Nago-Torbole

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Nago-Torbole
comune
Nago-Torbole – Stemma
Nago-Torbole – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoGianni Morandi (lista civica) dall'11-5-2015
Territorio
Coordinate45°52′33″N 10°53′28″E / 45.875833°N 10.891111°E45.875833; 10.891111 (Nago-Torbole)Coordinate: 45°52′33″N 10°53′28″E / 45.875833°N 10.891111°E45.875833; 10.891111 (Nago-Torbole)
Altitudine64 m s.l.m.
Superficie28,39 km²
Acque interne8,21 km² (28,92%)
Abitanti2 840[1] (30-4-2019)
Densità100,04 ab./km²
FrazioniNago, Tempesta, Torbole (sede comunale)
Comuni confinantiArco, Brentonico, Ledro, Malcesine (VR), Mori, Riva del Garda
Altre informazioni
Cod. postale38060, 38069
Prefisso0464
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022124
Cod. catastaleF835
TargaTN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 276 GG[2]
Nome abitantitorbolani, naghesi
Patronosant'Andrea (Torbole), san Vigilio (Nago)
Giorno festivo30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nago-Torbole
Nago-Torbole
Nago-Torbole – Mappa
Posizione del comune di Nago-Torbole
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Nago-Torbole (Nach e Tùrbule in dialetto gardesano; Nach e Tórbol in dialetto trentino) è un comune italiano sparso di 2 840 abitanti della provincia autonoma di Trento. Il suo territorio si estende dai 63 metri sul livello del mare fino ai 2 078 metri della cima del monte Altissimo di Nago.[3] Fa parte della Comunità Alto Garda e Ledro.

Prende il nome dai due principali centri abitati che lo compongono, molto vicini e di dimensioni simili: Nago (222 m s.l.m), che si trova alle pendici del Monte Altissimo, e Torbole (sede municipale) in riva al lago di Garda.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nago-Torbole comprende la zona nord-orientale del lago di Garda e arriva sino alla foce del fiume Sarca, suo principale immissario. Ad est si eleva la catena del Monte Baldo, con il Monte Altissimo di Nago. Nell'entroterra a nord si estende una piana di circa 7 chilometri che arriva sino al territorio di Arco.[3]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla protezione delle montagne alle spalle e l'azione termoregolatrice del lago, l'intera piana gode di un microclima di tipo mediterraneo. In questo territorio sono possibili colture che a parità di latitudine in altre aree non sono realizzabili, in particolare quella dell'ulivo.[4]

Venti[modifica | modifica wikitesto]

I venti del lago di Garda, nella zona di Nago-Torbole, influenzano notevolmente l'attività turistica. Dalla seconda metà del XX secolo queste condizioni richiamano gli appassionati di windsurf attirati dai venti della zona, presenti tutti i giorni dell'anno. Questi venti, che riguardano anche la zona di Riva del Garda, sono[5]:

Òra.

È il vento più costante e famoso. Proviene da sud e la sua velocità va dai 10 ai 12 metri al secondo. Si tratta di un vento pomeridiano.

Vent Paesàm.

Anch'esso un vento permanente e costante. Proviene da nord ed ha un'intensità solitamente minore dell'Òra. È un vento notturno e antimeridiano. Con questo vento spesso si genera un effetto denominato "Peler". Mentre le onde, create dall'Òra, si dirigono verso nord, queste vengono pelate dal Vent Paesam che va verso sud. Erroneamente viene chiamato Peler il Vent Paesam.

Ponale.

È un vento particolarmente forte, tuttavia piuttosto raro. Solitamente è preannunciatore di ingenti manifestazioni temporalesche. Proviene dalla Valle di Ledro.

Balinòt.

Vento molto forte. Spira di solito in inverno e proviene dal monte Ballino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Riscontri sulla presenza umana si hanno già dal Neolitico (nella zona del Baldo e di Nago). Anche per l'età del bronzo e le epoche protostoriche e storiche la presenza di insediamenti è confermata sulla rupe di castel Penede a Nago, in posizione strategica distrutto dalle truppe francesi di Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme nel 1703.[6]

Si narra che Dante Alighieri abbia composto questi versi a Nago presso la rupe di castel Penede[6]:

«Suso in Italia bella giace un laco,
a piè dell'Alpe che serra Lamagna
sopra Tiralli, ch'ha nome Benàco.»

