Chris Froome

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Chris Froome
Chris Froome - The First Man to Cycle through the Eurotunnel (14593562145).jpg
Froome sottopassa la Manica in bicicletta nell'Eurotunnel, 1º giugno 2014
Nome Christopher Froome
Nazionalità Kenya Kenya
Gran Bretagna Gran Bretagna
Altezza 186[1] cm
Peso 67 kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Squadra Sky
Carriera
Squadre di club
2007 Konica Minolta
2008-2009 Barloworld
2010- Sky
Nazionale
2006-2007 Kenya Kenya
2008- Gran Bretagna Gran Bretagna
Palmarès
Gran Bretagna Gran Bretagna
Olympic flag.svg Giochi olimpici
Bronzo Londra 2012 Cronometro
Bronzo Rio de Janeiro 2016 Cronometro
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Bronzo Toscana 2013 Crono a sq.
Statistiche aggiornate al agosto 2016

Christopher "Chris" Froome (Nairobi, 20 maggio 1985) è un ciclista su strada britannico che corre per il Team Sky.[2]

Professionista dal 2007, ha caratteristiche di passista-scalatore e di cronoman. In carriera si è aggiudicato tre edizioni del Tour de France (nel 2013, 2015 e 2016) finendo al secondo posto nel 2012. Ha altresì conquistato due medaglie di bronzo a cronometro ai Giochi olimpici in rappresentanza della Gran Bretagna (nel 2012 e 2016); vanta inoltre tre secondi posti alla Vuelta a España, mentre fu terzo nella cronosquadre ai campionati del mondo 2013 in Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Nairobi, Kenya, da Jane Flatt e Clive Froome, entrambi britannici,[2][3] Chris è il più giovane di tre fratelli: Jonathan e Jeremy. Froome a quindici anni si trasferisce con la sua famiglia a Johannesburg, in Sudafrica, dove corre le sue prime gare di ciclismo. Sposato con Michelle Cound,[4] la coppia ha un figlio, Kellan, nato il 15 dicembre 2015.[5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e i primi anni nel professionismo[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera ciclistica inizia gareggiando con licenza del Kenya, federazione che rappresenta ai campionati del mondo Under-23 nel 2006 e nel 2007. Nel 2007 passa professionista con una piccola squadra sudafricana, il Team Konica Minolta,[6] vincendo subito due corse.

Nella stagione successiva passa al Team Barloworld, diretto da Claudio Corti,[7] con cui prende parte al Tour de France nel 2008,[8] e al Giro d'Italia nel 2009, classificandosi rispettivamente 83º e 32º. È proprio nella Corsa Rosa che ottiene il primo piazzamento di rilievo: durante la quattordicesima tappa con traguardo posto sul San Luca, entra nella fuga di giornata piazzandosi al sesto posto, a 36" dal vincitore Simon Gerrans.[9] Nel 2008 sceglie la licenza ciclistica britannica, venendo così convocato ai campionati del mondo di Varese come membro della nazionale del Regno Unito: nell'occasione non riesce però ad arrivare al traguardo.

2010-2011: il debutto con Sky e il secondo posto alla Vuelta[modifica | modifica wikitesto]

Al termine del 2009, essendosi sciolta la Barloworld, Froome firma per la neonata formazione inglese Sky. Nella stagione 2010 ottiene, come migliore prestazione, un secondo posto al campionato britannico a cronometro. Nel maggio dello stesso anno partecipa al Giro d'Italia, dal quale viene però espulso per essersi fatto trainare dalla propria ammiraglia in un tratto in salita.[10]

Nel 2011 offre buone prestazioni in diverse gare, in particolare nei tratti in salita. Nella seconda parte di stagione prende parte alla Vuelta a España in appoggio al capitano Bradley Wiggins. Al termine della decima tappa, una cronometro a Salamanca in cui si piazza secondo alle spalle di Tony Martin, riesce a fare sua la maglia rossa, simbolo del primato in classifica generale.[11] Cede la maglia il giorno dopo a Wiggins,[12] mentre nelle tappe seguenti svolge il doppio lavoro di gregario in salita e contemporaneamente di atleta di classifica.[13]

