Desenzano del Garda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Disambiguazione – "Desenzano" rimanda qui. Se stai cercando la frazione di Albino in provincia di Bergamo, vedi Desenzano al Serio.
Desenzano del Garda
comune
Desenzano del Garda – Stemma
Desenzano del Garda – Bandiera
Desenzano del Garda – Veduta
Desenzano del Garda – Veduta
Porto vecchio di Desenzano del Garda
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Lombardia
Provincia Brescia
Amministrazione
SindacoGuido Malinverno (centrodestra) dal 26-6-2017 (2º mandato dal 13-6-2022)
Territorio
Coordinate45°28′08″N 10°32′06″E / 45.468889°N 10.535°E45.468889; 10.535 (Desenzano del Garda)
Altitudine67 m s.l.m.
Superficie59,26 km²
Abitanti29 248[1] (30-11-2023)
Densità493,55 ab./km²
Frazioni3 centri abitati e 11 nuclei abitativi (vedi elenco)
Comuni confinantiLonato del Garda, Peschiera del Garda (VR), Pozzolengo, Sirmione, Padenghe sul Garda
Altre informazioni
Cod. postale25015
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017067
Cod. catastaleD284
TargaBS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 229 GG[3]
Nome abitantiDesenzanesi
Patronosant'Angela Merici
Giorno festivo27 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Desenzano del Garda
Desenzano del Garda
Desenzano del Garda – Mappa
Desenzano del Garda – Mappa
Posizione del comune di Desenzano del Garda nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Desenzano del Garda (Dezensà o Desensà in dialetto bresciano[4]) è un comune italiano di 29 248 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia. È il comune più popoloso del lago di Garda e il secondo della provincia dopo il capoluogo. È situato sulla sponda meridionale del lago, nella parte orientale della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Desenzano si trova nella parte orientale della provincia di Brescia, a ridosso della sponda meridionale del lago di Garda. La parte settentrionale del comune, in cui sono collocati i centri abitati di Desenzano e Rivoltella, si affaccia sul basso lago, mentre il resto del territorio si estende a sud dell'autostrada A4 tra le colline moreniche. L'abitato di Desenzano è naturalmente delimitato a ovest dai rilievi del Monte Corno e del Montecroce, parte dell'arco morenico che prosegue verso sud nel territorio di Lonato del Garda.

La parte settentrionale del territorio comunale, a nord dell'autostrada, è urbanizzata e ospita la maggior parte della popolazione, mentre l'agro desenzanese a sud è costellato da piccoli nuclei abitativi sparsi tra le colline dolci tipiche dell'anfiteatro morenico del Garda.

Il comune confina a nord con il comune di Padenghe sul Garda, attraverso il lago, a ovest e a sud con il comune di Lonato del Garda, a est con i comuni di Pozzolengo, Peschiera del Garda (Provincia di Verona) e Sirmione. Desenzano dista circa 20 km da Brescia e 30 km da Verona.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Desenzano del Garda.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,0 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +23,4 °C. Grazie alla presenza del Lago di Garda questa zona gode di un inverno più mite rispetto al resto della Pianura Padana che presenta per la stragrande maggioranza della sua superficie un clima di tipo temperato umido, secondo Koppen. In questa zona invece si incontra un clima di tipo sub-mediterraneo, con inverni più miti ed estati leggermente più fresche.[5]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Si chiamò Desenzano fino al 1862, quando con regio decreto 7 settembre 1862, n. 830, fu battezzato Desenzano sul Lago. L'attuale denominazione Desenzano del Garda fu assunta con regio decreto 29 luglio 1926, n. 1460, nel quadro di riordino delle amministrazioni locali. Contestualmente fu aggregato ad esso il territorio del soppresso comune di Rivoltella.[6][7]

Il toponimo Desenzano si suppone che derivi dal nome latino di persona Decentius, il presunto proprietario del podere e della villa romana del IV secolo della quale si possono visitare gli scavi. Esiste anche una etimologia di origine popolare: poiché il borgo si distende lungo il declivio collinare il toponimo viene collegato con la parola «discesa».[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca preistorica e romana[modifica | modifica wikitesto]