(Dante - Divina Commedia - Canto XX Inferno)

Dall'XI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Torbole

Un primo atto ufficiale che riguarda la comunità risale al 1041 quando ebbe luogo una disputa per i confini col vicino centro di Mori. In tempi successivi vennero adottati gli Statuti et Ordini che rimasero operativi fino al XVII secolo. Il territorio di Nago-Torbole, che dall'XI secolo faceva parte del Principato vescovile di Trento, fu conquistato militarmente dai veneziani nel 1439 durante le guerre di Lombardia. In quell'anno la Serenissima fece arrivare un'intera flotta formata da venticinque barconi e sei galere con un'impresa chiamata Galeas per montes. Le navi partirono dal mare Adriatico, risalirono il fiume Adige e giunsero al porto fluviale di Ravazzone. Da qui, a forza di braccia e di buoi transitarono per Mori poi seguirono il corso del rio Cameras fino a raggiungere le acque del lago di Loppio. Superarono anche il passo San Giovanni poi discesero per la Bocca di Nago attraverso la valle di Santa Lucia e furono calate nel lago di Garda vicino a Torbole. Un'impresa gigantesca che rimase nella storia della marineria veneziana per la quale furono utilizzati circa duemila buoi e costò quindicimila ducati. Dopo un primo insuccesso nel 1439, nell'aprile del 1440 la piccola flotta della repubblica della Serenissima sconfisse la flotta viscontea guidata da Taliano Furlano riuscendo a conquistare Riva del Garda. La dominazione veneta durò fino al 1509 quando Nago-Torbole tornò al principato vescovile di Trento.[6]

Dopo l'invasione napoleonica nel 1796 e brevi appartenenze al Regno di Baviera e al Regno d'Italia Nago-Torbole come tutto il Trentino fu inglobato nell'Impero austriaco.

Dal XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nago-Torbole, come gli altri paesi della zona, fu completamente evacuato durante la prima guerra mondiale perché si trovava sulla linea del fronte. Nel 1919 entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel 1929 il comune venne annesso forzosamente dal fascismo al comune di Riva del Garda poi, nel 1957, il comune viene ricostituito in seguito ad un referendum popolare (Censimento 1951: pop. res. 1868).[7]

Durante la seconda guerra mondiale fu annesso alla zona d'operazioni delle Prealpi, assieme a tutta la regione Trentino-Alto Adige e alla provincia di Belluno, e nella ancora non ancora ultimata galleria Adige-Garda si allestirono le officine della Caproni che produssero dalla tarda primavera del 1944 parti di aereo per la Messerschmitt AG destinati alla Luftwaffe. Qui si prepararono le Wunderwaffen come la Me 163, Me 262, la Fieseler Fi 103 e l'A4, queste ultime meglio note come V1 e V2.[8]

Dopo il 1958, con la ritrovata autonomia comunale, sul piano sociale ed economico avvenne un mutamento radicale che portò all'abbandono dell'agricoltura tradizionale e della pesca e la trasformazione in area a vocazione turistica.

Nel 1980 il windsurf rilanciò economicamente Torbole con l'organizzazione del campionato mondiale. Tale esperienza si è ripetuta poi nel tempo ed ha indotto sensibili mutamenti nella gestione del territorio.[9]

