Marcheno

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Marcheno
comune
Marcheno – Stemma Marcheno – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoDiego Bertussi (lista civica Vivere a Marcheno) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°42′N 10°13′E / 45.7°N 10.216667°E45.7; 10.216667 (Marcheno)Coordinate: 45°42′N 10°13′E / 45.7°N 10.216667°E45.7; 10.216667 (Marcheno)
Altitudine372 m s.l.m.
Superficie22,74 km²
Abitanti4 261[1] (30-11-2017)
Densità187,38 ab./km²
FrazioniBrozzo, Cesovo
Comuni confinantiCasto, Gardone Val Trompia, Lodrino, Lumezzane, Marone, Sarezzo, Tavernole sul Mella, Zone
Altre informazioni
Cod. postale25060
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017104
Cod. catastaleE928
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 767 GG[2]
Nome abitantiMarchenesi
PatronoPietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marcheno
Marcheno
Marcheno – Mappa
Posizione del comune di Marcheno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Marcheno (Marché in dialetto bresciano[3][4]) è un comune italiano di 4 261 abitanti[1] della provincia di Brescia, nella media Val Trompia, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Marcheno è comune montano della Val Trompia, a circa 22 chilometri a nord da Brescia.

Fa parte della Comunità Montana della Val Trompia e del Distretto industriale Val Sabbia-Val Trompia, specializzato nella fabbricazione di prodotti in metallo e, in particolare, nell'antichissimo settore armiero.

Si raggiunge percorrendo la strada provinciale 345 delle Tre Valli, che si snoda per circa 50 chilometri da Brescia al Maniva. Prima dell'ingresso in Brozzo, sulla provinciale è posto il cartello (della comunità montana locale) che avverte dell'ingresso nell'alta valle.

Frazioni: Brozzo e Cesovo.

Altre località sono: Aleno, Madonnina, Piazza, Parte, Rovedolo, Croce, Caregno, Marcheno Sopra, Prevesto, Renàt, Marsegne, Pianù, Clos, Cerreto, Lusine. Dalla località turistica Caregno, altopiano posto a 1000 m, partono diversi sentieri verso il monte Guglielmo che rientrano, sin quasi verso la cima, all'interno del comune.

Brozzo è collegato a Cesovo anche da un sentiero assai agibile che prosegue verso Caregno. Lungo la strada di montagna che collega Cesovo e Cimmo di Tavernole sul Mella vi è la località Perdone (Perdù). Nella zona est del comune si stacca la valle Vandeno (Vandè), percorsa dal torrente omonimo, che porta nella zona Sonclino/Sant'Emiliano. Qui, a nord del monte Sonclino, sorge la Punta dei 4 Comuni ovvero un'anticima al cui vertice convergono i confini di Marcheno, Casto, Sarezzo, Lumezzane.

Marcheno è attraversato dal fiume Mella.

Dal punto di vista artistico di particolare pregio è il santuario della Madonnina situato sull'antica strada valeriana (ora via Madonnina) e costruito nel primo decennio del '600, mentre la cappellina antistante risale al '400[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Marcheno fu abitato in tempi antichi.

Lo dimostrano dei reperti individuati nel 1975, in località Rocca (frazione Prevesto), sulla sponda sinistra del fiume Mella tra il capoluogo e Brozzo che risalivano alla prima età del ferro tra l'VIII e il VII secolo a.C.

Gli stessi insediamenti furono abitati anche in epoca romana. Dopo la caduta dell'impero romano, Marcheno si trovò sotto la giurisdizione della Pieve di S. Giorgio di Inzino, da cui ottenne l'autonomia verso la fine del XIV secolo.

In quel secolo e in quello successivo era Aleno il centro del Comune, come testimoniano un estimo delle quadre del teriitorio bresciano del 1389 e un codice malatestiano del 1418. Aleno ha comunque sempre mantenuto una centralità tra le località, conseguenza del suo passato di antico capoluogo.

Nei decenni successivi la frazione di fondovalle divenne fondamentale sia dal punto di vista amministrativo (Comune), sia religioso (Parrocchia).

L'organizzazione amministrativa napoleonica sancì la fusione del Comune di Cesovo con quello di Brozzo[6] e la separazione di Brozzo e Marcheno in due Distretti diversi.

Nel periodo della dominazione austriaca i due Comuni tornarono a far parte dello stesso Distretto (quello di Gardone), ma furono nuovamente inseriti in mandamenti diversi dopo l'unificazione italiana.

Nel 1927 la definitiva unificazione in uno stesso Comune.

Il Comune di Marcheno è gemellato con Blinisht. Cesovo e Brozzo hanno chiese attive e sono parrocchie distinte da quella del capoluogo.

L'1 e 2 giugno 2013 è stato sede dell'adunata sezionale degli Alpini dell'intera provincia di Brescia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore dell'artigianato è molto diffusa e rinomata la produzione artigianale di armi.[8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco è Diego Bertussi dal Maggio 2014.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1906 e il 1934 Marcheno ospitò una fermata della tranvia della Val Trompia[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 376.
  5. ^ .ItaliadellaCultura
  6. ^ Sino a quel periodo, le attuali frazioni di Marcheno-Brozzo e Cesovo-erano comuni.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  9. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui - Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997.

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