Val di Non

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Val di Non
Val de Nòn
Nonstal
ValDiNon panorama.jpg
Panorama della valle da Ronzone
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Trento Trento
Bolzano Bolzano
Località principali Amblar, Bresimo, Brez, Cagnò, Campodenno, Castelfondo, Cavareno, Cavedago, Cis, Cles, Cloz, Coredo, Cunevo, Dambel, Denno, Don, Flavon, Fondo, Lauregno, Livo, Malosco, Nanno, Proves, Revò, Romallo, Romeno, Ronzone, Ruffré-Mendola, Rumo, Sanzeno, Sarnonico, Senale-San Felice, Sfruz, Smarano, Spormaggiore, Sporminore, Taio, Tassullo, Terres, Ton, Tres, Tuenno, Vervò
Superficie 635 km²
Altitudine 268 (forra del noce alla Rocchetta) – 2999 (Cima Falkner) m s.l.m.
Nome abitanti Nonesi
Cartografia
Mappa della Valle
Sito internet

La Val di Non (Valdenòn in nones[1], Nonstal in tedesco) è una valle del Trentino, situata nella parte nord-occidentale della provincia autonoma di Trento. Dal punto di vista amministrativo essa appartiene alla Comunità della Val di Non, una delle comunità di valle istituite in provincia nel 2010. Solo la parte più settentrionale della valle, il cosiddetto Deutschnonsberg (la Val di Non germanofona) appartiene invece alla provincia autonoma di Bolzano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La valle si apre a occidente della Valle dell'Adige, all'altezza della confluenza del Noce nell'Adige. È delimitata a oriente dai Monti Anauni che la separano dalla Bassa Atesina e dalla Val d'Adige, a occidente dalle Dolomiti di Brenta, mentre a nord-ovest, dove nasce la Val di Sole, dalla Catena delle Maddalene; confina infine a settentrione con la Val d'Ultimo e l'Alto Adige. È costituita da un ampio altopiano, attraversato dal torrente Noce e conta 38 comuni. Orograficamente la valle si biforca a "Y" all'altezza del lago di Santa Giustina e quindi la zona si divide in sponda destra (a ovest del Noce), sponda sinistra (a est del fiume) e "terza sponda" (la zona a nord del Noce e del rio Novella).

Val di non.jpg
Ingrandisci
Veduta della Val di Non dalla strada per il Monte Peller
Val di non inverno.jpg
Ingrandisci
Veduta della Val di Non da Revò in inverno

In tempi remoti era chiamata Anaunia, toponimo di probabile origine celtica legato alla popolazione degli Anauni. Nel corso dei secoli il nome è poi mutato in Val di Non.

Il centro abitato più importante della vallata è Cles, che sorge a lato del grande lago artificiale di Santa Giustina. La valle è ricca di storia, dal tempo degli antichi romani che avevano intuito l'importanza di questi territori vicini al Passo del Brennero, fino al Medioevo, periodo in cui sorgono numerosi castelli, come Castel Thun, Castel Bragher, Castel Coredo, Castel Cles, Castel di Nanno e il Castel Valer dove la leggenda vuole essere stati murati vivi una coppia di fidanzati di due famiglie rivali: i Nanno e i Sparo, oppure come il Santuario di San Romedio, patrono della valle, raffigurato mentre cavalca un orso, celebrato il 15 gennaio in processione lungo il Rio Nero, o i palazzi assessorili di Cles e Coredo, centri giuridico-amministrativi, anche ricordato come il Palazzo Nero a causa dei processi svolti alle streghe durante l'inquisizione del XVII secolo.

In valle sono presenti numerosi laghi, come il lago artificiale di Santa Giustina, lago di Coredo, il lago di Tavon e il lago di Tovel, segno dell'abbondanza di acqua della zona. Quando fu creato il lago artificiale di S. Giustina, per arrestare le piene del Noce, rimasero sommerse alcune strutture tra le quali il Ponte della Mula che, secondo la tradizione, avrebbe salvato il Barone di Cles dai soldati del Conte di Thun.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia della vallata è principalmente di tipo agricolo (frutticolo): la valle è resa famosa dalla vastissima produzione delle mele Golden Delicious conosciute commercialmente con il marchio Melinda (primo marchio DOP concesso per un prodotto del settore frutticolo). Procedendo da Cles verso Tres, infatti, si ripercorre la celebre via dei pomi, itinerario dell'economia trentina. Ricoprono una discreta importanza per l'economia locale anche il turismo e l'artigianato; sono inoltre presenti alcune aree artigianali con piccole industrie e cementifici nella zona di Cles, Tassullo e Mollaro. Nell'alta valle di Non sono anche presenti piccole imprese legate all'industria del legno che producono imballaggi. Risultavano attivi fino agli anni trenta, invece, i produttori di fruste da circo, cd. funari, utilizzando un tipo di corteccia che cresce solo in questa valle. Sulla via di Amblàr è ancora visibile la Porta di Vallavena che testimonia le contese dei boscaioli sull'uso delle risorse locali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La valle è raggiungibile, oltre che dall'accesso principale costituito dalla strada statale 43 che la collega con Mezzolombardo e la Valle dell'Adige attraverso la Forra della Rocchetta, da altri 4 passi: il Passo Palade da Merano, il Passo della Mendola da Caldaro e Bolzano, il Passo Castrin dalla Val d'Ultimo verso la parte tedesca della valle (Proves) e infine il Ponte di Mostizzolo che la collega a est con la val di Sole, da cui per il Passo del Tonale si passa in Lombardia.

