Rigoberto Urán

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Rigoberto Urán
Tour de l'Ain 2014 - Stage 3 - Portrait (1).JPG
Nome Rigoberto Urán Urán
Nazionalità Colombia Colombia
Altezza 173[1] cm
Peso 63[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Squadra Cannondale-Drapac
Carriera
Squadre di club
2006 Tenax
2007 Unibet.com
2008-2010 Caisse d'Epargne
2011-2013 Sky
2014 Omega Pharma
2015 Etixx-Quick Step
2016 Cannondale
2016- Cannondale-Drapac
Palmarès
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Argento Londra 2012 In linea
Gnome-emblem-web.svg Mondiali su strada
Argento Richmond 2015 Crono a sq.
Statistiche aggiornate al gennaio 2016

Rigoberto Urán Urán (Urrao, 26 gennaio 1987) è un ciclista su strada colombiano che corre per il team Cannondale-Drapac. Scalatore, nel 2012 ha vinto la classifica di miglior giovane al Giro d'Italia e la medaglia d'argento in linea ai Giochi olimpici di Londra. È professionista dal 2006.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nativo del Dipartimento di Antioquia, proveniente da una famiglia povera, crebbe in un pueblo a 1800 metri di altitudine.[2] Cominciò a gareggiare nel 2001, a 14 anni, dopo che lo zio gli aveva regalato una bicicletta; tre mesi dopo la prima vittoria, però, perse il padre, ucciso accidentalmente in una sparatoria tra narcotrafficanti.[2] Continuò il lavoro paterno, la vendita di biglietti della lotteria, poi si dedicò con profitto al ciclismo: tra gli juniores ottenne moltissimi successi, tra cui numerosi titoli nazionali[3] e cinque medaglie su pista ai Giochi panamericani.[2] Nel 2006, appena diciannovenne, si trasferì in Italia per correre nella categoria professionisti con la Tenax-Salmilano, squadra diretta da Fabio Bordonali.[4][5]

Nell'ottobre 2006 firmò un contratto triennale per il team belga (con licenza ProTour per il 2007) Unibet.com:[6] nella stagione subito seguente ottenne i primi successi da pro, una tappa a cronometro alla Euskal Bizikleta e l'ottava frazione, quella tra Innertkirchen e Schwarzsee, al Giro di Svizzera.[7] Al Deutschland Tour, in agosto, fu invece vittima di una grave caduta nella quale si fratturò entrambi i gomiti e il polso destro:[8] ritornò agli allenamenti nel febbraio successivo, sei mesi dopo l'incidente.[9] Si era intanto accasato alla Caisse d'Epargne, formazione spagnola, dopo aver siglato un biennale nel novembre del 2007.[10]

Nel corso della stagione 2008 ottenne il secondo posto nella Volta Ciclista a Catalunya e il terzo al Giro di Lombardia, una delle classiche monumento; in estate, in rappresentanza del suo paese, partecipò, pur non concludendola, alla prova su strada dei Giochi olimpici di Pechino. Nel 2009 corse per la prima volta il Tour de France, chiudendo 52º nella classifica finale; l'anno dopo prese il via sia al Giro d'Italia, ove fu settimo nella cronoscalata di Plan de Corones, che alla Vuelta a España, durante la quale fu per due volte piazzato nei primi dieci di tappa; i risultati migliori arrivarono però al Giro di Svizzera in giugno, con i due secondi posti nelle tappe di Schwarzenburg e La Punt-Chamues-ch e il settimo posto finale.

Nel 2011 andò a vestire la divisa del team britannico Sky: nella prima stagione con la nuova squadra ottenne due quinti posti di rilievo, alla Volta Ciclista a Catalunya (poi quarto per la squalifica di Contador) e alla Liegi-Bastogne-Liegi. In luglio partecipò al Tour de France, vestendo per quattro giorni, dalla 14ª alla 17ª tappa, la maglia bianca di miglior giovane: concluse la corsa al ventiquattresimo posto (poi ventitreesimo per la squalifica di Contador). Nel finale di stagione fu invece terzo al Grand Prix Cycliste de Québec e al Giro dell'Emilia.

Nel 2012, sempre in maglia Sky, si aggiudica una tappa alla Volta Ciclista a Catalunya, chiudendo la corsa al quinto posto. È poi l'uomo di classifica della sua squadra al Giro d'Italia, dove arriva settimo in graduatoria generale, aggiudicandosi la maglia bianca di miglior giovane. Nello stesso anno, in occasione dei Giochi olimpici di Londra partecipa alla prova in linea indovinando la fuga decisiva insieme ad Aleksandr Vinokurov: in volata il kazako lo batte, ma Urán riesce a conseguire la medaglia d'argento. Conclude la stagione con il successo al Giro del Piemonte e il terzo posto al Giro di Lombardia.

Nel 2013 partecipa, sempre come gregario, al Giro d'Italia. Riesce a vincere la sua prima tappa al Giro d'Italia nella frazione d'alta montagna con arrivo sull'Altopiano di Montasio[1] e, dopo il ritiro del capitano designato Bradley Wiggins, diventa il leader della squadra; si piazza così secondo nella classifica generale finale della corsa, preceduto dal solo Vincenzo Nibali. In agosto firma quindi un contratto biennale con l'Omega Pharma-Quickstep, valido a partire dalla stagione 2014. Ai Mondiali di Firenze nel finale è nel gruppo di testa (con Rui Costa, Rodriguez, Valverde e Nibali, così all'arrivo), ma cade in discesa e chiude al 41º posto.

