Moena

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Moena
comune
Moena – Stemma Moena – Bandiera
Moena – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Sindaco Riccardo Franceschetti (lista civica) dal 09/05/2005
Territorio
Coordinate 46°23′00″N 11°40′00″E / 46.383333°N 11.666667°E46.383333; 11.666667 (Moena)Coordinate: 46°23′00″N 11°40′00″E / 46.383333°N 11.666667°E46.383333; 11.666667 (Moena)
Altitudine 1.184 m s.l.m.
Superficie 82 km²
Abitanti 2 723[1] (30-04-2011)
Densità 33,21 ab./km²
Frazioni Forno, Medil, San Pellegrino, Penia, Someda, Sorte
Comuni confinanti Falcade (BL), Nova Levante (BZ), Pozza di Fassa, Predazzo, Soraga, Tonadico, Vigo di Fassa
Altre informazioni
Cod. postale 38035
Prefisso 0462
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022118
Cod. catastale F263
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 238 GG[2]
Nome abitanti moenesi
Patrono san Vigilio
Giorno festivo 26 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Moena
Sito istituzionale

Moena (Moena in ladino) è un comune italiano di 2.723 abitanti della provincia di Trento.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Moena è sita in una conca tra le Dolomiti. È coronata dai gruppo dolomitico del Catinaccio, del Monzoni e del Latemar.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dal 1318 il paese è aggregato alla Magnifica Comunità di Fiemme.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Vigilio[modifica | modifica sorgente]

Ricordata fin dal 1034, venne ufficialmente consacrata nel 1164, per poi essere ricostruita in stile gotico nel 1533. Nel '600 fu rimaneggiato il presbiterio e costruita la cappella del Carmine. L'aspetto attuale risale invece al 1929, su progetto dell'architetto Giovanni Tiella di Rovereto, che conservò la parte gotica e la primitiva abside che formano l'attuale presbiterio. Sia dall'interno che dall'esterno si nota l'antica abside gotica e la nuova costruzione articolata in una serie di cappelle laterali con archi a tutto sesto. L'interno è a tre navate. Gli affreschi in stile liberty nel presbiterio sono di Carlo Donati (1931). Sulla sinistra il ritratto a fresco del parroco Giovanni Iori e sulla destra il grande crocifisso ligneo di Cirillo Dellantonio, artista che ha lasciato nella chiesa l'impronta della sua versatilità. Suoi infatti sono i disegni delle vetrate, i pannelli in legno dei portali, i simboli degli Evangelisti sul portale laterale e l'Annunciazione in granito su quello principale. La pala di San Vigilio è di Valentino Rovisi. Un'altra pala del Rovisi si trova sopra il portale principale e rappresenta la consacrazione della chiesa ad opera del Beato Adalpreto. Oltre a due tele raffiguranti sant'Antonio e l'Ultima Cena, il discepolo del Tiepolo ha lasciato anche un affresco sulla volta della cappella del Carmine. Sovrasta l'abitato la chiesa di San Vigilio, dal campanile gotico, al suo interno si trovano diverse opere del pittore moenese Valentino Rovisi, della scuola del Tiepolo.

Accanto l'antichissima chiesetta di San Volfango (1025) con affreschi del XV secolo e un pregevole soffitto barocco in legno, opera del moenese Giovanni Guadagnini (XVII secolo).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Dati aggiornati al Censimento Generale della Popolazione 2011[4]:

  • madrelingua ladina 78.8 %
  • madrelingua italiana 22,2%

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Moena è il più popolato paese della Val di Fassa, in Trentino.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori del soppresso comune di Forno.[5]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'attività economica del paese è passata, lungo la sua storia più recente a partire dagli inizi del Novecento, dall'agricoltura al turismo.

In passato, parte dell'economia locale era legata all'allevamento suino: nel folklore locale si ricordano ancora gli ottimi maiali allevati in questo comune, che danno ai moenesi il soprannome di "porcié" (porcelli), che segue la tradizione delle valli di Fiemme e Fassa di dare un soprannome specifico agli abitanti dei vari paesi.[non chiaro]

Oggi il comune ha una forte vocazione turistica per la quale ha investito in impianti sciistici ha predisposto sentieri attrezzati per godere la bellezza del paesaggio. Per l'attenzione per il turismo sostenibile e la mobilità dolce, il comune di Moena fa parte della cooperazione delle Perle delle Alpi.[6]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il paese ospita il Centro Addestramento Alpino, scuola alpina della Polizia di Stato.

La cultura, le tradizioni e l'amore per la lingua del piccolo centro sono molto forti, e vengono tutelate dall'Istituto Culturale Ladino, che si occupa di conservare al meglio gli usi e costumi di Moena e degli altri sei comuni della Valle di Fassa.

