Montichiari

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« [Montichiari] possiede in oltre sei Colli o piccioli Monti, quasi in linea retta fra loro poco distanti chiamati di S. Margaritta, S. Pancrazio, Arsaga, S. Zeno, S. Giorgio, e Rottondo. Freggiandoli la Comunità portarli per suo stemma di color d'argento in Campo rosso solito portarsi prima dalli Conti Longhi primi Edificatori, e Patroni di Montechiaro. »
(Anonimo, Historia de Montechiaro, dattiloscritto presso la Biblioteca Queriniana di Brescia, XVII secolo.)
Montichiari
comune
Montichiari – Stemma Montichiari – Bandiera
Montichiari – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Mario Fraccaro dal 9-6-2014
Territorio
Coordinate 45°24′57.96″N 10°23′30.12″E / 45.4161°N 10.3917°E45.4161; 10.3917 (Montichiari)Coordinate: 45°24′57.96″N 10°23′30.12″E / 45.4161°N 10.3917°E45.4161; 10.3917 (Montichiari)
Altitudine 104 m s.l.m.
Superficie 81,192 km²
Abitanti 25 198[2] (31-12-2015)
Densità 310,35 ab./km²
Frazioni Borgosotto, Boschetti di Sopra, Boschetti di Sotto, Bredazzane, Campagnoli, Chiarini, Montechiaresa, Novagli della Chiesa, Novagli di Sotto, Ro di Sopra, Ro di Sotto, Sacca Pisetti, Sant'Antonio, Santi Cristina e Dosso, San Giorgio, Santa Giustina, Teotti, Trivellini, Vighizzolo[1]
Comuni confinanti Calcinato, Calvisano, Carpenedolo, Castenedolo, Castiglione delle Stiviere (MN), Ghedi
Altre informazioni
Cod. postale 25018
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017113
Cod. catastale F471
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 399 GG[3]
Nome abitanti monteclarensi
Patrono san Pancrazio
Giorno festivo 12 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montichiari
Montichiari
Posizione del comune di Montichiari nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Montichiari nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Montichiari (IPA: [montiˈkjari],[4] Munticiàr in dialetto bresciano[5]) è un comune italiano di 25 198 abitanti[2] della provincia di Brescia in Lombardia.

Dopo il capoluogo Brescia e Desenzano, è il terzo comune più popoloso della provincia. Montichiari dista circa 18 km da Brescia, capoluogo della provincia, e circa 95 da Milano, capoluogo della regione.[6]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Montichiari sorge in un territorio pianeggiante, con scarsi rilievi collinari, che può essere suddiviso in tre grandi parti: una centrale limitata alla zona in cui le acque del Chiese (sin dalla glaciazione di Wurm, X millennio a.C.) rendono maggiormente fertile il terreno e altre due, (una più ad est e l'altra più ad ovest) di origine glaciale, caratterizzate da rilievi e dalla maggiore assenza d'acqua.[7] Il suo territorio confina ad est con Castiglione delle Stiviere (MN), a nord-est e nord con Calcinato, a nord-ovest con Castenedolo, a ovest con Ghedi e a sud-ovest con Calvisano.[8]

L'altitudine della città oscilla tra 71 m e 149 m s.l.m. (di norma, come altitudine media, viene preso il dato registrato nei pressi del comune che è di 104 m s.l.m.)[8]

A seguito dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 2003, ritoccata dalla giunta regionale n. 2129 del 21 luglio 2014, Montichiari è stata posta nella zona 3 ("sismicità bassa che può essere soggetta a scuotimenti modesti").[9]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il corso d'acqua più rilevante che scorre a Montichiari è il fiume Chiese che nasce nel Trentino presso la Val di Fumo.[10] Le sue acque sono da sempre utilizzate per l'irrigazione dei campi e delle colture, ma anche nei processi industriali. Dal '900, però, in seguito alla continua diminuzione delle acque nel letto del fiume in estate,[11] dovuta alla siccità e al massiccio utilizzo, si è fatto ricorso ai bacini d'acqua sotterranei presenti nel sottosuolo della città (in particolare nella frazione di Novagli).[12] Proprio in questa frazione si attuò, sin dal XV secolo, un intenso disboscamento per bonificare i terreni (Novagli deriva appunto da questo "rinnovamento" della terra detto, in origine, "Novalia").[13]

