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Cividate Camuno

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Cividate Camuno
comune
Cividate Camuno – Stemma
Cividate Camuno – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoCirillo Ballardini (lista civica Cividate. Punto e a capo!) dal 24-5-2014
Territorio
Coordinate45°56′36″N 10°16′42″E / 45.943333°N 10.278333°E45.943333; 10.278333 (Cividate Camuno)Coordinate: 45°56′36″N 10°16′42″E / 45.943333°N 10.278333°E45.943333; 10.278333 (Cividate Camuno)
Altitudine275 m s.l.m.
Superficie3,31 km²
Abitanti2 757[1] (30-4-2017)
Densità832,93 ab./km²
Comuni confinantiBerzo Inferiore, Bienno, Breno, Esine, Malegno, Ossimo, Piancogno
Altre informazioni
Cod. postale25040
Prefisso0364
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017055
Cod. catastaleC760
TargaBS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 597 GG[2]
Nome abitantiCividatesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cividate Camuno
Cividate Camuno
Cividate Camuno – Mappa
Posizione del comune di Cividate Camuno nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Cividate Camuno (Hiidà in dialetto camuno[3]) è un comune italiano di 2 757 abitanti[1], della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia.

È attraversato dalla strada statale 42 del Tonale e della Mendola e possiede una stazione ferroviaria della linea Brescia-Iseo-Edolo.

Il territorio di Cividate Camuno in Valle Camonica

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato nella media Val Camonica, sorge sulle rive del fiume Oglio, su una pianura delimitata da uno sperone roccioso che lo delimita dai comuni di Breno e Bienno.

Verso sud ha una estesa pianura ancora oggi sgombra di edifici chiamata Prada o "Colture".

Ad oriente possiede parte del Parco del Barberino.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Breno indicano, in base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a -1,0 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +20,5 °C[4].

BRENO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 3,87,110,414,819,123,026,425,321,915,810,35,65,514,824,916,015,3
T. min. mediaC) −5,8−3,40,03,98,112,114,514,110,65,70,9−3,5−4,24,013,65,74,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle Camonica.
Stele di Cividate Camuno (Museo civico archeologico di Bergamo)
Tavola di Cividate Camuno (Museo civico archeologico di Bergamo)

Città romana, è sorta su un precedente luogo abitato dell'età del ferro; nel medioevo è nominata come Civethate.[5]

Nel XII secolo era sede di un gastaldo vescovile, forse espressione delle potenti famiglie degli Avogadro e dei Sala.[6]

Lunedì 13 aprile 1299 Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi, si trasferisce a Civitate dopo aver visitato i territori delle pievi di Edolo e Cemmo per continuare la stesura dei beni vescovili in Valle Camonica. Il rettore è Guidone da Berzo, il presbitero Girardo, che giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta. Si segnala che la decima per metà andava al vescovo, per metà alla famiglia Da Palazzo, mentre il ponte sul fiume Oglio doveva essere mantenuto in comunità con Borno, Malegno ed Esine; Lozio e Berzo dovevano fornire invece un pilone a testa (subligam).[5]

Nel 1364 Cividate avvia un contenzioso contro le comunità di Borno, Esine, Plemo e Lozio poiché le comunità non avevano rispettato il patto per le forniture delle sublighe del ponte che attraversava l'Oglio[6]

Nel 1415 Comincino Federici infeudava Cividate.[7]

Nel 1537 viene ricostruito il ponte caduto a causa di un'alluvione. Crollerà nuovamente nel 1700, determinando la morte per annegamento di due persone. Nel 1871 venne sostituito da una gettata in muratura, andata distrutta e ricostruita in seguito all'inondazione del 1960.[8]

Tra il 1863 ed il 1887 Cividate assume il nome di "Cividate Alpino", ma a causa di confusioni burocratiche il paese assume il nome di "Cividate Camuno" a partire dal 1887.[9]

Il 15 maggio 1918 arriva la 40ª Squadriglia fino al 7 luglio.[10] Sempre nel maggio 1918 arriva una sezione della 74ª Squadriglia che resta fino al 1° novembre.[11] Il 17 luglio 1918 arriva la 113ª Squadriglia che rimane fino alla fine della Prima guerra mondiale.[12] Nell'agosto 1918 arriva il XX Gruppo (poi 20º Gruppo) che rimane fino al 1° dicembre.[13]

Tra il 1928 ed il 1947 Cividate viene unita a Malegno nel comune di Cividate Malegno.[9]

Antichi Originari[modifica | modifica wikitesto]

Gli Antichi Originari erano, al tempo delle vicinie, i capifuoco delle famiglie native del paese: essi erano gli unici che avevano il potere di deliberare nei consigli, mentre i nobili, gli ecclesiastici e gli stranieri (anche se residenti da diverse generazioni nel paese) ne erano esclusi. I cognomi degli Originari di Cividate, riportati nei registri della vicinia, erano:[6]

  • Malaguzzi
  • Laffranchini
  • Cominotti
  • Damioli
  • Ercoli
  • Bonafini
  • Tovini

Feudatari locali[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie che hanno ottenuto l'infeudazione vescovile dell'abitato:

Famiglia Stemma Periodo
Da Palazzo XIII secolo
Federici
Arms family it Federici - modern (Luca Giarelli).png
1415 - ?

