Cultura di Polada

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Ceramica

La cultura di Polada (2200-1600 a.C. circa[1][2]) è il nome con cui ci si riferisce ad una cultura dell'età del bronzo antica, diffusa in gran parte dell'Italia settentrionale.

Il nome deriva dalla località di Polada, nel territorio del comune di Lonato del Garda, dove negli anni tra il 1870 e il 1875 si ebbero i primi ritrovamenti attribuiti a questa cultura in seguito a lavori di bonifica in una torbiera. Altre stazioni importanti si ritrovano nell'area tra Mantova e il Lago di Garda e il lago di Pusiano.

Collana
Tavoletta enigmatica o Brotlaibidole

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

La cultura di Polada viene solitamente assegnata al periodo che va dal 2200 al 1500 a.C. circa, o al 2400-1400 a.C. circa per A.F. Harding (2000)[3]; David-Elbiali & David (2009) ne limita la cronologia tra il 2200 e il 1750 a.C. circa[4].

Le cosiddette tavolette enigmatiche o Brotlaibidole, trovate a Polada e nel Lago di Ledro, sono datate al periodo più recente della prima età del bronzo nel sud delle Alpi e vengono correlate alla cultura di Polada. Secondo la cronologia proposta da Renato Perini, corrispondono al Bronzo Antico II e Bronzo Antico III (contesto Polada-B). Questi oggetti di argilla possono essere datati in Italia ad un periodo che va dal 2050 a.C. (Polada B, Lavagnone 2) al 1400/1300 a.C. (Lavagnone, dell'Isolone di Mincio)[5].

Nel sistema cronologico di Paul Reinecke, la cultura Polada è inclusa nell'età del bronzo BzA2 a BzC2, ma secondo David-Elbiali & David (2009) solo nel BzA1a, BzA1b e BzA2a, cioè nelle prime fasi dell'antica età del bronzo.

L'insediamento di Lavagnone 1 è assegnato a 2080/2050 a.C., Lavagnone 2 esistette per 65 anni (dal 2050 al 1991/1985 aC) e Lavagnone 3 a partire dal 1984 a.C..

Venne succeduta nella media età del bronzo dalla facies delle palafitte e degli abitati arginati.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono alcuni punti in comune con la precedente cultura del vaso campaniforme tra cui l'uso dell'arco e una certa maestria nella metallurgia[6]. Secondo Barfield la comparsa della facies di Polada è da collegare a movimenti di popolazioni provenienti dalla Germania meridionale e dalla Svizzera[7].

Contemporaneamente alla cultura di Polada, le seguenti culture erano diffuse nell'arco alpino:

Secondo Bernard Sergent[8], l'origine della famiglia linguistica ligure - a suo parere imparentata alla lontana con quella celtica e quella italica - sarebbe da ricercare nella cultura di Polada e in quella del Rodano (prima età del bronzo), emanazioni meridionali della cultura di Unetice[9].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei siti attribuibili a questa cultura sono stati scoperti intorno al lago di Garda, tra Lombardia orientale, Trentino e Veneto occidentale e intorno ai lago di Viverone e al lago Maggiore in Piemonte.

Influenze poladiane si riscontrano anche nelle culture della prima età del bronzo della Liguria, della Romagna[10], della Corsica[11] e della Sardegna (cultura di Bonnanaro).

Insediamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di un insediamento poladiano su palafitta

Gli insediamenti in zona di laghetti e paludi intermorenici sono a palafitte appoggiate su "bonifiche"[12] di tronchi orizzontali, disposti in piattaforma stratificata o cassonata. Avevano un'estensione abbastanza contenuta, circa un ettaro, e una popolazione che si aggirava fra i 200 e i 300 individui per villaggio.

Aratro
Punte di freccia in selce per cacciare, ma anche per uso bellico

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia delle genti poladiane era basata sull'allevamento, la caccia, l'agricoltura, la pesca e la raccolta in larga scala di frutti di bosco.

