Simon Yates

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Simon Yates
20140907-SimonYates.jpg
Simon Yates nel 2014
Nazionalità Gran Bretagna Gran Bretagna
Altezza 172 cm
Peso 58 kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada, pista
Squadra Mitchelton
Carriera
Squadre di club
2011-2013100% ME
2014-2017Orica
2018-Mitchelton
Nazionale
2013- Gran Bretagna Gran Bretagna pista
2014- Gran Bretagna Gran Bretagna strada
Palmarès
Mondiali su pista 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al gennaio 2018

Simon Philip Yates (Bury, 7 agosto 1992) è un ciclista su strada e pistard britannico che corre per il team Mitchelton-Scott. Su pista ha vinto il titolo mondiale della corsa a punti nel 2013; su strada, ove è professionista dal 2014, ha vinto una tappa alla Vuelta a España 2016, tre al Giro d'Italia 2018 e la classifica giovani al Tour de France 2017[1].

Ha un fratello gemello, Adam Yates, anch'egli ciclista professionista[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

2004-2013: gli esordi e l'iride su pista[modifica | modifica wikitesto]

Comincia a gareggiare su pista nel 2004 con il Bury Clarion Cycling Club, società ciclistica di cui il padre era stato membro per vent'anni[2]. Nel 2010 a Montichiari vince il titolo mondiale Juniores nell'americana in coppia con Daniel McLay (è anche argento nell'inseguimento a squadre), mentre l'anno dopo debutta nella Coppa del mondo su pista cogliendo il terzo posto dell'inseguimento a squadre nell'evento di Pechino[2].

Nel 2011 esordisce anche tra gli Under-23 su strada con la 100% ME, formazione giovanile gestita da UK Sport e dalla Federazione ciclistica britannica, e in stagione coglie un successo di tappa al prestigioso Tour de l'Avenir in Francia. Dopo aver vinto tre titoli nazionali su pista, nel febbraio 2013 debutta ai campionati del mondo su pista Elite di Minsk conquistando, all'età di vent'anni, il titolo iridato nella corsa a punti[2]. Parallelamente prosegue l'attività su strada. Dopo numerosi piazzamenti stagionali (terzo alla Côte Picarde, secondo in una tappa del Thüringen Rundfahrt) nell'agosto 2013 si aggiudica due frazioni di montagna al Tour de l'Avenir e conclude decimo in classifica[2]. Rappresenta poi la Nazionale britannica al Tour of Britain: in quella gara riesce ad aggiudicarsi la frazione con arrivo sullo Haytor, centrando così il primo successo in carriera tra gli Elite su strada, e a piazzarsi al terzo posto nella graduatoria generale finale e primo in quella dei giovani.

Dal 2014: il professionismo su strada[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2014 firma, insieme al fratello Adam, un contratto professionistico con il team World Tour australiano Orica-GreenEDGE[1]. In stagione vince la classifica giovani al Giro di Slovenia e quella scalatori al Tour of Alberta, e partecipa anche al suo primo Tour de France (si ritira all'inizio della quattordicesima tappa) e alla gara in linea Elite dei Campionati del mondo a Ponferrada, ancora ritirandosi. Nel 2015 si mette in evidenza in alcune corse a tappe del calendario World Tour: conclude infatti quinto alla Vuelta Ciclista al País Vasco (con il terzo posto nella tappa con arrivo in salita ad Arrate) e sesto al Tour de Romandie; al seguente Critérium du Dauphiné ottiene alcuni piazzamenti di tappa, tra cui il secondo posto in salita a Modane-Valfréjus, il quinto posto nella graduatoria finale e la maglia bianca di miglior giovane. Prende poi parte al Tour de France, ma senza risultati di rilievo, e al Giro di Lombardia, chiudendo diciottesimo.

