Croviana

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Croviana
comune
Croviana – Stemma Croviana – Bandiera
Croviana – Veduta
Croviana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
SindacoLaura Ricci (lista civica) dal 17-5-2010
Territorio
Coordinate46°20′40.98″N 10°54′15.97″E / 46.344717°N 10.904435°E46.344717; 10.904435 (Croviana)
Altitudine721 m s.l.m.
Superficie4,99 km²
Abitanti694[2] (31-10-2021)
Densità139,08 ab./km²
Comuni confinantiCles, Malé, Dimaro Folgarida
Altre informazioni
Cod. postale38027
Prefisso0463
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022068
Cod. catastaleD188
TargaTN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[3]
Cl. climaticazona F, 3 516 GG[4]
Nome abitanticrovianesi (IT); i croviani[1]
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Croviana
Croviana
Croviana – Mappa
Croviana – Mappa
Posizione del comune di Croviana all'interno della provincia di Trento
Sito istituzionale

Croviana (IPA: /kroˈvjana/[5]) è un comune italiano di 694 abitanti della provincia di Trento.

L'abitato di Croviana è un antico villaggio di fondovalle, centro agricolo, artigianale e commerciale. La sua posizione lo rende interessante anche dal lato turistico. Il paese è attraversato dalla via Nazionale e suddiviso in tre località: a valle Carbonara, a monte Liciasa e Croviana verso Malé.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è stato concesso con Decreto del presidente della giunta provinciale del 17 aprile 1987.

«D'argento, alla torre scalare di rosso, coperta dello stesso, cimata di analoga croce astile, murata di nero, munita di cinque merli ghibellini alla balconata, aperta del campo, fondata su una collina di verde. Lo scudo è timbrato da corona murale di Comune.»

(D.P.G.P. di Trento n. 3445 del 17 aprile 1987)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Giorgio. La chiesa, a lato della statale, è interessante per l'architettura e le opere d'arte che contiene. È menzionata nel XIV secolo e fu ricostruita nel bel gotico attuale verso la fine del Quattrocento o nei primi anni del Cinquecento. L'affresco del timpano (San Giorgio; sullo sfondo il castello di Caldes) è del 1611. La pietra tombale a lato della porta è del 1551. L'interno è a una navata: i costoloni della volta poggiano sulle mezze colonne, prive di capitello, oppure nell'abside, su mensole antropomorfi. La decorazione è floreale. Notevole è la cappella barocca dei Pezzen che vi hanno fatto porre a profusione il loro stemma. La volta e le lunette presentano pitture a fresco del 1661, raffiguranti storie della Madonna e angeli musicanti (notare i particolari) l'altare, ligneo, fu fatto fare nel 1613 da G.B. Pezzen, barone di Altspaur e Belfort. Ha una bella pala seicentesca della Madonna con i santi Giorgio e Margherita. A destra della cappella è appesa una tavola dipinta (secolo XVIII) della Madonna incoronata con i santi Giorgio, Margherita, Sebastiano e Rocco.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Croviana. Nei pressi della chiesa, c'è il seicentesco castello dei Pezzen, famiglia venuta dalla Valtellina. La nobile residenza, con torre quadrata verso nord-est, torricella angolare, bel portale barocco, tracce di affreschi, salone, fu, dopo i Pezzén, dei Thun e poi dei Taddei de Salis da Tirano. Un curioso episodio si narra a proposito di una monumentale stufa nel castello, nella quale si nascose per più giorni, complici benevoli i de Salis, noti patrioti lombardi, un volontario dei Corpi Franchi, dopo l'infelice combattimento di Malé del 20 aprile 1848. Nei sotterranei sarebbe nascosto un tesoro e sarebbero relegate le anime dei «castellani cattivi» trasformati in rospi.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Sartori e Casa de Angeli. Lungo la strada statale, a sinistra, c'è la casa Sartori, cinquecentesca: ha due portali gotici, che si aprono sul grande atrio interno, doppio ordine di bifore e, verso la strada, un portalino di forme rinascimentali. Costruito dai Busetti nel V secolo, e chiamato Belvedere, fu eretto a feudo dai Lodron, passò in seguito ai Dusini e, infine ai Sartori. Nei pressi c'è la casa de Angeli con sporto e meridiana.
  • Casa Taddei Vallorz

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

In località Plaze di Croviana si trova il MMape, un museo dedicato alle api e all'apicoltura.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla Ferrovia Trento-Malé-Mezzana, inaugurata nel 1964 in sostituzione della preesistente tranvia, ed è servito dalla Stazione di Croviana. La stazione è la prima del prolungamento ferroviario Malé-Mezzana, inaugurato nel 2003.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 il centro sportivo di Croviana lungo il torrente Noce è stato il punto di partenza per le prove dei campionati mondiali di canoa/kayak discesa 1993.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  2. ^ Bilancio demografico mensile anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Luciano Canepari, Croviana, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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