Nomi (Italia)

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Nomi
comune
Nomi – Stemma Nomi – Bandiera
Nomi – Veduta
Nomi vista dal castello
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoRinaldo Maffei (Lista civica) dal 17-5-2010 (3º mandato dal 22-9-2020)
Data di istituzione16-10-1920
Territorio
Coordinate45°56′N 11°04′E / 45.933333°N 11.066667°E45.933333; 11.066667 (Nomi)
Altitudine179 m s.l.m.
Superficie6,49 km²
Abitanti1 302[2] (31-10-2021)
Densità200,62 ab./km²
Comuni confinantiAldeno, Besenello, Calliano, Pomarolo, Volano
Altre informazioni
LingueItaliano
Cod. postale38060
Prefisso0464
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022128
Cod. catastaleF929
TargaTN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 674 GG[4]
Nome abitantinomesi (nomeri)[1]
PatronoMadre della Consolazione
Giorno festivoultima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nomi
Nomi
Nomi – Mappa
Posizione del comune di Nomi
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Nomi (Nomi in dialetto trentino[1]) è un comune italiano di 1 302 abitanti della provincia di Trento. Si trova circa 20 km a sud-ovest di Trento, sulla sponda destra del fiume Adige.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Madonna della Consolazione. Al suo interno racchiude importanti opere d'arte tra cui una preziosa tela risalente al XV secolo. L'altare del Santo Rosario è opera dello scultore barocco Domenico Sartori eseguito a metà settecento.[5]
  • Palazzo Vecchio di Nomi è una residenza fortificata di epoca rinascimentale. Il palazzo era un forte adibito a residenza per i nobili del tempo. Del castello sono perfettamente conservate la loggia e la torre a pianta rotonda. La torre è divenuta celebre a partire dal 1525 quando, durante la guerra dei contadini, vi fu bruciato vivo al suo interno l'allora feudatario Pietro Busio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nomi è uno dei sette comuni lagarini che facevano parte dell'antica istituzione amministrativa del Comun Comunale Lagarino. Attualmente il Comun Comunale rimane vivo nella memoria degli abitanti dei diversi comuni attraverso la manifestazione denominata "Comun Comunale - I Giochi e la regola". Questa festa si svolge tutti gli anni tra l'ultima settimana di maggio e la prima settimana di giugno e si svolge ogni anno a rotazione in uno dei sette comuni partecipanti:Aldeno, Cimone, Isera, Nogaredo, Nomi, Pomarolo e Villa Lagarina. La manifestazione rievoca le antiche vicende del periodo medievale ed è incentrata su suggestivi giochi e spettacoli con musiche e danze.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda l'artigianato, è importante la produzione di mobili e di oggetti in legno, impreziositi da pregevoli decorazioni artistiche raffiguranti temi tipici locali.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 novembre 1986 14 giugno 1990 Rinaldo Maffei Partito Comunista Italiano Sindaco
14 giugno 1990 13 dicembre 1993 Rinaldo Maffei PDS Sindaco
10 gennaio 1994 5 giugno 1995 Valentino Boratti PDS Sindaco
5 giugno 1995 31 dicembre 1996 Elio Battistotti Lista civica Sindaco
31 dicembre 1996 4 maggio 1997 Maura Marchiori Lista civica Vicesindaco
5 maggio 1997 15 maggio 2000 Rinaldo Maffei Lista civica Sindaco
15 maggio 2000 9 maggio 2005 Gianfranco Zolin Lista civica Sindaco
9 maggio 2005 17 maggio 2010 Gianfranco Zolin Lista civica Sindaco
17 maggio 2010 10 maggio 2015 Rinaldo Maffei Lista civica Sindaco
10 maggio 2015 22 settembre 2020 Rinaldo Maffei Lista civica Sindaco
22 settembre 2020 in carica Rinaldo Maffei Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  2. ^ Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Bacchi-Giacomelli 2003, p.291.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 15.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Bacchi, Luciana Giacomelli (a.c.), Scultura in Trentino: Il Seicento e il Settecento volume uno, Trento, Provincia Autonoma di Trento, 2003, ISBN 88-86602-55-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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