Collio (Italia)

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Collio
comune
Collio – Stemma Collio – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoMirella Zanini[1][2][3] (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate45°48′40″N 10°20′00″E / 45.811111°N 10.333333°E45.811111; 10.333333 (Collio)
Altitudine850 m s.l.m.
Superficie53,48 km²
Abitanti2 029[4] (30-11-2021)
Densità37,94 ab./km²
FrazioniMemmo, San Colombano, Tizio, Ivino
Comuni confinantiBagolino, Bienno, Bovegno, Lavenone, Marmentino, Pertica Alta, Pertica Bassa
Altre informazioni
Cod. postale25060
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017058
Cod. catastaleC883
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[5]
Cl. climaticazona F, 3 473 GG[6]
Nome abitanticolliensi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Collio
Collio
Collio – Mappa
Posizione del comune di Collio nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Collio (Còi in dialetto bresciano[7][8]) è un comune italiano di 2 029 abitanti[4] della provincia di Brescia, nell'alta Val Trompia, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Collio è prevalentemente montuoso. Il suo paesaggio permette di far delle piacevoli passeggiate ammirando l'ambiente naturale che si presenta. Nel mezzo del paese scorre l'affluente del fiume Mella, il Bavorgo. Collio si trova a 800 m s.l.m. e ha cinque frazioni: San Colombano, Memmo, Ivino, Tizio e Serramando.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Collio è freddo e rigido in inverno con precipitazioni abbondanti, mentre in estate è mite.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già in epoca romana Collio era molto importante per l'attività di estrazione dei metalli della cosiddetta "Via del Ferro" della Val Trompia, era usata come prigione dove i romani facevano estrarre i minerali secondo i lavori forzati, e sono ancora presenti resti di edifici che vennero utilizzati dai minatori oggi ristrutturati ed aperti al pubblico, tra i quali la miniera di S. Aloisio a Collio, oggi “Miniera avventura” e museo[9].

Nell'alto medioevo, fu soggetta fin dall'epoca longobarda all'abbazia di San Colombano[10], che vi fondò una chiesa dedicata al santo monaco irlandese San Colombano nella frazione che ne ha ripreso il nome. Successivamente passò alle dipendenze del Monastero di San Faustino Maggiore di Brescia.

Sottoposto successivamente alla Pieve di Bovegno, è citato come Cayle su una lapide del 1123 murata sulla parete est della Parrocchiale di Bovegno per aver partecipato all'edificazione dell'edificio plebano.

Dal 1502 a Collio inizia la produzione di libri a stampa che si potrasse fino al 1538, da parte dei fratelli Fracassini[11], che vennero sospettati di produrre opuscoli eretici.[12] Lo storico Paolo Guerrini ci informa, infatti, che nel 1543 a Collio si faceva una spietata propaganda eretica.[13]

L'8 maggio 1555 la piccola borgata di Tizio (Tizo nel documento originario), frazione di Collio, a causa di un violento incendio registra ben 260 case tutte bruciate.[14]

Attorno al 1560, il comune di Collio invia richiesta per l'esportazione della vena di ferro fuori dal territorio della Repubblica Veneta; il 24 febbraio 1563 il capitano di Brescia emette sentenza per cui i minatori di Collio o i loro mulattieri non possono transitare con il minerale scavato in alcuna terra straniera.[15]

Nel 1625 viene ricostituita e consacrata la chiesa parrocchiale di San Colombano, già esistente nel 1389; verrà in seguito ampliata nel 1719. Adiacente vi è sempre l'hospitale per viandanti e pellegrini transitanti per il passo del Maniva[10][16].

Il decreto sovrano del 3 maggio 1777 separò dal comune di Collio la contrada di Memmo, elevata a comune autonomo, mentre il primo febbraio 1791 fu separato il comune di S. Colombano. Il territorio di Collio risultò quindi composto da tre entità separate: Piazza con Tizio, S. Colombano e Memmo[17].

Nel 1785 viene ultimata la chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Nazario e Celso.[18]

Nel 1797 il territorio è citato come Collio, S. Colombano e Memmo, inserito con il decreto dell'8 giugno 1805 nel cantone di Bovegno, il territorio venne poi riaccorpato in un unico comune per effetto delle modifiche apportate dalla legge sulla concentrazione dei comuni del 4 novembre 1809[19].