È inoltre servita dalla Ferrovia Trento-Malè, inaugurata nel 1964 in sostituzione della preesistente tranvia, e dove la ferrovia non arriva si possono utilizzare i mezzi interurbani Trentino Trasporti per raggiungere le località più esterne e l'alta Val di Non.

Particolarità linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

La parlata dei suoi abitanti, il Nones, è un dialetto retoromanzo, tanto che in questi ultimi anni si parla di riconoscimento del noneso come lingua, del suo utilizzo nella toponomastica e come materia di insegnamento nelle scuole.

Tre comuni nell'estremità nord della Valle sono, fin dal Medioevo, invece popolati da tedeschi: è il Deutschnonsberg, composto da Lauregno, Proves e Senale-San Felice. Qui quasi la totalità della popolazione parla il dialetto sudtirolese e i comuni fanno parte della provincia autonoma di Bolzano.

Cucina e piatti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Strudel

Piatti legati all'agricoltura della valle sono la torta e el tortèl de patate, la torta di mele, lo strudel, la lucanica, che troneggiano anche sullo smacafam, una sorta di frittata di grano saraceno cotta al forno, lo speck. Carne di maiale e insaccati si accompagnano ai crauti (cavoli cappucci in salamoia acida) e alla polenta.

Un'altra specialità tipica della valle sono i Tortièi da patate.

I canederli

Tra i primi piatti, canederli (in brodo, al burro) strangolapreti (gnocchi di pane raffermo e spinaci), la panada zuppa di pane raffermo e porcino arrostito, zuppa di porri e patate e minestroni. I funghi entrano in numerose combinazioni. Il tonco de pontesèl è ottenuto con luganega fresca cotta con farina tostata ed è comune alla gastronomia di quasi tutte le valli trentine. Così il coniglio arrosto abbinato alla polenta, gialla o nera; la ricchezza di selvaggina si traduce in una molteplicità di piatti, capriolo in testa, ma anche cervo, lepre e fagiano con contorno di patate rostide cioè patate arrosto. Il gulasch alla trentina è un adattamento del piatto austroungarico, mentre la carne salada del Trentino, carne cruda in salamoia originaria della zona del Lago di Garda, è oggi prodotta in proprio. I formaggi trentini variano dal grana al nostrano de casel, dal fontal alla spressa, classificati in base alla consistenza della pasta, al periodo di maturazione, alla cottura e al tenore di grasso.

Lo zèlten

Tra i dolci ricordiamo i grostoi di carnevale, la torta de fregolòti, i dolci a base di mele, lo zelten con noci, fichi secchi, uva sultanina, pinoli, variante trentino-tirolese di un dolce natalizio.

I crauti

Per il vino si può citare il groppello, coltivato dei pressi di Revò. Nella valle vengono prodotte anche grappe - la classica grappa bianca e quelle aromatiche e amari. In molti paesi è in vendita miele di produzione locale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella basilica di Sanzeno sono custodite le reliquie dei tre martiri anaunensi Martirio, Alessandro e Sisinnio, inviati nel IV secolo dal vescovo milanese Ambrogio per fare proseliti nella valle. Salorno, vicino Mezzocorona, prende il nome dal culto pagano di Saturno, il divoratore di bambini, venerato prima della predicazione dei tre Santi.
  • Fino al 1964, durante l'estate, il lago di Tovel presso Tuenno si tingeva di rosso a causa della presenza di un particolare tipo di alga, conosciuta col nome di Tovellia sanguinea.
  • Nella chiesa di S. Udalrico a Rumo sono raffigurati nell'ultima cena dei gamberetti, particolare inusuale per l'iconografia dell'epoca.
  • Nella chiesa di S. Lucia a Fondo sono raffigurati degli scorpioni neri, firma del pittore che ha dipinto gli affreschi interni.

Persone legate alla Val di Non[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Quaresima, Vocabolario anaunico e solandro raffrontato col trentino, Firenze, Istituto per la Collaborazione Culturale Venezia-Roma, 1964, p. VII.
  2. ^ Emanuele Lanzerotti su cooperazione.net, Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia Sociale. URL consultato il 21 maggio 2015.
  3. ^ (EN) Leno S. Pedrotti su osa.org, Optical Society of America. URL consultato il 21 maggio 2015.
  4. ^ (EN) Welcome to OakCrest Waco - Dr. Leno Stephano Pedrotti su oakcrestwaco.com. URL consultato il 21 maggio 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4117906-7