Apre la stagione 2016 gareggiando in Francia. Il 12 marzo, durante un controllo anti-doping alla Parigi-Nizza, viene trovato positivo alla terbutalina: nel giugno dello stesso anno gli viene così inflitta una squalifica di 4 mesi dall'UCI, retroattiva e fino all'11 luglio 2016, per uso non intenzionale della sostanza[3]. Tornato alle corse in Spagna, tra fine luglio e inizio agosto vince la Prueba Villafranca de Ordizia e si piazza quindi settimo alla Clásica San Sebastián, secondo al Circuito de Getxo e quarto alla Vuelta a Burgos. Alla seguente Vuelta a España centra la vittoria nella sesta tappa, con arrivo su una salita breve, grazie a uno scatto perentorio a 3 km dal traguardo. Successivamente si mette in evidenza anche nella quattordicesima frazione con arrivo in salita sull'Aubisque: scatta dal gruppo dei migliori a 38 km dal traguardo e, anche grazie all'aiuto di tre compagni di squadra che erano nella fuga della prima ora, si piazza quinto sul traguardo a 39" dal vincitore di giornata Robert Gesink. Guadagna però oltre un minuto sui favoriti Chris Froome e Nairo Quintana e risale al quarto posto momentaneo in classifica. A causa di un leggero calo nelle ultime tappe si piazza sesto nella classifica finale.

Nel 2017 pianifica di partecipare per la prima volta al Giro d'Italia, assieme al fratello, ma successivamente cambia programmi modificando calendario e programmazione in favore del Tour de France, anche a causa dell'infortunio occorso al compagno Esteban Chaves[4]. Vince per distacco sia la sesta tappa della Parigi-Nizza che il Gran Premio Miguel Indurain[5]. Successivamente disputa la Liegi-Bastogne-Liegi classificandosi ultimo a 16'39" dal vincitore Alejandro Valverde[6]. Pochi giorni dopo si impone nella quarta tappa del Tour de Romandie, in volata su Richie Porte, conquistando la maglia di capoclassifica.[7] Non riesce a conservare la maglia il giorno successivo, durante la cronometro decisiva, e conclude la corsa al secondo posto a 21" da Porte.[8] Nel prosieguo di stagione disputa il Tour de France classificandosi settimo e la Vuelta a España, che termina in quarantaquattresima posizione.

Il 2018[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 vince per distacco la penultima tappa della Parigi-Nizza, conquistando anche il primato in classifica. Tuttavia, il giorno successivo, non riesce a contenere l'attacco da lontano di Marc Soler che lo supera così per soli 4 secondi nella classifica finale.[9] Selezionato per partecipare al Giro d'Italia (come supporto in salita per il compagno Esteban Chaves), dimostra subito di avere una buona condizione, giungendo settimo nella cronometro inaugurale di Gerusalemme. Nella 6ª frazione, con arrivo in salita sull'Etna, scatta a poco meno di 2 km dal traguardo staccando tutti, raggiunge il compagno di squadra Esteban Chaves sino ad allora in fuga, e chiude la tappa al secondo posto conquistando la sua prima maglia rosa.[10] Tre giorni dopo, consolida il primato vincendo la nona tappa, con l'arrivo in salita a Campo Imperatore, regolando allo sprint Thibaut Pinot e il suo compagno Chaves, conquistando anche la maglia azzurra di miglior scalatore.[11] Il 16 maggio vince anche l'undicesima tappa da Assisi a Osimo dove si rende protagonista con un bel cambio di ritmo sul muro finale e consolida il primato in classifica generale [12]. Ripete un'altra buona prestazione sulla salita del Monte Zoncolan dove giunge secondo ad appena 6 secondi da Chris Froome e davanti agli altri big della classifica generale. Il giorno successivo, nella tappa dolomitica con arrivo a Sappada, spinto dalla necessità di guadagnare altro terreno su Dumoulin in vista della cronometro, attacca sul Passo di Sant'Antonio a circa 20 km dal traguardo e scala in solitaria anche le successive due salite di giornata (Bosco dei Giavi e Cima Sappada). Riesce a infliggere distacchi pesanti a tutti i suoi rivali distanziando il gruppetto composto da Dumoulin, Thibaut Pinot e Pozzovivo di oltre 40 secondi e il connazionale Froome di oltre un minuto e mezzo. Lungo i 35 km contro il tempo tra Trento e Rovereto, Yates è protagonista di un'egregia prova con la quale resiste all'urto di Dumoulin e riesce a difendere saldamente la maglia rosa accusando dall'olandese solamente un minuto e quindici secondi. Accusa qualche difficoltà due tappe più tardi, sull'arrivo in salita a Pratonevoso, dove arriva al traguardo con 28 secondi di ritardo dal terzetto composto da Pozzovivo, Froome e Dumoulin. L'indomani nella tappa alpina da Venaria Reale a Bardonecchia, la penultima di montagna, esce di classifica a causa di una crisi accusata sulla seconda salita di giornata, il Colle delle Finestre. La tappa passerà poi alla storia per l'impresa epica di Chris Froome, partito a poco più di 80 km dal traguardo in una fuga solitaria d'altri tempi alla conquista della sua prima maglia rosa.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Strada[modifica | modifica wikitesto]