Aratro ritrovato a Lavagnone

Nel 1873, gli scavi condotti da Pietro Polotti in località Polada al confine con Lonato rinvennero una stazione palafitticola risalente all'Età del Bronzo e che ha preso il nome di Cultura di Polada. Presso la località Lavagnone, Renato Perini rinvenne un altro insediamento coevo[9] che nel 2011 è entrato a far parte del patrimoni dell'umanità secondo l'UNESCO.[10]

Tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., nei pressi di Desenzano sorse un fundus abitato da un centinaio di persone. La Villa romana, i cui resti si possono scorgere presso Borgo Regio, fu costruita tra il II e il III secolo lungo la via Gallica come residenza per ricchi cittadini.[9]

L'area di Desenzano e della Selva Lugana fu teatro di diversi combattimenti dell'Anarchia militare e della Tarda antichità: l'Imperatore Decio sconfisse Filippo l'Arabo nel 249 e l'anno successivo sostò in riva al lago di Garda prima di dirigersi in Tracia per combattere i Goti. Nel 312 le truppe di Costantino incalzarono quelle del Prefetto del Pretorio Ruricio Pompeiano, fedele a Massenzio, in fuga da Brescia e dirette a Verona.[9]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il porto vecchio di Desenzano

Il cristianesimo giunse da Verona, grazie a predicatori di quella Diocesi: risale a quel periodo il legame fra la chiesa veronese e il basso lago. Il territorio della Pieve si estendeva fra il fiume Chiese e la Lugana. Il nucleo desenzanese si sviluppò attorno a Borgo Regio probabilmente sulla preesistente villa romana. Fu costruito un castrum vetus, per difendere la popolazione dalle invasioni barbariche.[11]

Stando ad un documento di discussa autenticità, il 6 ottobre 878, il Re d'Italia Carlomanno di Baviera avrebbe donato il feudo di Desenzano al monastero di San Zeno di Verona riconoscendo all'istituzione religiosa il diritto di caccia nella Selva Lugana e di pesca nel lago.[12]

All'inizio XII secolo è attestato che il feudo fosse in mano al signore del Castrum, Ugo della famiglia dei conti di Sabbioneta. La consorte Matilde, figlia di Reginaldo conte di Treviso, nel 1107 donò alcune terre al monastero di Acquanegra. Il XII secolo vide l'edificazione del nuovo castello, detto Castrum novum, e fu ribadita l'aggregazione del territorio alla diocesi veronese, sia per mano del Papa Eugenio III (1145) sia dall'Imperatore Federico I detto il Barbarossa (1154).[12]

Dal punto di vista del potere civile, Desenzano fu sottoposta al potere del comune di Brescia, grazie all'investitura concessa dall'Imperatore Enrico VI. Nel 1220 è attestato che il feudo era gestito dalla famiglia dei Confalonieri la cui giurisdizione si estendeva presso Rivoltella, San Martino, Solferino, Castiglione e Medole.[12]

Il XIII secolo fu l'epoca in cui si sviluppò l'eresia catara sia nel centro gardesano sia nella vicina Sirmione. Giovanni Bello fu ordinato vescovo in Tracia e fu posto a capo della comunità di Desenzano. Suo successore, fra il 1250 e il 1260, fu Giovanni di Lugio, autore del principale testo di teologia catara fino ad oggi sopravvissuto, il Liber de duobus principiis. L'eresia terminò il 12 novembre 1276 con l'arresto da parte dei Della Scala di 166 eretici i quali furono messi al rogo a Verona poco tempo dopo.[12]

Epoca veneta[modifica | modifica wikitesto]

Desenzano del Garda, panorama dal castello
Edifici cittadini risalenti all'epoca veneta

Nel 1426 la città entrò a far parte della Repubblica di Venezia. Fu assegnata alla Riviera di Salò divenendo capoluogo della cosiddetta Quadra di Campagna, la quale comprendeva i territori di Calvagese, Muscoline, Rivoltella, Pozzolengo, Carzago, Padenghe e Bedizzole.[12][13]

Nel Catastico Bresciano del Da Lezze (1610), Desenzano è indicata come sede del mercato del grano, punto di riferimento commerciale non solo della Riviera, ma di tutto il lago, della Valsabbia e del mantovano.[12]