Il territorio di Nago è stato valorizzato dall'introduzione di numerosi percorsi per mountain bike e per l'arrampicata.[10]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Vigilio. Parrocchiale di Nago, nell'omonima via, una delle arterie principali del paese. La costruzione risale alla fine del XVI secolo (in epoca madruzziana), ma il primo luogo di culto risale probabilmente all'epoca paleocristiana. È nominata per la prima volta nel 1203, in un documento relativo ad una diatriba tra gli abitanti di Nago e il vescovo di Trento Corrado II di Beseno. Viene definita chiesa collegiata quindi importante nel territorio. Durante la visita pastorale del 1536 gli inviati vescovili invitano gli abitanti del paese a ricostruire la chiesa e i lavori terminarono nel 1599. Venne cambiato l'orientamento della navata, con l'abside ad ovest e l'entrata ad est, contrariamente alla tradizione. L'interno è sobrio, con altari di marmo settecenteschi. Oltre all'altare maggiore vi sono quelli dedicati a Santo Stefano, alla Vergine del Rosario, a Santa Teresa di Lisieux (un tempo intitolato all'Immacolata Concezione) e a Sant'Antonio di Padova. Quest'ultimo ospita una pala di Bortolo Tomasini raffigurante il santo assieme alla Vergine e al Bambino. Dopo la seconda guerra mondiale, considerato l'alto numero di fedeli, l'edificio venne ampliato con la costruzione del transetto ed assunse la forma a croce latina.[3]
  • Chiesa della Santissima Trinità fu costruita nel XVII secolo ed era la sede di una confraternita. Al suo interno sono conservati l'altare maggiore, costruito in marmo, sul quale è collocata una pregevole scultura lignea raffigurante la Trinità, opera di uno scultore tirolese del XV secolo. Gli altari laterali, presentanti ancona lignea seicentesca e antependio marmoreo dei primi anni del secolo successivo, sono dedicati a San Carlo Borromeo e San Francesco d'Assisi, raffigurati in due pale seicentesche. Sulla cimasa del primo dei due è collocato lo stemma della nobile famiglia dei Tonelli, molto munifica nei confronti nella chiesa. Nella chiesa è presente anche un dipinto del XIX secolo raffigurante la Madonna dell'Aiuto.
  • Chiesa di San Rocco. Piccola chiesa sussidiaria all'estremità est del centro abitato.[3]
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, patrono dei pescatori, si trova sopra l'abitato di Torbole. La prima citazione storica riferita ad una cappella di Sant'Andrea in questa località è in un documento del 1175, ed in seguito viene ricordata in un documento del 1183 da Papa Lucio III. Fu ricostruita in stile tardo barocco dopo la devastazione delle truppe francesi del 1703, ma furono recuperati elementi architettonici precedenti (come dimostrano le date 1496 e 1512 scolpite sul basamento dei due archi di pietra del transetto). La pala dell'abside raffigura il Martirio di S.Andrea, di Giambettino Cignaroli. Le varie figure del dipinto, precise e realistiche, pare siano state realizzate prendendo come modelli diversi popolani di Torbole. Nelle due navate laterali hanno sede due statue lignee, di S. Giuseppe e della cosiddetta Madonna Romani (dal nome del benefattore che la donò).[3]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • I forti austro-ungarici di Nago sono forse i meglio conservati del Trentino, e ospitano il museo comunale. La storia di queste fortificazioni cominciòil 21 dicembre del 1859 quando fu approvato il progetto di costruzione del forte alto di Nago da parte del Ministero a Vienna. La costruzione (sotto l'Ufficio del Genio Militare di Riva) si articolò fra il 1º giugno del 1860 e il 5 gennaio del 1861. Il collaudo avvenne nel 1863.
  • Il forte di Nago appartiene alla "prima generazione" (come, per esempio, il forte San Nicolò a Riva), in pietra ben lavorata con materiale reperito in zona (giallo di Mori per il forte superiore e rosa per quello inferiore). Era composto da due casematte poste di traverso alla strada che fu sbarrata con un portone.
  • I ruderi di Castel Penede, sottoposti a vari restauri dagli anni novanta, si trovano in posizione strategica, proprio sopra i due paesi. Ricostruito intorno al 1200 su sedimenti neolitici e poi romani e celtici, fu feudo dei Conti di Arco e fu a lungo conteso nelle guerre tra guelfi e ghibellini. Nel 1438 fu espugnato dalle truppe del Gattamelata. Nel 1703 fu saccheggiato e dato alle fiamme dalla truppe francesi di Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Vista della Valletta di S. Lucia