Tra le figure intellettuali notevoli nella valle, bisogna annoverare don Giovanni Bruni, vissuto tra il 1816 ed il 1880, parroco di Collio, studioso e valente naturalista, autore di scoperte di fossili sul monte Colombiane e di osservazioni meteoriche. L'Ateneo di Brescia nel 1930 propose di chiamare con il suo nome la corna Blacca, che il religioso, da alpinista, aveva scalato per primo ed esplorato in maniera minuziosa.[20][21]

Entrando a far parte del Regno di Sardegna, con il Regio decreto 23 ottobre 1859, n. 3702, il comune di Collio fu incluso nel mandamento VIII di Bovegno, circondario I di Brescia, nella nuova provincia di Brescia[22].

Tra il 1892 ed il 1922 emigrano negli Stati Uniti da Collio 87 persone, principalmente a Monongahela, zona di Pittsburgh in Pennsylvania.[23]

Nel 1920 viene eretta a S. Colombano la Cappella dedicata all'Immacolata, oggi scomparsa.[24]

Nel 1923 viene edificata a S. Colombano la Colonia Alpina Bresciana, dedicata a Rosa Maltoni Mussolini, ristrutturando la precedente caserma della Guardia di finanza.[24]

A S. Colombano, nei pressi del cimitero, vi erano edifici per le colonie alpine: nel 1888 vi hanno sede la Colonia Alpina Cremonese, dal 1929 la colonia INAM e dal 1937 la Colonia Beretta.[16]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Attrazioni naturali[modifica | modifica wikitesto]

A Collio si trova il monte Pezzeda. In estate si organizzano gare di moto e di biciclette. D'inverno, sul monte Maniva, sono in funzione diverse piste da sci servite da una seggiovia a quattro posti, due a due posti, una manovia e uno skilift.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 maggio 1990 14 giugno 1999 Ugo Lazzari PCI/PDS Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Piero Paterlini FI Sindaco
14 giugno 2004 4 agosto 2010 Mirella Zanini lista civica di centrodestra Sindaco [26]
4 agosto 2010 16 maggio 2011 Beaumont Bortone Commissario
16 maggio 2011 in carica Mirella Zanini lista civica di centrodestra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 12 giugno 2004 Collio, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 16 maggio 2011.
  2. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 7 giugno 2009 Collio, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 16 maggio 2011.
  3. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 15-16 maggio 2011 Collio, su comunali2011.interno.it. URL consultato il 16 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2011).
  4. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2021 (dato provvisorio).
  5. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  6. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  7. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 221, ISBN 88-11-30500-4.
  8. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  9. ^ Pro Loco di Collio - Arte e Storia: Collio Val Trompia
  10. ^ a b Storia della Parrocchia di San Colombano
  11. ^ Il Cinquecento, in Valtrompia nella storia, p. 214.
  12. ^ Il Cinquecento, in Valtrompia nella storia, p. 216.
  13. ^ Il Cinquecento, in Valtrompia nella storia, p. 218.
  14. ^ Il Cinquecento, in Valtrompia nella storia, p. 178.
  15. ^ Il Cinquecento, in Valtrompia nella storia, p. 180.
  16. ^ a b La valle che non ti aspetti, in VALTROMPIA I luoghi e le industrie del Novecento, p. 105.
  17. ^ Comune di Collio (sec. XIV - 1797), sul portale storico LombardiaBeniCulturali.it
  18. ^ VALTROMPIA I luoghi e le industrie del Novecento, p. 101.
  19. ^ Comune di Collio (1798-1815), sul portale storico LombardiaBeniCulturali.it
  20. ^ Dal Seicento all'Ottocento, in Valtrompia nella storia, p. 323.
  21. ^ La valle che non ti aspetti, in VALTROMPIA I luoghi e le industrie del Novecento, p. 78.
  22. ^ Comune di Collio (1859-1971), sul portale storico LombardiaBeniCulturali.it
  23. ^ Il Novecento, in Valtrompia nella storia, p. 335.
  24. ^ a b La valle che non ti aspetti, in VALTROMPIA I luoghi e le industrie del Novecento, p. 107.
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Decade in seguito alla mancata approvazione del bilancio.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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