Adro

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Adro
comune
Adro – Stemma Adro – Bandiera
Adro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoPaolo Rosa (LN) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°37′04.44″N 9°57′45″E / 45.6179°N 9.9625°E45.6179; 9.9625 (Adro)Coordinate: 45°37′04.44″N 9°57′45″E / 45.6179°N 9.9625°E45.6179; 9.9625 (Adro)
Altitudine271 m s.l.m.
Superficie14,29 km²
Abitanti7 135[2] (31-3-2017)
Densità499,3 ab./km²
FrazioniTorbiato[1]
Comuni confinantiCapriolo, Cazzago San Martino, Corte Franca, Erbusco, Iseo, Palazzolo sull'Oglio, Paratico
Altre informazioni
Cod. postale25030
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017002
Cod. catastaleA060
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 597 GG[3]
Nome abitantiadrensi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Adro
Adro
Adro – Mappa
Posizione del comune di Adro nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Adro (Àder in dialetto bresciano[4][5]) è un comune italiano di 7 135 abitanti[2] della provincia di Brescia in Lombardia, di tradizionale vocazione vitivinicola favorita dalla posizione nel territorio della Franciacorta.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Adro è situato ai piedi del Monte Alto (651 m s.l.m.), in Franciacorta a circa sei chilometri dal Lago d'Iseo, nella parte sudoccidentale della provincia di Brescia.[6]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Da quanto è riportato dal Mazza (1986), le origine del toponimo sono incerte: Dante Olivieri sostiene che esso verrebbe dal latino ater ovvero atro (o nero, fosco, oscuro), mentre Paolo Guerrini ha suggerito la derivazione da acer, portando a dimostrazione la presenza antica di boschi di acero. In un documento dell'822 è chiamato Atro[7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le testimonianze più antiche di antropizzazione del comune di Adro sono dei reperti neolitici rinvenuti nella frazione di Torbiato. Ad un periodo successivo risalgono i ritrovamenti di tombe con corredi di epoca tardo imperiale (III secolo) e longobarda.[7]

La notizia più antica del borgo di Adro è presente nel documento in cui viene citato come Atro, datato 10 aprile 822. In esso la Badessa Eremperga ha ceduto a un certo Rampergo un vico con corte.[7]

Il castello fu edificato fra il XIII e XIV secolo: in atti del 1006 e del 1050 Adro è nominato come vicus e non come castrum. Sia sotto la dominazione dei Visconti, sia sotto quella di Venezia, Adro appartenne amministrativamente alla quadra di Palazzolo.[8]

Durante la dominazione veneta del territorio (dal 1426 al 1797) nel borgo guadagnarono importanza i Bargnani, importanti nella vita del paese tra XVII e XVIII, ai quali successero i conti Dandolo.[6]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del paese è formato da una "A" maiuscola con la sommità smussata, di colore argento su campo verde, la quale è attorniata da tre grappoli d'uva con i suoi tralci e i suoi viticci. Di questi grappoli, due sono in capo, mentre l'altra è in punta più grande; il pampino è d'oro, caricante il grappolo.[6][9] La più antica forma di questo stemma appare negli affreschi cinquecenteschi dell'antica chiesa parrocchiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici d'interesse nel comune di Adro[6]:

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre: in pietra viva, a merli ghibellini e pianta terragona, la quale con l'antico castello faceva parte del sistema difensivo medievale del paese.
  • Castello: fu costruito sulle pendici del monte, dove è presente il cimitero, tra il XIII e XIV secolo. Al 2013, rimane solo l'ingresso trecentesco del ponte levatoio[7]. Nel cimitero tomba Bargnani-Dandolo di Vincenzo Vela (XIX sec.).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Bargnani-Dandolo: costruito dalla famiglia Bargnani nel XVII secolo. Fu ereditato dai Dandolo ed è attualmente sede del Municipio[7]. Davanti al palazzo busto della contessa Ermellina Maselli Dandolo dello scultore Emilio Magoni. Nella sala del consiglio comunale v'è ritratto del nobile Gaetano Bargnani dipinto dal Pitocchetto.
  • Villa De Riva: costruita dall'architetto Antonio Tagliaferri alla fine del XIX secolo[7].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesetta Bargnani.
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: la cui costruzione fu completata nel 1769 e vide l'impegno decennale della popolazione locale nella sua realizzazione. È disposta al centro dell'abitato, con fronte sulla piazza ornata da una fontana di epoca vantiniana. All'interno è conservato un trittico della scuola del Romanino (XVI secolo) e presenta decorazioni con stucchi del Settecento[7]. L'altare maggiore è opera di Andrea Fantoni e di altri artisti della sua bottega.
  • Chiesa di Santa Maria in Favento: quattrocentesca con affreschi del XV e XVI secolo, restaurata nel 1962.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: costruita nel XVI secolo sulla collina nell'antico castello, fu pieve fino alla costruzione dell'attuale parrocchiale, mentre oggi funge da cappella cimiteriale. Dotata di ampie campate in stile gotico ha gli ingressi posti sul lato settentrionale ed una scala protetta da un porticato a travatura[7].
  • Santuario della Madonna della Neve: costruita nel Settecento su progetto dell'abate Gaspare Turbini È un edificio a pianta centrale in forma ottagonale con cupola[7].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 651, ovvero il 9,19% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[11]:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel dialetto locale esiste la locuzione Laurà per la césa de Ader, ovvero lavorare per la chiesa di Adro. Con tale affermazione s'intende genericamente lavorare gratis: l'origine del detto risalirebbe al grande lavoro di volontariato nel quale si applicarono gli adrensi quando decisero di costruire la loro chiesa, impegnandosi anche nei giorni festivi senza compenso alcuno.[12]

Persone legate ad Adro[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto comunale riconosce l'esistenza di due località: Adro e Torbiato[13]. Quest'ultima frazione fu comune autonomo fino al 1928, quando fu soppresso con regio decreto 28 giugno 1928, n. 1679[14].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il settore che assorbe il maggior numero di lavoratori è l'industria manifatturiera[15] (che, al 2001, impegnava il 48% degli occupati) seguito dall'edilizia (23%) e dal commercio (9%); l'agricoltura (che contava il 4% degli occupati nel 2001) è cresciuta negli ultimi anni a causa della vocazione vitivinicola del territorio e occupa una posizione di pregio nel panorama della produzione del Franciacorta. L'edilizia ricopre il 46% delle imprese artigiane[16] in quanto la localizzazione del comune è nella zona urbanizzata della Lombardia[17].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Autostrada A4
  • Strada provinciale SP XI
  • Strada provinciale SP XII
  • Strada provinciale SP 17

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalla stazione di Borgonato-Adro, posta lungo la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo, servita da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1897 e il 1915 la località Torbiato ospitò altresì una stazione della tranvia Iseo-Rovato-Chiari[18].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1980 Battista Mansueti DC Sindaco
1980 1985 Paolino Parzani PRI Sindaco
1985 1990 Augusto Corsini DC Sindaco
1990 1995 Piergiuseppe Mondini DC Sindaco
1995 2003 Paolino Parzani lista civica Sindaco
2003 2004 Roberta Verrusio ~ commissario prefettizio
2004 2014 Danilo Oscar Lancini Lega Nord Sindaco
2014 in carica Paolo Rosa Lega Nord Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Adrense 1909 che milita nel girone C lombardo di eccellenza. I colori sociali sono: il nero ed il bianco. È nata nel 1909.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Adro - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 8.
  6. ^ a b c d "Adro e il suo territorio" sul sito del Comune di Adro, su comune.adro.bs.it. URL consultato il 16 settembre 2010.
  7. ^ a b c d e f g h i Mazza (1986), p. 208
  8. ^ "Adro" su "Brescia in vetrina", su bresciainvetrina.it. URL consultato il 17 settembre 2010.
  9. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 22 aprile 2008.
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 30 novembre 2014.
  12. ^ "Lombardia: dialetto, cultura e informazioni regionali" su "Dialettando.com", su dialettando.com. URL consultato il 17 settembre 2010.
  13. ^ Statuto comunale del comune di Adro. Art. 2.
  14. ^ Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia n. 176 del 30 luglio 1928, p. 3506
  15. ^ VAS Comune di Adro Pag.30 elaborazione Istat http://www.cartografia.regione.lombardia.it/sivas/jsp/procedimenti/popup/popAllegati.jsf?idDoc=43930
  16. ^ Allegati
  17. ^ ARPA Lombardia
  18. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui - Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume II. Le colline e i laghi, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 208-209. ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN296202740
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