Nell'ultima settimana di corsa si aggiudica la diciassettesima tappa, quella con arrivo a Peña Cabarga, non riuscendo però a superare in classifica la maglia rossa Juan José Cobo.[14][15] La corsa verrà vinta proprio da Cobo; Froome ottiene il secondo posto finale, davanti al proprio capitano Wiggins. In ottobre si classifica quindi terzo al Tour of Beijing, gara a tappe conclusiva del calendario World Tour.

2012: il secondo posto al Tour de France e il bronzo olimpico[modifica | modifica wikitesto]

Froome impegnato nella cronometro olimpica di Londra 2012

Nella prima parte della stagione 2012 non coglie successi. Come unico piazzamento ottiene il quarto posto nella classifica finale del Critérium du Dauphiné. Nel mese di luglio partecipa al Tour de France come gregario di Bradley Wiggins. Nel corso della Grande Boucle vince la settima tappa, con arrivo alla Planche des Belles Filles,[16][17] e due giorni dopo si piazza al secondo posto nella cronometro di Besançon, alle spalle del proprio capitano.[18] Ottiene lo stesso piazzamento anche nella diciannovesima tappa, la cronometro di Chartres, superato anche in questa occasione dal compagno di squadra.[19] Conclude la Grand Boucle al secondo posto, alle spalle dello stesso Wiggins di 3'21" e davanti all'italiano Vincenzo Nibali; ciò nonostante si dimostra il corridore più performante nelle tappe in salita, tanto da rallentare per attendere il proprio capitano in diverse occasioni.[20]

Concluso il Tour, partecipa ai Giochi olimpici di Londra, conquistando la medaglia di bronzo nella prova a cronometro alle spalle del connazionale Wiggins e del tedesco Tony Martin.[21] In agosto prende il via, da capitano e con ambizioni di classifica, alla Vuelta a España, lottando per la maglia rossa di leader della generale con Joaquim Rodríguez, Alejandro Valverde e Alberto Contador. È uno dei protagonisti fino alla quattordicesima tappa quando, per la prima volta, perde contatto dal terzetto di spagnoli.[22] Nelle tappe seguenti il suo divario dai tre rivali in classifica aumenta: chiude la corsa al quarto posto, ma a 10'16" da Contador e molto distanziato dal gradino più basso del podio, occupato da Rodríguez.[23]

2013: le vittorie al Romandia, al Delfinato e al Tour de France[modifica | modifica wikitesto]

Froome comincia la stagione 2013 vincendo una tappa e la classifica finale del Tour of Oman.[24] In marzo partecipa alla Tirreno-Adriatico: in questa gara conquista il successo nella tappa con arrivo in salita a Prati di Tivo[25] e conclude al secondo posto in classifica generale, alle spalle dell'italiano Nibali e davanti allo spagnolo Contador. Nello stesso mese vince anche una tappa e la classifica finale del Critérium International in Corsica, precedendo in graduatoria il compagno di squadra Richie Porte.[26]

In aprile corre il Tour de Romandie in Svizzera: dopo aver vinto il prologo,[27] Froome porta per tutti i sei giorni di gara la maglia gialla di leader, aggiudicandosi infine la vittoria davanti allo sloveno Simon Špilak.[28] Non partecipa al Giro d'Italia – nella "Corsa Rosa" il capitano della Sky è Wiggins –, corre invece il Critérium du Dauphiné. In questa gara si aggiudica la quinta frazione, quella con arrivo in salita a Valmorel,[29] e il successo finale, precedendo in classifica il proprio "scudiero" Porte.[30] Stante la serie di successi ottenuti nel corso della prima parte di stagione, si presenta al Tour de France in qualità di principale favorito per la vittoria.[31] Già nella prima tappa di montagna, l'ottava, con arrivo ad Ax 3 Domaines, stacca i principali avversari (Valverde, Contador e Bauke Mollema) di più di un minuto, conquistando la maglia gialla.[32]

