Livo (Trentino-Alto Adige)

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Livo
comune
Livo – Stemma
Livo – Veduta
Palazzo Aliprandini Laifenthurn, sede del comune di Livo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoFerruccio Zanotelli (lista civica) dal 17-11-2014
Territorio
Coordinate46°24′N 11°01′E / 46.4°N 11.016667°E46.4; 11.016667 (Livo)Coordinate: 46°24′N 11°01′E / 46.4°N 11.016667°E46.4; 11.016667 (Livo)
Altitudine741 m s.l.m.
Superficie15,22 km²
Abitanti841[1] (31-3-2017)
Densità55,26 ab./km²
FrazioniLivo (sede comunale), Preghena, Varollo, Scanna
Comuni confinantiBresimo, Cagnò, Cis, Cles, Rumo
Altre informazioni
Cod. postale38020
Prefisso0463
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022106
Cod. catastaleE624
TargaTN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantimezzaloni; lìveri
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Livo
Livo
Sito istituzionale

Livo (Liu[2] o anche Lio in noneso, Lif in dialetto trentino[3]) è un comune italiano di 841 abitanti della provincia di Trento.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Livo è formato da quattro centri abitati distinti: Preghena a nord, Varollo e Scanna a sud, e Livo, sede dell'amministrazione comunale, nella parte centrale del territorio. I quattro borghi sorgono sull'altipiano del "Mezalón", delimitato dai torrenti Pescara e Barnes, nella parte settentrionale della Val di Non, poco distante dal punto in cui il torrente Noce, proveniente dalla Val di Sole, si getta nel lago di Santa Giustina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

La zona dell'odierno comune era abitata in tempi preistorici: due castellieri sono stati rinvenuti a Livo, uno sul Caslìr, l'altro sul Dos da Mul; un terzo castelliere era situato sul Dos Caslìr di Varollo. In tutti questi siti sono stati rinvenuti reperti archeologici di vario genere[4].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Di Livo era originaria l'omonima famiglia dei Livo, che divenne una delle più importanti del Principato Vescovile di Trento nel XII secolo[5]; la famiglia, di probabile origine longobarda o comunque germanica, ebbe varie ramificazioni (i Metz o Mezzo, i signori di castel Zoccolo, quelli di Altaguarda, quelli di Cis e forse altri)[5].

Nel 1183 il feudo di Livo venne concesso, dal principe vescovo di Trento Salomone, ad Arnoldo e Anselmo dei Livo di Metz, del ramo poi detto "di Metz" o "da Mezzo"; più avanti, assumendo il nome di Kronmetz, essi divennero vassalli dei conti del Tirolo[5][6]. Livo era sede di una gastaldia, che aveva giurisdizione anche sugli abitati di Revò, Romallo e Cagnò[5].

La storia di Livo presenta pochi eventi di rilievo; con tutta l'area del Mezzalone, il paese venne coinvolto marginalmente nella guerra rustica, rimanendo in genere fedele al Principe Vescovo[5].

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

L'11 dicembre 1880 il centro abitato di Livo fu colpito da un violento incendio. Tale avvenimento è ricordato su di una lastra marmorea alla base del crocefisso ligneo posto sull'angolo ovest della piazza antistante alla chiesa di San Martino.

Cambiamenti territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Con la fine del Principato Vescovile, Livo, assieme con vari altri centri abitati, venne incluso in un comune facente capo a Preghena; nel 1817, con le frazioni di Varollo e Scanna, tornò comune autonomo[5]. Nel 1928 al comune di Livo vennero aggregati Bresimo, Cis e Preghena; i primi due tornarono indipendenti nel 1948, portando all'attuale conformazione comunale[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Martino di Livo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Martino, documentata nel 1209, ampliata nella seconda metà del XVII secolo.[7][8]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Aliprandini Laifenthurn, di origine medioevale
  • Palazzo de Stanchina, testimoniato a partire dal XII secolo viene detto anche Castello di Sopra San Martino vista la sua posizione rispetto all'edificio religioso

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castel Zoccolo, menzionato per la prima volta nel 1233 come "castro Zochulli plebis Livi", sorge su una collina ad ovest del borgo di Livo. Dell'edificio originale rimangono ormai poche tracce inglobate in un edificio rurale in stato di abbandono.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel censimento del 2001, 172 abitanti del comune si sono dichiarati "ladini"[10].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune oltre al paese di Livo comprende le frazioni Scanna, Varollo e Preghena[11].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 maggio 2005 16 maggio 2010 Franco Carotta Lista civica Sindaco
17 maggio 2010 10 aprile 2014 Franco Carotta Lista civica Sindaco [12]
11 aprile 2014 16 novembre 2014 Walter Iori Comm. pref. [13]
17 novembre 2014 in carica Ferruccio Zanotelli Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Quaresima, p. XXIV
  3. ^ Cappello, Tagliavini
  4. ^ Lancetti, p. 25.
  5. ^ a b c d e f g Livo in breve, su Comune di Livo. URL consultato l'8 dicembre 2018.
  6. ^ Lancetti, pp. 89-90.
  7. ^ Chiesa di San Martino a Livo, su necrologie.corrierealpi.gelocal.it. URL consultato il 10 novembre 2017.
  8. ^ Chiesa di San Martino, su comune.livo.tn.it, 23 maggio 2014. URL consultato il 10 novembre 2017.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  10. ^ Nel 2001 erano il 17,54% dei residenti, su Trentino, 7 ottobre 2011. URL consultato l'8 dicembre 2018.
  11. ^ Frazioni, su comune.livo.tn.it, 20 giugno 2014. URL consultato il 9 novembre 2017.
  12. ^ Mandato elettorale 2010 - aprile 2014, su comune.livo.tn.it, 29 giugno 2015. URL consultato il 10 novembre 2017.
  13. ^ Commissariamento aprile - novembre 2014, su comune.livo.tn.it, 29 giugno 2015. URL consultato il 10 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Teresa Cappello e Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, Pàtron, 1981.
  • Franco A. Lancetti, Livo: storia - vita - arte, Trento, 1997.
  • Enrico Quaresima, Vocabolario anaunico e solandro, Firenze, Leo S. Olschki, 1964; rist. 1991, ISBN 8822207548.

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