presso una abitazione che aveva acquistato con una piccola tenuta a Paularo dove è stato anche consigliere comunale. Tra le sue opere architettoniche più significative si ricordano: il campanile di San Giorgio a Pordenone, Palazzo Giacomelli e Palazzo Micoli-Toscano a Udine, Casa Micoli-Toscano a Mione di Ovaro, vari teatri ad Aviano, Palmanova e nella città natale e il canale Ledra. Il Comune d'Incarojo gli dedicò, alla memoria, una via che percorre interamente Casaso;
  • Caterina Percoto (1812-1887), nata a Manzano. Nota scrittrice e poetessa friulana, trascorreva le sue vacanze nella Valle d'Incarojo nella frazione di Salin o, borgo di Tavella, dove compose, tra i vari lavori, una completa ed armonica descrizione della caratteristica Cascata d'acqua che secondo la letterata è "una delle meraviglie della Carnia";
  • Giacomo Sbrizzai (1861-1941), nato a Paularo. Maestro nell'arte dell'intaglio del legno. L'acuta manualità della sgorbia assunta da Giacomo ha assicurato un'elevata diffusione dei suoi prestigiosi lavori in Italia e in particolare a Roma. Le sue opere consistevano in cassapanche, sale da pranzo, camere da letto, studi ed altro ancora;
  • Bernardino Nascimbeni (1872-1951), nato a Paularo. Figura molto nota e apprezzata con particolare attenzione nel campo dell'innovazione. Fu ufficiale di Posta a Paluzza e nel suo paese natale nonché abile fotografo con un proprio studio in loco. Nel 1911 si prodigò per far giungere, per la prima volta, la corrente elettrica nella Valle;
    la "Gloria" nel Monumento ai Caduti di tutte le Guerre eretto nel capoluogo
  • Mario Musso (1876-1915), nato a Saluzzo. Capitano Medaglia d'Oro al Valor Militare (MOVM). Appartenente al 2º Reggimento Alpini e comandante della 213ª Compagnia del Battaglione "Saluzzo", entrò in Guerra nel giugno 1915 e all'alba del 14 settembre successivo si scatenò un intenso attacco bellico contro le truppe italiane allineate sul Monte Lodin, Cima Val di Puartis e Passo Meledis nel Comune di Paularo. Ferito una prima volta all'addome, nonostante atroci sofferenze, decise di rimanere con fermezza al comando dei suoi militari. Ferito ulteriormente riuscì a rialzarsi ordinando, in ultimo, il fuoco contro i nemici riuscendo a porre in salvo gli alpini della sua Compagnia ma l'ufficiale spirò poco dopo per le insanabili ferite riportate. L'Amministrazione paularina gli dedicò, alla memoria, una via che percorre la frazione di Rio[5];
  • Marianna Venier (1890-1976), nata a Raveo. Ostetrica professionista trasferita a Paularo nel 1926. Donna minuta dal cuore e dalla professionalità straordinari. Contribuì per mezzo secolo a far venire alla luce non meno di 5000 neonati paularini spesso in condizioni difficilissime in particolare nel periodo della seconda guerra mondiale rischiando anche la propria vita. È stata insignita di Medaglia d'Oro dal Comune di Paularo a riconoscimento dei suoi speciali meriti e che ringrazò con tenera semplicità: "ho fatto il mio dovere, non potete immaginare la soddisfazione che si prova vedendo nascere un bimbo"[26];
  • Giacomo Segalla (1913-1990), nato a Paularo. Fotografo. Si forma presso la bottega del noto Giuseppe di Piazza di Gemona del Friuli dove apprende con entusiasmo i segreti della foto di studio per la quale il suo Maestro era noto in tutto il Friuli. In Paese apre uno studio fotografico ed inizia così la sua attività di ritrattista. Presto capisce che il suo interesse va oltre al ritratto e inizia, con la fotografia, a narrare la storia della sua Valle (il paesaggio, le attività della sua gente, la fatica delle donne, il sorriso dei bambini, i loro giochi, riti, cerimonie). Da allora la sua professione è quella di documentare fatti, eventi, vita di paese, paesaggi, lasciando un patrimonio archivistico fotografico di straordinaria ricchezza documentale[35];
  • Silvano Sbrizzai (1914-1942), nato a Paularo. Diplomato maestro a San Pietro al Natisone nel 1939, dopo un breve periodo di docenza fu chiamato alle armi frequentando la scuola allievi ufficiali e conseguendo il grado di tenente. Con lo scoppio della II Guerra Mondiale venne inviato sul fronte Croato quale comandante di plotone nel 1º Reggimento Fanteria "Brigata Re" e nel corso del conflitto bellico venne colpito mortalmente nella zona di Gospič;
    prato verdeggiante a Rùfosc
