Manso

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Manso, dal latino mānsu(m), participio passato di manēre (restare, dimorare) signifca "luogo di sosta" ed è voce dotta derivante da mansione(m), "dimora", da cui "magione". [1]

Nel Medioevo, indicava la quantità di terreno o podere lavorato dai componenti di una famiglia con un solo paio di buoi. Al manso era annessa anche la casa colonica. I coloni, (servi, semiliberi, liberi) erano chiamati: dominicales, tributarii, ingenuiles, serviles, vestiti, inhabitati secondo la loro posizione giuridica davanti al padrone.[2]

Organizzazione ed estensione[modifica | modifica wikitesto]

Fino a circa l'VIII secolo, il "manso longobardo", secondo la definizione di Leicht[3], era molto esteso, con dimensioni impressionanti che non si troveranno nei secoli successivi, comprese fra i 10 e i 75 iugeri[4] (da 2,5 a circa 18,75 ettari), organizzato come un podere retto da un titolare (servo, e qualche volta libero) affiancato da servi domestici, a lui necessari per coltivare un'azienda dalle dimensioni cospicue.[5]

Tuttavia, almeno dalla metà del secolo IX, nel X, XI e XII il manso muterà estensione. Culminando il processo di riduzione dell'area poderale dovuto all'insedimento nella media e alta pianura fino alla collina, le dimensioni del manso saranno comprese orientativamente fra i 4 e i 24 iugeri: tali mansi venivano considerati nel 1099 aziende poderali di notevole ampiezza.[6]

In Italia il manso sopravvisse ben oltre il Medioevo e nel Tirolo-Alto Adige rimane tuttora con la denominazione di "maso chiuso".[7]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Grande Enciclopedia, volume XII, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1975.
  • Vito Fumagalli, Introduzione del feudalesimo e sviluppo dell'economia curtense nell'Italia settentrionale, École Française de Rome, Roma, 1980.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario etimologico della lingua italiana Cortelazzo-Zolli, vol. III, p. 716.
  2. ^ Grande Enciclopedia Istituto Geografico De Agostini - Novara, vol. XII, "Manso", p. 300.
  3. ^ P.S. Leicht, Studi sulla proprietà fondiaria nel Medioevo, I, Verona-Padova, 1903, pp. 18, 70.
  4. ^ C. Brühl, Codice diplomatico longobardo, III, 1, Roma, 1973, n. 33, a. 760, pp. 206-207; L. Schiaparelli, Codice diplomatico longobardo, II, Roma, 1933, n. 155, a. 761, pp. 79-80; 226, a. 769, p. 273; 257, a. 771, pp. 348-349.
  5. ^ Vito Fumagalli, Introduzione del feudalesimo e sviluppo dell'economia curtense nell'Italia settentrionale, p. 317.
  6. ^ Vito Fumagalli, Introduzione del feudalesimo, cit., pp. 317-318.
  7. ^ Grande Enciclopedia Istituto Geografico De Agostini - Novara, cit., p. 301.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]