Pochi giorni dopo, nella cronometro di Le Mont-Saint-Michel vinta da Tony Martin, infligge ulteriori distacchi – sopra i due minuti – ai rivali, consolidando il primato e ipotecando ancor prima delle Alpi il successo finale.[33] Ancora quattro giorni e, sulle rampe del Mont Ventoux, fornisce una chiara dimostrazione di forza: nell'occasione stacca gli altri uomini di classifica, va a riprendere il fuggitivo Nairo Quintana, lo supera e si invola verso il successo in solitaria.[34] Suggella infine il dominio in occasione della cronometro di Chorges – ottiene la terza vittoria di tappa nella Grande Boucle[35] e nell'ultima tappa di montagna, quella con arrivo ad Annecy-Semnoz, chiudendo al terzo posto, alle spalle di Quintana e Rodríguez.[36] A Parigi sono proprio il giovane colombiano e lo spagnolo, nell'ordine, ad accompagnarlo sul podio finale (in notturna), staccati in classifica rispettivamente di 4'20" e 5'04".[37] Grazie alla vittoria del Tour a ottobre riceve il premio Vélo d'Or come miglior ciclista dell'anno.[38]

2014: il ritiro al Tour e il secondo posto alla Vuelta[modifica | modifica wikitesto]

Froome in maglia gialla di leader al Critérium du Dauphiné 2014

Froome inizia il 2014 all'insegna del successo, confermandosi subito ad alti livelli bissando la vittoria al Tour of Oman[39][40] ottenuta l'anno precedente. A marzo rinuncia alla Tirreno-Adriatico per un infortunio.[41] Dopo essere rientrato alla Volta Ciclista a Catalunya, conclusa in sesta posizione finale,[42] torna al successo vincendo, nel mese di maggio, il Tour de Romandie, bissando così il successo dell'anno precedente;[43] giunge secondo nella tappa regina, battuto in una volata a due da Špilak[44] vincendo l'ultima frazione a cronometro e sfilando la maglia di leader proprio allo sloveno.[45]

In giugno prende parte al Critérium du Dauphiné, gara a tappe a cui partecipano anche Nibali e Contador, suoi diretti rivali per la conquista del Tour de France, suo grande obiettivo stagionale. Dopo aver vinto a Lione la cronometro iniziale,[46] si ripete il giorno successivo vincendo sul traguardo in salita di Pays d'Olliergues-Col du Béal, superando Contador, il solo in grado di resistere alle accelerazioni del britannico, e Wilco Kelderman, consolidando così la maglia di leader.[47] Durante la settima frazione, però, perde la leadership della corsa in favore del madrileno, che, sull'ultima salita di Finhaut-Emosson, lo attacca riuscendo a staccarlo,[48] complici anche le non perfette condizioni fisiche del britannico, caduto nel finale della tappa precedente.[49] Nell'ultima tappa va in crisi, venendo attaccato sia da Andrew Talansky, che grazie ad una fuga riuscirà ad aggiudicarsi la corsa, che dal rivale spagnolo, uscito come vincitore morale in vista della Grand Boucle.[50]

Al via del Tour è considerato uno dei tre favoriti assieme a Nibali e Contador,[51] ma già durante la quarta tappa è vittima di una caduta, riportando numerose escoriazioni su tutto il corpo; ciò nonostante riesce a concludere la tappa nel gruppo principale.[52][53] Durante la successiva frazione, la temutissima tappa del pavé, da Ypres a Arenberg Porte du Hainaut, è costretto al ritiro per colpa di altre due cadute.[54][55] Nei giorni successivi, esami più approfonditi evidenziano due fratture: una al polso sinistro e una alla mano destra.[56]