Ulisse Papa, La scomunica ed interdetto di Desenzano, 1871

Desenzano conobbe una crescita economica nel corso del XV secolo che favorì gli investimenti nel campo delle costruzioni comprese sia quelle religiose, come la parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, sia quelle private, come la dimora dei Gialdi. Fu edificata una scuola (1449) e fu fortificato il Castello (1480). La guerra fra la Serenissima e gli Stati di Ferrara, Milano, Firenze e Napoli si segnala per l'assedio al fortilizio desenzanese operato dalle truppe comandate dal Duca di Calabria Alfonso.[12]

Il Cinquecento fu contrassegnato dal ripetersi dei saccheggi ad opera delle truppe mercenarie (1512, 1516 e 1527), dalla peste (1567) e dai tentativi di guadagnarsi autonomia sia dalla Repubblica di Venezia sia da Salò e dalla sua Riviera. Per un breve periodo all'inizio del XVI secolo, Desenzano e Pozzolengo passarono al Ducato di Mantova, ma poi ritornarono alla Serenissima su ordine di Luigi XII di Francia. Nonostante le difficoltà, in questo secolo fu fondata l'Accademia e furono ampliati il porto, la dogana e il magazzino dei cereali.[14]

Nel 1568, gli amministratori del comune furono scomunicati a causa dei contrasti con la Santa Sede. Negli anni precedenti, infatti, questa aveva assegnato il beneficio parrocchiale al Monastero di San Salvatore di Brescia provocando i malumori del notabilato locale. Quattro anni dopo, la decisione fu sospesa e l'assemblea dei capifamiglia in cambio finanziò l'ampliamento della Parrocchiale.[15]

Il primo decennio del XVII secolo fu caratterizzato dalla risistemazione del Castello da parte del Consiglio Generale e da altre opere pubbliche, come la riparazione dell'orologio, un nuovo ampliamento del porto e la ristrutturazione delle case del Vaccarolo. I decenni successivi furono caratterizzati tuttavia dallo sviluppo dell'edilizia privata. Nel 1630, Desenzano fu colpita dalla peste.[15]

Il Settecento desenzanese iniziò con le devastazioni apportate dalla guerra di successione spagnola. Il 30 luglio 1701 le truppe dell'esercito imperiale entrarono in città saccheggiandola; due anni dopo, fu la volta dell'esercito francese. I due eserciti si scontrarono il 29 novembre 1704 presso monte Corno. Solo l'anno seguente Venezia decise di inviare due reggimenti a difesa della popolazione del lago.[15]

Durante la grave carestia del 1764, il 15 marzo il paese viene preso d'assalto da una banda di 500 rivoltosi valsabbini che saccheggia i depositi delle granaglie. Molti dei capi-rivolta saranno in seguito catturati e giustiziati dal provveditore della Riviera.[16]

Nel 1792 il Consiglio Generale accettò la proposta del poeta Angelo Anelli, professore presso i ginnasi di Brescia e Milano, di istituire una Scuola pubblica di latino, grammatica e retorica: fu il primo nucleo di quello che nel 1816 diventerà il Liceo.[15]

Epoca napoleonica[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo in centro storico in stile veneziano

Nel marzo 1797, Desenzano entrò a far parte dell'effimera Repubblica Bresciana, mentre sul finire dello stesso anno, divenne sede del Dipartimento del Benaco della Repubblica Cisalpina, costituendosi come comune autonomo.[15] Tuttavia, già a partire dal 1º settembre dell'anno seguente, il dipartimento fu soppresso e Desenzano fu assegnato al Dipartimento del Mella.[17]

Nel 1799 fu occupato brevemente dalle forze austro-russe e poi riassegnato alla Cisalpina con il ritorno delle truppe napoleoniche (1800). Con il riassetto del Regno d'Italia, stabilito con Decreto 8 giugno 1805, la città entrò a far parte del cantone VII di Lonato a sua volta appartenente al distretto I di Brescia. Fu inoltre definito comune di seconda classe a motivo dei suoi 3421 abitanti.[17]

Il periodo napoleonico fu caratterizzato da investimenti in opere pubbliche come il nuovo molo su progetto di Carlo Bagatta (1805-1806) e il riadattamento a teatro della chiesa dei carmelitani.[18]

Epoca austriaca[modifica | modifica wikitesto]

Torre in ricordo della battaglia di San Martino

Entrato a far parte del Regno Lombardo-Veneto, stato dipendente dell'Impero austriaco (1814), Desenzano fu elevato al rango di comune di prima classe (1815) e ricevette visita da parte dell'Imperatore Francesco I d'Austria nel 1816 e cinque anni dopo.[18] Durante la prima visita, constatò l'efficienza dell'allora Collegio Bagatta, e ordinò che il diploma conseguito in esso fosse equiparato a quelli dei "Regi Licei". Testimonianza ne è la lapide conservata ancora oggi nell'atrio della scuola.

