Valle dei Mocheni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Valle dei Mòcheni
Bersntol
Bersntol palae.jpg
StatiItalia Italia
RegioniTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
ProvinceTrento Trento
Località principaliFierozzo, Palù del Fersina, Frassilongo, Sant'Orsola Terme
Comunità montanaComunità di Valle "Alta Valsugana e Bersntol"
Superficie64 km²
Altitudine750÷1500 m s.l.m.
Nome abitantimòcheni
Cartografia
Mappa della Valle
[www.bersntol.it Sito web]

Coordinate: 46°06′N 11°18′E / 46.1°N 11.3°E46.1; 11.3

La Valle dei Mòcheni (Bersntol in mòcheno, Fersental in tedesco[1]), nota anche come Valle del Fèrsina, è una vallata in provincia di Trento percorsa dal torrente Fersina, dalla sua sorgente fino alla cittadina di Pergine Valsugana.

L'area è nota per la presenza di un'isola linguistica germanofona di origine medievale, quella dei Mocheni.

Monti[modifica | modifica wikitesto]

La valle è attorniata dalle vette del settore occidentale del gruppo del Lagorai ed è ricca di pascoli e di boschi, in particolare larici e abeti rossi.

I monti principali che contornano la valle sono:

Comuni della valle[modifica | modifica wikitesto]

La valle dei Mocheni interessa i comuni di Fierozzo (Gamoa' va Vlarötz), Frassilongo (Gamoa' va Garait), Palù del Fersina (Gamoa' va Palai) e Sant'Orsola Terme (il paese più grande e più popoloso, di lingua italiana, come tutta la parte meridionale del versante occidentale della valle); inoltre interessa anche parte dei comuni di Vignola-Falesina (in particolare la frazione di Falesina) e di Pergine (frazioni di Viarago, Canezza, Serso e Zivignago).

La sua economia è essenzialmente agricola: rinomata la coltivazione di piccoli frutti (fragole, lamponi, more, mirtilli ecc.), particolarmente sviluppatasi nell'ultimo ventennio. Inoltre vi si produce la treccia mochena, un dolce tipico della vallata nonostante alcune perplessità sulla sua autenticità.[2][3]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Prima del medioevo la valle è sfruttata solo nei mesi estivi per i pascoli; i primi insediamenti stabili datano alla metà del XIII secolo nella parte bassa della valle, interessando la zona del comune di Frassilongo e delle sue frazioni. All'inizio del XIV gli insediamenti si spostano anche nella parte alta e meno raggiungibile dell'area, vengono così fondati i primi masi con abitanti stabili, in quelli che oggi sono i comuni di Fierozzo e Palù del Fersina. I primi abitanti, noti con il nome di "roncadori" (dal termine roncola con cui si rende lavorabile la terra), sono agricoltori di provenienza prevalentemente germanica, e si stabiliscono sul monte di Fierozzo.

La valle dipendeva nel medioevo prevalentemente dal Castello di Pergine, mentre il monte di Fierozzo era proprietà del Principato vescovile di Trento, concesso in affitto perpetuo alla comunità di Povo. Il monte passò nel tempo sotto l'influenza dei conti del Tirolo e l'area fu sempre più germanizzata e divisa fra la giurisdizione dei castellani di Pergine (che nel 1400 possedevano 32 masi a Fierozzo) e quella delle casate di Corrado de Frauenberg, dei Grainfenstein e degli Starkenberg.

A questi si aggiunge una seconda ondata di arrivi, sempre da aree germaniche, di lavoratori nelle miniere locali (i "canopi"), nei secoli XV e XVI. L'attività mineraria arricchisce la vita economica della valle e favorisce l'aumento della popolazione. L'estrazione di rame, argento, piombo, quarzo proseguirà per secoli, fino a terminare con l'estrazione di fluorite fino agli anni settanta del Novecento, quando l'attività ha termine.

L'attività agricola e quella mineraria, assieme all'evoluzione della lingua mochena dal tedesco, costituiscono i principali fattori caratterizzanti della cultura della valle.[4]

L'attività commerciale tipica della valle è invece, a partire dal XVIII secolo, quella dei "Krumer" (forma italiana: "cròmeri"), contadini che, durante i mesi invernali, si trasformano in venditori ambulanti. Tradizionalmente essi vendono immagini religiose sotto vetro, materiale che si procurano in Boemia Meridionale, Austria e Baviera e che commerciano spostandosi in varie aree geografiche a nord e a est, arrivando in alcune epoche fino al confine dell'Impero ottomano. In seguito, oggetto del commercio diventarono principalmente stoffe per abiti, assieme alla minuteria per cucire e ricamare, l'attività va a scemare intorno agli anni sessanta del Novecento.[5]

Durante la prima guerra mondiale la valle viene toccata dalle operazioni militari (lo scrittore Robert Musil vi combatté in qualità di tenente dell'esercito austroungarico, esperienza che ricorderà nei suoi diari e in alcune novelle e poesie[6]). In particolare la novella dal titolo italiano "Grigia" è ambientata in quella che lo scrittore per primo definisce "valle incantata". Nel 1942 diversi abitanti di lingua mòchena scelgono di trasferirsi, secondo quanto previsto dall'accordo firmato nel 1939 da Hitler e Mussolini relativo alla "opzione" (la scelta di una patria omogenea rispetto alla propria appartenenza etnico-culturale) in fattorie del Protettorato di Boemia e Moravia occupata dai nazisti. La maggioranza farà ritorno in valle dopo la fine della seconda guerra mondiale.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bollettino ufficiale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige - 5 maggio 1998 - p. 16
  2. ^ Marta Villa, La treccia mochena: quando la tradizione va reinventata, 4 dicembre 2014, su trentinolibero.it
  3. ^ Il caso della treccia mochena, tra prezzo e tradizione, 6 luglio 2014, su ladige.it
  4. ^ Aldo Gorfer, Le valli del Trentino, Calliano (TN), Edizioni Manfrini, 1977, p. 759-760, ISBN 8870242862.
  5. ^ Krumer. Ambulanti mocheni: storia di commerci in terre lontane, Palù del Fersina (TN), Istituto culturale mòcheno, 2011, ISBN 9788890065682.
  6. ^ Alessandro Fontanari e Massimo Libardi (a cura di), Musil en Bersntol: la grande esperienza della guerra in Valle dei Mòcheni, Palù del Fersina (TN), Istituto culturale mòcheno, 2012, ISBN 9788890689536.
  7. ^ Aldo Gorfer, Le valli del Trentino, Calliano (TN), Edizioni Manfrini, 1977, p. 761, ISBN 8870242862.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Gorfer e Flavio Faganello, La valle dei Mòcheni, Calliano (TN), Edizioni Manfrini, 1980, ISBN 8870240096.
  • G. B. Pellegrini e M. Gretter (a cura di), La valle del Fèrsina e le isole linguistiche di origine tedesca nel Trentino: atti del convegno, San Michele all'Adige(TN), Museo degli usi e costumi della gente trentina, 1979.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN247617260
Valsugana Portale Valsugana: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Valsugana