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese di Cividate Camuno sono:[14]

  • Parrocchiale di Santa Maria Assunta, sorge sull'area della cappella battesimale dedicata a san Giovanni Battista, sostituita dopo il mille dalla pieve romanica. Il portale con trabeazione romana proviene dalla chiesa di Santo Stefano, trasportato qui nel 1761 dall'arciprete Guadagnini. All'interno una tempera di Callisto Piazza raffigurante laVergine con Bambino ed i Ss Stefano, Lorenzo, Giovan Battista e Geroloamo.
  • Chiesetta dei Beati Giuseppe Tovini e Mosè Tovini, antistante la chiesa parrocchiale, fino a pochi anni fa era la cappella delle suore e dell'asilo.
  • Chiesa di Santo Stefano, domina il paese, vi si accede da una scala con quattro rampe senza altra possibilità d'accostamento (la scala porta la data 1770). Scavi archeologici hanno segnalato elementi precristiani.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco del teatro e dell'anfiteatro
  • Torre medievale del XII-XIII secolo.
  • Portali rinascimentali
  • villa Malaguzzi
  • monumento dei caduti

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Cividate Camuno[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Con i suoi 3 km2 Cividate è il comune più piccolo della provincia di Brescia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte in legno di Cividate, prima della costruzione di quello in pietra nel 1833

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo più antico di Cividate è probabilmente sulla collina di S.Stefano, luogo dove probabilmente in epoca romana sorse un capitolium e successivamente un luogo di culto cristiano. A est vi era un ponte sul fiume Oglio, ed in corrispondenza della sponda opposta un ricovero per i viandanti, poi trasformato in convento.
Accanto vi era il foro. Più a ovest il teatro e l'anfiteatro romani. Questi resti, aggiunti a quelli presenti nel [Museo Archeologico Nazionale della Valcamonica], situato a Cividate, indicano come questa città in epoca romana fosse una dotata di servizi e monumenti di un certo rilievo.

Un recente restauro effettuato dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Lombardia ha interessato il complesso del teatro e dell'anfiteatro, inserendoli in un parco museale denominato Parco archeologico del teatro e dell'anfiteatro romani di Cividate.

Di epoca romana sono anche la grande statua di Minerva, trovata in prossimità del santuario di Minerva a Breno (Località Spinera), santuario e che affonda le sue origini in epoche precedenti. E quella della statua virile di recente ritrovamento (2004)a Cividate. Entrambe sono conservate del Museo Archeologico.

Oltre ai considerevoli resti romani, vi è da segnalare la Torre Medioevale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Esternamente al comune di Cividate Camuno scorre la Strada statale 42 del Tonale e della Mendola. Uscita Breno sud - Cividate Camuno, Strada statale 345 delle Tre Valli, Malegno, Borno Ossimo.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Cividate è servita dalla stazione ferroviaria di Cividate-Malegno, posta sulla linea Brescia-Iseo-Edolo.

Fra il 1901 e il 1917 la località costituiva inoltre il capolinea settentrionale della tranvia Lovere-Cividate Camuno, lungo la quale nel 1908 fu istituita la fermata Cividate Ferrovia a servizio della citata stazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Francesco Gelfi Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 24 maggio 2014 Cesare Damiola Lista civica "Cividate da vivere" Sindaco
24 maggio 2014 in carica Cirillo Ballardini Lista civica "Cividate. Punto e a capo!" Sindaco

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lino Ertani, Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica, Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980, p. 166.
  4. ^ Tabella climatica ENEA[collegamento interrotto]
  5. ^ a b Gabriele Archetti, Berardo Maggi - Vescovo e signore di Brescia, Brescia, ottobre 1994, p. 331.
  6. ^ a b c Bruno Passamani, AA VV, Arte in Val Camonica - vol 5, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 2004, p. 441.
  7. ^ Romolo Putelli, Intorno al castello di Breno: storia di Valle Camonica, Lago d'Iseo e vicinanze da Federico Barbarossa a S. Carlo Borromeo, Brescia, La Nuova Cartografica, 1989 [1915], p. 271.
  8. ^ Bruno Passamani, AA VV, Arte in Val Camonica - vol 5, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 2004, p. 442.
  9. ^ a b Bruno Passamani, AA VV, Arte in Val Camonica - vol 5, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 2004, p. 443.
  10. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 195-197
  11. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pagg. 243-247.
  12. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pagg. 314-317
  13. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pag. 49
  14. ^ Tratto da: Eugenio Fontana, Terra di Valle Camonica, Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984, p. 37.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Passamani, AA VV, Arte in Val Camonica - vol 5, Brescia, Industrie grafiche bresciane, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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