Dal punto di vista organizzativo, nel 1816 il comune fu assegnato al Distretto V di Lonato della provincia di Brescia. Nel 1853 fu inserito nel Distretto VIII di Lonato.[19]

Nel 1830 nacque la Società del Casino punto di ritrovo della classe borghese ed intellettuale risorgimentale. Dopo gli eventi del 1848 e del 1849 a cui partecipò il comune, nel 1851 l'Imperatore Francesco Giuseppe fece visita alla cittadina desenzanese allo scopo di rinsaldare la fiducia con la popolazione. Tre anni dopo fu aperta la strada ferrata Coccaglio – Verona con la stazione e l'originario viadotto in mattoni con archi a sesto acuto.[18][20]

La battaglia di Solferino e San Martino della seconda guerra d'indipendenza italiana coinvolse anche Desenzano che fu trasformata in un grande ospedale per il soccorso dei feriti.[18]

Dopo l'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della Pace di Zurigo, Desenzano entrò a far parte del Regno di Sardegna (poi Regno d'Italia) e fu incluso nel Mandamento X di Lonato a sua volta appartenente al circondario I di Brescia dell'omonima provincia. Nel 1862, con regio decreto 7 settembre 1862, n. 830, fu ribattezzato con il nome di Desenzano sul Lago.[21]

I primi decenni post-risorgimentali furono caratterizzati dalla nascita della Società Operaia (1862), della Banca Mutua Popolare, dell'Osservatorio Meteorologico (1882), dal Museo Preistorico (1890).[18]

Nel 1883, il comune cedette il Castello al Demanio allo scopo di tenerci un presidio militare.[18]

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1909 fu aperta all'esercizio la breve linea ferroviaria fra la stazione e il porto. Due anni dopo fu la volta della tranvia interurbana a vapore per Castiglione delle Stiviere la quale si innestava sulla Brescia – Mantova permettendo un servizio viaggiatori diretto fra la cittadina gardesana e il capoluogo mantovano. Il servizio tranviario fu soppresso nel 1935, mentre la linea ferroviaria fu impiegata anche dopo la seconda guerra mondiale e fu chiusa solo nel 1969.[22][23]

Dal 13 luglio 1915 vi era una Sezione Idrovolanti che il 26 gennaio 1916 diventa 1ª Squadriglia Idrovolanti. Il 12 febbraio 1916 Desenzano fu bombardata dall'aviazione austro-ungarica, con tre cittadini uccisi.[24]

Monumento Scuola Alta Velocità

Nel 1926 il comune ricevette il territorio del soppresso comune di Rivoltella e fu ribattezzato Desenzano del Garda.[25] Nel 1928 la Regia Aeronautica formò, presso l'idroscalo cittadino, una scuola di volo avanzata dedicata all'addestramento dei piloti velocisti per preparare adeguatamente i propri rappresentanti nella Coppa Schneider, la quale dopo l'ultima edizione della Coppa, nel 1931, venne ridesignata Reparto Sperimentale Alta Velocità.[26].

Durante la seconda guerra mondiale, Desenzano fu bombardata dalle forze alleate sia il 12 aprile[18] sia il 15 luglio 1944. Quest'ultimo bombardamento provocò la distruzione del viadotto ferroviario in mattoni rossi che fu ricostruito nel 1947 in cemento armato e con sagoma architettonica differente.[27]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.C.M. del 7 luglio 1959.[28]

«Campo di cielo, a due torri quadre di rosso, murate di nero, aperte e finestrate del campo, merlate di tre alla ghibellina, fondate su un terreno di verde, sostenuto da un lago d'azzurro, ondato d'argento. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 26 agosto 1959, è un drappo partito di bianco e di azzurro.[28]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Con decreto del presidente della Repubblica del 19 marzo 1959, Desenzano ha ottenuto il titolo di Città.[28]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Sant'Angela Merici a Desenzano del Garda

La patrona della sede municipale, sant'Angela Merici, è festeggiata il 27 gennaio.[18]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo di Desenzano del Garda fu consacrato nel 1611 ed ospita al suo interno affreschi di Andrea Celesti e una tela raffigurante l'Ultima Cena di Gian Domenico Tiepolo.