In un sito di questa cultura, presso Solferino, è stato rinvenuto il più antico esempio di cavallo addomesticato in Italia[13].

Cultura materiale[modifica | modifica wikitesto]

Se la ceramica è di impasto ancora grossolano, le altre attività umane crescono e si sviluppano: industria litica, in osso e corno, legno, metalli. Gli strumenti e le armi in bronzo mostrano somiglianze con quelli della cultura di Unetice e di altri gruppi del nord delle Alpi[1] tra cui il gruppo di Singen e quello di Straubing.

Siti principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Polada
  • Alba Via Bubbio (Alessandria)
  • Arbedo Castione nel Canton Ticino
  • Bande di Cavriana Scavo (Mantova)
  • Barche di Solferino (Solferino)
  • Canàr I (Rovigo)
  • Castello Valsoda (Como)
  • Castione dei Marchesi (Parma)
  • Fiavé 3 (Trento)
  • La Quercia di Lazise
  • Lago di Ledro
  • Lavagnone 4, Lavagnone 3/A und Lavagnone 2/A
  • Lucone D
  • Palude Brabbia (Varese)
  • Remedello Sopra (Brescia)
  • Romagnono (Trento)
  • Saint-Martin de Corléans (Aosta)
  • Savignano (Modena)
  • Sorbara di Asola (Mantova)
  • Torbole (Brescia)
  • Vela di Valbusa (Trento)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Encyclopedic Dictionary of Archaeology - Barbara Ann Kipfer pg.446
  2. ^ Enciclopedia Treccani - Lombardia
  3. ^ Harding, A. F., European Societies in the Bronze Age, Cambridge, Cambridge University Press, 2000, ISBN 0-521-36477-9.
  4. ^ Template:Citation/core
  5. ^ Template:Citation/core
  6. ^ An Early History of Horsemanship pg.129
  7. ^ Anna Maria Bietti Sestieri, p.21
  8. ^ Bernard Sergent, p.416
  9. ^ Claudio Beretta, I nomi dei fiumi, dei monti, dei siti: strutture linguistiche preistoriche p.135
  10. ^ Anna Maria Bietti Sestieri, Protostoria
  11. ^ Françoise Lorenzi, Les influences italiques dans la céramique de l'Age du Bronze de la Corse
  12. ^ Una "bonifica" è una palafitta costruita in sponda allo specchio o corso d'acqua, su un impalcato appoggiato al terreno con tronchi infissi nel limo per consolidarlo (vedi immagine sul sito Tragol.it), differente da una vera e propria palafitta "aerea", costruita su impalcature aeree sospese sopra il pelo dell'acqua.
  13. ^ An Early History of Horsemanship pg.129

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Bietti Sestieri, L'Italia nell'età del bronzo e del ferro : dalle palafitte a Romolo (2200-700 a.C.). with CD-ROM. Rome: Carocci. 2010. ISBN 9788843052073.
  • L. Barfield, Northern Italy Before Rome. London, Thames and Hudson, 1971
  • B. Barich, "Il complesso industriale della stazione di Polada alla luce dei più recenti dati", Bullettino di Paletnologia Italiana, 80, 22 (1971): 77-182.
  • Gianna G. Buti e Giacomo Devoto, Preistoria e storia delle regioni d'Italia, Sansoni Università, 1974
  • John M. Coles, A. F. Harding, The bronze age in Europe: an introduction to the prehistory of Europe, c. 2000-700 BC, Taylor & Francis, 1979 - ISBN 0-416-70650-9
  • L. Fasani, "L'età del Bronzo", in Veneto nell'antichità, Preistoria e Protostoria, Verona 1984.
  • R. Peroni, L'età del bronzo nella penisola italiana I. L'antica età del bronzo, Firenze, Olschki, 1971
  • Bernard Sergent, Les Indo-Européens. Histoire, langues, mythes, Paris, Payot, 1995, ISBN 2-228-88956-3.

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