  • Andreino Ferigo (1922-1943), nato a Paularo. Giovane militare alpino, venne inviato ventenne nel Reggimento Alpini Battaglione Tolmezzo a combattere il Secondo conflitto mondiale in terra russa e lì, nel campo di prigionia n.56 di Uciosoje nella regione del Tambov, perse la vita. A lui il Comune gli dedicò una Via nella sua Ravinis dove nacque e trascorse la sua prima giovinezza;
  • Manlio Scopigno (1925-1993), nato a Paularo. Allenatore di calcio che portò il Cagliari alla conquista dello storico scudetto nella stagione 1969-1970;
  • Giovanni Canciani (1936), nato a Paularo e tuttora residente. Ha studiato organo e composizione al liceo Tomadini di Udine, oltre che, privatamente, pianoforte. Si trasferisce quindi a Torino per la leva militare obbligatoria dove fonda l'"Associazione Musicale Syntagama Musicum" di cui mantiene la direzione artistica per gran parte della sua vita. Accanto all'attività concertistica, il maestro Canciani coltiva l'interesse per la costruzione degli organi. L'esperienza che acquisisce anche in questo ambito viene messa a disposizione della città negli anni Ottanta, quando viene istituita una scuola di restauro di strumenti musicali antichi. Il maestro Canciani coltiva però ancora un sogno: quello di rappresentare la storia degli strumenti a tastiera creando un museo ad essi dedicato. A questo scopo, nel corso degli anni raccoglie preziosi esemplari di clavicembali, clavicordi, fortepiani e pianoforti. Quanto rientra nel suo paese natale, Giovanni Canciani porta con sè parte di quella inestimabile collezione: nasce così la "Mozartina". Uomo di raffinata cultura, tra le varie opere composte, è da annoverare la partitura nel 2001 del "Carnorum Regio", il primo Inno musicale della Carnia il cui testo in lingua originale friulana è il seguente: "Carnorum Regio, Patria tu ses, Cjargne fedel dai paris miei. - Tu ses la me tjare, Tu ses la me cjase, se tu tu murs, jo mur cun te. - (Rip.) Tu ses la me Tjare, Tu ses la me cjase, se tu tu murs, jo mur cun te. - Pari Eterno, nou Ti prein, Salve la Cjargne e la so int. - Salve la Cjargne e la so int. Pari eterno, nou Ti prein. - (Rip) Carnorum Regio, Patria tu ses, Cjargne fedel dai paris miei. Tu ses la me tjare, Tu ses la me cjase, se tu tu murs, jo mur cun te." L'inno è stato presentato per la prima volta al pubblico l'11 novembre 2001 nel Duomo di Tolmezzo, capoluogo carnico, ed è stato eseguito dall'Orchestra di Trieste e da tre cori: "Corale di Paluzza", "Corùt di Paularo" , "Coro dei Giovani del Duomo di Tolmezzo"[36]. Nel triennio 1990-1993 ha ricoperto l'incarico di Sindaco del comune di Paularo.[37]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Salino con la chiesa parrocchiale
    Casaso, a 675 m. slm, alla destra orografica del torrente, su un terrazzo alla periferia del capoluogo. Detto il paese dei "cence lune", poiché posto in una posizione tale da non consentire la vista della luna al suo sorgere;
  • Chiaulis, a 610 m. slm, alla destra orografica del torrente Chiarsò; costituisce il borgo più meridionale della Valle, alle falde del monte Tersadia (1.959 m), tra il Rio Molini e Trelli;
  • Dierico, a 659 m. slm, alla sinistra orografica del torrente ai piedi dell'imponente monte Sernio. Anticamente costituiva un comune a sé stante;
  • Misincinis, a 715 m. slm, su un pendio ben esposto a sud lungo la strada che porta a passo Lanza e monte Pizzul.
  • Ravinis, a 855 m. slm, a mezzacosta del monte Zermula (2.143 m) è costituito da due borghi ("di sopra" 905 m e "di sotto" 810 m) che ormai si uniscono in seguito all'espansione delle abitazioni;
  • la riviera di Casaso
    Rio, sorge a 670 m s.l.m., si ha notizia fin dal 1327 come Villa de Riu d'Incarojo, prima di enuclearsi a Paularo costituiva frazione del "comune di Villamezzo";
  • Salino, a 653 m s.l.m., il nome deriverebbe dal latino Salina con significato di "sorgente salata" o "terreno ricco di sale, sterile". È formato dai borghi di Salino stesso, Lambrugno, Tavella e Castoia. Caro alla poetessa Caterina Percoto;
  • Trelli, a 775 m. slm, sulla destra orografica del torrente Chiarsò, alle falde del monte Tersadia (1.959 m). Se ne ha notizia a partire dal 1285 come Trieli;
  • Villafuori, a 701 m. slm, alla destra orografica del torrente Chiarsò. Se ne ha notizia fin dal 1279 come Chasas de Incarojo;
  • Villamezzo, a 690 m. slm, nota fin dal 1275 come Villa de medio. Per il moderno sviluppo edilizio forma un unico nucleo abitativo con Villafuori e Rio. Un tempo costituiva comune a sé stante con Villafuori, Rio, Misinicinis e Cogliat.