Nel mese di agosto riesce a recuperare dagli infortuni per prendere il via della Vuelta a España, venendo inserito di diritto tra i favoriti al successo finale, assieme a Valverde, Rodríguez e al vincitore del Giro d'Italia Quintana.[57] Dopo aver sofferto nelle prime tappe entra in forma al termine della seconda settimana, non riuscendo, tuttavia, ad ottenere alcuna vittoria di tappa. Si rende comunque protagonista nelle due tappe "regine": la sedicesima, con arrivo in salita a La Farrapona/Lagos de Somiedo, distanziato nel finale dal solo Contador,[58] e nella ventesima e penultima frazione con arrivo in quota a Puerto de Ancares, sempre sopravanzato dallo spagnolo.[59] Termina la corsa con altri due secondi posti parziali; a Santiago di Compostela, luogo di arrivo dell'ultima frazione a cronometro, si piazza per la seconda volta in carriera sul secondo gradino del podio preceduto di 1'10" da Contador, mentre terzo si classificherà l'altro spagnolo Valverde.[60]

2015: il bis al Tour[modifica | modifica wikitesto]

Froome in maglia gialla al Tour de France 2015

Apre la stagione 2015 gareggiando, nel mese di febbraio, alla Vuelta a Andalucía, breve corsa a tappe spagnola. Conclusa in seconda piazza la terza tappa, staccato sull'ultima ascesa dal rivale Contador,[61] riesce a conquistare la maglia rossa di leader al termine della successiva frazione con arrivo in salita a Alto de Allanadas, vincendo sullo stesso Contador e sul compagno di squadra Mikel Nieve.[62][63] Si aggiudica così la classifica generale precedendo il madrileno per soli due secondi e l'altro spagnolo Beñat Intxausti di 2'38".[64] In marzo è costretto, così come accaduto l'anno precedente, a saltare la Tirreno-Adriatico, causa virus influenzale.[65] Nel mese di aprile è protagonista al Tour de Romandie ma dopo aver centrato il successo nella cronosquadre iniziale,[66] non riesce a difendere il successo dell'anno precedente, finendo terzo a 35" dal vincitore Il'nur Zakarin.[67]

In giugno è al via del Critérium du Dauphiné, in preparazione al Tour de France:[68] nell'occasione riesce ad imporsi nella settima[69] e nell'ottava frazione,[70] entrambe con arrivo in quota, riuscendo così a scalzare dalla vetta della classifica generale l'americano Tejay van Garderen, avvantaggiatosi grazie alla vittoria nella cronosquadre della terza tappa.[71] Per il britannico, che chiude con 10" su van Garderen e 1'16" su Rui Costa, è il secondo trionfo in questa competizione.[72]

Si presenta al via del Tour de France in qualità di candidato alla vittoria finale, assieme a Nibali, Quintana e Contador.[73] Veste la maglia gialla già al termine della terza tappa – conclusa in seconda piazza – staccando sulle rampe del Muro di Huy tutti i rivali, dovendosi arrendere al solo Rodríguez.[74] Cede il simbolo del primato il giorno successivo, al termine della tappa del pavé di Cambrai in favore di Tony Martin,[75] per poi riacquisirla la tappa seguente a causa di una caduta, con conseguente abbandono di quest'ultimo.[76] Conclusa la prima settimana in testa, nella decima e prima tappa pirenaica con arrivo in quota a La Pierre Saint-Martin mette in mostra una superiorità schiacciante, trionfando in solitaria e rifilando distacchi abissali a tutti i suoi diretti rivali, con il solo Quintana in grado di contenere il ritardo a poco più di un minuto.[77][78]