«Celebre particolarità di Nago sono i pozzi glaciali ("Marmitte dei giganti") che si accompagnano a una didattica serie di altri monumenti glaciali (salto glaciale, rocce montonate, striate, lisciate ecc.). Un gruppo di pozzi glaciali è visitabile sotto il paese presso la strada statale e con partenza dalla stessa. Altro gruppo lungo la strada della Maza, a un chilometro circa da Nago. Alcune di esse furono illustrate da Antonio Stoppani (e poi studiate da G.B. Trener, 1899): "Da dodici a quattordici, parecchie delle quali colossali e veramente stupende, si scoprirono sullo sperone del monte che sorge tra la Sarca e il forte di Nago...»

  • Valletta di Santa Lucia. Collegava con l'antica strada romana attiva fino ai primi del Settecento la valle dell'Adige con il lago di Garda. Si snoda in un oliveto centenario. Il valico che la valletta porta alle rive del nord del lago di Garda, è stato teatro della discese le galee veneziane nella famosa impresa compiuta dalla Serenissima. Lungo il suo percorso la vista domina l'intero lago di Garda, fino a Sirmione.
  • Sentiero Busatte Tempesta, percorso naturalistico di recente costruzione, a balcone sul lago di Garda, che collega Torbole alla sua frazione Tempesta, antico confine fra Austria e Italia. La passeggiata è lunga 4 km, e procede a mezza costa del Monte Baldo a picco sul lago, superando due costoni, il "Corno di Bò" e il "Salt de la Cavra". Non è percorribile però in mountain bike. Il tempo di percorrenza a piedi è di circa un'ora e 15 minuti.
  • Olif de la Gort, ulivo storico nella zona di Nago che si potrebbe definire un monumento naturale (assieme ad un altro, chiamato Olif de Bòtes, che si trova nel comune di Arco). Questo esemplare di ulivo si avvicina al millennio di età e viene citato da studi di settore.[11][12]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Spiaggia, lungolago e ciclo-pedonale. Tutto il territorio comunale confinante con il lago è di proprietà pubblica. La spiaggia, il lungolago e la ciclo-pedonale costiera sono stati totalmente ricostruiti e ampliati tra il 1995 e il 2000, con la costruzione anche di un nuovo ponte ciclo-pedonale sul fiume Sarca e di una passerella a sbalzo sul lago, che collega Torbole con Riva del Garda. È possibile, a piedi o in bicicletta, percorrere l'intero Alto Garda trentino, partendo dalla zona est di Torbole fino alla zona ovest di Riva del Garda, costeggiando il lago. All'altezza del Sarca, sulla ciclabile che costeggia il fiume, è possibile raggiungere anche la vicina cittadina di Arco.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Targa sulla casa dove Goethe soggiornò il 12 settembre 1786.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

La presenza a Torbole di numerosi artisti e lettarati è documentata e ricordata.[13] Johann Wolfgang von Goethe arrivò il 12 settembre 1786 e alloggiò presso l'osteria alla Rosa della famiglia Alberti, dove soggiornò e scrisse sia parte dell'Iphigenia che alcune pagine del suo Diario italiano (Italienisches Tagebuch) il 12 e 13 settembre del 1786. Il 12 settembre annotò:

«Con che ardente desiderio vorrei che i miei amici si trovassero un momento qui con me, per poter gioire della vista che mi sta innanzi! Per questa sera, mi sarei già potuto trovare a Verona; ma a pochi passi da me c'era questo maestoso spettacolo della natura, questo delizioso quadro che è il Lago di Garda, ed io non ho voluto rinunciare; così mi trovo splendidamente compensato di avere allungato il cammino. Son partito da Rovereto dopo le cinque, prendendo per una valle laterale, che versa le sue acque ancora nell'Adige. Arrivati alla sommità, si presenta in basso un ciglione scosceso e maestoso, che si valica per poi scendere fino al lago.»