Fauna, fauna domestica e flora[modifica | modifica wikitesto]

Nell'area montana della Valle d'Incarojo, trovano un habitat ideale:

  • Pony del Bram's Ranch
    carnivori: gatto selvatico, volpe, tasso;
  • mustelidae: martora, faina, puzzola, ermellino, donnola;
  • insettivori: riccio, toporagno, crossopo, talpa, ape, vespa, lucciola;
  • roditori: scoiattolo, ghiro, moscardino, marmotta, ratto, topo maggiore, sorcio domestico, topo di campagna, ratto anfibio, lepre comune, lepre bianca;
  • ungulati: capriolo, cervo, camoscio;
  • rapaci: falco, poiana, gufo, aquila;
  • passeracei: corvo, cornacchia, gracco, gazza, merlo, tordo, pettirosso, scricciolo, passero, allodola, fringuello, lucherino, zuffolo, upupa, rondine, cisselide rondone;
  • picidi: cuculo, picchio;
    Regine delle Alpi paularine
  • gallinacei: gallo cedrone, fagiano di monte, francolino di monte, pernice, beccaccia, colombo;
  • rettili: lucertola, orbetto, biscia, vipera comune;
  • anfibi: rana, raganella, ululone, rospo, salamandra;
  • pesci: trota, cavedano.

Fauna domestica: mucca, capra, pecora, asino, cavallo, cane, gatto.

Flora più comune:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia si basa fondamentalmente sull'artigianato e sul turismo.

Agriturismo[modifica | modifica wikitesto]

  • Bram's Ranch: azienda agricola e agrituristica, con maneggio, in località Aones alle porte di Paularo capoluogo.
    via Marconi vista da San Vito
  • Sandri: agriturismo ai piedi del Monte Sernio tra ampi prati verdeggianti è il luogo ideale per godere del contatto con la natura. È un punto di partenza per escursioni, per gli amanti dell'alta quota o per chi ama passeggiare tra i paesi di montagna. Sette camere, quattordici letti e cinque servizi. Tra le specialità: gnocchi alla zucca, polenta e frico, cjarsons.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

  • "Creazioni Wally": consolidata esperienza nel campo della sartoria confeziona costumi tradizionali carnici. Abiti per bambino e adulto con una lavorazione artigianale che garantisce la cura dei particolari e delle rifiniture. Lavori su misura: l'abito da bambino viene proposto con un assortimento di modelli. Il vestito è costituito da un corpetto realizzato in cotone o velluto, impreziosito da ricami floreali e da un cordoncino nella scollatura; un'ampia gonna arricciata di cotone stampato nella tipica fantasia a roselline di diverse tonalità; il grembiule in tinta unita rifinito alla base da piccole nervature; la camicia è bianca con applicazioni di pizzo alle maniche e al collo. Sono disponibili, da abbinare al costume, i “scarpez” carnici prodotti anche in versione ridotta per souvenir;
  • "Clap Laser": valorizza la tradizione locale nel settore dell'artiginato artistico. Grazie anche alla tecnologia computerizzata laser che consente di offrire prodotti con marcatura personalizzata, produce articoli per la casa e l'arredamento facendo rivivere in chiave moderna la tradizione dell'arte del legno. I prodotti, grazie all'utilizzo di materiali scelti e all'adozione di particolari tecniche di costruzioni, sono funzionali ed esteticamente piacevoli. La tecnica di lavorazione artigianale prevede anche la sagomatura del legno mentre la levigatura e rifinitura sono eseguite a mano. La ditta produce ciotole di diversi diametri, cofanetti, bomboniere e taglieri; in vendita anche gerle, panieri e gli zoccoli carnici (dalbides). La marcatura a mezzo laser viene eseguita su legno, vetro, carta, cuoio, ceramica;
  • "Fratelli Leita": artigiani in manutenzione, riparazione e restauro di strumenti musicali antichi e moderni tra i quali pianoforti, fortepiani, clavicembali, harmonium, ecc. di varia fattura, epoca e provenienza rispettandone le caratteristiche originali sia nel funzionamento che nell'estetica. Nello showroom allestito in via Piave è possibile visionare e suonare strumenti usati in vendita revisionati e restaurati. I fratelli Alessandro e Michele realizzano su richiesta copie di strumenti storici con particolare cura nella scelta dei materiali e delle tecniche costruttive ricercando le caratteristiche del timbro originale ed attualmente si dedicano alla costruzione di nuovi strumenti musicali con innovazioni tecniche che garantiscono un alto standard qualitativo che ha permesso l'accreditamento del laboratorio presso la Soprintendenza dei Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Regione Piemonte.

