Maso

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Esempio di maso
Masi sul monte Vederna, Imèr, Trentino

Il maso (in tedesco Bauernhof; in solandro màs [1] o tablà; in nones ed in dialetto trentino màs) è una abitazione rurale tipica del Trentino-Alto Adige.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il maso consta solitamente di un fienile, una stalla e una piccola stanza adibita alla cottura dei cibi e alla preparazione del formaggio. Il fienile, la stalla e la cucina possono essere compresi in un unico edificio (in questo caso il fienile sovrasta la stalla e la cucina è laterale). Oppure il fienile e la stalla (ted. Futterhaus) possono essere costruiti in un edificio piuttosto lontano dall'abitazione della famiglia contadina (ted. Feuerhaus). I masi non presentano uno stile di costruzione omogeneo. Questo, anzi, varia a seconda delle zone in cui si trova. Così anche l'impiego dei materiali: prevalentemente legno nelle valli ricche di foreste; legno e muratura laddove l'apporto di pietra e calce non era particolarmente difficoltoso.

Il maso, poi, in quanto antica abitazione della famiglia contadina trentina e sudtirolese, è attorniato da prati destinati allo sfalcio o al pascolo. Un maso era prevalentemente abitato dal tardo autunno fino alla tarda primavera, ovvero quando la famiglia contadina era costretta a scendere a valle col bestiame di ritorno (transumanza), infatti nei prati del maso venivano fatte pascolare le mucche, prima che queste salissero all'alpeggio.

D'estate, poi, i prati venivano falciati e il fieno prodotto era ricondotto a valle in inverno utilizzando le slitte. Per garantire l'apporto quotidiano di latte e uova in estate, nel maso venivano comunque tenute delle capre e delle galline, a volte una o due mucche. L'orto è una componente indispensabile del complesso agricolo che fa capo al maso.

Il maso chiuso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: maso chiuso.

Il maso può essere "chiuso", con tale espressione si indica la consuetudine per cui il maso stesso non può essere diviso tra diversi eredi, ma assegnato ad uno solo di questi. Tali provvedimenti furono previsti nei secoli scorsi per evitare il frazionamento del territorio, che avrebbe provocato un impoverimento generale dell'economia della regione, fondamentalmente basata su agricoltura e allevamento. Il maso "chiuso" fu abolito in Italia durante il fascismo e poi ripristinato negli anni cinquanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zanella Giovanni, Dizionario Italiano-Solandro Solandro-Italiano della Conca d'Ossana, 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Hermann Wopfner, Bergbauernbuch: von Arbeit und Leben des Tiroler Bergbauern, a cura di Nikolaus Grass, 3 voll. (Schlern-Schriften, 296-298), Innsbruck, Wagner, 1995-1997. ISBN 3-7030-0278-6
  • (DE) Helmut Stampfer (a cura di), Bauernhöfe in Südtirol: Bestandsaufnahmen 1940-1943, 7 voll., Bolzano, Athesia, 1990-2010.