Dal XV secolo prese il via un lento programma di costruzione di canali per tutto il territorio monteclarense, partendo dalla zona posta più a nord fino a quella più meridionale, che, ancora nel XVII secolo, era però arida o paludosa. La sponda sinistra al Chiese (quella più ad est) fu la prima ad essere interessata dalla costruzione di canali come il Vaso Reale che copre una superficie di 145 ettari nella parte più a sud-est della città, o come il Vaso Bagatta (successivamente diviso in 6 sottogruppi e costruito nel 1749) che irriga una superficie di oltre 1 000 ettari nella parte a nord-est. Da metà del '700 i canali fecero la loro comparsa anche nella sponda di destra (Vaso di Santa Giovanna di circa 800 ettari, il Vaso di Canalone di 572 e il Vaso di Seriola Nuova della stessa superficie del precedente).[14]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Brescia Montichiari.

Montichiari si trova nella zona climatica E (2.399 GG), caratterizzata un clima caldo e temperato, afoso d'estate, e con piovosità diffusa durante tutto l'anno.[15]

MONTICHIARI[16][17] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7 10 15 18 24 28 30 30 25 18 12 7 8 19 29,3 18,3 18,7
T. min. mediaC) −1 0 4 7 13 17 19 19 14 10 4 0 −0,3 8 18,3 9,3 8,8
Precipitazioni (mm) 38,6 43,4 34,6 77,9 74,5 84,6 58,1 68,8 86,2 80,9 66,0 52,0 134,0 187,0 211,5 233,1 765,6
Giorni di pioggia 9 6 8 14 12 12 9 10 10 11 12 10 25 34 31 33 123

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

La posizione favorevole alla vita umana di Montichiari ha attratto, sin dal paleolitico, gruppi di nomadi come testimoniato da alcuni ritrovamenti di strumenti litici presso monte Rotondo (uno dei sei colli di Montichiari) risalenti a circa 200 000 anni fa.[7]

In seguito al termine della glaciazione di Wurm e al progressivo aumento della temperatura media globale, inizia a diffondersi tra gli uomini la vita sedentaria, ancora di sussistenza, presso luoghi fertili e facilmente coltivabili (come le pianure) e con un abbondante presenza di acqua (come nei pressi di fiumi o laghi). La Bassa Bresciana, compreso il territorio monteclarense, fu sempre luogo di migrazioni e di nuovi stanziamenti umani (metà V millennio a.C.).[7]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Età del bronzo e l'occupazione dei Celti[modifica | modifica wikitesto]

Ancora prima dell'influenza celtica o romana, a Montichiari (in particolare sul monte Rotondo e nella parte nord del colle san Pancrazio) il Gruppo Archeologico Monteclarense (GAM) ha rinvenuto oggetti in bronzo, falci e asce (1877), e frammenti di oggetti fittili di possibile influenza terramaricola (1878). Il rinvenimento, nel 1932, di un'ascia in bronzo nel letto del fiume Chiese ha dato un'ulteriore conferma la presenza di un importante insediamento umano della tarda età del bronzo (XIV-XIII secolo a.C.) all'incirca situato presso l'attuale parco del castello Bonoris.[18]

La sopravvivenza di questo macro-insediamento si situa probabilmente fino alla conquista celtica della pianura Padana posta, dagli storici romani, nel 388 a.C. Questo popolo entra presto in contatto con gli Etruschi, con cui instaurano un intenso scambio commerciale ed, inevitabilmente, anche una reciproca influenza culturale: i ritrovamenti di questo periodo nei comuni limitrofi a Montichiari (Castiglione delle Stiviere e Calvisano) variano da reperti celtici (spesso tombe e corredi funerari) ad etruschi (per lo più vasellame).[19]

Età romana[modifica | modifica wikitesto]

La dominazione celtica fu però breve; già dal III secolo a.C. i Romani si interessarono ad acquisire nuovi domini nel nord con la fondazione di colonie prima di carattere militare e poi anche di carattere economico (nel tentativo di distribuire terreni ai nullatenenti che, con la conquista della penisola italiana, erano notevolmente aumentati).[20]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Ostrogoti e i Longobardi (493-774)[modifica | modifica wikitesto]

« Ma, frattanto, in alto, dove guardia/ più debole vegliava, d'Alarico agli imperiosi,/ prudenti cenni, i Goti han superato il vallo e il tergo/ premono dei Romani; – essi invertir tentan la fronte, ma l'improvviso movimento ingenera scompiglio/ e confusione nelle schiere; – se ne giova il Goto/ e ferisce e rovescia e uccide e, in breve, volge in fuga/ i difensori incende il borgo e gli abitanti spinge/ a ricercare nei vicini paduli salvezza. »
(Casasopra Santo, "La rocca di Montechiaro" in Epitome di Storia Patria, 1898, p. 37.)

Nel 493 d.C. gli Ostrogoti di Teodorico conquistarono la penisola italiana. Della dominazione dei goti (e poi dei bizantini, che riuscirono a riconquistare la penisola fino al 568) non restano prove tangibili se non una lapide funeraria che sarebbe una conferma della presenza di un centro abitato:[21]

(LA)

« B(ona) M(emoria)
SCADVEIN V(ir) D(ignus)
IN HOC LOCO RE
QVESCIT IN PA
CE ALADRVT VXOR
EIVS FECIT »

(IT)

« Per buona memoria
Scaduein, persona cortese
in questo luogo
riposa in pace
Aladrut, sua moglie
fece per Lui »

(Iscrizione funeraria gota, VI secolo, ritrovamento del XVIII secolo, Montichiari (monte S. Zeno).[22])

Agli inizi di aprile del 568 (dopo varie altre incursioni), l'intero popolo dei Longobardi sconfisse i bizantini e migrò in più parti della penisola italiana. Lo storico dei Longobardi, Paolo Diacono (VIII secolo), scrive nella sua Historia Langobardorum che nel bresciano si stabilì un gran numero di longobardi del ceto nobiliare.[23] La sua affermazione trova riscontro in molte città bresciane: numerosi infatti sono i centri abitati, durante il periodo longobardo (569-774), tra i quali figura Montichiari. Anche se non si hanno documenti scritti di un centro abitato (Paolo Diacono non fa menzione di Montichiari), dal 1998 alcuni scavi, presso una necropoli longobarda sul monte San Zeno, hanno rinvenuto oltre 300 tombe.[24] Un'altra parziale conferma si può trovare in ambito linguistico: parole tipicamente della bassa bresciana (alcune passate poi nel vocabolario italiano) hanno un'origine longobarda.[25]

Carlo Magno e i Sassoni[modifica | modifica wikitesto]

Federico II[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Angelo Chiarini, storico della città di Montichiari, fa risalire la nascita del comune al 23 aprile 1167, con l'investitura feudale dei cittadini di Montichiari da parte dei conti Longhi. Ancora prima della fondazione il territorio veniva chiamato: Montis Clari (1099).[26] Nel tempo esso subirà diverse trasformazioni seguendo l'evoluzione dell'italiano: Monteclario (1101),[26] Monteclaro (XIII secolo), Montechiaro (XVI secolo), Montechiaro sul Chiese (1877[27]) ed infine Montichiari.[28] Se chiara risulta l'evoluzione del nome del comune, parzialmente oscura è invece la sua etimologia. Tradizionalmente, il nome Montichiari viene fatto derivare dall'antico nome romano Minervium, dato che venne eretto (sull'attuale colle san Pancrazio) un tempio in onore di Minerva. È forse più probabile, come sostiene Angelo Chiarini, che il termine derivi dall'unione del termine latino montes, nel volgare montis ("colli"), e di clari (termine che può assumere sia il significato di "privo di alberi" sia quello di "chiaro", in riferimento al colore di una creta particolarmente chiara che sorgeva nei pressi del primo luogo abitato[1]).[29] L'ambiguo utilizzo del plurale (Montis Clari e, poi, Montichiari) e del singolare (Montechiaro) potrebbe dipendere «dall'essersi attribuito talvolta il nome alle varie alture vicine, invece che ad una sola».[26]

Nel 1237 il comune fu assediato per due mesi dall'imperatore Federico II e nel 1260 fu messo a ferro e fuoco dal conte di Fiandra. Diversi furono i conflitti che si susseguirono fino al 1426, quando la Serenissima Repubblica Veneta si insediò in queste terre sino al 1797.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Importante è stata anche la presenza di Napoleone Bonaparte a villa Monti-Prignacca di Borgosotto, dal 29 luglio al 1º agosto 1796. A Montichiari Napoleone, nel territorio della brughiera posta a nord-ovest del centro abitato, dopo vari sopralluoghi e indagini, fece edificare, a partire dal 1º marzo 1807, un'importante caserma militare che ricopriva l'estensione di circa un chilometro quadrato, ora completamente distrutta.

La città di Montichiari si fece in seguito onore durante le battaglie di Solferino e San Martino per la costante opera di assistenza ai feriti prestata da tutta la popolazione.

Nel comune di Montichiari si trovano diversi edifici di notevole importanza, tra questi il Castello che fu fatto edificare alla fine dell'Ottocento, al posto dell'antica rocca e della chiesa di San Tommaso, dal conte Gaetano Bonoris, come copia fedele del Castello del Valentino posto nell'omonimo parco nella città di Torino, che a sua volta fu costruito alla fine dell'Ottocento modellandolo sul Castello di Fenis in Valle d'Aosta. L'interno è completamente affrescato ripetendo gli stessi motivi presenti nel Castello della Manta, avendo gli artigiani che hanno lavorato al castello monteclarense usato gli stessi cartoni predisposti per le pitture del castello piemontese.

All'ombra del castello Bonoris è ubicato il piccolo ma prezioso Teatro Sociale, sempre intitolato al conte Gaetano Bonoris, che fu inaugurato il 18 ottobre 1890 con la messa in scena de Il Trovatore di Giuseppe Verdi.

Il monumento di maggiore rilievo di tutto il comune è però la pieve di San Pancrazio, posta sull'omonimo colle che si trova a sud dell'attuale centro storico. L'edificio, a tre navate e costruito in pietra, è del XII secolo. Si affaccia sulla pianura padana con la sua semplice ma bella facciata rivolta a ovest; all'interno si trovano affreschi databili dal XII al XV secolo.

Di notevole pregio poi il duomo con la sua imponente cupola, dedicato a Santa Maria Assunta, costruito in più fasi e terminato nel XVIII secolo. Nel corso del XX secolo l'edificio, con solenne concelebrazione, è divenuto basilica minore. Al suo interno di grande valore la pala, rappresentante l'Ultima Cena, di Girolamo di Romano detto il Romanino posta sull'altare del SS. Sacramento, proveniente dalla precedente chiesa rinascimentale posta nello stesso luogo in cui fu edificato il Duomo. Interessante anche la pala dell'Ascensione della Vergine posta sull'altare maggiore, opera del Pirovano.

Da ricordare, inoltre, tra le trenta chiese presenti sul territorio, la chiesa di San Pietro nel centro storico a pochi passi dal Duomo, la chiesa di Santa Maria del suffragio, la chiesa di Santa Cristina e il santuario de le Fontanelle posto a sud, vicino all'abitato di Carpenedolo, raggiungibile percorrendo la strada Asolana.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nella vasta brughiera nei primi anni del Novecento si sono svolte importantissime competizioni motoristiche. Nel 1904 si disputa il primo circuito dove si registra la vittoria di Vincenzo Lancia di Torino. Visto l'enorme successo ottenuto, gli organizzatori si rimettono immediatamente in moto per organizzare la Settimana Automobilistica di Brescia, che ha inizio il 10 settembre del 1905: la vittoria è appannaggio di G. B. Raggio che si aggiudica tutte e tre le coppe in palio. Le gare proseguono con lo stesso successo anche negli anni 1906 e 1907. Poi una lunga pausa. Le corse riprendono nel 1921 con la disputa del 1º Gran Premio d'Italia, esattamente nella prima settimana di settembre; ai nastri di partenza, in una delle gare, anche il grande Enzo Ferrari che non terminò la gara perché la sua traiettoria fu attraversata da una mandria di mucche. L'anno successivo però il Gran Premio trasloca a Monza e il silenzio dei motori cala di nuovo sulla brughiera fino al 1927, quando prende il via la prima Mille Miglia, ...la corsa più bella del mondo. Nel 1909, in località Fascia d'Oro sempre nella brughiera, ha luogo il primo circuito aereo nazionale a cui partecipano i regnanti dell'epoca e importantissime personalità come Gabriele D'Annunzio e Franz Kafka.

A Montichiari è presente l'Aeroporto di Brescia-Montichiari, che un tempo faceva parte di un'unica struttura militare comprendente anche il vicino aeroporto di Ghedi. La proprietà è passata poi dall'Aeronautica Militare al demanio civile; l'aerostazione passeggeri è stata inaugurata il 16 marzo 1999 alla presenza del Presidente del Consiglio Massimo D'Alema. Attualmente l'aeroporto è la principale base di smistamento della posta aerea di Poste Italiane, ma non ospita voli civili di linea.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Si fregia del titolo di città a seguito del Decreto del presidente della Repubblica del 27 dicembre 1991.[28]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pancrazio - Facciata
Chiesa San Pancrazio - Abside e campanile
Chiesa di Santa Cristina da Bolsena.
Teatro sociale Bonoris
La Fiera del Garda

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Bonoris
  • Palazzo Monti
  • Palazzo Mazzucchelli
  • Palazzo Pilati

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[30]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Novagli si disputa dagli anni ottanta, con ricorrenza annuale, l'omonimo Palio. È una corsa di asini con calesse che si svolge su un percorso circolare tra le case della frazione monteclarense.[31]

Persone legate a Montichiari[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Montichiari ha un importante nucleo storico, posizionato al centro degli oltre 80 km² che ne compongono la superficie. A raggiera, disposte in modo ordinato sul territorio, sono collocate le frazioni (Novagli, Bredazzane, S. Antonio, Ro, Santa Giustina, Vighizzolo, Chiarini, Boschetti, Teotti, Fascia d'Oro e Santellone), importanti nuclei urbanizzati che fungono da "sentinelle" nella grande brughiera, quasi a volerne presidiare il territorio, oggi fortemente degradato, soprattutto a nord. Nel centro storico della città trovano posto ben cinque piazze recentemente ristrutturate e pedonalizzate come piazza Santa Maria (già piazza Garibaldi).

Le cinque piazze sono così dislocate: ad est del Duomo si trova piazza Treccani degli Alfieri dove agli inizi del Novecento si svolgeva il secolare mercato del venerdì; a sud ovest, verso l'antico quartiere di Borgosotto si trova piazza Teatro dove trova posto il teatro sociale "Gaetano Bonoris"; a sud est si trova piazzetta San Rocco dove è collocata la biblioteca intitolata a Giovanni Treccani degli Alfieri, l'ideatore ed il patrocinatore dell'enciclopedia Treccani, e la pinacoteca Pasinetti conosciuta come ex ospedale ed infine, a pochi passi da quest'ultima, si trova piazza Municipio dove sorge il palazzo del Comune.
Recentemente è stata recuperata una struttura importante, palazzo Tabarino, in corso Martiri della Libertà dove, fino agli anni 90 del novecento aveva sede il municipio e che oggi ospita il Museo Lechi, sede della donazione artistica che il notaio Conte Luigi Lechi, attivo in Montichiari per più decenni, ha fatto alla Comunità Monteclarense nel 2005.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico della Città è circondato da ben sei grandi quartieri:

  • Borgosotto: denominato anche antico Borgo diviso in borgosotto e borgosopra, è il quartiere più antico della città e primo insediamento abitativo.
  • City: è il quartiere più giovane e rappresenta la città moderna, zona di shopping, discobar e divertimenti, negozi, centri commerciali e ville signorili.
  • Allende: posto a est in prossimità dell'ospedale.
  • Pascoli: situato a nord della Città.
  • Marcolini: divise a loro volta da vecchie e nuove Marcolini situate a ridosso del fiume chiese ad Ovest rispetto al centro storico.
  • Boschetti:situato a sud-est della città

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Montichiari comprende nel proprio territorio frazioni: Boschetti, Boschetti di Sopra, Bredazzane, Campagnoli Mattina, Chiarini, Fascia d'oro, Novagli, San Giorgio, Sant'Antonio, Santellone-Santa Giustina, Teotti, Trivellini, Vighizzolo, Ro di sopra e Ro di sotto, Bredazzane, S. Cristina.

Lo sviluppo urbanistico-demografico[modifica | modifica wikitesto]

Montichiari, nell'ultimo decennio, ha conosciuto una grande crescita demografica e urbanistica dovuta alla vastità del territorio. L'aumento della popolazione e dello spazio abitativo è avvenuto in modo uniforme sia in centro che nelle frazioni.

Nel corso del XX secolo la brughiera di Montichiari, posta a nord-ovest del centro abitato, è stata interessata da attività di estrazione della ghiaia che ha portato alla formazione di cave di estrazione, attività che continua ancora oggi. Dagli anni ottanta la presenza di queste cave ha favorito l'insediamento, che continua ancora oggi, di discariche di rifiuti di ogni tipologia (urbani, pericolosi, speciali e tossico-nocivi), per un totale di più di 13.000.000 di m3.[32]

Molte le strutture di cui i monteclarensi si possono servire a partire dall'ospedale, dal Centro Fiera, dal Palazzetto dello sport e da una serie di musei che tutelano il patrimonio storico locale.

Il velodromo è stato inaugurato il 23 maggio 2009.

Il 15 settembre 2007 è stato aperto al pubblico l'edificio dell'ex ospedale dopo un importante e radicale restauro: qui hanno trovato sede la moderna biblioteca intitolata a Giovanni Treccani degli Alfieri e la Pinacoteca Antonio Pasinetti, costituita con un lascito degli eredi della famiglia del pittore nato a Montichiari a metà dell'Ottocento.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Montichiari, via Umberto I - cartolina colorata con la stazione tranviaria

La località è interessata dal percorso della ex strada statale 236 Goitese che nell'ambito del comune incrocia la ex strada provinciale 668; entrambe le arterie fanno parte della viabilità provinciale.

Nel 1884 a Montichiari fu inaugurata una stazione lungo la tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia, relazione esercita a vapore che venne soppressa nel 1933. La tratta Brescia-Carpenedolo rimase tuttavia in esercizio quale tranvia elettrica suburbana, a cura della Provincia, fino al 1952[33].

Il territorio comunale ospita l'Aeroporto di Brescia-Montichiari, intitolato a Gabriele D'Annunzio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Fausto Boselli DC Sindaco
1946 1947 Giovanni Battista Bressanelli DC Sindaco
1947 1964 Bruno Mazza DC Sindaco
1964 1972 Giuseppe Scalvini DC Sindaco
1972 1977 Gianantonio Tosoni DC Sindaco
1977 1999 Giliolo Badilini DC/PPI Sindaco [34]
1999 2009 Gianantonio Umberto Rosa Lega Nord Sindaco
2009 2014 Elena Zanola Lega Nord Sindaco
2014 in carica Mario Fraccaro PD e liste civiche[35] Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Montichiari è gemellata con:[36]

  • Italia Gambettola, per l'affinità motoristica con il centro romagnolo.
  • Italia Pescara, Città Dannunziana

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città è stata sede fino al 2003 della società di basket Montichiari Sportiva, che quell'anno cedette i propri diritti sportivi, e fino al 2012 l'Associazione Calcio Montichiari, che ha dichiarato il fallimento dopo la retrocessione in Serie D. La squadra tuttavia rinacque grazie alla società del Carpenedolo, che spostò la sede e campo di gioco a Montichiari acquistando il nome di Ateltico Montichiari. Attualmente gioca nel campionato di Eccellenza.

Dalla stagione 2013-14 vi si è trasferita la squadra di pallavolo femminile Promoball Volleyball Flero, che ha raggiunto la promozione in A1 e ha come sede di gioco il PalaGeorge.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

A Montichiari trovano posto molti impianti sportivi; di particolare rilevanza è senza dubbio il velodromo, inaugurato il 23 maggio 2009 rappresenta l'impianto più grosso ed elegante della città, oltre che essere un orgoglio dell'Italia unico coperto.

Si presenta all'esterno come una grande opera di architettura futuristica, prendendo la forma di un caschetto.

Gli spettatori trovano 1400 posti a sedere che potranno diventare 2000 sfruttando gli spazi presenti intorno alla pista. Montichiari grazie a questa possente struttura si candida come capitale italiana del ciclismo nazionale.

Adiacente al velodromo è collocato un palazzetto dello sport: Il PalaGeorge, dal 1987 fino al 2009 ha ospitato le partite casalinghe di pallavolo maschile dell'Acqua paradiso Montichiari militando nella massima serie. La struttura, oltre che a essere sfruttata come sport ospita concerti di numerosi artisti e cantanti di livello nazionale e internazionale. Con i suoi 4300 posti a sedere è senza ombra di dubbio un'importante struttura sportiva.

Altro impianto sportivo di notevole importanza è lo stadio intitolato al noto calciatore Romeo Menti che perse tragicamente la vita nella Tragedia di Superga, ospita attualmente le partite casalinghe dell'Atletico Montichiari. Con 2500 posti a sedere trovano collocazione la tribuna, una curva laterale, una curva settore ospiti e la curva nord riservata al tifo monteclarense.

Aquatic center Montichiari sono invece le piscine comunali, di eccezionale qualità; gli amanti del nuoto possono praticare il loro sport preferito trovando non soltanto il nuoto libero ma anche molte iniziative: corsi di fitness, agonismo e formazione.

Naturalmente Montichiari gode di molte palestre dislocate anche in alcune frazioni in cui prendono parte diverse iniziative come arti marziali, ginnastica e fitness.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fappani, p. 291.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Dizionario di pronuncia italiana, in dipionline.it. URL consultato il 17 ottobre 2015.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 426.
  6. ^ Comuni limitrofi a Montichiari (Tuttitalia.it), tuttitalia.it. URL consultato il 5 settembre 2015.
  7. ^ a b c PrM, p. 13.
  8. ^ a b Montichiari: Clima e Dati Geografici (comuni-italiani.it), comuni-italiani.it. URL consultato il 5 settembre 2015.
  9. ^ Classificazione sismica e climatica di Montichiari, tuttitalia.it. URL consultato il 5 settembre 2015.
  10. ^ PrM, p. 49.
  11. ^ Montichiari, moria di pesci sul Chiese (brescia.corriere.it), in brescia.corriere.it. URL consultato il 7 settembre 2015.
  12. ^ PrM, p. 60.
  13. ^ PrM, p. 58.
  14. ^ PrM, pp. 58-61.
  15. ^ Clima: Montichiari (climate.data.org), in it.climate-data.org. URL consultato il 6 settembre 2015.
  16. ^ Dati del periodo 2000-2012.
  17. ^ Montichiari Monthly Climate Average, Italy (worldweatheronline.com), in worldweatheronline.com. URL consultato il 7 settembre 2015.
  18. ^ PrM, p. 14.
  19. ^ PrM, p. 15.
  20. ^ PrM, p. 16.
  21. ^ Bonaglia, pp. 78-82.
  22. ^ Traduzione di Chiarini 2005, p. 21.
  23. ^ «Brexiana denique civitas magnam semper nobiluim Lamgobardorum multitudinem habuit...» (Historia Langobardorum, V, 36).
  24. ^ Chiarini 2005, pp. 28-29.
  25. ^ È il caso di parole come "sgherro" (skario), "stracco" (strak), "greppia" (Kruppja) e "albergo" (da all= "per tutti" e berg= "dimora" oppure Heer= "esercito" e berg= "capanna". Cfr. Bonaglia, p. 93.
  26. ^ a b c Tisi 1994, p. 37.
  27. ^ S.v. Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana, 1877, p. 1369.
  28. ^ a b Montichiari (Bresciainvetrina.it), bresciainvetrina.it. URL consultato il 5 settembre 2015.
  29. ^ Comune di Montichiari (comuni-italiani.it), in comuni-italiani.it. URL consultato il 7 settembre 2015.
  30. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  31. ^ Palio degli Asini, Veleno per la quarta volta re di Novagli - Giornale di Brescia, giornaledibrescia.it. URL consultato il 15 agosto 2015.
  32. ^ Provincia di Brescia. Nuovo piano provinciale gestione rifiuti
  33. ^ Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda. Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Brescia, Grafo, 2004, ISBN 88-7385-633-0.
  34. ^ La legislatura 1995-1999 durò solo quattro anni, secondo i termini fissati dalla Legge 25 marzo 1993, n. 81. Il mandato fu riportato a cinque anni in seguito alle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 167/2000).
  35. ^ In coalizione col Nuovo Centrodestra
  36. ^ Gambettola, geografia, storia (paroledilettere.com), in paroledilettere.com. URL consultato l'8 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Zane e Giliolo Badilini, Monteclarense, BAMS, 2013.
  • AA. VV., Il patrimonio rurale di Montichiari, Montichiari, grafo, 2008, ISBN 9788873857906.
  • Alfredo Ardenghi, Gli accampamenti Napoleonici del Regno Italico, Montichiari, Zanetti editore, 2007.
  • Paolo Chiarini, Relazione all'assemblea annuale dei Soci, in Gruppo archeologico monteclarense (GAM), Montichiari, 7 giugno 2005.
  • Paolo Chiarini, Le trenta chiese di Montichiari, Montichiari, Grafo, 2004.
  • Paolo Chiarini, Guida alla Pieve di San Pancrazio, Montichiari, Grafo, 2004.
  • Marcello Zane, Montichiari Novecento, BAMS, 1999.
  • Virgilio Tisi, Montichiari e la peste del 1630. La cappella dei morti della macina, 2ª ed., Zanetto editore, 1998.
  • Virgilio Tisi e Vernanda Bottarelli, MONTICHIARI. "Antico e grosso borgo che dir potrebbesi città", Comune di Montichiari, 1994.
  • Angelo Bonaglia, Storia di Montichiari. Il Medioevo (476-1250), Montichiari, Zanetti editore, 1990.
  • Antonio Fappani, Enciclopedia bresciana, 1972.

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