Malghe[modifica | modifica wikitesto]

mucche a malga Ramaz
  • Zermula: (1298 m s.l.m.) accoglienza e pernottamento per quindici posti letto con servizi e ristorazione con prodotti e piatti tipici. Si producono in loco: formaggio, ricotta fresca ed affumicata, burro, caciotte con latte vaccino o caprino. È possibile degustare salumi di produzione propria. I pascoli di malga Zermula si estendono anche sulla superiore malga Valute (1455 m s.l.m.) che lungo una mulattiera porta all a vetta del monte Zermula (2143 m s.l.m.);
  • Pizzul: (1532 m s.l.m.) dodici posti letto, servizi, ristorazione con prodotti e piatti tipici. Malga Pizzûl usufruisce anche dei pascoli della vicina malga Palucjan (1625 m s.l.m.);
  • Ramaz: (1000 m s.l.m.) precede di poco quella di Meledis e produce formaggio, ricotta, burro;
  • Meledis: (1085 m s.l.m.) produzione di prodotti caseari: formaggio, burro, ricotta sia bovino che caprino. La malga utilizza anche i pascoli di Meledis Alta (1513 m s.l.m.);
  • Lanza: (1552 m s.l.m.) malga e agriturismo insieme, situati in un territorio di estremo interesse botanico, geologico, speleologico e faunistico che offrono la possibilità di assistere alla lavorazione dei prodotti caseari del posto. È un punto ideale per escursioni naturalistiche e propone, nelle immediate vicinanze, due palestre di arrampicata con vari gradi di difficoltà, vie ferrate e vie di arrampicata.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

uno dei tratti della cascata "das Glirs" in direzione del confine

ProLoco Paularo organizza nel corso dell'anno solare iniziative sportive e non, il programma aggiornato è pubblicato sul sito web istituzionale dell'Ente. Nel suggerire l'esperienza in alta montagna di alcuni sports sconsiglia tuttavia tali percorsi tra marzo e maggio per non turbare le arene di canto destinate all'accoppiamento dei galli cedroni e forcelli[38]:

Sci alpinismo-ciaspole:

  • itinerario 1: passo Cason di Lanza - casera Val Dolce - casera Aip - forcella Val Dolce - passo Cason di Lanza lungo il sentiero CAI 458 (quota 1552–1790 m s.l.m.);
  • itinerario 2: passo Cason di Lanza - agriturismo "al Cippo" di Valbertat Bassa - Cordin - forcella Val Dolce - passo Cason di Lanza lungo il sentiero CAI 458 (quota 1525–1800 m s.l.m.);

Trekking:

  • itinerario 3: passo Cason di Lanza - casera Val Dolce - Casera Aip - bivacco "Ernesto Lomasti" - forcella Val Dolce - passo Cason di Lanza (quota 1552–1980 m s.l.m., sentieri CAI 439, 440, 403, 458);
  • itinerario 4: passo Cason di Lanza - casera Cordin lungo sentiero CAI 451 - sella Cordin - forcella Val Dolce lungo sentiro CAI 403 - rientro lungo sentiero CAI 458 (quota 1500–1800 m s.l.m.);
  • itinerario 5: passo Cason di Lanza casera Caserutta - casera Aip - sella Val Dolce - passo Cason di Lanza (quota 1400–1800 m s.l.m., sentieri CAI 440, 439, 403, 458);
  • itinerario 6: passo Cason di Lanza - monte Zermula - passo Cason di Lanza (quota 1552–2143 m s.l.m., sentieri CAI 442a, 442);
  • itinerario 7: casera Ramaz - casera Melesid bassa - casera Meledis alta - casera Lodin alta - casera Ramaz (quota 1053-1758 m s.l.m., parte del sentiero dei Celti CAI 448 e 448b). A Lodin alta possibilità di raggiungere in pochi minuti su sentiero semplice e scorrevole il Zollner See (Lago di Zolner) in territorio austriaco.

Mountain Bike:

  • itinerario 8: passo Cason di Lanza - agriturismo "al Cippo" di Valbertat Bassa - casera Valbertat Alta - casera Meledis Alta - passo Meledis - Ki. Kordin Alm (Austria) - sella Cordin - casera Cordin Grande - agriturismo "al Cippo" di Valbertat Bassa - passo Cason di Lanza (quota 1403–1752 m s.l.m., sentieri CAI 448, 403);
  • itinerario 9: Paularo centro - Ravinis - casera Tamasi - malga Zermula - ponte Fuset - casera Costa Robbia bassa - Sortisella - Pisignaries - Paularo centro (quota 650–1400 m s.l.m., sentiero CAI 403);
  • itinerario 10: Paularo centro - Aones - Casaso - Rio - Villamezzo - Villafuori - Paularo centro (quota 600–780 m s.l.m.);
  • pannello CAI per la Ferrata Zermula
    itinerario 11: Paularo centro - malga Zermula - casera Tamai - Neveledis - Varlee - Misincinis - Paularo centro (quota 650–1400 m s.l.m., sentiero CAI 441);