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Desenzano.
Desenzano, il castello.

Il castello è originario dell'alto medioevo. Nel Quattrocento venne ampliato e assolse la funzione di rifugio per la popolazione. Dal 2007 è in opera il restauro, e la struttura ospita, nella stagione estiva, spettacoli teatrali all'aperto, visite guidate e laboratori per i bambini

Piazza Malvezzi[modifica | modifica wikitesto]

È la principale piazza della città e risale al Cinquecento, opera dell'architetto Giulio Todeschini, ed è stata storicamente un importante centro per il commercio delle granaglie sul Lago di Garda.[29]

È dedicata alla memoria del partigiano desenzanese Giuseppe Malvezzi, assassinato dai nazifascisti il 28 aprile 1945 assieme ad altri otto suoi compagni nella Villa Fenaroli di Rezzato, allora adibita a sede della gendarmeria tedesca e di un gruppo della Guardia Nazionale Repubblicana.[30]

Nella piazza è situato Palazzo Todeschini, sede dell'assessorato al turismo della città e della Galleria Civica Gian Battista Bosio. In corrispondenza dell'angolo sud-ovest del palazzo è collocata una grossa pietra in marmo bianco utilizzata in passato dai banditori del Comune. Sulla pietra venivano anche fatti salire e sottoposti a punizione i condannati per fallimento. La pietra reca incisa la data MDLV.[29][31]

Al centro della piazza è collocata la statua di sant'Angela Merici, patrona di Desenzano. Eretta nel 1772 su volontà della cittadinanza e realizzata in marmo di Botticino è opera dello scultore Gelfino Callegari.[32]

Piazza Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

È la piazza attorno alla quale si sviluppa il quartiere di Capolaterra, che si sviluppa nella parte occidentale del centro storico. Al centro della piazza si trova una fontana illuminata nelle ore serali. Ogni martedì vi si tiene il mercato. Sul lato meridionale della piazza sono situati l'oratorio Giovani XXIII e l'annesso bar, noto ai desenzanesi come "il Vaticano". Si affacciano sulla piazza esercizi ed attività commerciali.

Per la sua posizione defilata rispetto alla parte di centro storico che si affaccia sul lago è meno frequentata da turisti rispetto alle altre piazze della città.

Porto vecchio[modifica | modifica wikitesto]

Il porto vecchio fu costruito durante la Repubblica di Venezia, utilizzato storicamente prevalentemente per lo sbarco delle derrate alimentari e delle merci è stato successivamente chiuso prima da un ponte levatoio e nel dopoguerra da un ponte in stile veneziano (ponte alla veneziana) ben presto diventato uno dei monumenti maggiormente fotografati della cittadina.

Nel febbraio del 2016 il porto vecchio è stato circondato da una passerella in stile moderno sorretta da 150 anche zincate e 600 barre filettate. Opera eseguita per favorire l'accesso alle imbarcazioni ormeggiate, ma facendo nascere critiche e polemiche di molti desenzanesi.[senza fonte] .

Spiagge e parchi[modifica | modifica wikitesto]

Il faro

In prossimità del lago le spiagge principali sono quattro, tutte sassose: la spiaggia del Desenzanino, la spiaggia Feltrinelli, la Spiaggia d'Oro e la spiaggia di Rivoltella.

Dal 2002 nell'area retrostante le piscine comunali è stato ricavato il Parco del Laghetto, che da allora è il principale parco cittadino. Oltre ad un percorso salute, che si sviluppa lungo i sentieri del parco, sono presenti due campi da basket e una pista di pattinaggio in cemento, oltre a uno skate park e un campetto da calcio in terra.
Caratteristico del parco è il laghetto artificiale, che si trova al centro e che gli dà il nome.

