Lavis

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Lavis
comune
Lavis – Stemma
Lavis – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Andrea Brugnara (Lavis unita) dal 10/05/2015 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 46°08′00″N 11°07′00″E / 46.133333°N 11.116667°E46.133333; 11.116667 (Lavis)Coordinate: 46°08′00″N 11°07′00″E / 46.133333°N 11.116667°E46.133333; 11.116667 (Lavis)
Altitudine 238 m s.l.m.
Superficie 12,18 km²
Abitanti 8 883[1] (30-06-2014)
Densità 729,31 ab./km²
Frazioni Pressano (Presan), Nave San Felice (Nave), Sorni
Comuni confinanti Giovo, Nave San Rocco, San Michele all'Adige, Terlago, Trento, Zambana
Altre informazioni
Cod. postale 38015
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022103
Cod. catastale E500
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti lavisani
Patrono sant'Udalrico
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lavis
Lavis
Sito istituzionale

Lavis (pronuncia: Lavìs; così anche in dialetto trentino[2], Laifs in tedesco[3]) è un comune italiano di 8.883 abitanti della provincia di Trento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Lavis è rappresentato da un troncato di azzurro e rosso, a tre verghe d'oro, legato da un nastro d'argento attraversanti.

Esso è lo stemma dell'antica "Comunità di Lavis, Pressano e Consorti", a significato dell'unione e della solidarietà che lega le comunità rappresentate.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Sant'Udalrico, citata già dall'anno 1341 in un contratto relativo all'acquisto di legname, venne ricostruita nell'anno 1488 in stile gotico, nel 1593 in stile rinascimentale, e nel 1760 nelle forme attuali. Ad oggi la chiesa si presenta in forme barocche, a tre navate scandite da due pilastri ciascuna, con volte decorate da scene dell'Esodo nell'aula, e da episodi della vita di Sant'Udalrico nel presbiterio, ad opera del pittore veronese Bartolomeo Zeni, che qui operò tra il 1783 e il 1789. Vi sono inoltre pregevoli stucchi roccocò e decorazioni a finto marmo. Altre opere degne di nota sono i due altari laterali, dedicati alla Madonna e al Crocifisso, opera dello scultore Cristoforo Benedetti, risalenti agli anni 1700-1719 e posti nella precedente chiesa, dalla quale provengono anche le due tele raffiguranti l'Assunzione di Maria e la Resurrezione di Cristo, realizzate verso il 1700 dal pittore Giuseppe Alberti. L'altare maggiore è opera marmorea tardosettecentesca del maestro Giovanbattista Antonini da Brentonico. Dietro esso si trova la Pala del Santo Patrono opera del boemo Johann Pock, racchiusa in una imponente ed elaborata cornice marmorea. Narra la leggenda che la chiesa sorse sul luogo della morte di Sant'Udalrico, avvenuta nel 973 d.C. Il santo vescovo di Augusta, al ritorno da un pellegrinaggio a Roma, sentendosi morire chiese di essere trasportato sulla riva destra del torrente Avisio,che all'epoca rappresentava il confine tra il mondo tedesco e quello italiano, per poter spirare nella sua terra. A Lavis sarebbero state quindi sepolte le viscere del santo, secondo la tradizione popolare.
  • Chiesa della Madonna di Loreto, risalente al 1700 circa, è posta sulla sponda del torrente Avisio in prossimità del ponte. Costruita su modello della Santa Casa di Loreto per volere di Giovanni Battista Svaldi, si presenta ad aula unica e volta a botte. L'altare in pietra è sormontato dalla nicchia contenente la statua della Madonna ed è decorato da un affresco opera del pittore Angelo Orlandi raffigurante il trasporto della Santa Casa.
  • Chiesetta di San Giovanni Nepomuceno, mirabile opera barocca opera di Domenico de Costa di Badia risalente al 1755. Già cappella privata dell'adiacente palazzo De Coredo, ora municipio, l'edificio si presenta affacciato sulla antica Via Imperiale. L'interno a navata unica è arricchito da lesene sostenenti un imponente cornicione e da eleganti stucchi. Capolavoro assoluto è senza dubbio l'ancona barocca a stucco che incornicia la pala, bellissima opera roccocò di Francesco Sebaldo Unterpergher, dipinta nel 1741, raffigurante la Madonna con Bambino attorniata dai santi Giuseppe, Giovanni Battista, Giovanni Nepomuceno e Carlo Borromeo.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Giardino dei Ciucioi

