Maclodio

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Maclodio
comune
Maclodio – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoSimone Zanetti (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°29′N 10°03′E / 45.483333°N 10.05°E45.483333; 10.05 (Maclodio)
Altitudine109 m s.l.m.
Superficie5,1 km²
Abitanti1 482[1] (30-11-2021)
Densità290,59 ab./km²
Comuni confinantiBerlingo, Brandico, Lograto, Mairano, Trenzano
Altre informazioni
Cod. postale25030
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017097
Cod. catastaleE787
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 410 GG[3]
Nome abitantiMaclodiesi
PatronoSan Zenone
Giorno festivo9 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maclodio
Maclodio
Maclodio – Mappa
Posizione del comune di Maclodio nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Maclodio (Maclo[4] o Maclode[5] in dialetto bresciano) è un comune italiano di 1 482 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Il territorio è conosciuto per la celebre battaglia di Maclodio che ebbe luogo il 12 ottobre del 1427.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è pianeggiante ed è caratterizzato principalmente dalla presenza di numerose attività industriali, situate nella zona sud, e di aree agricole.

La suddivisione del paese è identificata da quattro contrade:

  • contrada Piazza;
  • contrada Pozzi;
  • contrada Ciaigù;
  • contrada Maclo de Sota.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome probabilmente deriva dal termine macla (in latino macula), che significa sterpeto, oppure dalla voce celtica-gallica macl, che significa luogo paludoso.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune raffigura una leonessa che regge una spiga di grano e due cavalieri che si scontrano, il primo a sinistra rappresentante del Ducato di Milano e il secondo a destra rappresentante della Repubblica di Venezia. Nella parte inferiore è illustrata la scritta latina Pugna Praeclara (battaglia gloriosa).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Maclodio risalgono al periodo romano. Il primo riferimento ufficiale, però, è contenuto in un documento risalente al 1087.

La battaglia di Maclodio[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 ottobre 1427, sul territorio comunale, si svolse la celebre omonima battaglia tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano. La battaglia sancì il predominio dei veneti sul territorio bresciano.

L'avvenimento fu descritto da Alessandro Manzoni ne Il Conte di Carmagnola. I versi scritti da Manzoni:

«S'ode a destra uno squillo di tromba;
A sinistra risponde uno squillo:
D'ambo i lati calpesto rimbomba
Da cavalli e da fanti il terren.
Quinci spunta per l'aria un vessillo;
Quindi un altro s'avanza spiegato:
Ecco appare un drappello schierato;
Ecco un altro che incontro gli vien.
Già di mezzo sparito è il terreno;
Già le spade rispingon le spade;
L'un dell'altro le immerge nel seno;
Gronda il sangue; raddoppia il ferir.»

L'evento storico è raffigurato, oltre che in numerosi quadri, anche in un affresco situato nel Palazzo Ducale di Venezia, realizzato da Francesco Bassano nel 1590.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, già esistente all'inizio del '400, fu fatto ricostruire dai Chizzola dopo la battaglia di Maclodio perché era semidistrutto. La struttura, costruita con funzioni di difesa, è costituita da due corpi distinti: una torre cinquecentesca e una dimora padronale a pianta rettangolare. Il complesso è circondato da un fossato, il quale in passato era alimentato dall'acqua delle risorgive. All'ingresso si accede tramite un ponte che attraversa il fossato.

Di fronte alla fortezza sorge l'antico ingresso della strada che conduce al castello, a fianco del quale si trova un ulteriore edificio distaccato dal complesso principale: la Palazzina Chizzola, sopra al quale è visibile lo stemma della famiglia.

Il complesso, di proprietà privata, è collocato nella zona ovest del paese ed è visibile dalla strada provinciale principale (la SP 235).

Chiesa di San Zenone[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa, collocata al centro del paese, è di stile romanico. Al suo interno ospita degli affreschi del 1506 e un organo della prima metà del XIX secolo. L'edificio è affiancato da un campanile della seconda metà del '600.

Torre Calini[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Calini è una dimora padronale del '500. La costruzione ospita: una cappella del '700, una torre medioevale e una grandiosa corte rustica.

Murale[modifica | modifica wikitesto]

In diversi punti del territorio sono presenti dei dipinti su muro dedicati alla battaglia di Maclodio. Tali opere, commissionate dal Comune di Maclodio e dall'associazione Pro Loco Maclodio, sono state realizzate sopra a edifici e a cabine elettriche, contribuendo anche alla loro riqualificazione.

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti di guerra
  • Monumento dedicato agli Alpini
  • Risorgive
  • Centro polifunzionale Papa Giovanni Paolo II

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

I principali enti e le principali associazioni presenti nel territorio sono:

  • il centro diurno Don Roberto Guenzati;
  • l'associazione Pro Loco Maclodio;
  • la fondazione Opera Pia Zirotti Maclodio;
  • il gruppo Alpini Lograto-Maclodio;
  • l'associazione Combattenti e Reduci.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione dedicata alla battaglia di Maclodio[modifica | modifica wikitesto]

Con cadenza quinquennale si svolge una importante manifestazione, organizzata dall'associazione Pro Loco Maclodio e dal Comune di Maclodio, dedicata alla rievocazione della battaglia di Maclodio. La prima edizione avvenne nel 1984. Annualmente, inoltre, hanno luogo una serie di eventi in occasione dell'anniversario della battaglia.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca comunale è intitolata ad Alda Merini e si trova presso il moderno centro polifunzionale Papa Giovanni Paolo II. Tra i libri presenti si possono anche trovare diverse pubblicazioni dedicate alla battaglia di Maclodio.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio sono presenti le seguenti scuole:

  • l'asilo nido Don Angelo Falardi;
  • la scuola dell'infanzia Lorenzo Zirotti;
  • la scuola primaria Matteo Benti.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Le principali società sportive attive nel paese sono l'USD Maclodio, il quale milita nel campionato dilettantistico di calcio maschile, e la Promoball Volley, la quale milita nel campionato professionistico di pallavolo femminile.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente, durante il periodo estivo, si svolge uno dei tornei di calcio più importanti della provincia di Brescia, il Gran Notturno Maclodio. Tale evento rappresenta un punto di riferimento nel panorama del calcio bresciano.

Il paese ospita annualmente degli incontri del campionato italiano di pugilato, organizzati presso il palazzetto comunale.

Impianti[modifica | modifica wikitesto]

Trovano luogo importanti impianti sportivi utilizzati per le attività, tra cui il centro sportivo comunale e il palazzetto comunale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1928 ed il 1950, Maclodio era servita da una stazione posta lungo la tranvia Brescia-Soncino[7].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 368, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Toponimi in dialetto bresciano, su brescialeonessa.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui - Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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