Ciaspole, in collaborazione con il gruppo "Amici della Montagna":

  • itinerario 12: Valdajer - Costa Robbia - Montute (difficoltà escursionistica). Notturna in area Valdajer (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 13: area monte Pizzul (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 14: area Zermula - area Valute (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 15: area Valdajer - monte Neddis (difficoltà media);
  • itinerario 16: notturna in area Tamai (difficoltà escursionistica);
  • itinerario 17: area Lanza (difficoltà escursionistica).

Alberghi e ristoranti[modifica | modifica wikitesto]

  • particolare della casera malga Pizzul
    consorzio "Albergo diffuso" garante di un originale servizio turistico per chi desidera trascorrere anche un solo weekend nella Valle di Paularo, senza rinunciare alla comodità e all'intimità di una vera e propria casa. 12 sono gli alloggi ospitali offerti in affitto nel corso di tutto l'anno e sono ubicati rispettivamente: 3 nel capoluogo, 2 a Villamezzo, 1 Ravinis, 5 a Dierico, a Salino;
  • "Al Cavallino", bar ristorante;
  • "Dal Palač", bar trattoria;
  • "Al Fogolar", pizzeria;
  • "Alla Posta", pizzeria.

Centri residenziali[modifica | modifica wikitesto]

In via Pineta 2, nel capoluogo, opera un centro residenziale per anziani con assistenza qualificata per la terza età nel quale vengono svolte attività finalizzate al sostegno delle abilità dell’anziano, al culto religioso e alla ricreazione. La struttura è priva di barriere architettoniche.[39]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Paularo, pur confinando con territorio austriaco, non dispone di una rete stradale internazionale. Le vie di comunicazione ordinarie sono:

  • strada provinciale 23 Cedarchis - Paularo;
  • strada provinciale 40 Arta Terme - Trelli - Salino - Paularo;
  • strada provinciale 24 Paluzza - Treppo Carnico - Ligosullo - Paularo;
    Salino, i suoi borghi e Trelli
  • strada secondaria Pontebba - Passo Lanza - Paularo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il mezzo di trasporto maggiormente utilizzato è l'automobile privata.

Il servizio pubblico è gestito dalla Società Autotrasporti Friuli-Venezia Giulia (SAF) con un numero variabile di linee urbane ed extraurbane operative sia nei giorni feriali che festivi:

  • Tolmezzo - Zuglio - Rosa dei Venti - Paularo;
  • Tolmezzo - Zuglio - Piedim - Paularo;
  • Rosa dei Venti - Paularo;
  • Paularo - Ravinis - Dierico - Paularo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • angolo al parco Saletti
    la 11ª tappa del 12° Giro Rosa, Giro d'Italia Internazionale Femminile, il 13 luglio 2001 si è disputata nella Valle d'Incarojo ed è stata vinta dalla svizzera Nicole Brandli.[12]
  • la 15ª tappa del 93º Giro d'Italia, il 23 maggio 2010 ha interessato la Valle di Paularo percorrendo, dopo aver salutato il centro del capoluogo, l'inedito e impegnativo tratto del "Duron" (6,7 km con pendenza media del 10% e punte del 18%) in direzione del monte Zoncolan con provenienza da Mestre. Tappa vinta dall'italiano Ivan Basso;
  • la 10ª tappa del 96º Giro d'Italia, il 14 maggio 2013 ha percorso la valle di Paularo in tutta la sua estensione in direzione Cason di Lanza-Altopiano del Montasio. Tappa vinta dal colombiano Rigoberto Urán;
  • la 2ª tappa del Giro del Friuli Venezia Giulia Juniores si è conclusa il 2 giugno 2017 a Paularo con partenza da Ovaro. Tappa di 95 km vinta dall'emiliano Luca Regalli, classe 1999;[40]
  • il 30° SuperGiro delle Dolomiti, l'11 giugno 2017 ha toccato Paularo al 78º km dallo start avvenuto a Lienz (Austria), passando per Ligosullo-Lanzenpass-Pontebba-Nassfeldpass, con arrivo nella stessa città del Tirolo al 232º km.[41]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Società Sportiva Dilettantistica "Velox Paularo": calcio, sci alpino, sci nordico, corsa campestre e marcia in montagna. Si è costituita nel 1961 come "Giac-Velox" partecipando nel 1963 al primo campionato Juniores e a una serie di competizioni sciistiche e di atletica. Nel 1968 aderisce al Campionato Carnico vincendo negli anni successivi due titoli di campione, nel 1978 e nel 2004.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • chiesa parrocchiale a Dierico
    scarpez: calzature principalmente diffuse fino a qualche anno fa, costituite da una soletta senza tacco composta da vari strati trapuntati a mezzo spago, la parte superiore in velluto nero, a volte ornata di fiorellini colorati a ricamo, con punta rivolta in alto e scollatura più o meno pronunciata. Creati da persone abili e di ingegno chiamate "scarpetaries" e calzati normalmente in occasioni di festa, ma non solo, sia da donne che da uomini[26];
  • Serenus: è il nome latino del monte dolomitico Sernio che si affaccia su Paularo. Nome imposto nel 1298 (tradotto significa privo o spoglio di alberi) il monte è stato scalato per la prima volta il 21 agosto 1879 da Minetta e Annina Grassi, pochi giorni dopo, l'8 settembre, anche da Cantarutti, Caporiacco, Kecler e Marinelli che ne rilevò l'altitudine di m.2187;
  • grotta di Lourdes: opera originale creata nel 1935 da Giobatta Segalla (1878-1963) all'interno della Cappella del capoluogo dedicata alla B.V. di Lourdes e consacrata l'11 febbraio dell'anno successivo, data in cui ricorre l'anniversario della prima apparizione di Nostra Signora a Bernadette Soubirous (Lourdes-Francia 11.02.1858). L'opera, tutta in gesso, rispecchia autenticamente la grotta di Massabielle su desiderio dell'allora parroco mons. Primo Zuliani che fece giungere, altresì, dalla cittadella dei Pirenei una statua lignea della Madonna, così come descritta dalla giovane veggente, per collocarla all'interno del capolavoro di Giobatta. L'ingegno del Segalla si esprime anche nel Monumento ai Caduti di tutte le Guerre che realizzò in piazza Julia e sul quale primeggia la statua bronzea eseguita dal prof. Torquato Tamagnini, da Roma, raffigurante "la Gloria che sparge fiori e alloro sulle tombe dei caduti"[42];
  • campanon: si svolge nel campanile della chiesa parrocchiale di Dierico ed è una tradizione in seguito ripresa nel capoluogo. Giovani del posto eseguono il suono delle campane con l'aiuto di catene applicate al batacchio creando diverse melodie ritmiche con l'aiuto di una campana in movimento. Il campanon o la "scampanotade", come si dice, può farsi anche a campane completamente immobili (normalmente sono tre). I "campanari" lo compongono in occasione di festività particolari; nel caso di Dierico, per esempio, il 16 agosto ricorrenza del patrono San Rocco;
  • rosario del Papa: l'immagine lignea della Madonna del Rosario con Gesù Bambino accolta nel sacello di Casaso, reca sulla mano destra la corona del rosario donata da Papa Benedetto XVI a un abitante della frazione ammesso nel 2008 al rito del "baciamano papale" in Vaticano e che, a sua volta, l'ha offerta in dono alla statua della B.V. Maria della piccola frazione. La preziosa corona è costituita da 59 grani in madreperla separati da una medaglia con incisa l'araldica pontificia del 265º successore di Pietro da una parte e la figura della Mater Ecclesiae dall'altra con a capo il Crocifisso nella forma del pastorale del Vescovo di Roma;
  • B.V. del Rosario a Casaso, con la corona del rosario di Benedetto XVI
    il delfino con la bicicletta: ovvero il ciclista Franco Pellizotti, ha inaugurato il 30 agosto 2009 la 14ª edizione di "Mistîrs" la fortunata rassegna rappresentativa degli antichi mestieri della Valle. Il professionista, figlio del paularino Giacomo, da ragazzo trascorreva le vacanze estive a Casaso e oggi, spesso, sfreccia con la sua dueruote sulle strade dell'Incarojo che, forse, hanno contribuito anch'esse ad attribuirgli nel 2012 la laurea di campione italiano vincendo la prova in linea tra professionisti. È chiamato dai suoi fans il delfino di Bibione;
  • Don Matteo e la Val d'Incarojo: Paularo è stato al centro dell'episodio "Caro papà" della settima stagione di Don Matteo, diretto da Lodovico Gasparini e interpretato dall'attore italiano Terence Hill, trasmessa da Rai1 nella puntata del 1º ottobre 2009. Nel corso dello sceneggiato, che ha riscosso un notevole successo di pubblico, è stato citato il nome Paularo;
  • benedetta dal Pontefice: è un'immagine fotografica raffigurante Maria Ausiliatrice indicata dai devoti del posto come “Madonna delle partorienti”, protettrice delle donne in attesa e prossime al parto. Custodita nel capitello di Rio, l'effigie rappresenta nei particolari la Madonna con il Bambino Gesù appena nato adagiato sulle ginocchia più due Angeli e sostituisce l'identico gruppo scultoreo ligneo, risalente ai primi del 1700, asportato da ignoti la notte del 1º aprile 1987 e mai rinvenuto. La sacra immagine, accompagnata in Vaticano, è stata benedetta da Papa Francesco il 7 luglio 2013 durante la preghiera dell'Angelus; lo ricorda uno scritto collocato all'interno della struttura devozionale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Amministrazione comunale ha sede nel palazzo del Municipio in piazza Bernardino Nascimbeni n.16.

