Bresimo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Bresimo
comune
Bresimo – Stemma
Bresimo – Bandiera
Bresimo – Veduta
Bresimo – Veduta
Scorcio della frazione di Fontana Nuova, con la chiesa di San Bernardo e il municipio
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige
Provincia Trento
Amministrazione
SindacoIvan Dalla Torre (lista civica) dal 19-11-2022
Data di istituzione15-3-1947
Territorio
Coordinate46°24′42.53″N 10°58′15.24″E / 46.411815°N 10.970899°E46.411815; 10.970899 (Bresimo)
Altitudine1 036 m s.l.m.
Superficie41,01 km²
Abitanti249[2] (31-10-2021)
Densità6,07 ab./km²
FrazioniBaselga, Bevia, Fontana e Fontana Nuova[1]
Comuni confinantiCaldes, Cis, Livo, Malé, Rabbi, Rumo, Ultimo (BZ)
Altre informazioni
Cod. postale38020
Prefisso0463
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022026
Cod. catastaleB158
TargaTN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[3]
Cl. climaticazona F, 4 007 GG[4]
Nome abitantibresimi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bresimo
Bresimo
Bresimo – Mappa
Bresimo – Mappa
Posizione del comune di Bresimo all'interno della provincia di Trento
Sito istituzionale

Bresimo (IPA: /ˈbrezimo/[5], Brésem[6], pronunciato /ˈbrezem/, in noneso[7]) è un comune italiano di 249 abitanti della provincia di Trento. Il paese riunisce in un unico abitato le località di Bevia, Fontana e Fontana Nuova. Più staccata verso est si trova la frazione di Baselga.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello d'Altaguardia

La valle di Bresimo era un antichissimo punto di passaggio, conosciuto e frequentato anche da Reti e Romani, come via di scambio dal Trentino verso l'area della Val Venosta e la Svizzera, attraverso la Val d'Ultimo. Fu dominio fin dall'alto Medioevo della famiglia Altaguardia (ramo dell'antichissima stirpe dei Da Livo), infeudati a metà del '200 circa dal Principe Vescovo di Trento del castello omonimo, di Altaguardia appunto, i cui ruderi dominano ancora sulla frazione di Baselga e sull'intera valle. Furono proprio questi primi Signori, in particolare Nicoló e Arnoldo, a fondare anche la chiesa di Baselga e poi rinnovarla nel 1334 in forme gotiche, probabilmente utilizzata come cappella funeraria della famiglia, e detennero anche il potere sul castello di Beliarde, posto nella parte alta della frazione di Fontana, il quale aveva possedimenti e domini sulla parte più interna della valle ed è citato per una spartizione proprio con i Livo nel Codice Wanghiano dell'anno 1212. Dopo l'estinzione della linea principale dei Signori di Altaguardia, il ramo della famiglia chiamatosi in seguito Arnoldi Dalla Torre ottiene il castel Beliarde, mentre il dominio sulla Valle di Bresimo passa ai conti Thun nel 1407, per via dell'imparentamento con gli stessi signori locali, in quanto Lola Thun sorella di Simone (il primo infeudato nuovamente dal Vescovo nel 1407) aveva sposato Sanguerra D'Altaguardia nel 1373, il quale a sua volta era fratello dell'ultimo Signore del castello, Mandele. I Thun arricchirono e ingrandirono ulteriormente il castello, nonché la chiesa di Baselga, dotandola di preziose suppellettili e arredi, fra cui il prezioso "Altare dei Conti" in stile tardogotico/rinascimentale e commissionarono un ciclo di affreschi, eseguito attorno al 1539/40 ed ispirato alla 'Kleine Passion' di Albrecht Dürer, che va ad adornare le pareti interne della navata unica della chiesa e ricopre degli affreschi di epoca precedente. Ai primi del '700 il castello, in parte in rovina, fu abbandonato, quindi abitato e governato da dei capitani fino ai primi dell'800, momento in cui subí l'abbandono definitivo e poi la vendita al Comune di Bresimo a metà del secolo e quindi il recente restauro, che ne ha restituito i resti e il sito alla comunità.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma

«Troncato in scaglione di rosso e di nero, allo scaglionetto d'oro sulla troncatura; in punta alla muraglia attraversante d'argento, merlata alla ghibellina, murata di nero. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma del Comune di Bresimo si rifà a quello degli antichi Signori del Castello di Altaguardia, che rappresenta una variante dello stemma Da Livo/Zoccolo: interzato in scaglione: in uno di rosso, in due d'oro e in tre di nero. Cimiero: due semivoli interzati in scaglione, come nello scudo. A questo stemma, quello comunale aggiunge la figura di una muraglia d'argento merlata alla ghibellina, segno della presenza dell'antico castello appunto e dell'antichità storica dell'intera valle.

Gonfalone

«Il gonfalone è un drappo rettangolare formato da 20 teli ondulati, di cui 10 rossi e 10 bianchi disposti alternatamente a forma di raggiera movente dal centro, caricato dello stemma comunale munito dei suoi ornamenti sovrastante la scritta in oro: Comune di Bresimo.[8]»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dell'Assunzione di Maria nella frazione di Baselga

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 maggio 2010 10 maggio 2015 Mara Dalla Torre Lista civica Sindaca
11 maggio 2015 20 settembre 2020 Mara Dalla Torre Lista civica Sindaca
21 settembre 2020 in carica Giuliano Pozzatti Uniti per fare Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto comunale
  2. ^ Bilancio demografico mensile anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Luciano Canepari, BResimo, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  6. ^ Enrico Quaresima, Vocabolario anaunico e solandro, Firenze, Leo S. Olschki, 1991 [1964], p. XXIII, ISBN 88-222-0754-8.
    «Bréʃem»
  7. ^ Carla Marcato, Brèsimo, in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 99.
  8. ^ Comune di Bresimo – (TN), su araldicacivica.it.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Trentino-Alto Adige: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Trentino-Alto Adige