Besenello

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Besenello
comune
Besenello – Stemma Besenello – Bandiera
Besenello – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoCristian Comperini (lista civica) dal 10-5-2015 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°56′31″N 11°06′31″E / 45.941944°N 11.108611°E45.941944; 11.108611 (Besenello)Coordinate: 45°56′31″N 11°06′31″E / 45.941944°N 11.108611°E45.941944; 11.108611 (Besenello)
Altitudine218 m s.l.m.
Superficie25,94 km²
Abitanti2 671[1] (30-4-2019)
Densità102,97 ab./km²
FrazioniAcquaviva, Compet, Dietrobeseno (Trebesém), Màsera, Ondertòl, Posta Vecchia (Posta Vecia), Sottocastello
Comuni confinantiAldeno, Altopiano della Vigolana, Calliano, Folgaria, Nomi, Trento
Altre informazioni
Cod. postale38060
Prefisso0464
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022013
Cod. catastaleA821
TargaTN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantibeseneloti (dogali)
Patronosant'Agata
Giorno festivo5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Besenello
Besenello
Besenello – Mappa
Posizione del comune di Besenello
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Besenello (Besenèl in dialetto trentino[2]) è un comune italiano di 2 671 abitanti della provincia autonoma di Trento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Besenello

Risalendo la Vallagarina da Rovereto a Trento, si scorge sulla destra su un piccolo colle il Castel Beseno; il comune di Besenello si stende ai piedi del colle, in zona soleggiata e protetta dai venti del nord, circondato da vigneti e altre coltivazioni. Besenello, è uno dei paesi che divide Trento da Rovereto, insieme a Calliano.

Attorno al paese si trova la salita sulla montagna retrostante di Scanuppia (riserva naturale guidata della Scanuppia); è la salita (cementata) più difficile d'Europa da affrontare in bicicletta, con una pendenza medio del 17% e massimo del 43%. Si sale mediante un sentiero scosceso con vista di tutta la Vallagarina. Si raggiunge il Monte Spizom (tra malghe, antichi masi, prati, boschi di abete rosso, larice, faggio)[3].

A pochi chilometri si trovano le zone sciistiche di Folgaria.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è temperato grazie alla posizione ottimamente soleggiata e riparata. Adatto alla coltivazione della vite e di altra frutta.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il paese trae il nome dal vicino Castel Beseno di cui era dipendenza. Sull'etimologia di quest'ultimo si sono fatte varie ipotesi: da bis-sinus "doppia baia" (riferimento a due anse di un fiume, magari l'Adige) o da bis amnis "due fiumi" (per la presenza di due corsi d'acqua).

Negli antichi documenti Beseno veniva reso Besenum e Bisinum in latino e Bisein, Pissein e simili in tedesco[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castel Beseno visto dall'altra parte del fiume Adige

Nei pressi del paese, vi sono segni di colonizzazione preistorica (età del bronzo, romana e barbarica). Il nome Besenello compare fin dal XV secolo (quando era unito alla vicina cittadina di Calliano). Poi fu Gastaldia. Divisa nel secolo scorso, durante il periodo fascista nuovamente riunificata con Calliano e, dal 1947, è nuovamente comune indipendente.

Nel 1929 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al nuovo comune di Beseno; nel 1947 il comune viene ricostituito (Censimento 1936: pop. res. 1543)[5].

Gli abitanti di Besenello vengono comunemente chiamati Besenelòti.

Stemma del comune[modifica | modifica wikitesto]

Raffigura quattro sfere d'argento (che rappresenterebbero i quattro comuni: oltre a Besenello i vicini Calliano, Volano e Folgaria).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Agata[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Agata (Besenello).

La struttura architettonica è romanica. Sant'Agata è la patrona del paese. Documenti sull'edificio sono disponibili fin dal XIII secolo (1205). La chiesa attuale è frutto del grande rifacimento condotto sul finire dell'Ottocento.

Interessanti sono le due pietre tombali dei conti Trapp (ultimi privati possessori del Castel Beseno). L'altare maggiore barocco e l'altare dedicato a Sant'Antonio di Padova sono opere dello scultore Cristoforo Benedetti (1727-1730).[6]

Chiesa di Santa Marina[modifica | modifica wikitesto]

Anch'essa in stile romanico, risale al XIII secolo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castel Beseno.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Coltivazioni agricole di uva da tavola (varietà delizia, schiava) e per vinificazione (particolarmente noto: merlot, cabernet, moscato, diventato nel 2010 DOC, e altri vitigni pregiati).

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Falegnamerie e lavorazione del ferro battuto.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti per l'edilizia (lavorazione dei marmi).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2010 in carica Cristian Comperini lista civica sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2019.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ La salita è vietata ai ciclisti per tutto l'anno, ma è aperta solo l'ultima domenica di aprile con una manifestazione pubblica e in quel giorno vietata alle auto.
  4. ^ Carla Marcato, Besenello, in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 76.
  5. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  6. ^ Bacchi-Giacomelli 2003, pp.289-230.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Bacchi, Luciana Giacomelli (a.c.), Scultura in Trentino: Il Seicento e il Settecento volume uno, Trento, Provincia Autonoma di Trento, 2003, ISBN 88-86602-55-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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