Il parco è stato intitolato nel 2021 ad Oriana Fallaci, assumendo la denominazione di Parco del Laghetto Oriana Fallaci.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[33]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2022 gli stranieri erano 3.654, pari al 12,18% degli abitanti.[34]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche e musei[modifica | modifica wikitesto]

Villa Brunati

Nel 1997 a Desenzano, in via dal Molin 9, fu aperta la prima mediateca pubblica Italiana: sulla base di questo progetto in seguito si sviluppò la Mediateca di Flemington. Nel 2007 la mediateca desenzanese fu trasferita all'interno di Villa Brunati di Rivoltella, insieme alla biblioteca comunale.

Nel chiostro dell'ex convento di santa Maria del Carmine, è presente il Museo civico archeologico Giovanni Rambotti. Dedicato alle popolazioni primitive locali, esso ospita il più antico aratro rinvenuto al mondo.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Desenzano, oltre a varie scuole elementari (come le scuole "Luigi Laini" ed "Achille Papa") e medie (come "Trebeschi" e "Catullo"), ospita diverse scuole superiori: lo storico liceo "Girolamo Bagatta", fondato nel 1792, l'istituto tecnico commerciale "Luigi Bazoli" e l'istituto professionale commerciale "Marco Polo" (che nel 2001 sono state unite e nel 2003 sono state trasferite nella nuova sede di via Giotto), l'istituto alberghiero "Caterina de Medici", oltre al centro di formazione professionale "Giuseppe Zanardelli". Per questo è raggiunta da numerosi studenti provenienti dai comuni limitrofi. È presente inoltre l'Istituto Antoniano dei Padri Rogazionisti, scuola paritaria "Annibale Maria di Francia", con il Liceo scientifico sportivo e il liceo scienze umane economico-sociale.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del Teatro Alberti

Nel castello durante l'estate si tengono delle rappresentazioni teatrali ed eventi culturali all'aperto.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Vista di San Martino della Battaglia

Lo statuto comunale di Desenzano riconosce lo status di centri abitati a:

Inoltre riconosce i seguenti nuclei abitativi:

  • Calvata-Conta;
  • Colombare di Castiglione;
  • Grole;
  • Lavagnone;
  • Menasasso;
  • Montonale Alto;
  • Montonale Basso;
  • Porte Rosse;
  • San Pietro;
  • Vaccarolo;
  • Venga-Bertani.[35]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Un Irisbus Cityclass di Brescia Trasporti in piazza Cappelletti

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Desenzano si trovano le uscite Desenzano del Garda e Sirmione dell'Autostrada A4, la prima a sud-ovest dell'abitato, la seconda a San Martino della Battaglia, confinante col territorio di Sirmione. A breve distanza si trovano poi l'aeroporto di Verona Villafranca, a circa 25 km, e l'aeroporto di Brescia-Montichiari, a 15 km.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Treno in arrivo alla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda

Il territorio è attraversato dalla ferrovia Milano-Venezia sulla quale è ubicata la stazione ferroviaria di Desenzano del Garda-Sirmione servita da treni regionali e a lunga percorrenza.

Tra il 1909 e il 1969 operò anche una breve linea ferroviaria, denominata colloquialmente Maratona, che univa la stazione al porto e che era utilizzata per il trasporto delle merci destinate ai paesi che si affacciavano sul lago. Nel 1980, presso la banchina del parcheggio Maratona e allo scopo di ricordarne la precedente funzione di scalo ferroviario, venne posizionata la locomotiva FS 625.076, restaurata dalla squadra rialzo di Verona.[22]

Tra il 1911 e il 1935, presso il porto di Desenzano sorgeva inoltre la stazione terminale della linea tranviaria Desenzano-Castiglione, ramo della Brescia-Mantova-Ostiglia.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città di Desenzano è dotata di una rete di trasporti automobilistici urbani gestita da Brescia Trasporti.[36]

La città è inoltre servita da numerose fermate della direttrice interurbana Brescia-Verona.

