Frank Vandenbroucke

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Frank Vandenbroucke
Franck VANDENBROUCKE.jpg
Vandenbroucke con la maglia della Domo-Farm Frites
Nazionalità Belgio Belgio
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Carriera
Squadre di club
1994 Lotto
1995-1998 Mapei
1999-2000 Cofidis
2001 Lampre
2002 Domo
2003 Quick Step
2004 Fassa Bortolo
2004-2005 MrBookmaker.com
2006 Unibet.com
2006-2007 Acqua & Sapone
2008 Mitsubishi
2009 Cinelli
Statistiche aggiornate al 13 ottobre 2009
Vandenbroucke con la maglia dell'Acqua & Sapone

Frank Vandenbroucke (Mouscron, 6 novembre 1974Saly, 12 ottobre 2009) è stato un ciclista su strada belga.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Specialista delle corse in linea, dopo i grandi risultati ottenuti nelle categorie giovanili passò al professionismo a soli 19 anni, saltando la categoria dilettanti.

Gli esperti si attendevano da lui grandi risultati ed inizialmente rispose alle attese, ottenendo subito delle buone vittorie, alla sua terza stagione pro ottenne ben quindici vittorie.

Nel 1998 vince la Parigi-Nizza. Si impone nella prima tappa, una cronometro individuale di 10,2 km e conserva la maglia di leader fino a fine corsa, imponendosi anche sull'arrivo in salita del Col de la Republique alla 5° frazione. Vince la gara con 4" su Laurent Jalabert. Successivamente vince la Gand-Wevelgem vincendo la volata di 31 corridori su Lars Michaelsen e Nico Mattan. Poi si piazza 2° alla Freccia Vallone, a 6" da Bo Hamburger, e 6° alla Liegi-Bastogne-Liegi.

La sua consacrazione definitiva come campione la ebbe conquistando nel 1999 la Liegi-Bastogne-Liegi, una delle corse più impegnative e prestigiose del calendario internazionale. Dopo aver vinto anche due tappe alla Vuelta a España di quell'anno, si presentava al campionato mondiale di Verona in splendido stato di forma, e con il ruolo di principale favorito per il successo finale. Già al centesimo chilometro di gara, tuttavia, si toccò col compagno di squadra Nico Mattan e cadde, fratturandosi lo scafoide del polso destro.[1] Pur sofferente, scelse di continuare la corsa e nel giro finale riuscì a rimanere nel gruppetto di testa; in vista del traguardo non riuscì però a rispondere ad Óscar Freire, che andò a vincere con uno scatto negli ultimi 500 metri: concluse settimo.[1]

Negli anni successivi, a causa di problemi caratteriali e personali, non riuscì più ad esprimersi agli stessi livelli. Continuò a gareggiare, ma senza più ottenere né risultati di rilievo né un ingaggio stabile con una squadra.

Disputa l'inizio di stagione 2000 al di sotto delle aspettative. Sembra riprendersi in vista del Tour de France quando si classifica secondo al campionato nazionale in linea, alle spalle di Axel Merckx. Tuttavia nelle prime tappe della corsa francese si piazza sempre lontano dai migliori e si ritira nel corso della 10° frazione, la prima di montagna.

Sembra tornare in forma durante la stagione 2003, quando si accasa presso la Quickstep: dopo essere arrivato 4° all'Omloop Het Volk e 9° alla Dwars Door Vlaanderen si classifica 2° al Giro delle Fiandre, battuto dal solo Van Petegem, come nel 1999. Successivamente arriva 11° alla Liegi-Bastogne-Liegi e 8° al Giro del Belgio. Si ritira alla Vuelta a Espana, ultimo grande giro della carriera a cui prende parte.

Il 6 giugno 2007 tenta il suicidio nella sua abitazione nei pressi di Magenta mentre è sotto contratto per la Acqua & Sapone di Palmiro Masciarelli.[2]

Disputa l'ultima stagione da professionista, il 2009, con la Cinelli-Down Under. Torna al successo dopo quasi dieci anni dell'ultima vittoria alla Boucle de l'Artois-Trophée Arras Leader vincendo la seconda tappa, una cronometro individuale di 15 km, e vestendo la maglia di capoclassifica. Tuttavia il giorno seguente, all'ultima frazione della corsa, non riesce a tenere il ritmo del vincitore di giornata, Sergey Firsanov, che conquista anche la classifica finale. Vandenbroucke conclude 3° nella classifica finale. Disputa l'ultima corsa della carriera il 24 giugno alla Halle-Ingooigem, classificandosi 16°.[3]

Il 12 ottobre 2009 è stato ritrovato morto a 34 anni in una camera d'albergo a Saly, località balneare del Senegal a 70 km da Dakar. Non si conoscono le cause del decesso ma, secondo alcuni media belgi, sarebbe rimasto vittima di un'embolia polmonare.[4][5]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Strada[modifica | modifica wikitesto]

tappa Tour Méditerranéen
Cholet-Pays de Loire
Parigi-Bruxelles
1ª tappa Tour de Luxembourg
Binche-Tournai-Binche
Trofeo Laigueglia
Grand Prix de l'Escaut
Grand Prix de Ouest-France
Prologo Giro d'Austria
3ª tappa Giro d'Austria
6ª tappa Giro d'Austria
8ª tappa Giro d'Austria
Classifica generale Giro d'Austria
Prologo Tour de la Région Wallonne
2ª tappa Tour de la Région Wallonne
5ª tappa Tour de la Région Wallonne
6ª tappa Tour de la Région Wallonne
6ª tappa Tour Méditerranéen
Classifica generale Tour Méditerranéen
Giro di Colonia
Trofeo Matteotti
3ª tappa, 2ª semitappa, Tour de Luxembourg (cronometro)
Classifica generale Tour de Luxembourg
2ª tappa Giro d'Austria
4ª tappa Giro d'Austria
8ª tappa Giro d'Austria
Gand-Wevelgem
Prueba Villafranca de Ordizia
1ª tappa Parigi-Nizza (cronometro)
5ª tappa Parigi-Nizza
Classifica generale Parigi-Nizza
3ª tappa Tour de la Région Wallonne
6ª tappa Tour de la Région Wallonne
Classifica generale Tour de la Région Wallonne
4ª tappa Vuelta a Galega
Classifica generale Vuelta a Galicia
Grand Prix d'Ouverture La Marseillaise
Omloop Het Nieuwsblad
7ª tappa Parigi-Nizza
4ª tappa Tre Giorni di La Panne (cronometro)
Liegi-Bastogne-Liegi
16ª tappa Vuelta a España
19ª tappa Vuelta a España
4ª tappa Vuelta a Andalucía
2ª tappa Boucle de l'Artois-Trophée Arras Leader (cronometro)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1999
Classifica a punti Vuelta a España

Pista[modifica | modifica wikitesto]

Campionato belga, Americana

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Sprint d'Or nel 1999
  • Kristallen Fiets nel 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Leonardo Coen, Il trionfo del signor Nessuno, in ricerca.repubblica.it, 11 ottobre 1999. URL consultato il 24 luglio 2011.
  2. ^ http://www.ilgiornale.it/news/ciclista-belga-vandenbroucke-tenta-suicidio-grave.html.
  3. ^ http://www.procyclingstats.com/rider.php?id=121277&season=2009.
  4. ^ Addio a Frank Vandenbroucke È deceduto in Senegal a 34 anni, in gazzetta.it, 13 ottobre 2009. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  5. ^ Morto il ciclista belga Vandenbroucke, in ansa.it, 12 ottobre 2009. URL consultato il 13 ottobre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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