Dopo aver controllato la leadership dagli attacchi del colombiano della Movistar nelle rimanenti frazioni pirenaiche e nella seconda settimana, sulle Alpi Froome dimostra di accusare la stanchezza, con conseguente calo di rendimento. Infatti, nelle ultime due tappe di montagna con arrivo in salita viene ripetutamente attaccato dal diretto avversario Quintana, perdendo 32" a La Toussuire-Les Sybelles[79] e 1'26" sull'Alpe d'Huez.[80] Ciò nonostante riesce a difendersi mantenendo la testa della classifica e termina la Grand Boucle sugli Champs-Élysées con un vantaggio di 1'12" sul colombiano e di 5'25" sul terzo classificato, lo spagnolo Valverde.[81] Sale dunque per la seconda volta sul gradino più alto del podio facendo sua, oltre alla maglia gialla, anche quella a pois di miglior scalatore, divenendo il secondo corridore britannico ad averla conquistata dopo il successo di Robert Millar nel 1984. Froome è inoltre il sesto vincitore che si laurea anche "Re della Montagna" e il primo a riuscirci dal Tour 1970 di Eddy Merckx.[82]

In agosto partecipa alla Vuelta a España con ambizioni di successo finale.[83] Dopo aver perso alcuni secondi dai rivali nelle prime tappe a lui poco congeniali, stacca per la prima volta tutti i principali rivali nell'arrivo in quota della nona frazione, tagliando il traguardo in seconda posizione a soli 2" da Tom Dumoulin.[84] Due giorni più tardi è vittima di una caduta nelle battute iniziali del tappone pirenaico di Andorra; il britannico riesce comunque a tagliare il traguardo, seppur parecchio distanziato dai big.[85] Nella giornata seguente, tuttavia, è costretto ad abbandonare la corsa iberica a causa di una frattura al piede.[86]

2016: il terzo Tour[modifica | modifica wikitesto]

Froome in maglia gialla di capoclassifica al Tour de France 2016

Froome debutta nel corso della nuova annata ad inizio febbraio sulle strade australiane dell'Herald Sun Tour, conquistando l'ultima tappa e la classifica generale della corsa.[87] Dopo un periodo lontananza dalle competizioni, prende parte alla Volta Ciclista a Catalunya a fine marzo, cogliendo un ottavo posto finale a 46" da Quintana. In aprile è invece al Tour de Romandie, che termina lontano dai migliori in classifica, aggiudicandosi comunque la quarta tappa: nell'occasione è protagonista di un attacco da lontano assieme a Van Garderen, staccando poi l'americano sulle rampe della salita finale di Villars-sur-Ollon e resistendo alla rimonta dei big.[88]

Ad inizio giugno corre il Critérium du Dauphiné, con l'obiettivo di affinare la condizione in vista del Tour de France.[89] Dopo il terzo posto nel prologo iniziale sulla salita di Les Gets,[90] si impone nella quinta tappa sull'ascesa di Vaujany, precedendo l'ex compagno di squadra Porte e sfilando la maglia di leader a Contador, fino a quel momento capoclassifica.[91] Nelle rimanenti due frazioni si limita ad amministrare il proprio vantaggio, aggiudicandosi per la terza volta in carriera la classifica finale della corsa, dove precede di 12" Romain Bardet e di 19" Daniel Martin.[92]

