Sfruz

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Sfruz
comune
Sfruz – Stemma
Sfruz – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Andrea Biasi (lista civica) dal 7-11-2016
Territorio
Coordinate 46°20′N 11°07′E / 46.333333°N 11.116667°E46.333333; 11.116667 (Sfruz)Coordinate: 46°20′N 11°07′E / 46.333333°N 11.116667°E46.333333; 11.116667 (Sfruz)
Altitudine 1 012 m s.l.m.
Superficie 11,81 km²
Abitanti 334[1] (31-12-2015)
Densità 28,28 ab./km²
Comuni confinanti Amblar-Don, Predaia, Termeno sulla strada del vino (BZ)
Altre informazioni
Cod. postale 38010
Prefisso 0463
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022173
Cod. catastale I714
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sfruzzini o sfruzereti
Patrono sant'Agata
Giorno festivo 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sfruz
Sfruz
Sfruz – Mappa
Posizione del comune di Sfruz
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Sfruz (Sfruz in nones) è un comune italiano di 334 abitanti della provincia di Trento.

Il santo patrono è Sant'Agata, alla quale è dedicata la bella chiesetta del paese, seicentesca con campanile del 1747. Sfruz si trova a 1012 m s.l.m., alle pendici del monte Roen, raggiungibile da molte zone, ad esempio dalla località 7 Larici e dalla Predaia dove sono presenti un rifugio e impianti di risalita.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Paese agricolo, legato alla coltura della rinomata Patata di Sfruz (tubero), vanta importanti tradizioni artigianali: oreficeria, lavorazione del legno, ma soprattutto la costruzione di stufe a olle, realizzate con un particolare “segreto” tramandato da padre in figlio e sino all'inizio del secolo esportate persino in Austria e nei paesi del Nord Europa (Cremlino compreso). La prima documentazione che testimonia la presenza di maestri fornelari nell'abitato di Sfruz è del 1532 e consiste nell'approvazione della carta di regola del Comune di Vervò. In questo documento si legge la firma di un certo maestro Cristoforo Cavos da Fruzo. È con il XVII secolo che la produzione delle stufe a grandi formelle si sviluppò ad un livello altissimo, tanto da rendere la diffusione di questi monumentali gioielli nei castelli e nei musei di tutta la Mitteleuropa. Gli anni a cavallo tra il XVIII e il XIX furono ricchi di documentazione scritta riguardante la produzione di stufe ad olle, oltre alla numerosa e registrata presenza di stufe conservate sia in residenze aristocratiche, sia in abitazioni private. In particolare, si fa riferimento al ritrovamento di un’importante fonte documentaria, un libretto di 298 pagine, contenente le registrazioni delle stufe prodotte dalla famiglia Cavosi tra il 1792 e il 1854. In quest’arco di tempo di circa 62 anni dalla fornace dei Cavosi uscirono, su ordinazione, 1121 stufe. Anche se a Sfruz a partire dagli inizi del XX secolo le fornaci si spensero definitivamente, la costruzione di questi manufatti nei territori europei continua anche al giorno d’oggi[3]. Negli ultimi decenni si è infatti constatato un recupero di quest’arte, anche in Trentino, sintomo dell’esistenza delle basi per una nuova rinascita. Questo potrà avvenire grazie al lavoro di riscoperta e studio di coraggiosi artigiani, orgogliosamente legati alle antiche tradizioni ma disponibili al dialogo con le nuove tecniche costruttive e tecnologiche del riscaldamento. Infatti, la stufa ad olle è uno dei più efficienti apparecchi da riscaldamento domestico mai concepiti e le sue eccezionali caratteristiche hanno resistito al test del tempo, ai cambiamenti stilistico-architettonici, ai cambiamenti sociali e soprattutto al giudizio di quanti vedono nelle energie rinnovabili il futuro dell’umanità. Una tradizione che oggi viene rilanciata da un gruppo di appassionati e che sicuramente potrà dare ottimi frutti[4]. Non a caso lo stemma, adottato il 20 aprile 1984, ricorda i prodotti dell'economia locale: campeggiano su azzurro un fiore di patata e su verde una stufa bianca a olle. Tra le specialità gastronomiche le carni insaccate, come la tradizionale mortandela.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Sfruz è salito alla ribalta nazionale grazie ad un curioso cartello apparso all’inizio del paese: Attenzione, rallentare. In questo paese i bambini ancora giocano per strada”. Un richiamo al passato, a quando era così ovunque, e una scommessa per il futuro, che potrebbe sembrare l’ennesimo richiamo a seguire il codice della strada, eppure che evoca qualcosa di magico, che per molti è perduto se non addirittura mai conosciuto, ma che per altri richiama la spensieratezza dell’infanzia. Grazie a questo curioso cartello, fatto apporre dall’Amministrazione Comunale il Comune di Sfruz è stato definito Amico dei Bambini.[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 maggio 2005 16 maggio 2010 Elena Biasi Lista civica Sindaca
17 maggio 2010 10 maggio 2015 Elena Biasi Lista civica Sindaca
11 maggio 2015 13 giugno 2016 Elena Biasi Lista civica Sindaca
14 giugno 2016 6 novembre 2016 Marco Endrizzi Comm. pref.
7 novembre 2016 in carica Andrea Biasi Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Andrea Biasi, Le antiche stufe ad olle di Sfruz,, Sfruz, Associazione Antiche Fornaci di Sfruz, 2016, ISBN 9788894173406.
  4. ^ Antiche Fornaci di Sfruz - Benvenuti su antichefornacidisfruz!, su www.antichefornacidisfruz.it. URL consultato il 22 giugno 2015.
  5. ^ Sfruz, il paese che protegge i bambini che giocano in strada, in Repubblica.it, 12 aprile 2017. URL consultato il 18 aprile 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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