Tra il 1926 e il 1932, la stazione, il porto e Rivoltella erano collegate tra loro da una linea filoviaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco Partito Coalizione Mandato Elezione Note
Inizio Fine
1 Pier Giuseppe Ramella PSI DC-PSI-PRI-PSDI 29 luglio 1985 6 luglio 1990 1985
2 Bruno Croveglia DC DC-PSI-PSDI 6 luglio 1990 14 marzo 1994 1990
- Camillo Andreana (Commissario) 14 marzo 1994 28 giugno 1994 -
Elezione diretta (dal 1994)
3 Massimo Rocca Ind Progressisti 28 giugno 1994 8 giugno 1998 1994 [37][38]
4 Felice Anelli FI Polo per le Libertà 8 giugno 1998 11 giugno 2002 1998 [39][40]
5 Fiorenzo Pienazza DS L'Ulivo 11 giugno 2002 12 giugno 2007 2002 [41][42]
(4) Felice Anelli FI Casa delle Libertà 12 giugno 2007 23 maggio 2012 2007 [43][44]
6 Rosa Leso PD PDCivica 23 maggio 2012 26 giugno 2017 2012 [45][46]
7 Guido Malinverno Ind FIFdILegaCiviche 26 giugno 2017 12 giugno 2022 2017 [47][48]
12 giugno 2022 in carica 2022

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto sportivo è il "Tre Stelle", formato da un campo da calcio, circondato da una pista per l'atletica leggera e affiancato da un campo di calcio a 5. La struttura ha una tribuna in grado di ospitare un migliaio di spettatori. È presente una piscina coperta, costituita da due vasche da 25 metri, e una vasca da 50 metri all'esterno, nelle quali il 13 marzo 1994, l'atleta russo Aleksandr Popov stabilì il record mondiale di velocità dei 50 m stile libero, con il tempo di 21,64 s, detenuto sino al 2008.[50] Presso questo centro sportivo si è allenato, quotidianamente in gioventù, l'atleta Marcell Jacobs, oro olimpico nei 100 metri piani e nella staffetta 4×100 metri a Tokyo 2020.

Desenzano ospita nel proprio porto la Fraglia Vela Desenzano; uno dei principali circoli velici nazionali in termini di vittorie in competizioni nazionali e internazionali e il principale circolo velico italiano per numero di iscritti juniores.[senza fonte]

Nel territorio desenzanese disputano le proprie partite interne tre squadre di calcio dilettantistiche: Calcio Desenzano, Desenzanese e San Martino. Quest'ultima ha sede nella frazione comunale di San Martino della Battaglia.

È presente anche una squadra di rugby a 15 dilettantisca: il Rugby Desenzano 2006 ASD. Essa milita in Serie C1: il quarto livello del campionato italiano di rugby a 15.

Eventi sportivi

Desenzano, come molti comuni del Garda è interessato dalla regata Centomiglia, organizzata dal Circolo Vela Gargnano.