Ciucioi è il giardino romantico, unico nel suo genere, che sorge sulle pendici del dos Paion sopra il borgo di Lavis. Il toponimo "Ciucioi" deriva dal tedesco Zu Zoll (Al Dazio: il paese di Lavis, era infatti il dazio tirolese posto sul confine tra la contea del Tirolo e il Principato vescovile di Trento). Il giardino dei Ciucioi fu ideato e realizzato da Tommaso Bortolotti, ricco imprenditore lavisano, tra il 1840 e il 1860. Esso si sviluppa su terrazzamenti e si compone di finte quinte architettoniche legate all'eclettismo architettonico dell'epoca. Rare piante esotiche, coltivate in vaso e custodite in grandi serre riscaldate da stufe a olle e caminetti, arricchivano il patrimonio botanico del giardino ammirato anche da imperatori e principesse che passavano lungo la sottostante strada imperiale. Secondo recenti teorie il giardino sarebbe un giardino massonico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2014 nell'ambito di un progetto per la valorizzazione del patrimonio artistico architettonico del comune di Lavis l'assessorato alla cultura, istruzione e valorizzazione dei BB.CC ha incaricato il maestro d'arte Renato Restelli di eseguire una raccolta di opere raffiguranti i luoghi più rappresentativi della città; che avrebbero costituito gli originali di una collezione di stampe di prestigio denominate "OMAGGIO A LAVIS" i luoghi della storia[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Lavis è capolinea della linea 17 della rete urbana automobilistica di Trento.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato da due linee ferroviarie: la linea del Brennero (Innsbruck–Verona), a scartamento normale, e la linea a scartamento ridotto Trento-Marilleva, inaugurata nel 1964 in sostituzione della preesistente tranvia.

L'abitato principale è servito da due stazioni: quella di Lavis, sulla linea del Brennero, è gestita da Rete Ferroviaria Italiana, mentre Lavis FTM si trova sulla Trento–Marilleva ed è gestita da Trentino Trasporti. Le località di Nave San Felice e Sornello sono servite anch'esse da impianti ferroviari entrambi sulla Trento–Marilleva: la prima dall'omonima stazione, la seconda da una fermata in piena linea.

La stazione sotterranea di Zambana, pur servendo l'omonimo comune, sorge nel territorio di Lavis.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2015 Graziano Pellegrini PdL - PATT - liste civiche Sindaco
2015 in carica Andrea Brugnara Lavis unita Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diverse associazioni sportive quali l'U.S. Lavis che propone attività calcistica a tutti i livelli, l'A.S. Vivinsport che propone diversi sport tra i quali calcio a 5, pallanuoto, pallavolo, karate, judo e da qualche settimana dodgeball e il C.R.C.S.D. Paganella che propone le attività di calcio, basket e minibasket. La frazione di Lavis Pressano ospita la Pallamano Pressano che milita nel campionato serie A maschile.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio dell'U.S. Lavis al termine della stagione 2013-14 è stata promossa nel campionato di Eccellenza. L'ultima apparizione nel massimo campionato regionale risaliva alla stagione 1986-87 nell'allora campionato di Promozione regionale.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Il C.R.C.S.D. Paganella oltre alla prima squadra di basket iscritta al campionato di Promozione presenta da 3 anni anche un settore giovanile ben avviato che ricopre tutte le annate delle classe elementari e delle classi medie, allenate dai giovani Consoli Gianluca, Sebastiani Matteo e Riccardo Mazzucato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2014.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ Otto Stolz, Die Ausbreitung des Deutschtums in Südtirol im Lichte der Urkunden, 1927.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Lavis si svela nelle stampe artigianali di Restelli, 2 aprile 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]