Persone legate a Moena[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

La gestione esemplare delle politiche ambientali del Comune è considerata un caso di studio, in quanto sono stati raggiunti obiettivi ambiziosi in tema di gestione degli edifici pubblici, dell'energia, del territorio, del ciclo delle acque e della viabilità.[senza fonte]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La parrocchia di Moena è gemellata dai primi anni '70 con la parrocchia di San Mauro Pascoli, Forlì.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Moena è una località turistica invernale, nota soprattutto per lo sci di fondo e lo sci da discesa (fa parte infatti del comprensorio sciistico Trevalli), nonché storico punto di partenza della Marcialonga, la più importante manifestazione fondistica italiana[senza fonte] che vede ogni anno la partecipazione di migliaia di sportivi provenienti da tutto il mondo. La zona del Passo di San Pellegrino e del Lusia offre la possibilità di effettuare interesanti percorsi scialpinistici sulle montagne circostanti, dove annualmente a fine inverno si svolge la "Pizolada", una classica del calendario internazionale di sci alpinismo. È inoltre teatro di numerosi eventi sportivi di importanza internazionale[senza fonte], come ad esempio il Giro d'Italia di ciclismo. Dall'abitato di Moena partono numerosi sentieri che permettono numerose escursioni nei dintorni.

Dal 2002 al 2011 è stata sede del ritiro estivo della Sampdoria e dal luglio 2012 della Fiorentina. Nelle stagioni precedenti invece è stata ritiro estivo del Venezia e del Piacenza. negli ultimi anni esiste anche la pallavolo. la società Moena Volley.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Il riferimento per chi pratica lo sci alpino e lo snowboard a Moena è il comprensorio Trevalli, che comprende la ski-area dell'Alpe di Lusia-Bellamonte, del Passo San Pellegrino, Del Passo Valles e di Falcade, per un totale di oltre 100 km di piste.

L'Alpe Lusia[modifica | modifica sorgente]

A 5 minuti da Moena, servita da un servizio gratuito di skibus, c'è la partenza della Telecabina per l'Alpe Lusia. L'area si trova al cospetto delle Pale di San Martino, alle porte del parco naturale di Paneveggio. Vi è la possibilità di escursioni scialpinistiche e comode passeggiate con gli sci da fondo verso Malga Bocche. Le due piste di rientro (Fiamme Oro "A" e Fiamme Oro "B") sono molto impegnative; in particolare la seconda, che dalla località "Le Cune" raggiunge l'intermedia a "Valbona", ha un dislivello di 386 metri ed è omologata dalla FIS e spesso è il campo di allenamento degli atleti della squadra nazionale italiana di sci.

Il Passo San Pellegrino[modifica | modifica sorgente]

A 15 minuti da Moena, servito da un servizio gratuito di skibus, c'è l'area sciistica del Passo di San Pellegrino. Una funivia da 100 posti porta al Col Margherita a quota 2650 metri. Famoso il cosiddetto "pistone" di 646 metri di dislivello e lungo 3200 metri, a tratti molto impegnativo con pendenze dal 10% al 45%. Dal Col Margherita si può raggiungere il Passo Valles oppure scendere fino a Falcade. Sul versante opposto del Passo, partono numerosi skilift e seggiovie. Con due seggiovie si raggiunge Cima Uomo a quota 2469 metri, per poi ritornare al passo lungo le piste "Cima Uomo", "Gigante" e "Chiesetta", con difficoltà medio-facili per complessivi 3300 metri e un dislivello di 483 metri. Con la seggiovia Costabella e lo skilift Paradiso si raggiunge quota 2318 metri (la pista, con pendenze fino al 35%, è di media difficoltà ed è lunga 3300 metri.

Il centro del fondo "Alochet"[modifica | modifica sorgente]

Il punto di riferimento più importante per i fondisti di tutta la valle è il centro del fondo "Alochet" a 3 km dal Passo San Pellegrino. Nel centro si sviluppano tre tracciati: un anello facile da 2,5 km, con modeste variazioni altimetriche, si sviluppa lungo la piana che costeggia la strada per San Pellegrino. Un secondo anello di 5 km, più impegnativo, si inoltra nel bosco per un dislivello complessivo di 300 m. Un terzo anello di 11 km raggiunge il Passo San Pellegrino ed è consigliabile agli sciatori provetti.

Personalità sportive legate a Moena[modifica | modifica sorgente]

A Moena risiedono vari campioni, attuali e del passato, di sport invernali. Quello del passato è senza ombra di dubbio Renzo Chiocchetti, campione assoluto italiano per 9 volte tra gli anni 1969 e 1980, ed atleta della nazionale di sci di fondo italiana dal 1965 al 1976.
Il più conosciuto dei campioni attuali è Cristian Zorzi, con all'attivo varie medaglie nell'ambito dello sci di fondo, olimpiche e mondiali. Ogni vittoria di "Zorro" come è soprannominato Zorzi, è festeggiata da tutta la comunità moenese con una grande festa nella piazza principale del paese. Un altro campione di oggi da ricordare è Cristian Deville, che pratica lo sci specialità slalom speciale. Da ricordare le imprese del maratoneta Luca Weber.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra di calcio locale, l' US Monti Pallidi Moena gioca in Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Fonte: [1]
  5. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  6. ^ Sito ufficiale Perle delle Alpi

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]