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

[43]

  • Daniele Di Gleria (2016-attuale)
  • Ottorino Faleschini (2011-2016)
  • Maurizio Vuerli (2006-2011)
  • Sergio Tiepolo (1999-2005)
  • Mario Revelant (1995-1999)
  • Giovanni Canciani (1990-1993)
  • Alessandro Plozner (1980-1990)
  • Pietro Fabiani (1975-1980)
  • Giacomo Tarussio (1975-1975)
  • Rino Screm (1951-1963)
  • Giovanni Battista Del Negro (1946-1951)
  • Egidio Dereani (1945-1946)
  • Gino Sbrizzai (1945-1945)
  • Egidio Screm (1925-1933)
  • Giovanni Fabiani (1917-1918)
  • Francesco S. De Franceschi (1914-1915)
  • Leonardo Sbrizzai (1911-1914)
  • Pietro Fabiani (1901-1906)
  • Luigi Calice (1888-1910)
  • Giovanni Sbrizzai (1874-1888)
  • Antonio Fabiani (1871-1873)
  • Daniele Lenassi (1865-1870)
  • Giovanni Fabiani (1863-1865)

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Comitati frazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Villamezzo-Villafuori-Rio-Cogliat
  • Ravinis-Misincinis
  • Casaso
  • Dierico
  • Salino-Trelli-Chiaulis

Inno di Paularo[modifica | modifica wikitesto]

Presentato nel 2007 è stato scritto da Ciro di Gleria e musicato da Florian Pedarnig. Viene proposto nei concerti della "Filarmonica

Ferdinando Nascimbeni". Testo:[15]

« Cassû in tas monz tal cûr da alte Cjargnie, (Tra i monti nel cuore dell'alta Carnia,)

al è un Paîs cun dut il so splendôr, (c'è un Paese con tutto il suo splendore,)
la int cujete e laboriôse, (di persone tranquille e laboriose,)
pal mont si à simpri fat onôr. (che nel mondo si sono fatte onore.)
Il marangon, il muradôr e il fâri, il boscadôr, il guo e il cjaliâr, (Il falegname, il muratore e il fabbro, il boscaiolo, l'arrotino e il calzolaio,)
dut chest ingegn al conte la sô stôrie, (queste professionalita' raccontano la storia,)
nou sin cjargnei, sin di Paulâr. (siamo carnici, di Paularo.)
Simpri in tas monz, tal vert e l'arie frescje, (Sui monti, tra il verde e l'aria fresca,)
tu sinz parfint il cjant dal rusignûl, (dove senti gorgheggiare l'Usignolo,)
pal mont chest cjant par simpri al reste, (nel mondo questo canto rimarrà,)
par dî ce bjèl ch'al è il Friûl. (per testimoniare la bellezza del Friuli.) »