Nel 2014 è capitano dell'Omega Pharma-Quickstep al Giro d'Italia. Domina la dodicesima frazione, la cronometro da Barbaresco a Barolo, strappando la maglia rosa a Cadel Evans e distanziando nettamente in classifica generale tutti i rivali, tra cui lo stesso Evans e il connazionale Quintana. Tiene la maglia per i cinque giorni successivi mettendo la squadra a controllare la corsa senza troppi patemi d'animo. Perde la maglia al termine della sedicesima tappa, con l'arrivo in salita di Val Martello, quando il connazionale Nairo Quintana ,distante 3 minuti e mezzo in classifica generale, con un'azione da lontano partita nella discesa dello Stelvio va a vincere in solitaria conquistando tappa e primo posto della generale. Quintana manterrà il simbolo del primato fino all'arrivo di Trieste, mentre Uràn chiuderà di nuovo secondo, come l'anno precedente, a poco meno di 3 minuti da Quintana e davanti a Fabio Aru.

Nel 2016 partecipa al Giro d'Italia come capitano della Cannondale e dopo le prime due settimane difficili in cui non riesce ad esprimersi al meglio a causa di una bronchite che ne codiziona le prestazioni, cresce nella terza settimana tenendo il passo dei migliori in salita e risalendo fino al settimo posto in classifica generale. Ad Ottobre si presenta al via del durissimo Giro di Lombardia, che prevede oltre 5000 metri di dislivello, facendo selezione in salita insieme a Esteban Chaves e Diego Rosa i quali poi riescono a batterlo solo nella volata a tre finale a Bergamo Alta. Chiude quindi al terzo posto la "classica delle foglie morte" per la terza volta in carriera, dopo le edizioni del 2008 e 2012.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007 (Unibet.com, due vittorie)
2ª tappa, 2ª semitappa, Euskal Bizikleta (Abadiño > Abadiño, cronometro)
8ª tappa Tour de Suisse (Innertkirchen > Schwarzsee)
  • 2012 (Sky Procycling, due vittorie)
4ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Tremp > Ascó)
Gran Piemonte
  • 2013 (Sky Procycling, una vittoria)
10ª tappa Giro d'Italia (Cordenons > Jôf di Montasio)
  • 2014 (Omega Pharma-Quickstep Cycling Team, una vittoria)
12ª tappa Giro d'Italia (Barbaresco > Barolo, cronometro)
  • 2015 (Etixx-Quick Step, due vittorie)
Campionati colombiani, Prova a cronometro
Grand Prix Cycliste de Québec

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

Classifica giovani Giro d'Italia

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2010: 35º
2012: 7º
2013: 2º
2014: 2º
2015: 14º
2016: 7º
2009: 52º
2011: 23º
2015: 42º
2010: 33º
2012: 29º
2013: 27º
2014: non partito (17ª tappa)

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2009: 103º
2011: 5º
2012: ritirato
2013: 53º
2008: 3º
2009: 21º
2010: 12º
2011: 19º
2012: 3º
2013: ritirato
2014: ritirato
2016: 3º

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Rigoberto Uran, www.omegapharma-quickstep.com. URL consultato il 16 febbraio 2014.
  2. ^ a b c Dal «Corriere della Sera». Uran: corro per salvarmi dai narcos, in www.tuttobiciweb.it, 12 maggio 2010. URL consultato il 26 aprile 2011.
  3. ^ Marlon Perez lascia Savio e passa alla Tenax di Fabio Bordonali, in www.tuttobiciweb.it, 29 ottobre 2005. URL consultato il 26 aprile 2011.
  4. ^ Tenax, arrivano buoni risultati dalla Colombia, in www.tuttobiciweb.it, 28 febbraio 2006. URL consultato il 26 aprile 2011.
  5. ^ Ciro Scognamiglio, Uran, festa a 20 anni Moreni 2º Oggi finale, in archiviostorico.gazzetta.it, 24 giugno 2007. URL consultato il 26 aprile 2011.
  6. ^ Uran tre anni alla Unibet. E potrebbe seguirlo Carrara, in www.tuttobiciweb.it, 30 ottobre 2006. URL consultato il 26 aprile 2011.
  7. ^ Uran sorprende tutti, in www.gazzetta.it, 23 giugno 2007. URL consultato il 26 aprile 2011.
  8. ^ (EN) Susan Westemeyer, Deutschland Tour injury update, in www.cyclingnews.com, 14 agosto 2007. URL consultato il 26 aprile 2011.
  9. ^ Rigoberto Uran operato a Brescia: tolte le placche, tutto ok, in www.tuttobiciweb.it, 8 febbraio 2008. URL consultato il 26 aprile 2011.
  10. ^ Caisse d'Epargne: arrivano Perez Arango, Uran e Stephens, in www.tuttobiciweb.it, 8 novembre 2007. URL consultato il 26 aprile 2011.
  11. ^ (EN) Rigoberto Urán Biography and Olympic Results | Olympics at Sports-Reference.com, www.sports-reference.com. URL consultato il 26 aprile 2011.

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