Val di Sole

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Val di Sole
Val de Sól
Dimaro-Carciato 1.jpg
Dimaro e Carciato
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento Trento
Località principali Cavizzana, Caldes, Terzolas, Malè, Rabbi, Croviana, Dimaro Folgarida, Commezzadura, Mezzana, Pellizzano, Ossana, Peio, Vermiglio
Superficie 610 km²
Altitudine dai 650 m in su m s.l.m.
Nome abitanti solàndri
Cartografia
Mappa della Valle
Sito internet

La Val di Sole (Val de Sól in ladino solandro[1]) è una valle del Trentino.

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Il nome non ha alcuna relazione con il sole come astro né con eventuali antichi culti solari. L'etimologia del toponimo Sol va fatta probabilmente risalire alla divinità celtica delle acque Sulis che i romani identificavano con Minerva. Ciò sarebbe corroborato dall'esistenza ancora oggi in valle, a Peio e a Rabbi, di fonti di acque termali. Queste fonti sono considerate terapeutiche per il sollievo procurato contro ogni tipo di malessere, essendo, infatti, ricche di zolfo e carbonio con effetti diuretici, ematici e linfatici.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La val di Sole è situata nella parte nord-occidentale della provincia, lungo l'alto corso del fiume Noce. La valle è attorniata da diversi gruppi montuosi e catene alpine di grande rilevanza: il gruppo Ortles-Cevedale a nord, il gruppo del Brenta a sud e l'Adamello-Presanella ad ovest; queste sono le principali catene montuose che racchiudono la verdeggiante vallata. Sul corso del Noce si innestano diversi torrenti e corsi d'acqua minori come il Meledrio, la Vermigliana, Noce Bianco, Rabbiés.

Il comprensorio solandro si sviluppa su una superficie di circa 610 km² e conta una popolazione residente di circa 15 000 persone. L'economia dell'alta valle si basa soprattutto sul turismo, sia estivo che invernale, in particolare nei centri di Peio, Passo del Tonale, Folgarida e Marilleva. Altre risorse importanti sono la zootecnia e lo sfruttamento forestale. Dai boschi di larici solandri è estratta la trementina utilizzata spesso in medicina per malanni passeggeri. Nei comuni più bassi, che godono di un clima un po' meno rigido, è possibile la coltivazione degli alberi da frutto, tipicamente viene coltivato il melo[2] e il ciliegio, come nella vicina Val di Non.

Il capoluogo della val di Sole è il borgo di Malè, situato nella parte centrale della valle e rappresentante un punto di riferimento per l'intera economia e attività della valle. Percorrendo la valle si incontrano 14 diversi comuni compresi i due comuni di Rabbi e Peio che si trovano in due valli laterali.

Comune Frazioni Abitanti Estensione
Cavizzana (Chjavizana) - 257 3 km²
Caldes (Chjaudes) Bozzana (Bociànå), Bordiana (Bordiànå), Samoclevo (Samocléf), San Giacomo (San Giacom), Cassana (Chjasana), Tozzaga (Tozzaghja) 1.087 20 km²
Terzolas (Tergiolas) - 612 5 km²
Malé Bolentina (Bolentìnå), Montés, Magràs, Arnàgo (Dernàch) 2.122 26
Rabbi (Rabj) Bagni di Rabbi (Le Àque da Rabi), Piazzola (Plazölå), Pracorno (Pracòrn), S. Bernardo (San Bernàrt) 1.390 132 km²
Croviana - 698 5 km²
Dimaro Folgarida Dimaro (Dimàr), Carciato (Carcià), Folgarida (Folgàridå), Monclassico (Moclàsech), Pressón 2.206 37 km²
Commezzadura Almazzago (Delmazàch), Daolàsa, Costa Rotiàn, Deggiano (Degjàn), Mastellina (Mastalìna), Mestriago (Mestriàch), Piano (Plàn) 1.002 22 km²
Mezzana (Mezànå) Marilléva, Menàs, Ortisé, Roncio (Ronc) 876 27 km²
Pellizzano (Pliciàn) Castello (Castél), Termenago (Tremenàch), Fazzón 860 39 km²
Ossana (Osànå) Cusiano (Cusiàn), Fucine (Le Fosine) 848 25 km²
Peio (Péi) Celentino (Cialantin), Strombiano (Strombiàn), Celledizzo (Cialadic'), Cogolo (Cógol), Comasine (Comàsen), Peio Paese (Pèi), Peio Fonti (Le Aque) 1.886 160 km²
Vermiglio (Verméi) Pizzàno (Pizàn), Fraviàno (Fraiàn), Cortina, Stavél, Velon, Passo del Tonale (El Tonal) 1.866 103 km²

Vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

La Val di Sole è raggiungibile attraverso le seguenti vie stradali:

Da Trento sale inoltre la linea ferroviaria Trento-Malé-Marilleva, inaugurata nel 1964 in sostituzione della preesistente tranvia che attraversa interamente la Val di Non e risale la Val di Sole raggiungendo il capoluogo Malè, nell'anno 2003 il percorso è stato prolungato fino alla stazione turistica di Marilleva portando a termine il progetto Dolomiti Express = Treno + Sci. Partendo dalla stazione di Trento si arriva a Daolasa o Marilleva nel cuore della Val di Sole, questi luoghi sono resi noti dalle numerose attività ed eventi sportivi internazionali legati al mondo della mountain bike (downhill, cross country, four-cross) in estate. Questi sono anche punto di partenza di grandi comprensori sciistici, infatti, grazie alla stazione intermodale fune-rotaia di Daolasa si può arrivare direttamente sulle piste da sci di Folgarida-Marilleva anche in treno e da qui raggiungere con gli sci ai piedi le stazioni sciistiche di Madonna di Campiglio e Pinzolo per un totale di 150 km di piste servite da 63 Impianti a fune.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni sportive di rilevanza mondiale. Nel 1993 sulle acque del fiume Noce si sono svolti i Campionati mondiali di canoa e kayak, nel 1999 si sono svolti sulle nevi delle stazioni sciistiche della valle i campionati del mondo di Snowboard, dal 15 al 22 giugno 2008 a Daolasa si sono svolti i Campionati Mondiali UCI di Mountain Bike e Trials, denominati "Val di Sole 2008" e successivamente 4 tappe di Coppa del mondo di mountain bike DH ed XCO nel 2010 2011 2012 e 2013. Nel 2011 è stata votata come miglior evento dell'intera Coppa del Mondo.

Comprensorio sciistico, ha ospitato varie tappe della Coppa del Mondo di sci di fondo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo alcuni linguisti la parlata della Val di Sole risulta imparentata con i dialetti ladini. Nel solandro sono infatti presenti svariate caratteristiche di tipo ladino, soprattutto nella parte bassa della valle e in Val di Rabbi, mentre i paesi di Pellizzano, Ossana (e frazioni) risultano maggiormente influenzati dalle parlate di tipo lombardo alpino, a differenza delle due frazioni di Pellizzano, note per il loro dialetto ladino molto conservatore di termini ormai persi in altri dialetti della valle. Sotto il profilo linguistico il solandro è affine alla parlata della adiacente Val di Non (nones), tanto che Graziadio Isaia Ascoli, uno dei maggiori studiosi di linguistica ladina, qualifica entrambe le parlate come nonese.
  • Vi sono alcuni aforismi che gli altri abitanti del Trentino applicano a nonesi e solandri:
  • Un primo detto famoso è l'applicazione alle due popolazioni dell'invocazione "libera nos domine" (A nonenis et solandribus libera nos Domine). Si tratta probabilmente di una memoria di alcune sollevazioni popolari durante le quali gli abitanti delle due valli avevano minacciato la sicurezza della città di Trento. Riecheggia l'invocazione con cui le popolazioni dell'Europa del Nord chiedevano a Dio salvezza dalla furia dei Vichinghi.
  • Un altro detto famoso nel dialetto di Trento dice: se l'é en nones dài, se l'é en solandro copel ("se è un noneso picchialo, se è un solandro uccidilo"). Il detto - assai ambiguo - va interpretato come riconoscimento del fatto che farsi nemico un solandro è pericoloso. Così se per dissuadere dal confronto un noneso può bastare un moderato uso della forza, la contesa con un solandro diventa uno scontro all'ultimo sangue. Quindi meglio non iniziarla neppure.
  • In Val di Peio, procedendo da Cogolo verso Comasine, sono ancora visibili le strade ferrate, dette feràre, cioè dei percorsi scavati nella roccia muniti di maniglie e appoggi in ferro per il trasporto di pietre e minerali estratto dalle predàre locali ed oggi utilizzate per il trekking.
  • Il popolo solandro, molto attaccato alla sua patria, è da sempre però un popolo di migratori. Gli uomini migravano stagionalmente in Germania a fare i segantini (svéleri) o nelle vecchie province a fare i parolòti o ciapére ovvero i ramai. Essi parlavano un linguaggio denominato gájn ancora parlato dagli anziani. Un detto solandro recita con nota nostalgica: "L'é mei dai söi plangiànt che dai aotri grignant!" Che vuol dire che è meglii stare in valle a tribolare che fuori patria a vivere un po' meglio.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Quaresima, Vocabolario anaunico e solandro raffrontato col trentino, Firenze, Istituto per la Collaborazione Culturale Venezia-Roma, 1964, p. VII.
  2. ^ La commercializzazione e la promozione della produzione di mele è coperta in larga misura dal consorzio Melinda, che riunisce produttori delle due valli contigue, vedi la presentazione

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Quirino Bezzi, Uomini illustri della Val di Sole 1953
  • Quirino Bezzi, Racconti e leggende della Val di Sole 1954
  • Quirino Bezzi, La Valle di Sole - guida storica (1959, 1965, 1975)
  • Quirino Bezzi, Appunti sui contributi della Val di Sole all'unità d'Italia 1961
  • Quirino Bezzi, Con affetto dalla Val di Sole 1985

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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