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 477.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m Natalino Sollero, L'Incarojo fra storia e leggenda. Interrelazioni con il Friuli e la Carnia, Pasian di Prato, Campanotto Editore, 1994.
  6. ^ Giovanni Battista Bassi, Cenni biografici di p. Nicolò Sellenati, parroco di Paularo d'Incarojo in Carnia, Udine, Tipografia Foenis, 1861.
  7. ^ Raimondo Valesio, Sot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular", Paularo, 1953.
  8. ^ a b Natalino Sollero, La Valle d'Incaroio o di Paularo, pagina 42, pubblicato nel 1980.
  9. ^ Cristian Adami, Le poco favorevoli condizioni meteo spostano in paese la festa di Casera Turriee., in Carnia Alpina, anno XXX, 3 del 15 ottobre 2016.
  10. ^ a b c Nazario Screm, L'eccidio che oscuro' la Resistenza nella Valle d'Incarojio, Paularo, Tip. A. Moro, aprile 2010.
  11. ^ a b c Umberto Taboga ANA Sezione Carnica, 1923-2003 Ottant'anni portati bene. Otto decenni di vita della Sezione Alpini Carnica, Tolmezzo, Edizioni Carnia Alpina - Tip. Moro Andrea, 2003.
  12. ^ a b Rai Sport, Vittoria della Brandli, Rai Radiotelevisione Italiana, 13 luglio 2001.
  13. ^ Redazione l'Alpino, Carnica. La croce sul Monte Sernio, ANA - L'Alpino, dicembre 2002.
  14. ^ Regione Autonoma FVG, Paularo: Illy visita esposizioni all'Istituto "J.Linussio", Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 31 agosto 2007.
  15. ^ a b Inno di Paularo Testo di Ciro Di Gleria su musica di Florian Pedarning., paularo.com, 19 agosto 2007.
  16. ^ 8ª Edizione della Premiazione del formaggio di malga”Paularo”, ersa.fvg.it.
  17. ^ La val d'Incarojo va in televisione per far conoscere la sua ospitalità, paularo.com, 19 novembre 2008.
  18. ^ Regioni Italiane web, Giro d'Italia - 15ª Tappa Mestre - Monte Zoncolan, Powered by U N I C O net, aprile 2010.
  19. ^ Messaggero Veneto, Paularo, Serracchiani alla rassegna Mistirs, Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A., 1º settembre 2014.
  20. ^ Il Friuli.it, A Paularo rivivono i Mistirs, Editoriale il Friuli s.r.l., 20 agosto 2015.
  21. ^ A Villa Fuori tornano gli arredi, messaggeroveneto.gelocal.it.
  22. ^ Riforme: ecco le 18 UTI del Friuli Venezia Giulia, udine20.it.
  23. ^ Berto40, Paularo attende con ansia il raduno degli aplini carnici, in Carnia Alpina, anno XXXI, 1-2 del 15 giugno 2017.
  24. ^ Attilio de Rovere, Luighi e incanti della Natura - live Carnia, in Friuli Venezia Giulia, turismofvg.it. 2012
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ a b c Natalino Sollero, La Valle d'Incarojo o di Paularo, Udine, Arti Grafiche Friulane, 1980.
  27. ^ Circolo ACLI - Associazione Cristiana Lavoratori Italiani, La nostra storia nel 60' anno di fondazione, Tolmezzo, Graphica, 2008.
  28. ^ Il carro di Paularo trionfa alla sfilata., messaggeroveneto.gelocal.it.
  29. ^ Nazario Screm, Le scuole e i maestri della Valle d'Incarojo., Paularo, 1983.
  30. ^ CarniaMusei, La Mozartina Paularo, in La Mozartina Paularo, 2001.
  31. ^ Circul "Cence Lune" di Cjasas, Lunarj dal 1998, Cjasas di Paular, Tipografia Moro Andrea Tolmezzo, dicembre 1997, p. da 1 a 12.
  32. ^ Gruppo Corale Paularo, Vent'anni della Corale di Paularo, Paularo, GCP, 1996.
  33. ^ [www.ana.it/coro/coro-cive-ana-di-paularo?currentPage=5 Coro Cive ANA di Paularo] .
  34. ^ Il coro "Jacopo Linussio" Val d'Incarojo di Paularo, montagnasenzaconfini.it.
  35. ^ Societat Filologiche Furlane, Giacomo Segalla, fotografo a Paularo di Egidio Screm, in Riviste Furlane di Culture "Sot la Nape", 1/2007 Paular e il Cjanal d'Incjaroi.
  36. ^ Cjargne OnLine, Carnorum Regio - Inno alla Carnia, Associazione culturale Ciberterra.
  37. ^ CarniaMusei, La Mozartina Paularo, in La Mozartina Paularo, 2001.
  38. ^ ProLoco Paularo, Percorrendo la Via di Attila - cason di Lanza, in pieghevole del Comune di Paularo-ProLoco Val d'Incarojo.
  39. ^ Centro residenziale per anziani Paularo, lacasadiriposo.com.
  40. ^ GIRO FRIULI VG: Regalli sfreccia a Paularo, federciclismo.it.
  41. ^ Supergiro delle Dolomiti 2017. (PDF), dolomitensport.at.
  42. ^ Egidio Screm, La Gloria che sparge fiori ed alloro sulle tombe dei Caduti, Tolmezzo, Andrea Moro Editore, 2012.
  43. ^ Nazario Screm, I sindaci della Valle d'Incarojo, Udine, S.G.L. Roseano - Designgraf, 1987.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raimondo Valesio Calice, Sot il Sernio a l'ombre dai povui di Paular, Paularo, 1953
  • Natalino Sollero, La Valle d'Incarojo o di Paularo, Arti Grafiche Friulane, Udine, 1980
  • Natalino Sollero, L'Incarojo tra storia e leggenda, Campanotto Editore, Udine, 1994
  • Danielle Maion, Paularo...una favola che dura una vita..., Tipografia Moro Andrea, Tolmezzo, 2000
  • Egidio Screm, La Chiesa di San Vito a Pualaro, Andrea Moro Editore, Tolmezzo, 2012
  • Egidio Screm, Le Chiese di Paularo in Carnia, Arti Grafiche Friulane/Imoco spa, Udine, 2013
  • Nazario Screm, Principali vie e piazze di Paularo, Andrea Moro Editore, Tolmezzo 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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