A Desenzano si svolge una tappa del campionato delle bisse, gara remiera disputata con tradizionali imbarcazioni da voga alla veneta, organizzata dalla Lega Bisse del Garda. Si tiene tra giugno e agosto di ogni anno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Toponimi in dialetto bresciano.
  5. ^ Tabella climatica[collegamento interrotto].
  6. ^ LombardiaBeniCulturali - Comune di Desenzano del Garda (1859 - [1971]), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 marzo 2010.
  7. ^ LombardiaBeniCulturali - Comune di Rivoltella (1859 - 1926), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato l'8 marzo 2010.
  8. ^ Il comune si presenta (PDF), su comune.desenzano.brescia.it. URL consultato il 5 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2018).
  9. ^ a b c Mazza (2006), p. 286.
  10. ^ (EN) Prehistoric Pile dwellings around the Alps, su whc.unesco.org. URL consultato il 22 settembre 2011..
  11. ^ Mazza (2006), pp. 286-287.
  12. ^ a b c d e f g Mazza (2006), p. 287.
  13. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano (sec. XV - 1797), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  14. ^ Mazza (2006), pp. 287-288.
  15. ^ a b c d e Mazza (2006), p. 288.
  16. ^ Desenzano assaltata per fame dai valsabbini, su Brescia Genealogia, 8 aprile 2022. URL consultato l'8 aprile 2022.
  17. ^ a b LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano (1798 - 1815)), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  18. ^ a b c d e f g h Mazza (2006), p. 289.
  19. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano (1816 - 1859), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  20. ^ Ganzerla (2004), pp. 125-126 e p. 171.
  21. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano del Garda (1859 - 1971), su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  22. ^ a b Ganzerla (2004), pp. 164-168.
  23. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui. Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997, pp. 135-142.
  24. ^ Benedetti (1979), p. 55.
  25. ^ LombardiaBeniculturali - Comune di Desenzano del Garda (1859 - [1971], su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  26. ^ Rao 2009, p. 20.
  27. ^ Ganzerla (2004), pp. 168-171.
  28. ^ a b c Desenzano del Garda, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 17 ottobre 2022.
  29. ^ a b DESENZANO del Garda - Enciclopedia Bresciana, su www.enciclopediabresciana.it. URL consultato il 22 settembre 2023.
  30. ^ La Resistenza nella Provincia di Brescia | A.N.P.I. BRESCIA, su anpibrescia.it. URL consultato il 21 agosto 2017.
    «"Capo di tutte le forze tedesche è il famigerato maggiore Thaler, che si renderà responsabile anche dell’efferato eccidio, il 28 aprile, di 9 patrioti prigionieri a villa Fenaroli: Giuseppe Caravallo di Palermo, Giuseppe Malvezzi di Desenzano, Luigi Andreis di Rodengo, Giovanni Ceretti di Gussago, Carlo Lumini di Rodengo, Pietro Felappi di Cortenova (Bg), Giovanni Pezzotti di Rodengo, Angelo Franchini di Provezze, Enea Tiego di Borgo Polesine"»
  31. ^ Città di Desenzano del Garda, Palazzo Todeschini, su Città di Desenzano del Garda, 6 dicembre 2019. URL consultato il 22 settembre 2023.
  32. ^ La scelta di Angela pioniera del riscatto - L'Osservatore Romano, su www.osservatoreromano.va. URL consultato il 22 settembre 2023.
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ demo.istat.it, https://demo.istat.it/app/?i=P03&l=it.
  35. ^ Comune di Desenzano del Garda, Statuto comunale (PDF), su comune.desenzano.brescia.it. URL consultato il 31 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2020).
  36. ^ Brescia Mobilità - Dal 2 aprile servizio di trasporto pubblico a Desenzano del Garda, su bresciamobilita.it. URL consultato il 24 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2013).
  37. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni - Comunali del 12 giugno 1994 - Comune Desenzano del Garda, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  38. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - Amministratori Comunali - 31/12/1994 (ZIP), su amministratori.interno.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  39. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni - Comunali del 24 maggio 1998 - Comune Desenzano del Garda, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  40. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - Amministratori Comunali - 31/12/1998 (ZIP), su amministratori.interno.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  41. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni - Comunali del 26 maggio 2002 - Comune Desenzano del Garda, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  42. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - Amministratori Comunali - 31/12/2002 (ZIP), su amministratori.interno.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  43. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni - Comunali del 27 maggio 2007 - Comune Desenzano del Garda, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  44. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - Amministratori Comunali - 31/12/2007 (ZIP), su amministratori.interno.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  45. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni - Comunali del 6 maggio 2012 - Comune Desenzano del Garda, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  46. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - Amministratori Comunali - 31/12/2012 (ZIP), su amministratori.interno.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  47. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle elezioni - Comunali dell'11 giugno 2017 - Comune Desenzano del Garda, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  48. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali - Dati Storici, su amministratori.interno.it. URL consultato il 28 settembre 2017.
  49. ^ a b c d I Gemellaggi di Desenzano, su comune.desenzano.brescia.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2013).
  50. ^ Popov centra due record, in Corriere della Sera, 14 marzo 1994 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Benedetti, Desenzano dalla sponda del lago di Garda - storie e colori, Bornato, Sardini, 1979. ISBN non esistente
  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume II. Le colline e i laghi, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 286-290. ISBN non esistente.
  • Giancarlo Ganzerla, Binari sul Garda - Dalla Ferdinandea al tram: tra cronaca e storia, Associazione di Studi Storici Carlo Brusa, 2004, pp. 164-168, ISBN 88-7385-633-0.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Rao, Reparto Sperimentale Alta Velocità, in Aeronautica, Nr.2, Roma, Associazione Arma Aeronautica (AAA), Febbraio 2009 (Anno LIV), ISSN 0391-7630 (WC · ACNP).

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN146217411 · WorldCat Identities (ENlccn-n85222251
  Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia