Arco (Italia)

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Arco
comune
Arco – Stemma Arco – Bandiera
Arco – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Alessandro Betta (PD) dal 9-3-2014
Territorio
Coordinate 45°55′N 10°53′E / 45.916667°N 10.883333°E45.916667; 10.883333 (Arco)Coordinate: 45°55′N 10°53′E / 45.916667°N 10.883333°E45.916667; 10.883333 (Arco)
Altitudine 91 m s.l.m.
Superficie 63,22 km²
Abitanti 17 613[1] (30-9-2016)
Densità 278,6 ab./km²
Frazioni Bolognano, Caneve, Ceole, Chiarano, La Grotta, Linfano, Massone, Moletta, Mogno, Padaro, Prabi, Pratosaiano, San Giorgio, San Martino, Varignano, Vigne, Vignole
Comuni confinanti Comano Terme, Drena, Dro, Mori, Nago-Torbole, Riva del Garda, Ronzo-Chienis, Tenno, Villa Lagarina
Altre informazioni
Cod. postale 38062
Prefisso 0464
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022006
Cod. catastale A372
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 380 GG[2]
Nome abitanti Arcensi, Archési
Patrono sant'Anna e Gioacchino, San Bernardino da Siena
Giorno festivo 26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arco
Arco
Arco – Mappa
Posizione del comune di Arco
nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Arco (Arch in dialetto locale[3]) è un comune italiano di 17 613 abitanti della provincia autonoma di Trento, quarto per popolazione dopo Trento, Rovereto e Pergine Valsugana.

Fa parte della Comunità Alto Garda e Ledro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Arco si trova a nord della piana dell'Altogarda, la parte finale della valle del fiume Sarca che sfocia, da qui, nel Lago di Garda, a 6 km a nord-nord-est di Riva del Garda. La posizione protetta dalle montagne e la vicinanza del lago di Garda permettono a questa zona di mantenere un clima particolarmente mite (che consente la crescita di piante mediterranee), che fa di questa città una stazione di soggiorno nota da secoli.

A nord di Arco si trova la grotta di Patone, una grotta orizzontale facilmente visitabile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Arco, Palazzo Comunale, ultimo stemma della famiglia D'Arco

Alcune testimonianze e studi sul territorio hanno potuto stabilire che durante il periodo del neolitico diverse popolazioni - di origine ancora sconosciute - abitarono le zone della piana del fiume Sarca, fondando nell'età del bronzo e in quella del ferro nuovi insediamenti abitativi.

Nel XII secolo subì l'occupazione di una signoria proveniente dalla Baviera che riuscì a conquistare il castello, quest'ultimo forse eretto dall'imperatore Teodorico, ottenendo in seguito l'ufficiale investitura feudale di Arco dal vescovo di Trento Altemanno.

Arco fu quindi una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono ampiamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

Nei secoli successivi il borgo - dopo essere stato più volte saccheggiato e incendiato - divenne dominio dei Visconti, degli Scaligeri e della Repubblica di Venezia. Seguì quindi l'annessione all'Impero austriaco e sarà solo dopo il termine della Prima guerra mondiale che entrerà a far parte del Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario e l'adiacente convento furono eretti tra il 1475 e il 1492 per volere del conte locale. Nei secoli successivi l'edificio subì diversi interventi di ristrutturazione, ma ancora sono ben visibili nel chiostro le arcate a sesto ribassato e alcune colonne con capitelli lisci databili alla primaria costruzione quattrocentesca.

All'interno del santuario è conservata una statua in legno raffigurante la Vergine Maria risalente molto probabilmente al XV secolo.

Chiesa di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Si trova vicino alla Collegiata dell'Assunta. È stata consacrata nel 1652 da un vescovo albanese e nel 1900 è stata, oltre ad un luogo di culto, anche un centro di cura invernale. Il campanile è stato danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. I dipinti che si trovano in sacrestia rappresentano Sant'Andrea e altri santi e tutta la chiesa è stata dipinta dal pittore locale Antonio Zanoni. All'interno della chiesa si celebrano parecchi battesimi ed è un punto importante di riferimento per le persone che cercano un contatto quotidiano con Dio.

Collegiata dell'Assunta[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata dell'Assunta
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Collegiata dell'Assunta (Arco).

La chiesa è dedicata all'Assunzione di Maria ed è sita nella piazza principale della città, piazza 3 novembre. La costruzione risale al XVII secolo ed è avvenuta sui resti di un'antica e precedente chiesa di origine romanica, la cui fondazione si colloca tra il IV e il IX secolo, ma nulla si è conservato dell'antico edificio. La facciata della chiesa prospetta sulla piazza III novembre.

Negli ultimi anni del XIX secolo qui fu sepolta - provvisoriamente - la salma di Francesco II delle Due Sicilie, l'ultimo monarca del Regno di Napoli, morto ad Arco nel 1894.

Chiesa Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Santissima Trinità

Chiesa tedesca della Comunità Evangelica Luterana di Merano. Fu eretta dalla comunità evangelica di Arco nel 1903 e nel primo dopoguerra affidata alla chiesa Collegiata di Arco; fu dedicata a S. Teresa di Gesù Bambino e benedetta nel 1934. Dal 1970 usata e gestita dalla Comunità evangelica con sede a Merano (BZ). È un pregevole edificio neogotico, dal ripido tetto embriciato.

Chiesa di sant'Apollinare[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta è di origine romanica ed è situata nella frazione di Prabi. La facciata e gli esterni furono affrescati tra il XV e il XVI secolo, mentre l'interno accoglie pregevoli affreschi del Trecento.

Chiesa di san Martino[modifica | modifica wikitesto]

Situata in località San Martino la chiesa fu completamente ricostruita nel corso del Cinquecento e al suo interno sono presente diversi cicli di affreschi del periodo rinascimentale italiano.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Sita nella frazione di Caneve la sua costruzione è risalente al XIV secolo.

Santuario Madonna di Laghel[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel 1700 in stile barocco sorge in cima alla ripida Via Crucis. Un Gesù morto, opera dell'artista gardenense Josef Moroder-Lusenberg fu collocato nel sepolcro dopo il restauro del santuario il 19 marzo del 1896.

Via Crucis di Laghel[modifica | modifica wikitesto]

Capitelli con rilievi in legno della Passione di Cristo di Josef Moroder Lusenberg

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fontana del Mosé[modifica | modifica wikitesto]

La fontana del Mosé

Nella bella piazza III Novembre, ove prospetta la Collegiata dell'Assunta, sorge la Fontana del Mosè, rappresentante il grande personaggio biblico e recante lo stemma dei conti di Arco.

Palazzo Marchetti[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, originariamente denominato Palazzo di San Pietro, è risalente al Cinquecento ed è situato sul lato est della Collegiata dell'Assunta. Il palazzo fu di proprietà dei conti di Arco fino alla metà del XIX secolo quando fu ceduto a Saverio Marchetti, giudice originario di Bolbeno.

All'interno del palazzo sono presenti diversi cicli di affreschi di epoche e pittori differenti, mentre all'ingresso sud dell'edificio nobiliare è ben visibile un portale attribuito al pittore e scultore Giulio Romano di Roma.

Palazzo dei Panni[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione è risalente agli ultimi decenni del XVII secolo e la sua edificazione fu voluta dal conte Gianbattista d'Arco; la forte testimonianza della nobile famiglia arcense è ancora visibile sul portale dove campeggia lo stemma nobiliare del ramo di Andrea.

Verso la fine del XVIII secolo l'edificio fu acquistato da Giovanni Battista Marosi, sacerdote di Bolognano, che trasformò la struttura in un lanificio da cui trarrebbe la denominazione "dei Panni". La scelta di convertire il palazzo nobiliare in una piccola industria della lana fu voluta dal sacerdote per fronteggiare la forte crisi della disoccupazione e della miseria che imperversava nel paese.

Il lanificio fu in attività per alcuni anni e una volta chiuso divenne, per tutto l'Ottocento, sede negli anni a seguire di diversi enti comunali quali caserma dei pompieri, asilo infantile e teatro cittadino. Agli inizi del XX secolo lo stabile ospitò diversi ragazzi dell'Istituto della Provvidenza e con l'avvento del Fascismo mutò la denominazione in "Palazzo del Littorio".

Il palazzo - che ha assunto l'antica denominazione - è sede della Biblioteca Civica Bruno Emmert, bibliofilo di Arco, e dell'Atelier Giovanni Segantini. Proprio al Segantini è dedicata la scultura nel cortile interno del palazzo ad opera dello scultore locale Renato Ischia. Le sale dell'atelier vengono adibite dal Comune di Arco come sede per convegni culturali e mostre di interesse artistiche e storiche.

Il Palazzo inoltre ospita la sede arcense del MAG Museo Alto Garda

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Arco

Castello di Arco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Arco.

La città si sviluppa alle pendici di una rupe rocciosa dalla quale il magnifico castello medievale domina l'intera valle dell'Alto Garda. Originariamente il castello fu in pratica un borgo fortificato difeso da possenti mura e da un buon sistema di avvistamento, grazie alle torri presenti ai vari lati del nucleo. L'intero complesso era costituito dalle due torri Renghera, posta nella parte più alta della rupe, e Grande nonché diversi edifici quali il rondello delle prigioni, il laboratorio del fabbro, la cantina, il molino e tre cisterne.

Secondo alcune fonti la sua costruzione ebbe origine nel medioevo, eretto dagli stessi abitanti di Arco e solo in seguito divenne proprietà della nobile famiglia arcense che dominò queste terre. Il castello fu abbandonato nel corso del Settecento anche a seguito dell'assedio delle truppe francesi nell'estate del 1703 comandate dal generale d'oltralpe Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme.

Chiesa e Piazza di Ema, intorno al 1880

Un accurato restauro nel 1986 e altri negli anni successivi, commissionati ed eseguiti dalla provincia autonoma di Trento e dal Comune di Arco, hanno consentito la scoperta e il recupero di alcuni cicli di affreschi raffiguranti cavalieri e dame di corte dell'epoca medievale.

Il castello di Arco richiama ogni anno migliaia di visitatori offrendo un panorama incantevole della zona e una visita tra suggestive rovine. Le abitazioni del centro storico, disposte appunto ad arco attorno alla rupe dell'antico castello danno secondo alcuni il nome alla cittadina, un'altra corrente di pensiero dice che il nome deriva dal latino Arx, arcis la rocca, appunto per la presenza di questa importante opera di fortificazione.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Arciducale, ca. 1880

Arboreto di Arco[modifica | modifica wikitesto]

L'arboreto è un'area inserita nel precedente Parco Arciducale voluto dall'Arciduca Alberto d'Asburgo, quest'ultimo cugino di Francesco Giuseppe I d'Asburgo, e che stabilì la propria residenza ad Arco nel 1872 erigendo la Villa Arciducale, ed esteso per un ettaro.

Il progetto per la realizzazione dell'orto botanico fu affidato negli anni sessanta del Novecento a Walter Larcher, professore di botanica dell'Università di Innsbruck.

L'arboreto, ricco di specie arboree e arbustive, accrebbe maggiore valore culturale e scientifico dopo il 1992 quando il Museo Tridentino di Scienza Naturali di Trento avviò diversi progetti di rivalutazione dell'intera area botanica; i lavori vengono avviati nel 1993 a cura del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della provincia autonoma di Trento. Sempre nello stesso anno nuovi accordi tra il Comune di Arco e il museo di Trento fanno sì che l'arboreto diventi sede distaccata del museo stesso.

Le specie vegetali conservate sono all'incirca 150 e provenienti da diverse zone geografiche quali Europa meridionale e centrale, Asia orientale, Americhe e regioni africane.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[5] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 1 596 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevalarco, la settimana di Carnevale
  • Trofeo Città di Arco Beppe Viola, in marzo
  • Pasqua Musicale Arcense, rassegna di concerti
  • Festa della Musica, celebrata il 21 giugno
  • Zodalapina

Feste, fiere e sagre[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di S. Anna, il 26 luglio

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • La Schützenkompanie Arch, che si ispira alle storiche milizie della Contea del Tirolo, dette appunto Schützen o Sizzeri. La compagnia di Arco, che è stata rifondata il 5 maggio del 2001, è intitolata all'Arciduca Albrecht von Österreich-Teschen. Gli Schützen arcensi promuovono commemorazioni e incontri culturali, curano la pulizia e manutenzione di sentieri, trincee e opere di guerra sui rilievi montuosi circostanti, si dedicano a progetti di beneficenza rivolti ai Paesi più poveri del mondo, presenziano alle principali funzioni religiose e, per il Natale, realizzano corone dell'Avvento il cui ricavato è donato ai poveri della comunità.

Persone legate ad Arco[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

I resti del castello arcense

Le due principali risorse economiche del Comune sono l'attività legata al turismo e quella legata alle attività manifatturiere-artigianali. Tali due vocazioni risultano essere in antagonismo: mentre la richiesta turistica è indirizzata verso un paesaggio naturale accogliente e dolce, le necessità delle aziende artigianali ed industriali hanno trovato sfogo in varie aree del territorio (quella tradizionale sulla via per Linfano, una relativamente nuova sulla via per S. Giorgio, una ancor più nuova nella zona di Via S. Andrea. Nel settore dell'artigianato è ancora diffusa e rinomata l'antica lavorazione del legno finalizzata alla realizzazione di mobili e arredamenti.[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Arco è gemellata con:[7]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'Alto Garda è una delle migliori palestre per lo spor outdoor ed in particolare per la vela a livello mondiale. Numerose federazioni internazionali e società scelgono la cornice del sommolago per impostare le campagne d'allenamento preolimpiche e non. Il sodalizio sportivo Circolo Vela Arco dal novembre 2007 è diventato centro federale zonale, una scelta logistica degna di nota che lega sempre più la città alla pratica di questo sport. Il gruppo agonistico locale è impegnato annualmente in competizioni in Italia ed all'estero e si è aggiudicato la vittoria del campionato mondiale grazie al suo giovane atleta Federico Zampiccoli. La società, inoltre, promuove l'attività velica attraverso corsi per adulti e bambini, in collaborazione con il comune dedica agevolazioni ai giovani arcensi per la partecipazione ai corsi estivi.

Arco possiede delle ottime palestre di roccia, naturali ed artificiali. Ogni anno nel mese di settembre si tiene il Rock Master, competizione sportiva di arrampicata a inviti che richiama atleti provenienti da tutto il mondo. Nel luglio del 2011 ha ospitato l'undicesima edizione del Campionato del mondo di arrampicata.

Inoltre si svolge nel mese di luglio la Bolognano Velo , gara di corsa in montagna cui prendono parte i migliori top runner mondiali.

La locale sezione del C.A.I. - S.A.T. (Società Alpinisti Tridentini SAT Sezione di Arco di Arco) cura la segnaletica e la manutenzione di circa 110 km di sentieri montani su cui si inerpicano numerosi escursionisti. Vanta inoltre di due ottime strutture meta di molti turisti e gente del posto: il Rifugio Stivo Prospero Marchetti e la Baita Cargoni.

Nel 1972 e nel 2001 Arco è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia. Nel 1972 a una semitappa in linea fece seguito una semitappa a cronometro con partenza e arrivo ad Arco.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Arco
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1972 19ª a Asiago 163 Belgio Roger De Vlaeminck Belgio Eddy Merckx
1972 19ª b Arco (cron. individuale) 18 Belgio Eddy Merckx Belgio Eddy Merckx
2001 14ª Cavalese 166 Colombia Carlos Alberto Contreras Italia Gilberto Simoni

La città è un centro molto apprezzato anche dagli amanti della Mountain bike. La zona circostante offre innumerevoli possibilità per praticare questo sport, rispettando la normativa esistente.

La squadra di calcio locale è l'Unione Sportiva Arco, mentre quella cestistica è il GS Arcobasket. Nella frazione di Bolognano la squadra è la S.S. Stivo, e in quella di Vigne è la U.S. Baone.

Dal 1972, annualmente, vi si svolge il torneo calcistico, denominato Torneo Città di Arco - Beppe Viola o Trofeo Beppe Viola, a cui partecipano formazioni giovanili categoria allievi del panorama italiano ed internazionale.

Ad Arco è possibile praticare alcune arti marziali, tra cui Judo, KUNG-FU (Shaolin - Tai Chi Chuan), Yoseikan Budo, Taekwondo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  6. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 15.
  7. ^ Comune di Arco - Comune, Municipiodi Arco e città, Trentino-Alto Adige, su www.comune-italia.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccadonna G., Statuti della città di Arco, Trento, Edizioni U.C.T., 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [1] Guide alpine Arco


Controllo di autorità GND: (DE4085891-1