(J. W. Goethe.)
Torbole vista
dagli artisti
che vi si ispirarono

A partire del XIX secolo Torbole fece parte del Grand Tour[14] quindi fu frequentata da molti pittori ed artisti (per lo più germanofoni) attratti dalle opere di Goethe. Il pittore berlinese Hans Lietzmann vi si trasferì nel 1899, vi aprì una scuola e qui morì.[15]

Molti pittori scelsero il paesaggio di Torbole per le loro opere, come:[16]: Hermann von Kaulbach e Peder Mørk Mønsted.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione gastronomica locale si basa su alcuni elementi tipici della cucina trentina che in questo caso subisce l'influso della vicinanza al lago di Garda. Non ci sono piatti esclusivi locali quindi, ma un insieme di materie prime e preparazioni che si trovano in molte località limitrofe come la polenta, la selvaggina, pesci come la trota, il luccio, il coregone e il persico. In cucina sono impiegati l'olio prodotto dagli uliveti del Garda e la frutta come i fichi, le prugne, le pesche e le mele. Di Torbole si ricorda inoltre un broccolo piuttosto apprezzato divenuto presidio slow food.[17] Vengono cucinati quindi piatti come i bigoi co le aole (spaghettini con sardelle, preparati anche durante il carnevale di Torbole, la Sbigolada), i zisam (sardelle di lago e cipolle), la torta de fregoloti (a base di pasta frolla e mandorle), il brocol de Torbole e la fugasa de molche un dolce con fichi secchi, pinoli e noci (simile allo zelten) con l'aggiunta di sansa di olive

La sansa d'olive in dialetto "molche" è il residuo denocciolato della lavorazione delle olive dopo aver estratto l'olio extravergine. Dagli anni ottanta una continua diminuzione delle aole (sardelle) ha fatto inevitabilmente sparire tutte le ricette originali ed il pesce è stato sostituito con le più pregiate sardene che sono un tipo di agone

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Garda Jazz Festival è una rassegna di musica Jazz che coinvolge vari centri del trentino gardesano come Nago-Torbole, Arco, Drena, Riva del Garda, Dro e Tenno nato nel 2000. La collaborazione con alcuni locali e pub per la realizzazione dei Jazz Café è divenuta una tradizione e coinvolge musicisti provenienti dal tutto il Nord Italia.[18][19]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A lungo l'economia è stata legata all'agricoltura ed alla pesca. In particolare l'intera zona comunale e tutte le vicine aree di altri comunità sono state influenzate dal clima gardesano. Qui la coltivazione dell'ulivo è presente e documentata almeno dal I secolo e la produzione di olio di oliva ha rivestito enorme importanza.[20]

A partire dagli anni venti la zona iniziò ad attrarre sempre più turisti e nel secondo dopoguerra avvennero i mutamenti più radicali col progressivo abbandono di parte dell'agricoltura tradizionale e della pesca unito al contemporaneo sviluppo dell'attività turistica. Sono ancora presenti attività legate all'artigianato.[21][22]

Torbole è dagli ultimi decenni del XX secolo apprezzata per la balneazione e per gli sport d'acqua. Grazie al vento forte e costante è meta dei cultori della vela.

Attorno a Nago sono disponibili tracciati per mountain bike e pareti per l'arrampicata, oltre ai normali tracciati escursionistici sul Monte Baldo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 249 Gardesana Orientale diretta ad ovest costeggia il lago e congiunge Torbole con Riva del Garda diviso dal monte Brione, mentre a sud collega il capoluogo comunale con la provincia di Verona e dunque con il Veneto, nel comune di Malcesine con il quale confina (distante una quindicina di km).