Twinings Tour
6ª tappa Tour de l'Avenir (Fossano > Fossano)
5ª tappa Tour de l'Avenir (Saint-Gervais-les-Bains > Morzine)
6ª tappa Tour de l'Avenir (Morzine > Châtel)
6ª tappa Tour of Britain (Sidmouth > Haytor)
  • 2016 (Orica-BikeExchange, due vittorie)
Prueba Villafranca de Ordizia
6ª tappa Vuelta a España (Monforte de Lemos > Luintra/Ribeira Sacra)
  • 2017 (Orica-Scott, tre vittorie)
6ª tappa Parigi-Nizza (Aubagne > Fayence)
Gran Premio Miguel Indurain
4ª tappa Tour de Romandie (Domdidier > Leysin)
  • 2018 (Mitchelton-Scott, sei vittorie)
7ª tappa Parigi-Nizza (Nizza > Valdeblore La Colmiane)
7ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (Barcellona > Barcellona)
9ª tappa Giro d'Italia (Pesco Sannita > Gran Sasso d'Italia)
11ª tappa Giro d'Italia (Assisi > Osimo)
15ª tappa Giro d'Italia (Tolmezzo > Sappada)
7ª tappa Tour de Pologne (Bukowina Resort > Bukowina Tatrzańska)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2014 (Orica-GreenEDGE)
Classifica giovani Giro di Slovenia
Classifica scalatori Tour of Alberta
  • 2015 (Orica-GreenEDGE)
Classifica giovani Critérium du Dauphiné
Classifica giovani Tour de France

Pista[modifica | modifica wikitesto]

Campionati del mondo Juniores, Americana (con Daniel McLay)
Campionati britannici, Omnium
Campionati britannici, Inseguimento a squadre (con Owain Doull, Samuel Harrison e Alistair Slater)
Campionati britannici, Americana (con Mark Christian)
Campionati del mondo, Corsa a punti

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2014: non partito (16ª tappa)
2015: 89º
2017: 7º

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2015: 37º
2016: 95º
2014: ritirato
2015: 18º

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Adam and Simon Yates Sign Neo-Pro Contracts with ORICA-GreenEDGE, www.greenedgecycling.com. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  2. ^ a b c d (EN) Simon Yates, www.britishcycling.org.uk. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  3. ^ (EN) UCI statement on Simon Yates, www.uci.ch. URL consultato il 17 giugno 2016.
  4. ^ bbc.com, http://www.bbc.com/sport/cycling/39656255.
  5. ^ procyclingstats.com, http://www.procyclingstats.com/race/Gran_Premio_Miguel_Indurain_2017.
  6. ^ cyclingnews.com, http://www.cyclingnews.com/races/liege-bastogne-liege-2017/results/.
  7. ^ cyclingnews.com, http://www.cyclingnews.com/races/tour-de-romandie-2017/stage-4/results/.
  8. ^ cyclingnews.com, http://www.cyclingnews.com/races/tour-de-romandie-2017/stage-5/results/.
  9. ^ Parigi-Nizza, che finale! Trionfa Marc Soler, su gazzetta.it. URL consultato il 23 marzo 2018.
  10. ^ Giro d’Italia, Yates nuova maglia rosa sull’Etna, tappa al compagno Chaves, su gazzetta.it. URL consultato il 12 maggio 2018.
  11. ^ Giro: nella 9/a tappa sul Gran Sasso trionfa Simon Yates, su ansa.it. URL consultato il 13 maggio 2018.
  12. ^ Giro d’Italia: altro numero di Yates! Vince a Osimo e resta in rosa, su gazzetta.it. URL consultato il 16 maggio 2018.

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