Al Tour de France si presenta al via in veste di uno dei papabili alla vittoria finale.[93] Dopo aver terminato la prima settimana ai piani alti della classifica, conquista la leadership al termine dell'ottava frazione, con arrivo a Bagnères-de-Luchon, vincendo in solitaria e staccando di 13" i diretti rivali con un'insolita azione nata all'inizio dell'ultima discesa del Col du Peyresourde.[94] Nelle successive tappe pirenaiche i distacchi tra gli uomini di classifica rimangono tali, con Froome che riesce ad incrementare leggermente il proprio vantaggio nell'undicesima tappa: nell'occasione, approfittando del vento laterale, si rende protagonista di un attacco in pianura a 12 km dall'arrivo assieme a Peter Sagan, Maciej Bodnar e il compagno di squadra Geraint Thomas, terminando secondo dietro allo slovacco della Tinkoff.[95] Nella giornata seguente, quella con arrivo a Chalet Reynard, Froome è protagonista di un fatto alquanto singolare e senza precedenti: avvantaggiatosi rispetto ai rivali sull'ultima ascesa assieme a Mollema e all'ex compagno di squadra Porte, i tre rimangono coinvolti in una caduta a circa un chilometro dall'arrivo, dopo che il tasmaniano della BMC aveva tamponato la moto delle riprese televisive, la quale a sua volta aveva rallentato bruscamente per evitare dei tifosi che si erano riversati sulla carreggiata. Il britannico, ritrovatosi a dover cercare una bicicletta in seguito alla rottura della propria, dopo averne ricevuta una di riserva dall'assistenza non idonea alla propria conformazione fisica, ne riceve un'altra dalla propria ammiraglia solamente a 400 metri dal traguardo.[96] Nettamente distanziato dai rivali, riesce a conservare la propria maglia gialla in seguito alla neutralizzazione dei tempi applicata dalla giuria di corsa.[97][98] Nella cronometro individuale della tredicesima frazione lungo i 37 km da Bourg-Saint-Andéol a La Caverne du Pont-d'Arc, l'alfiere della Sky giunge secondo, alle spalle del solo Dumoulin, infliggendo grossi distacchi a tutti i diretti avversari per la vittoria finale e rafforzando ulteriormente il proprio margine in classifica.[99] Suggella infine il trionfo conquistando la seconda e ultima cronometro di Megève, distanziando altresì i rivali.[100] Nelle rimanenti frazioni sulle Alpi amministra il vantaggio accumulato fino a quel momento,[101] per poi salire per la terza volta sul gradino più alto del podio degli Champs-Élysées, precedendo di 4'05" Bardet e di 4'21" Quintana.[102]

Terminata la corsa francese, viene schierato dalla propria nazionale al via dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro: nell'occasione conclude al dodicesimo posto la prova in linea, mentre conquista la medaglia di bronzo in quella a cronometro, preceduto di 1'02" dal vincitore Fabian Cancellara e di 15" dal secondo classificato Dumoulin.[103]

Nella seconda metà di agosto prende parte alla Vuelta a España in qualità di aspirante alla vittoria.[104] In seguito al successo della cronosquadre iniziale,[105] il britannico si assesta al terzo posto della classifica al termine della prima settimana, palesando un discreto, ma non ottimale, stato di forma.[106] Dopo un terzo posto a Lagos de Covadonga, dove perde alcuni secondi dal rivale Quintana,[107] si impone due giorni più tardi a Peña Cabarga, bissando il successo del 2011 e avanzando in seconda posizione nella generale a 54" dal colombiano.[108] In seguito però non riesce ad impensierire il capoclassifica della Movistar, cedendogli ulteriori 2'43" nella quindicesima frazione.[109] Distante 3'37" dalla vetta riesce a recuperargli poco più di due minuti vincendo la cronometro di Calp della diciannovesima tappa, assestandosi a circa un minuto e venti dalla maglia rossa.[110] Nella ventesima e ultima frazione di montagna tuttavia, nonostante numerosi attacchi sull'ultima salita, non riesce a distanziare l'avversario,[111] terminando l'indomani la corsa iberica, a Madrid, nuovamente al secondo posto, a 1'23" dal portacolori della Movistar.[112]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007 (Team Konica Minolta, due vittorie)
5ª tappa Giro delle Regioni (Chianciano Terme > Montepulciano)
6ª tappa Tour of Japan (Izu > Izu)
  • 2009 (Team Barloworld, una vittoria)
2ª tappa Giro del Capo (Durbanville > Durbanville)
  • 2011 (Sky Professional Cycling Team, una vittoria)
17ª tappa Vuelta a España (Faustino V > Peña Cabarga)
  • 2012 (Sky ProCycling, una vittoria)
7ª tappa Tour de France (Tomblaine > Planche des Belles Filles)
  • 2013 (Sky ProCycling, tredici vittorie)
5ª tappa Tour of Oman (Al Alam Palace > Ministry of Housing in Boshar)
Classifica generale Tour of Oman
4ª tappa Tirreno-Adriatico (Narni > Prati di Tivo)
3ª tappa Critérium International (Porto Vecchio > Col de l'Ospedale)
Classifica generale Critérium International
Prologo Tour de Romandie (Le Châble > Bruson)
Classifica generale Tour de Romandie
5ª tappa Critérium du Dauphiné (Grésy-sur-Aix > Valmorel)
Classifica generale Critérium du Dauphiné
8ª tappa Tour de France (Castres > Ax 3 Domaines)
15ª tappa Tour de France (Givors > Mont Ventoux)
17ª tappa Tour de France (Embrun > Chorges, cronometro)
Classifica generale Tour de France
  • 2014 (Team Sky, sei vittorie)
5ª tappa Tour of Oman (Bidbid > Jabal Al Akhdar)
Classifica generale Tour of Oman
5ª tappa Tour de Romandie (Neuchâtel, cronometro)
Classifica generale Tour de Romandie
1ª tappa Critérium du Dauphiné (Lione, cronometro)
2ª tappa Critérium du Dauphiné (Tarare > Pays d'Olliergues-Col du Béal)
  • 2015 (Team Sky, sette vittorie)
4ª tappa Vuelta a Andalucía (Maracena > Alto de Allanadas)
Classifica generale Vuelta a Andalucía
7ª tappa Critérium du Dauphiné (Montmélian > Saint-Gervais Mont Blanc)
8ª tappa Critérium du Dauphiné (Saint-Gervais Mont Blanc > Modane Valfréjus)
Classifica generale Critérium du Dauphiné
10ª tappa Tour de France (Tarbes > La Pierre Saint-Martin)
Classifica generale Tour de France
  • 2016 (Team Sky, dieci vittorie)
4ª tappa Herald Sun Tour (Arthurs Seat > Arthurs Seat)
Classifica generale Herald Sun Tour
4ª tappa Tour de Romandie (Conthey > Villars-sur-Ollon)
5ª tappa Critérium du Dauphiné (La Ravoire > Vaujany)
Classifica generale Critérium du Dauphiné
8ª tappa Tour de France (Pau > Bagnères-de-Luchon)
18ª tappa Tour de France (Sallanches > Megève, cronometro)
Classifica generale Tour de France
11ª tappa Vuelta a España (Colunga/Museo Jurásico > Peña Cabarga)
19ª tappa Vuelta a España (Jávea > Calp, cronometro)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2008 (Team Barloworld)
Classifica giovani Volta ao Distrito de Santarém
  • 2009 (Team Barloworld)
Anatomic Jock Race
  • 2012 (Sky ProCycling)
Critérium de Castillon-la-Bataille
  • 2013 (Sky ProCycling)
Classifica a punti Tour of Oman
Criterium van Aalst
Profronde van Stiphout
Criterium van Sint-Niklaas
Profronde Etten-Leur
Saitama Criterium
Classifica a punti Critérium du Dauphiné
Premio della Combattività Vuelta a España
Classifica a punti Vuelta a Andalucía
Classifica combinata Vuelta a Andalucía
1ª tappa Tour de Romandie (Vallée de Joux > Juraparc, cronosquadre)
Classifica scalatori Tour de France
Criterium van Sint-Niklaas
Maneblusser Na-Tour Criterium Mechelen
Profronde Etten-Leur
Classifica scalatori Herald Sun Tour
Criterium van Aalst
Profronde van Surhuisterveen
1ª tappa Vuelta a España (Ourense Termal/Balneario de Laias > Parque Náutico Castrelo de Miño, cronosquadre)

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2009: 32º
2010: squalificato (19ª tappa)[10]
2008: 83º
2012: 2º
2013: vincitore
2014: ritirato (5ª tappa)
2015: vincitore
2016: vincitore
2011: 2º
2012: 4º
2014: 2º
2015: non partito (12ª tappa)
2016: 2º

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2008: ritirato
2008: 84º
2009: 44º
2010: 135º
2013: 36º
2016: 112º

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi al ciclismo»
— 31 dicembre 2015[113][114]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Chris Froome, su teamsky.com. URL consultato il 13 luglio 2016.
  2. ^ a b (EN) Ian Austen, Chris Froome Gives Britain and Africa a Tour de France Win, su nytimes.com, 26 luglio 2015.
    «But I'm British. I've got British parents, grandparents — my family is British. This is 100 percent a British victory».
  3. ^ Da Froome a Dunford, i bianchi che portano in alto l'Africa, su sport.sky.it, 24 luglio 2013. URL consultato il 13 settembre 2013.
  4. ^ Ciro Scognamiglio, Froome sposa Michelle: "Il giorno perfetto", su gazzetta.it, 9 novembre 2014.
  5. ^ Froome è diventato papà: è nato il figlio Kellan, su gazzetta.it, 15 dicembre 2015.
  6. ^ Ciro Scognamiglio, Froome, la mia Africa. "Ci tornerò per i giovani", su gazzetta.it, 7 dicembre 2012.
  7. ^ Kenia, Sudafrica, Barloworld, Sky: la storia di Chris Froome, su eatsport.net, 27 giugno 2013.
  8. ^ (EN) Richard Moore, Froome finishes rough road to Paris with hope for the journey ahead, su theguardian.com, 28 luglio 2008.
  9. ^ (EN) Froome agonisingly close to stage victory in Giro, su cyclingweekly.co.uk, 23 maggio 2009.
  10. ^ a b (EN) Froome disqualified from Giro d'Italia, su cyclingweekly.co.uk, 29 maggio 2010. URL consultato il 16 giugno 2014.
  11. ^ Marco Grassi, Vuelta a España 2011: Where are you Froome???. Sorpresona: Chris perde solo da Martin, roja a lui. Nibali tiene, su cicloweb.it, 29 agosto 2011. URL consultato il 3 giugno 2014.
  12. ^ Marco Grassi, Vuelta a España 2011: La grande ammucchiata. Moncoutié vince, Wiggins in rosso, Nibali 3º, 5 uomini in 19", su cicloweb.it, 31 agosto 2011. URL consultato il 3 giugno 2014.
  13. ^ Giuseppe Cristiano, Vuelta a España 2011: Un'inossidabile coppia Sky. Vince Taaramäe, Wiggins e Froome tengono, Nibali cede, su cicloweb.it, 3 settembre 2011. URL consultato il 3 giugno 2014.
  14. ^ Ciro Scognamiglio, Vuelta, Froome scatenato. Cobo è secondo e tiene la maglia, su gazzetta.it, 7 settembre 2011. URL consultato il 3 giugno 2014.
  15. ^ Marco Grassi, Vuelta a España 2011: Froome-Cobo, duello al sole. Chris vince in un entusiasmante testa a testa, Juanjo resiste, su cicloweb.it, 7 settembre 2011. URL consultato il 3 giugno 2014.
  16. ^ Claudio Bagni, Froome gigante, Wiggins giallo. Nibali c'è: "È soltanto l'inizio", su gazzetta.it, 7 luglio 2012. URL consultato il 3 giugno 2014.
  17. ^ Marco Grassi, Tour de France 2012: Superiorità SKYacciante. Froome vince a La Planche, Wiggins in giallo. Bene Evans e Nibali, su cicloweb.it, 7 luglio 2012. URL consultato il 3 giugno 2014.
  18. ^ Wiggins fenomeno giallo. Froome 2º, si salva Nibali, su gazzetta.it, 9 luglio 2012. URL consultato il 22 luglio 2013.
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