La strada statale 240 di Loppio e di Val di Ledro è un'altra importante arteria che collega Torbole ad est fino al comune di Mori, alla Vallagarina e dunque all'autostrada A22 del Brennero.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Windsurf e vela[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo porto del Circolo Vela Torbole e del Circolo Surf Torbole.
  • Circolo Vela Torbole, nato nel 1964 ed è uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo. Le sue regate ospitano campioni e squadre di livello internazionale.
  • Circolo Surf Torbole,[23] fondato nel 1979, conta tra i soci anche la campionessa olimpionica Alessandra Sensini. Tra le manifestazioni nazionali ed internazionali ospitate, si ricordano tre edizioni dei mondiali (1988, 1992 e 2006).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[24]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 maggio 2015 è stato rinnovato il Consiglio Comunale. L'amministrazione è guidata dal sindaco Gianni Morandi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ a b c d e f Aldo Gorfer, pp. 320-325.
  4. ^ I paesaggi agricoli del Trentino - L'olivicoltura, su paesaggideltrentino.it. URL consultato il 2 agosto 2020.
  5. ^ I principali venti del Lago di Garda che influenzano il clima e il meteo della zona del lago, su tuttogarda.it. URL consultato il 31 luglio 2020.
  6. ^ a b c La storia di Nago Torbole, su comune.nago-torbole.tn.it. URL consultato il 31 luglio 2020.
  7. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  8. ^ Giorgio Danilo Cocconcelli: Tunnel factories. Le officine aeronautiche Caproni e FIAT nell’Alto Garda 1943-1945 pp. 202-243
  9. ^ Windsurf olimpico, Mondiale a Torbole, su ansa.it, ANSA. URL consultato il 1° agosto 2020.
  10. ^ Campionato Mondiale Giovanile di Arrampicata, su gardatrentino.it. URL consultato il 1° agosto 2020.
  11. ^ Due olivi ad Arco e Nago hanno almeno 900 anni: L'«Olif de Bòtes» sulla strada per Padaro, l'«Olif de la Gort» invece è a Nago, su ladige.it. URL consultato il 2 agosto 2020.
  12. ^ OLIVICOLTURA TRENTINA Ricerca e sperimentazione tra produzione di qualità e tutela del paesaggio, su issuu.com, Fondazione Edmund Mach, p. 26. URL consultato il 2 agosto 2020.
  13. ^ L’avventura gardesana di Goethe, su gardanotizie.it. URL consultato il 31 luglio 2020.
  14. ^ Il Garda raccontato dai grandi della letteratura, su culturaitalia.it, Ministero per i beni e le attività culturali (MiBAC). URL consultato il 1° agosto 2020.
    «Nel 1786 Goethe si ferma a Torbole e Malcesine. La vocazione turistica di Torbole affonda le sue radici già nel secolo XV, quando diviene mèta dei viaggiatori che transitano sulla strada atesina di Germania e Italia».
  15. ^ Hans Lietzmann (Berlino, 1872 - Torbole, 1955), su cultura.trentino.it. URL consultato il 31 luglio 2020.
  16. ^ Per vedere alcune opere di questi artisti Archiviato il 10 maggio 2012 in Internet Archive.
  17. ^ Broccolo di Torbole: iniziata la raccolta, su trentinoagricoltura.it, 29 novembre 2017. URL consultato il 1° agosto 2020.
  18. ^ Garda Jazz Festival, su gardajazz.com, 2020. URL consultato il 3 agosto 2020.
  19. ^ Garda Jazz Festival 2020, su cultura.trentino.it, 2020. URL consultato il 3 agosto 2020.
  20. ^ Olio del Garda Trento Dop: protagonista della cucina dell'Alto Garda, su tuttogarda.it. URL consultato il 2 agosto 2020.
  21. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 16.
  22. ^ Torbole, su trentino.com. URL consultato il 1° agosto 2020.
  23. ^ Windsurf, Kitesurf e SUP nel comune di Nago – Torbole, su circolosurftorbole.com. URL consultato il 31 luglio 2020.
  24. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Gorfer, Le valli del Trentino-Trentino occidentale, Calliano (Trento), Manfrini, 1975, ISBN 978-88-7024-118-1.
  • Johann Wolfgang von Goethe, Italienisches Tagebuch, tr. it. a cura di Roberto Venuti, Diari e lettere dall'Italia: 1786-1788, Roma, Artemide, 2002. ISBN 88-86291-35-3
  • Eugenio Cipriani, In mountain bike sui monti dell'alto Garda: 29 itinerari da: Bardolino-Garda-Torri del Benaco-Brenzone-Malcesine-Nago-Torbole-Arco-Sarche-Riva-Ledro-Limone-Tremosine, Verona, Cierre, 1991. ISBN 88-85923-23-2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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